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Lui più troia di lei (I parte)

Gep aveva diciotto anni quando la sua vita si incrociò con quella di Elena e Mauro. Orfano, era stato allevato da una coppia di zii senza tante cure, che lo avevano costretto ad andare a lavorare nella locanda.
Lui amava fare un altro lavoro. Era stato sempre attratto dalla bottega della parrucchiera che era poco lontana da casa degli zii. Era sempre li dentro e la parrucchiera ne approfittava per fargli fare delle faccende. Lui appassionato di quel lavoro, aveva imparato molto e aiutava sempre di più la parrucchiera. Naturalmente questa non lo retribuiva, anche perché il lavoro non era molto.
Quando venne fuori quel lavoro alla locanda, gli zii lo costrinsero ad accettarlo. A lui dispiacque molto lasciare la parrucchiera, si sentiva portato per quel lavoro.
La locanda era un piccolo fabbricato con sette o otto stanze un pò isolato dal paese. Il proprietario era lo stesso del ristorante bar del paese che si trovava proprio in centro.
Praticamente lui faceva tutto nella locanda. Era sempre solo. Il proprietario si vedeva molto poco, indaffarato com’era col bar e il ristorante.
I clienti erano pochi. Per lo più commessi viaggiatori e supplenti delle scuole, o sostituti del medico. Di tanto in tanto qualche coppietta in cerca di un nascondiglio. Gep faceva molto bene il suo lavoro, anche se non lo faceva volentieri. L’unica cosa positiva di quel lavoro era che viveva nella locanda, lontano dagli zii, e
soprattutto gli permetteva di soddisfare una sua passione nascosta. I vestiti da donna.
Da sempre gli era piaciuto averli tra le mani e giocarci. Soprattutto la biancheria intima. Li alla locanda gli capitavamo le occasioni per farlo. Quando capitava qualche cliente donna aveva la possibilità di toccare i sui vestiti e la sua biancheria. Aveva anche escogitato un sistema per appropriassi di qualche capo.
Nascondeva un capo in un posto dove era plausibile potesse essere scivolato. Se la cliente lo ricercava lui aiutandola a cercarlo lo faceva venire fuori, ma molto spesso non se ne accorgevano e lui lo prendeva alla loro partenza.
In questo modo si era fatta una bella collezione di slip, reggiseni, sottovesti ed altri indumenti. Quasi un corredo che si arricchiva sempre di più. Quando poteva in camera sua ci giocava indossandoli.
Gli piaceva moltissimo vedersi vestito con quelle cose. Lo faceva sempre con più cura cercando di completare la collezione di tutti i capi.
Impazzi di gioia quando riuscì ad appropriarsi di un paio di scarpe della sua misura con i tacchi a spillo. Passava molto tempo vestito da donna a guardarsi allo specchio atteggiandosi.
Cominciò anche a fare la caccia alle cose per il trucco. Erano momenti di grande eccitazione quelli che passava davanti allo specchio a truccarsi. Col passare del tempo imparo a farlo molto bene, raggiungendo dei risultati fantastici.
D’altro canto il suo corpo e il suo fisico si prestavano moltissimo a quei suoi travestimenti. Aveva un corpo straordinariamente aggraziato e un viso d’angelo, incorniciato da stupendi capelli che portava un po’ lunghi.
Bastava una pettinatura un po’ estrosa e anche senza trucco il suo viso sembrava quello di una fanciulla. La cosa più sconvolgente poi, erano le gambe. Tornite e senza peli da fare invidia a qualsiasi donna. Partivano da due chiappe tonde e slanciate arrivavano alle caviglie affusolate.
Anche se il lavoro in se non gli piaceva, col passare del tempo apprezzava sempre di più la possibilità di dare sfogo a quella sua passione. Passava dei momenti eccitantissimi da orgasmo.
Quando si sentiva avvolto da quegli indumenti si sentiva felice. Si eccitava moltissimo quando riusciva a rimediare un nuovo indumento, se poi era usato andava in estasi. Gli piaceva sentire l’odore che emanava. Più era forte l’odore più si eccitava. Le mutandine poi lo facevano impazzire. Se poi erano state portate molto erano il massimo.
Qualche volta riusciva a trafugare degli slip che erano stati indossati prima di una scopata che avevano evidenti tracce di succhi intimi. Per lui erano una goduria. Quando arrivava qualche coppia che prendeva la camera per incontri amorosi era felicissimo perché riusciva a rimediare cose eccitantissime. Slip usati dalla proprietaria per asciugarsi la fica dopo una scopata, preservativi pieni di sperma gettati nel cestino. Le prime volte si era limitato
solo ad annusarli per sentire l’odore della fica, a bagnarsi le punte delle dita gustando la sensazione che gli dava sentire quel liquido vischioso. Portandosi poi le dita sotto il naso ne gustava l’odore. Dopo un po’ comincio a provare a strusciarsi le dita sulle labbra, prima appena umide, poi sempre più bagnate, finche non si limitò più a strusciarle solamente sulle labbra ma cominciò a leccarle.
Quel sapore lo faceva impazzire tanto che arrivò a bucare la punta del preservativo con un ago e se lo schizzava sulle labbra leccandole poi con la lingua.
Quando arrivano alla locanda Elena e Mauro per starci un po’ di tempo Gep ne è felicissimo. Capisce subito che potrà trovare materiale per i sui trastulli.
Lui è l’erede di una proprietà che comprende un palazzetto in paese. Molto fatiscente, ma che in passato è stato stupendo. Ha cominciato a restaurarlo e vuole seguire i lavori. Per questo rimarranno alla locanda per un po’ di tempo.
Lui ha un po’ più di cinquant’anni mentre lei ne ha meno di quaranta. Lei è una gran bella donna, molto sensuale e disinibita. Lui, alto e magro, molto distinto, non bello ma interessante.
Gep è subito affascinato dal guardaroba di Elena. Un guardaroba ricchissimo. Tutte cose molto belle e sexy. Quando la donna chiede a Gep se c’è una lavanderia lui le dice che se lei vuole può pensarci lui al bucato. Quando lei gli dice che va bene lui fa i salti di gioia.
Questo gli permette di provarsi tutta la roba che lei gli da lavare prima di lavarla. Un’altra cosa che affascina Gep è che quando gli capita di andare in camera di Elena la trova spesso svestita e non fa nulla per coprirsi. Vederla mostrarsi tranquillamente seminuda lo eccita di più che vederla nuda dal buco della serratura.
Un’altra passione segreta di Gep e quella di spiare i clienti nella loro intimità dal buco della serratura. Siano essi donne che uomini. Lo fa impazzire vederli fare l’amore o anche masturbarsi. Elena e Mauro se li è goduti già la prima sera. Uno spettacolo favoloso. L’hanno fatto con la luce accesa. Elena è assatanata e Mauro la pompa moltissimo prima di godere.
Un altro vezzo di Gep è quello di fare le classifiche delle persone che passano per la locanda. Quanto durano, quante volte lo fanno. Classifica le donne a seconda delle loro qualità fisiche, come hanno la fica, come hanno le tette. Gli uomini, come hanno l’uccello. I loro gusti ecc. ecc.
Elena la classificata tra quelle che hanno la fica più grossa e tra le più assatanate e porche. Mentre Mauro lo mette tra quelli con il cazzo poco grosso anche se abbastanza lungo. In compenso è uno di quelli che durano di più.
La cosa che dispiace un po’ a Gep è che Mauro non usa i preservativi. In compenso però Elena usa asciugarsi la fica, dopo una scopata, con gli slip. Odorare quelle mutandine lo inebria. Oltretutto spesso Mauro invece di scoparla le mette l’uccello nel culo. In quel caso le mutandine emanano un odore che lo stordiscono. Aspettava a lavarle. Gli piaceva odorare premendosele sul viso quando li spiava la volta successiva che facevano l’amore. Mentre vedeva Elena leccare l’uccello di Mauro e si premeva gli slip sul viso gli sembrava di sentire lo stesso odore che sentiva Elena. Era uno spettacolo vederla succhiare l’uccello. Lo faceva sempre prima di scopare o di farsi inculare.
Gep l’aveva classificata subito come la più grossa bocchinara vista.
Col passare del tempo Elena si affida sempre di più a Gep per tutte le necessita. Si fa consigliare una sarta si fa accompagnare dalla parrucchiera. La quale le suggerisce di farsi pettinare da Gep quando ne ha bisogno dicendole che lo sa fare molto bene.
Elena prende il consiglio alla lettera e ogni volta che deve uscire chiede a Gep di pettinarla. Cosa che lui fa molto volentieri. Sia perché è una cosa che gli piace fare inoltre questo gli permette di stare vicino ad Elena che di solito si fa pettinare prima di vestirsi completamente. Inoltre mentre la pettina parla entrando sempre più in confidenza.
Un giorno mentre la sta pettinando, Elena si struscia una gamba dicendo:
-Ho proprio bisogno di depilarmi. Da chi posso andare?-
-Dalla parrucchiera.- Le fa Gep.
-Fa anche le depilazioni? Sei sicuro?-
-Si. Ne sono certo. Lo sa che prima di lavorare qui io lavoravo dal lei.-
-E hai imparato anche tu?-
-Be. Si le facevo anch’io.-
-Allora perché non me la fai tu?-
-Se vuole, volentieri.- Fa Gep felice come una pasqua.

Dopo circa dieci giorni dal loro arrivo, Mauro deve lasciare il paese per impegni di lavoro. Elena rimane per seguire i lavori. Gep all’inizio è un po’ dispiaciuto. Non potrà godersi le loro scopate.
Invece la partenza di Mauro gli offre qualcosa di ancore più eccitante. Il pomeriggio della partenza di Mauro, Elena torna alla locanda accompagnata dal geometra che sta curando il restauro. Un uomo robusto, molto virile.
Si chiudono in camera. Gep si avvicina subito alla porta e li spia. Elena già seminuda lo sta spogliando mentre lui la palpa volgarmente. Quando è nudo Gep può vedere un cazzo enorme. Lungo come quello di Mauro ma molto più grosso. Uno dei più grossi che Gep abbia mai visto. Elena si inginocchia e se lo infila in bocca. Se lo succhia per un po’. Lui apre una bustina e tira fuori un preservativo. Lo porge ad Elena che lo infila sul cazzo e poi si impala su quel pisellone. Lui impazzisce di gusto. Non dura molto. La pompa con furia e se ne viene.
Gep muore dalla voglia di recuperare quel preservativo gonfio di sborra. Appena il Geometra se ne va, Gep presi degli asciugamani puliti va alla porta della camera di Elena la apre ed entra facendo finta di essere sorpreso di trovarla li.
-Oh! Scusi! Credevo non fosse in camera deve essere rientrata mentre io ero fuori.-
-Si sono rientrata da poco.-
-L’ha accompagnata il geometra? Lo visto ripartire con la macchina mentre rientravo.-
Elena gli si avvicina con aria complice, mentre lui posa gli asciugamani in bagno. Indossa solo una giacca chimono, allacciata sommariamente che fa vedere bene che sotto indossa solo lo slip. Prende una spazzola e comincia a lisciarsi i capelli davanti allo specchio e fa a Gep:
-Siamo amici noi due. Vero tesoro?-
-Oh. Si. Sarei contentissimo che lei mi considerasse un amico.-
-Certo che ti considero un amico. Tu mi consideri un’amica?-
-Oh. Si. Certo!-
-Allora posso fidarmi di te.-
-Ma certo!-
-Allora mi posso confidarmi con te. Cosi magari mi puoi aiutare. Manterrai il segreto però?-
-Si certo. Quale segreto?-
-Il geometra è un mio amante. Non mi ha solo accompagnato. E’ venuto a fare l’amore con me. Sei sorpreso?-
-Un po’. Ma non molto. Il geometra è un bel tipo.- Fa Gep rientrando in camera. Si avvicina al letto disfatto e lo riassetta.
-Allora mi capisci. E’ più forte di me mi eccita da morire. Mi aiuterai a tenere questo segreto?-
-Stia tranquilla! Se però lascia questo qui sarà difficile nasconderlo.- Fa lui con un sorrisetto. Si piega a raccogliere il preservativo che il geometra a lasciato cadere accanto al letto dopo averlo annodato.
-Oh. Si. Buttalo nel Water.- Gep va in bagno si infila il preservativo in tasca e scarica. Però vuole pure le mutandine. Mentre li spiava ha visto che lei se le è infilate senza asciugarsi la fica devono essere tutte intrise del succo della sua fica. Rientrato un camera le fa:
-Sto per fare il bucato. Ha qualcosa da lavare?-
Lei si passa una mano sulla fica e fa:
-Penso che queste siano proprio da lavare.- Se le sfila e gliele da.
-Sono proprio da lavare.- Fa lui con un sorrisetto complice. -Sono tutte bagnate.-
Uscito dalla camera corre subito in camera sua a godersi quei due trofei.
Il giorno dopo il geometra torna a trovare Elena. Gep non si fa vedere quando lui arriva. Ma appena è entrato in camera si accosta alla porta a spiarli. Si ripete lo spettacolo del giorno prima. Gep se lo gode strusciandosi sul viso gli slip di Elena. Li assapora con la lingua eccitatissimo. Appena il geometra se ne va bussa alla porta di Elena. Le gli dice di entrare. Lei è sul letto nuda. Il lenzuolo gettato sopra le copre solo il bacino.
-Volevo rassicurarla che lo visto andar via dalla finestra. Non c’era nessuno in giro.- Intanto si è avvicinato al letto.
-Grazie. Sei un tesoro.- Fa lei mentre Gep raccoglie il preservativo.
-Lo butto questo. Vero?- E si avvia al bagno. Tornato dal bagno si avvicina di nuovo al letto e raccolte le mutandine fa:
-Le posso lavare queste?-
-Si. Però aspetta. Dammele un attimo.- Le prende e infilata la mano con gli slip sotto il lenzuolo ci si asciuga la fica. Quando gliele rida sono più bagnate di quelle del giorno prima. Gep sta per andarsene quando Elena gli fa:
-Mamma mia. Mi ha distrutto!-
-Che è successo?- Fa Gep con aria preoccupata. -Non è rimasta soddisfatta?-
-Altroché! Mi ha fatto impazzire di gusto.-
-Allora perché ha detto che l’ha distrutta?-
-Oh! Senti tesoro. Perché non mi dai del tu. Ormai sei il mio complice. Il mio confidente. Almeno quando siamo soli dammi del tu. Ti va?-
-Oh! Si. Certo. Perché ti senti distrutta se ti è piaciuto tanto fare l’amore con lui?-
-Perché mi scopa con violenza.-
-E a te non piace?-
-Oh si che mi piace! Ma dopo mi lascia un cencio.-
-Il signor Mauro invece, non è violento?-
-No. Lui è più calmo. Mi porta all’orgasmo piano piano. Gino invece è un’esplosione. E’ un toro scatenato. Mi sfonda con forza con quel suo cazzone, Mi fa godere in pochi attimi.-
-Ce l’ha tanto grosso?-
-Si enorme. Non puoi immaginare quanto.-
-Con chi provi più gusto con Gino o con tuo marito?-
-Mi fanno godere tutti e due tanto. In maniera diversa però. Con Gino è un’esplosione mentre con Mauro è un’estasi prolungata.-
Il giorno dopo il geometra viene a trovarla di mattina visto che Mauro dovrebbe tornare nel pomeriggio. Gep bussa alla porta di Elena subito dopo che lui è uscita. La trova stesa sul letto che non si è ancora ripresa.
-Mamma mia che scopata. E’ una furia scatenata.- E cosi dicendo prende con una mano gli slip che ha accanto sul letto e se li passa sulla fica lasciandoli poi tra le gambe.
-Devi riprendere le forze subito però. Fra poco arriverà il signor Mauro.- Le fa Gep ridendo mentre si avvicina al comodino.
Mentre li spiava aveva visto che Gino toltosi il preservativo, lo aveva gettato sul comodino e quello era scivolato dietro.
-Mi passi le sigarette tesoro.- Gep gliele da e poi si china a raccogliere il preservativo sotto al comodino. Elena che per accendere la sigaretta si è alzata su un gomito lo vede raccoglierlo e stupita gli fa:
-Come facevi a sapere che era finito li sotto?-
-Lo visto.- Fa lui un po’ imbarazzato.-
-Come facevi a vederlo che era li sotto? Sei andato a cercarlo li sotto perché hai visto quando Gino l’ha buttato sul comodino ed è scivolato dietro.-
-Ma che dici? L’ho visto quando sono entrato.-
-Bugiardello. Di la verità tu ci hai spiato-
-Ma scherzi. Non vi ho spiato.-
-Dai confessalo. Guarda che mica mi dispiace. Da dove ci hai spiato?-
-Davvero non ti dispiace?–Te lo assicuro. Anzi! Ti dirò che l’idea che mi guardi mentre mi faccio fottere mi piace. Mi arrapa. Mi dici da dove ci guardavi?-
-Dal buco della chiave. Si vede abbastanza bene.-
-Mi hai spiato anche mentre facevo l’amore con Mauro?-
-Si ma ti prometto che non lo farò più.-
-Oh no! Fallo pure. Ti ho detto che mi eccita se mi guardi.-
-Davvero? Sei un tesoro.-
-Ti piace tanto?-
-Si. Certo. Altrimenti non lo farei. Vuoi che lavi le mutandine?-
-Si. Grazie.- Fa lei senza però muovere un dito per dargliele. Gep allunga la mano e le prende dalla sua fica. FINE

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