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Lui più troia di lei (II parte)

La mattina dopo appena esce Mauro, Gep va a rifare la camera di Elena. La trova che si sta ancora asciugando. Si è appena fatta la doccia. Appena lo vede gli fa:
-Ci hai guardato ieri sera?-
-Si.-
-Ti è piaciuto?-
-Oh si!-
-Mi dai una pettinata?-
Gep comincia a pettinarla e le fa:
-Certo che Mauro dura proprio tanto. Ti ha scopata per un sacco di tempo.-
-Hai visto? Dimmi una cosa. Tu spii tutti i clienti che vengono alla locanda?-
-No.- Fa lui senza molta convinzione.
-Dai non dire bugie. Con me ti puoi confidare. Io a te ti dico tutto.-
-Be… Sai a stare qui dentro tutto il giorno mi annoio. Guardare i clienti nella loro intimità è l’unica cosa eccitante che c’è. Lo so che non è carino. Ma è più forte di me.-
-Ti capisco. Chissà che spettacolini ti sei visto.-
-Be si. Sai che…. no. E meglio che non te lo dica.-
-Cosa? Dai! Ora devi dirmelo.-
-Sai che oltre a voi due alloggia qui un altro cliente fisso. Vero?-
-Si. L’ho incontrato qualche volta. E allora?-
-E’ qui da più di un mese. E’ il segretario comunale. Non ha preso casa perché pensa di non rimanere molto.-
-E allora?-
-Sai che si masturba pensando a te?-
-Davvero!? E come lo sai?-
-Gliel’Ho visto fare. Spiandolo dal buco della chiave.-
-L’hai visto farsi le pippe. Ma come fai a sapere che pensa a me?-
-In camera a la TV ed il videoregistratore. Ha anche la telecamera. Io l’ho visto masturbarsi guardando la TV dopo aver messo una cassetta. La cassetta poi la nascosta tra le varie scartoffie che ha in camera. Mentre lui non c’era io ho messo quella cassetta nel videoregistratore. In quella cassetta ci sei tu. Ti ha ripreso qui in camera seminuda.-
-Ma che mi dici? E come ha fatto a riprendermi?-
-Be, non gli è stato molto difficile. La porta finestra della sua camera e la finestra di questa camera danno sullo stesso balcone Tu certamente avevi la finestra aperta e la serranda non abbassata completamente. Da li ti ha potuto riprendere tranquillamente. Forse non te lo dovevo dire. Sei dispiaciuta?-
-Ma scherzi! L’idea mi eccita. Quello si fa le pippe guardando un mio filmino. E’ arrapantissimo.-
Intanto ha finito di pettinarla e in quel momento arriva Valeria la sarta.
Gep le lascia sole ed esce dalla camera. Dopo un po’ però si avvicina alla porta e le spia dal buco della serratura. Lo fa quasi per abitudine. Non pensa affatto di poter vedere qualcosa di molto eccitante. In vece ha una grande sorpresa. Elena e Valeria stanno facendo l’amore. Due porche scatenate si leccano e si massaggiano dappertutto. Quando Valeria lascia la stanza Gep raggiunge Elena che appena lo vede gli fa:.
-Scommetto che non c’è bisogno che ti racconti. Hai visto tutto.-
-Ti piace far l’amore anche con le donne?-
-A me piace ogni cosa del sesso. Valeria è una creatura stupenda. Hai visto che tettine che ha? Ha una fica stupenda. Mi piace da morire leccargliela. Con la bocca poi è uno schianto. Mi ha fatto impazzire.-
-Provi più gusto a leccare il cazzo o la fica?-
-Non te lo saprei dire mi piace leccarli entrambi. Invece ti posso dire con certezza che godo di più se mi lecca la fica una donna. Le donne, per esperienza, sanno dove leccare. Sanno dove devono leccare per far godere di più.
Elena deve scappare perché ha appuntamento con Mauro per pranzo. Mentre si veste chiede a Gep:
-I segretario deve avermi preso di sera al buio per non essere visto da me. Non credi?-
-Si si vedeva dalla ripresa. Perché?-
-Questa sera voglio offrirgli uno spettacolino straordinario. Dopo pranzo Mauro va in città e avrà una cena d’affari. Tornerà molto tardi. Io mangerò qualcosa alla trattoria. Rientrando farò in modo di farmi sentire. Lascerò la serranda semi aperta e mi spoglierò. Girerò per un po’ nuda per la stanza.-
-Lo farai morire.-
-E’ quello che voglio. Farlo arrapare da morire.-
Quando la sera Elena rientra chiede a Gep:
-Lui è in camera?-
-Si. E’ rientrato da parecchio.-
-Allora vado a fare lo SHOW. Tu vai a guardarlo dal buco della chiave. Quando lo vedi uscire sul balcone, bussami alla porta e chiedimi se ho bisogno di qualche cosa.-
Gep va subito al posto di osservazione. Quando Elena entra rumorosamente in camera vede il segretario trasalire. Poi lo vede prendere la telecamera e uscire sul balcone.
Va a bussare alla porta di Elena e poi si mette a guardarla. Lei gira nuda per la stanza. Davanti allo specchio si strucca, si spazzola i capelli poi si spalma il corpo di crema massaggiandosi in modo molto lascivo.
Dopo un po’ nuda si infila sotto le lenzuola e si infila a letto. Gep va alla porta del segretario. Lo vede rientrare in camera turbatissimo. Mette la cassetta sul videoregistratore e se la rivede.
Gep va alla porta di Elena, la apre piano ed entra al buoi si avvicina al letto e dice ad Elena:
-Si sta rivedendo il filmato. Sicuramente si farà una pippa.-
Elena si alza e si infila il Kimono.
-Voglio vederlo mentre si masturba.-
Vanno insieme alla porta del segretario. Elena accosta l’occhio alla toppa.
-Si sta masturbando.- Mormora eccitata a Gep che intanto prende il posto di Elena.
-Mamma mia, com’è arrapato.- E cede di nuovo il posto ad Elena.
-Lo sai che è eccitante guardare uno che si masturba. Ora capisco perché ti piace tanto guardare nelle camere.-
-Eccita anche te?-
-Da morire. Mi sto arrapando. Per fortuna fra poco arriverà Mauro.-
-Che sta facendo? Fai guardare un po’ anche me.- Le mormora all’orecchio. Lei staccandosi dal buco gli sussurra:
-Sta per godere. E’ stravolto. L’uccello gli scoppia.-
-Sta godendo. Sta sborrando!- Fa Gep eccitato.
-Ti eccita vederlo sborrare. Vero?-
-E’ divertente. Mi piace vederlo perdere il controllo. Sai che certe volte rimane senza fiato?-
-Lo vedi spesso farsi le pippe?-
-Lo visto molte volte.-
-Ma come fai a sorprenderlo sempre quando si fa le pippe. Stai sempre attaccato alla sua porta?-
-No. Ma ho scoperto che lui di solito prima di farsi una pippa prende il caffè.-
-Cosa!? Prende il caffè?-
-Si te lo giuro.-
-E tu come fai a sapere quando lui prende il caffè?-
-Perché lo chiede a me. Non so se lo fa per eccitarsi. So solo che ogni volta che gli porto il caffè, appena sono uscito lui si fa una pippa.
La prima volta che mi ha chiesto un caffè, quando gliel’ho portato io stavo per riandarmene subito ma lui mi ha chiesto di aspettare per riportarmi via la tazzina.
Ho approfittato per riordinare un po’ la stanza mentre aspettavo. Dallo specchio del comò ho visto che appena ha cominciato a sorseggiare il caffè, ha cominciato pure a passarsi una mano sul davanti dei pantaloni.
Aveva un gran bozzo. Era evidente che si stava eccitando. Io ero girato di spalle e non pensava che lo vedessi. Invece io lo vedevo di sottecchi. Lui mi guardava per essere pronto a smettere non appena mi fossi girato e si massaggiava con forza.
La cosa mi ha incuriosito cosi uscito dalla camera mi sono fermato a guardarlo dal buco della chiave e l’ho visto che tirato fuori l’uccello si masturbava.
Le volte successive che gli ho portato il caffè ha fatto sempre la stessa cosa.-
Elena prende Gep per le spalle e con lui si dirige verso la sua camera. Entrati Elena chiude la finestra e la serranda e poi fa a Gep:
-Insomma ti sei convinto che lui si eccita bevendo il caffè?-
-Penso che sia cosi. Non lo so. Tu non credi?-
-Io credo che lui si eccita perché tu gli porti il caffè.-
-Non capisco. Cosa vuoi dire?-
-Tesoro, ti sei mai guardato alla specchio?-
-Non ti capisco proprio. Cosa vuoi dire?-
-Voglio dire che sei molto carino. Lo sai benissimo. Quello che voglio dire è che sei tu che lo ecciti.-
-Ma che dici!?-
-L’hai detto tu stesso che lui si massaggia l’uccello mentre ti guarda.-
-Si ma per stare pronto a vedere quando mi giro per smettere.-
-Io invece penso che lui ti guarda e si eccita. Poi quando esci si sfoga pensando a te.-
Gep sta per ribattere, ma sentono rientrare Mauro e Gep lascia la stanza. Si rivede con Elena la mattina dopo appena Mauro esce. Appena entra in camera di Elena le fa:
-Ho pensato tutta la notte a quello che mi hai detto ieri sera.-
-A che proposito?-
-Be.. che sei convinta che il segretario si eccita guardandomi. Non riesco a capire perché si dovrebbe eccitare. Che ci trova di eccitante?-
-Ma tesoro! Perché sei eccezionalmente bellino. Non puoi far finta di non saperlo. Lo sai benissimo come sei.-
-Perché, come sono?-
-Hai un corpo che farebbe invidi a qualsiasi ragazza e un viso d’angelo.-
-Addirittura!?-
-Si. E lo sai benissimo. E i tipi come te fanno impazzire i porconi come il segretario.-
-Dici sul serio?-
-Oh si! Mi meraviglio che non faccia nulla per toccarti e si limiti ad ammirarti.-
-Be a pensarci bene spesso mi tocca. Di solito mi da una mancia quando gli porto il caffè e me la da sempre quando io ho le mani impegnate perché ho preso il vassoio. Mi mette i soldi in tasca. Non la trova mai e armeggiando un po’ mi tocca.-
-Vedi che ho ragione. Sono certa che sbava per te. Solo per metterti i soldi in tasca ti tocca?-
-Be.. certe volte mi struscia.-
-Come?-
-Per esempio ieri mentre prendeva il caffè io stavo rifacendo il letto. Sai tra il muro e il letto c’è poco spazio lui si è alzato ed è venuto a prendere un fazzoletto sul comodino. Nel passarmi dietro mi ha strusciato addosso sia andando che tornando. –
-E quando sei andato via si è fatto una pippa?-
-Si. E’ stato poco prima che rientrassi tu.-
-Mamma mia quello si consuma di pippe tra me e te. Mi è venuta un’idea. Voglio vedere quante riesce a farne. Voglio vederlo spompato.-
-Cosa vuoi fare?-
-Tu fai quello che ti dirò io e ci divertiremo.
Nel tardo pomeriggio Elena comincia a dare a Gep le istruzioni. Gli fa indossare un paio di calzoncini e gli dice:
-Ma devo presentarmi proprio cosi.-
-Quando ti vedrà cosi perderà la testa.-
-Dici? Io non riesco a crederlo.-
-Non fare il finto lo sai anche tu che hai delle cosce favolose. Da mozzare il fiato.-
Poco prima di notte il segretario chiama Gep per il caffè.
Mentre aspetta che lo beva si mette ad aggiustare il letto e come prevedibile il segretario con una scusa gli passa dietro strusciandosi decisamente a lui. Quando esce l’uomo e supereccitato e si mena l’uccello con furia mentre Gep ed Elena se lo godono dal buco della chiave.
Appena fatto notte Elena prepara il suo Show. Con la serranda semiaperta, nuda passeggia per la stanza e con la scusa di incremarsi si massaggia lascivamente. Quando interrompe lo spettacolo indossando una vestaglia. Gep la chiama avvertendola che lui è rientrato in camera e si sta masturbando di nuovo.
Dopo essersi gustati la sega, Elena e Gep rientrano in camera di Elena che illustra a Gep il resto del piano.
-Ma che mi fai fare?-
-Dai che ti diverte anche a te. Ti piace tanto vederlo mentre si smena.-
-Tu dici che si farà un’altra sega.-
-Ne sono sicura.
Come da piano verso le dieci Elena dalla sua camera provoca un corto circuito che fa saltare la corrente. Gep si porta vicino alla porta del segretario con una candela accesa aspetta che lui apra la porta per vedere cosa è successo e gli passa davanti.
E’ scalzo e indossa una maglietta che gli copre le anche e sotto ha solo uno slip. Il segretario gli fa:
-Vai a riattaccare la corrente?-
-Si. Che iella. Poi laggiu in quello scbbuzzino mi fa pure un po’ paura.-
-Ti accompagno io.- Fa lui subito
Arrivati allo stanzino della centralina elettrica Gep da la candela al segretario e cerca di trovare l’interruttore da resettare. Il segretario gli sta dietro per fargli luce mano mano si accosta sempre di più a Gep che intanto fa finta di non trovare l’interruttore giusto.
Il segretario ne approfitta per strusciarsi. Alla fine Gep riattacca la corrente e per le scale precede il segretario. Mentre il segretario rientra nella sua camera Gep fa finta di continuare per la sua ma poi torna subito in dietro e va al buco della chiave. Elena esce dalla sua stanza e raggiunge Gep per godersi lo spettacolo.
-Domani gli ciondoleranno le gambe. Che ti avevo detto. Lo hai fatto arrapare di nuovo come un mandrillo.-
-Giu nello stanzino mi si è premuto contro in maniera vistosa. Io ho fatto finta di niente, ma era arrapato. L’ho sentito.-
-Cosa hai sentito?-
-L’uccello duro.-
-Che ti dicevo? Lo fai impazzire. Domani mattina gli faremo fare un’altra sega.-
-E come?-
-Ho già un piano.-
-Domani mattina prima che lui si alzi tu chiuderai l’acqua con il rubinetto centrale. Ce ne sarà uno?-
-Si è giu in cucina. E poi?-
-Lui quando si accorgerà che non c’è acqua ti chiamerà. Tu andrai da lui e dirai che manca solo in camera sua e andrai in bagno ad armeggiare con i rubinetti Vedrai che lui si arraperà subito.-
-E l’acqua quando la riapro?-
-La riaprirò io dopo un po’ che tu sarai da lui. Cosi sembrerà che hai risolto il guasto. Ora vieni, provati questi calzoncini.-
-Perchè?-
-Perche andrai da lui indossando questi sono elasticizzati. Ti staranno un amore.-
-Oh no. Mi stai facendo fare delle cose pazzesche.-
-Ma che pazzesche. Dai infilali.-
Sono rossi aderenti e sgambatissimi.
-Non possono andare. Vedi sono troppo sgambati si vedono gli slip.-
-Tutto si risolve. Basta che ti metti questi slip.-
-Ma sono da donna!?-
-E allora? Tanto non si vedono. E poi dove c’è scritto che sono da donna. Sono semplicissimi. Ti dirò che te li puoi tenere. Io li porto di pizzo e più succinti.-
La mattina dopo attuano il piano e come previsto da Elena appena Gep esce dalla sua camera il segretario si fa una sega che si godono dal buco della chiave.
-Hai visto che effetto gli fai?-
-E’ pazzesco. Ma devo darti ragione. Appena mi ha visto ha cominciato ad aggitarsi era evidente che si stava eccitando.-
-Ma come poteva non farlo. Sei uno schianto vestito cosi. Te li regalo questi calzoncini.-
-Ma pensi veramente che li possa portare? Non sono troppo sgambati?-
-Be per strada penso proprio che tu non ci vada in giro cosi. Si girerebbero tutti ma li pupi portare qui. Il segretario ne sarà felicissimo.-
-Però qui mi vede anche tuo marito.-
-Che te ne importa di lui. A te piacciono. Ti piace portarli?-
-Be certo che sono comodissimi cosi elastici. Però…-
-Senti non farti scrupoli con mio marito. Guarda che Mauro è un porcello come il segretario. Sara contentissimo di vederti cosi. Sono certa che fai effetto anche a lui.-
-A proposito di Mauro, come mai visto che è assente non ti è venuto a trovare Gino?-
-Era fuori anche lui ieri. Ma oggi dovrebbe tornare prima di Mauro. Stai tranquillo v’erra oggi verso l’una. Non vedi l’ora di gustarti una scopata. Vero?-
-Ma che dici?-
-Vuoi dire che non sarai dietro la porta a spiarci?-
-Hai detto che non ti dispiace!-
-Ma certo te l’ho detto. Mi eccita.-

Gino fa una rapida visita verso l’una. Appena se ne va Gep entra da Elena che ancora sta riprendendo fiato sul letto.
-E’ proprio una furia. Mi distrugge. L’hai visto con che furia mi ha scopato?
-Si. Era un toro scatenato.-
-Mi ha sfondato con quel pisellone.-
– Ti capisco ha un cazzo proprio grosso.-
-Si ha una bella nerchia. Uno dei cazzi più grossi che abbia provato. Anche tu spiando nelle stanze ne devi aver visti tanti che ne pensi del cazzo di Gino.-
-Sono d’accordo con te se ne vedono pochi di cosi grossi.-
-Anche il segretario però ha una bella fava. Non trovi?-
-Be si anche lui ha un bel pisellone. A proposito del segretario. Non ti ho raccontato che anche questa mattina me lo ha strusciato addosso. Mentre ero in bagno a far finta di sistemare i rubinetti. Lui mi stava dietro e ne approfittava.-
-Davvero!? Ce l’aveva già duro?-
-Oh si grosso e duro. L’Ho sentito bene perché lui indossava il pigiama di seta.-
-Dove te lo ha strusciato?-
-Mi stava di dietro. Dove vuoi me lo abbia strusciato? Sul sedere.-
-Capirai! Lo credo che gli è venuto duro. Te l’Ha strusciato solo di sfuggita?-
-Una volta si. Una strusciatina. Una seconda volta poi ce l’ha tenuto premuto per un po’.-

Verso mezza notte Gep si gode una scopata eccezionale tra Elena e Mauro. Mauro mentre la inculava, con un cazzo finto la penetrava nella fica.
Quando la mattina Elena rimane sola Gep va da lei.
-Ti è piaciuto lo spettacolo ieri sera?-
-Si è stata una cosa eccezionale. Ho visto che ti piaceva da morire.-
-Oh si. Mi fa impazzire essere penetrata da tutte e due le parti. Certo con due cazzi veri godo ancora di più. E’ da impazzire.-
-Davvero ti sei fatta scopare da due uomini insieme?-
-Oh si. Parecchie volte.-
-Con chi l’hai fatto?-
-Be. Alcune volte con mio marito e qualche altro.-
-Con Mauro?!-
-Si. Certo. Te l’ho detto che è un porco. Perche non porti i calzoncini che ti ho regalato.-
-Perche ho lavato gli slip.-
-Ah. Gia. Ne hai un solo paio. Te ne regalo un altro paio. Pero proprio come quelli non ne ho. Prendi questi.- Gli fa Elena porgendogli un paio di slip di pizzo neri.
-Questi!? Ma sono proprio da donna.-
-Che ti importa non si vedono mica. Il nostro amico è già uscito?-
-No esce fra una mezzora.-
-Allora corri a metterti i calzoncini. Poi vai da lui dicendogli che devi sbrigarti a fare le camere, perché poi devi uscire per delle commissioni. Vedrai che ne sara contento.-
Mentre Gep è in camera con il segretario, Elena guarda dal buco della chiave. Poi Gep esce e insieme si godono la pippa che l’uomo si fa.
-Hai visto che effetto gli fai?- Fa Elena mentre si avvia verso la sua camera.
-Sai cosa a fatto quel marpione mentre io facevo il letto? E’ andato in bagno a farsi la barba e mi ha chiamato dicendo che si era di nuovo bloccato il rubinetto. Deve averlo stretto a morte lui. Sono andato a provare a sbloccarlo ma era durissimo e intanto lui mi si è messo dietro e dicendomi che potevamo provarci insieme, intanto mi premeva l’uccello duro sul sedere.-
-Lo fai proprio impazzire quel poveretto. A proposito, Mauro mi ha detto che ti ha incontrato quando è rientrato.-
-Si ero in cucina e lui è passato a prendere un bicchiere d’acqua.-
-Sai che mi ha detto quando è venuto in camera?-
-Cosa?-
-Mi ha detto: “Sai che ho visto Gep in calzoncini corti? Ti dirò che ha un culetto stupendo e delle gambe fantastiche. Mi era venuta una gran voglia di palparglielo.-
-Oh no! Dici sul serio?-
-Te lo giuro. Lui è un fanatico del culo. Davanti ad un bel culo perde la tramontana. E il tuo culetto è da infarto.
Quando Gep sta per lasciare la stanza, Elena gli fa:
-Nel pomeriggio verrà Valeria. Gli voglio far provare quel gingillo che ha riportato Mauro.-
-Il cazzo finto?-
-Si. Te l’ho detto per non farti perdere lo spettacolo.-
Naturalmente Gep non se lo perde. Si gode la lesbicata e quando Valeria esce raggiunge Elena. Mentre rifà il letto Elena si fa la doccia. Il cazzo finto e poggiato su un comodino. E’ ancora bagnato degli umori delle fiche delle due donne. Gep non resiste lo prende e lo lecca e infine se lo infila in bocca. Lo poggia quando sente che sta per sopraggiungere Elena. Questa appena rientrata in camera prende il cazzo finto e fa a Gep:
-Hai visto come è fatto bene? Sembra vero.- Poi preme un pulsante e il cazzo si mette a vibrare. -Senti come vibra?- Gep ci poggia la mano e ritogliendola fa:
-Mamma mia! Vibbra moltissimo. Che sensazione ti da quando ce l’hai dentro?-
-Bellissima. Non puoi capire. Hai visto mi sembra grosso come quello del segretario.-
-Dici?-
-Tu lo puoi dire meglio.- E prima che Gep possa reagire glielo preme su culo e gli chiede:
-Ti sembra uguale?- Intanto Elena ha schiacciato di nuovo il pulsante e il cazzo si mette a vibrare.
-Che fai?!- Esclama Gep cercando di sottrarsi. Ma Elena glielo preme ancora di più contro.
-Non ti piace sentirlo vibrare?-
A Gep viene da ridere e fa :
-Dai smettila!-
-Ma dai che è piacevole. Non dirmi che non è piacevole.-
-Però basta ora.-
Elena lo spegne e lo posa sul comodino.
-A proposito. Non mi hai ancora detto che sensazione provi quando il segretario ti preme il suo sul sedere.-
-Niente. Sento che è duro…. anche molto caldo.-
-Ti da fastidio sentirlo?-
-Be no. D’altro canto me lo poggia contro. Mica spinge da farmi male. Perché me lo chiedi.-
-Era una curiosità. Sono contenta che non ti dia fastidio. Ci divertiremo ancora a farlo impazzire e perciò dovrai dargli ancora parecchie occasioni di premertelo dietro.-
-Vuoi proprio continuare a torturarlo?-
-Ma per lui non è una tortura. In fondo ci gode. Questa sera gli faremo fare seghe a ripetizione. Una se ne farà quando gli porti il caffè. Dopo un po’ tornerai da lui e gli dirai che devi lavare le tende delle finestre. Cercherai di spiccarle ma farai finta di non riuscirci. Lui ti verrà ad aiutare e avrà l’occasione di starti dietro. Ne approfitterà e si arraperà di nuovo. Poi faremo saltare la corrente. Potremo farlo più volte. Stasera Mauro tornerà verso le due. Scenderai a riattaccare la luce vestito come l’altra sera in maglietta e gli slip che ti ho regalato.-
-Oh no. Ma mi vergogno. Si vede che sono da donna.-
-No. Le prime che ti ho regalato, no.-
Gep mette in atto la prima parte del piano. Dopo essersi godute la seconda pippa ridendo tornano in camera di Elena.
-Sei stato bravissimo. Spiavo dal buco della chiave. Mentre cercavi di staccare le tende lui ti guardava con gli occhi di fuori. Quando è venuto ad aiutarti era evidentissimo che faceva finta di avere delle difficoltà anche lui, intanto era altrettanto evidente che te lo strusciava al culo.-
-Si. Lo strusciava più forte delle altre volte e ce l’aveva durissimo.-
Dopo una mezz’ora iniziano la manfrina della luce. Elena e Gep si godono la prima sega poi tornano in camera di Elena che chiede a Gep com’è andata giù nello stanzino.
-Mamma mia! Non si è staccato un momento.-
-Ci credo. Sentiva le tue natiche nude attraverso il pigiama di seta. Ci provava più gusto.-
-Si quel pigiama è sottilissimo. Anch’io lo sentivo meglio. Avevi ragione è grosso come quello finto. E non puoi capire quanto è duro e caldo.-
Dopo un po’ si preparano per un secondo salto della corrente. Gep sta per uscire dalla camera per andare nella sua, da dove poi partirà. Elena gli va dietro.
-Aspetta un attimo tesoro.- E cosi dicendo gli sposta gli orli delle mutandine tra le chiappe.
-Oh no. Cosi no!-
-Si. Dai. Tanto mentre scendete al buio non si ti vede. Dopo te le riaggiusti.-
Tornati in camera di Elena dopo averlo spiato mentre si faceva un’altra pippa, Elena fa a Gep:
-Cè il tempo per farlo un’altra volta.-
-No. Basta.-
-Perche? Ti ha dato fastidi farlo questa volta?-
-No. Ma ho paura che lui lo capisca che io lo faccio a posta a farmi strusciare. Ormai lo fa troppo apertamente e non e non è più sostenibile che io non mi accorga di quello che fa. Sai che ha fatto?-
-Cosa?-
-Dopo un po’ che me lo premeva sul sedere si è scostato un attimo. Deve averlo fatto scivolare fuori dalla patta del pigiama. Quando è tornato a premere l’ho sentito a pelle sulle mie natiche che tu mi avevi scoperto infilandomi gli slip nel solco tra le natiche.-
-Per questo non vuoi più farlo? Ti ha dato fastidio sentirlo nudo tra le tue chiappe?-
-No. Non vuoi proprio capire che lui non può non rendersi conto che io non posso non accorgermi di quello che lui fa.-
-E che ti importa. A lui mica dispiace che tu te ne sei accorto e non dici nulla. A lui piace strusciarti l’uccello sul culo. Lui può pensare che tu non dici nulla perché non puoi far dispiacere ad un cliente.-
-Forse hai ragione. Ma certo. Si lui è convinto che io non reagisco per non dispiacere ad un cliente. Il cliente è sacro.-
-Appunto. Dai. Facciamolo un’altra volta.-
-Si facciamolo. Con questa gli avrò fatto fare cinque pippe. Domani non si reggerà in piedi.-
-Ti rendi conto di quanto gli piaci?-
-E’ incredibile non ci posso credere.-
Dopo un po’ rifanno la manfrina e il segretario si fa un’altra sega. Dopo averlo visto sborra rientrano in camera di Elena.
-Questa volta è stato proprio sfacciato giù nello sgabuzzino.-
-Cosa ha fatto?-
-Tanto per cominciare l’ha tirato subito fuori e me la poggiato sulle chiappe a pelle. E si muoveva sentivo quel cosone andare su e giù tra le mie natiche.-
-Davvero?-
-Te lo giuro.-
-Però lo scopo lo abbiamo raggiunto lo abbiamo sfondato. Si è fatto cinque seghe di seguito. Domani sarà un cencio. A te ha dato fastidio sentirlo andare su e giù per le tue chiappe.-
-No. Ma con questo caldo sentire quel coso bollente..-
-Peccato che è estate.-
-Be certo d’inverno sarebbe stato più piacevole. Che ore sono? Non ho l’orologio.-
-E’ l’una. Certo che ci sarebbe il tempo per fargliene fare un’altra.-
-Davvero gliene vuoi far fare un’altra?
-Si dai. Con questa lo metti KO.-
-Però questa è proprio l’ultima.-
Si ripete la scena. Quando si ritrovano in camera Elena chiede:
-Com’è andata questa volta?-
-Sai che non ha aspettato che si ristabilisse la corrente? Ad un certo punto si è staccato ed è corso su per le scale dicendomi di scusarlo, ma doveva correre al bagno.-
-Non capisco. Ma se l’abbiamo visto un attimo dopo che si stava facendo una sega.-
-Credo che stava per venirsene. Era proprio partito. Io poi forse mi sono attardato più del solito prima di riattaccare la luce.-
-Quindi te l’ha strusciato per parecchio?-
-Si e più forte delle altre volte. Su e giù lungo le mie chiappe. Non puoi capire. Ero tutto sudato tra le chiappe. Ad un certo punto tanto andava su e giù che gli è scivolato tra le mie cosce. Io non sapevo che fare. Lui la ripreso con una mano e la ritirato su strusciando la punta lungo il solco tra le mie natiche. E stato a quel punto che lui è scappato.-
-L’hai fatto impazzire. Ti rendi conto. Non ti da una sensazione di potere che è come un burrattino tra le tue mani. Che pui fargli fare quello che vuoi e quando vuoi?-
-Si. Ma lui si diverte. Ci gode.-
-Si. Ma sei tu che lo fai godere. E stupendo.-
-Ma perché ti diverte tanto che io lo faccia spompare di seghe.-
-Non lo so. Sai. Ognuno di noi ha le sue manie. Anche questo è un modo di fare sesso per me. Mi arrapa. Sai che mentre eravate giù e pensavo a cosa stava succedendo, pensavo a lui che eccitato ti strusciava l’uccello sul culo e mi eccitavo. Mi sono fatta un ditalino.-
-E hai goduto?-
-Oh si!-

Nel pomeriggio il segretario rientra inaspettatamente prima del solito orario e non molto felice. Annuncia a Gep che deve andare immediatamente a Milano a fare un corso.
Elena quando lo sa fa a Gep:
-Peccato. Abbiamo perso il nostro gioco. A te non dispiace?-
-Be si. Un pò mi dispiace. Cominciavo a divertirmi ieri sera.-
-Potremmo provare con Mauro.-
-Cosa vuoi dire?-
-Che potremmo fare lo stesso gioco con Mauro.-
-Ma scherzi!? Con Mauro no.-
-Perchè no. Io sono sicura che anche lui ci marcia se ci si trova. E’ un porco come il segretario. Me l’ha detto pure che gli piaci.-
-E pensi che lui si faccia le pippe dopo essersi strusciato a me.-
-Le pippe no ma sono sicura che lo arrapi e poi salterà addosso a me.-
-Non mi sembra che ci sia bisogno che lo ecciti io. Ti scopa sempre.-
-Oh si ma io voglio che lo faccia più volte di seguito.-
Si accordano sul piano e la sera Gep si tiene pronto ad entrare in azione. Sarà Elena che farà saltare la luce. La fa saltare dopo aver scopato con Mauro. Accende l’interruttore dell’Abatjour che avevano messo precedentemente in corto.
Appena salta la luce Gep si porta vicino la loro porta e aspetta che appaia Mauro e gli passa davanti lamentandosi:
-Questa corrente è uno strazio. Un tormento.-
-Ti vengo ad aiutare.- Fa Mauro andandogli dietro.-
Elena lascia l’interruttore chiuso per un pò cosi che Gep non riesce a reinserire l’elettricità. Poi lo apre e la luce torna. Gep e Mauro risalgono e Mauro entra in camera sua. Gep fa finta di proseguire per la sua ma torna subito in dietro per spiarli dalla serratura. Vede Mauro che si scopa di nuovo Elena.
La mattina dopo Elena è curiosa di sapere com’è andata sotto nello scbbuzzino.
-Avevi ragione ha approfittato dell’occasione. L’ha fatto.-
-Cos’ha fatto?-
-Anche lui con la scusa di farmi luce con la candela mi si è messo dietro. Appiccicato. Prima piano, poi sempre più chiaramente si è strusciato contro di me. Man mano sentivo il suo cazzo diventare sempre più duro.-
-Con che lo sentivi?-
-Con che vuoi che lo sentissi. Mi stava dietro!-
-Che ti avevo detto? Era inevitabile che ci provasse. Gli piaci. A te che effetto ha fatto?-
-Niente. Ormai poi mi ci sto abituando.-
-Ti ha fatto sudare le chiappe anche Mauro?-
-No. Perche lui non me la fatto sentire nudo.-
-Vedrai che te lo farà sentire nudo anche lui.-
-Lo rifacciamo ancora?-
-Ma certo l’esperimento è riuscito quando è tornato era ingrifatissimo e mi ha scopata per la seconda volta.
Nel pomeriggio Gino viene a trovare Elena e quando Gino se ne va Elena chiede a Gep:
-Ci hai osservato?-
-Si oggi era proprio una furia.-
-Hai visto cos’è? Sai che domani notte dormirà qui. Mauro deve andare via per due giorni.-
-Immagino che notte di fuoco verrà fuori.-
-Potremmo fare il giochetto della luce anche con Gino.-
-Ma dai! Anche con Gino?-
-Non ti piace Gino?-
-Che c’entra! Dai! Con lui no.-
-Dai che ci divertiamo.-
Intanto la sera ripetono il giochetto con Mauro. Fanno saltare la luce due volte. La mattina quando Mauro lascia la stanza Gep raggiunge Elena che soddisfatta gli chiede:
-Che è successo ieri sera la sotto? Mauro è tornato tutte e due le volte arrapatissimo.-
-Be la prima volta era già arrapato quando me la poggiato dietro. Lo sentito bene perchè l’aveva tirato fuori. Era bollente. Ho sudato cosi tanto che alla fine lo slip era bagnato. L’ho dovuto cambiare. La seconda volta, all’inizio era moscio.-
-Lo credo. Aveva appena sborrato nel mio culo.-
-Però poi ha cominciato subito ad indurirsi. E’ una sensazione strana sentirlo indurire. Sentirlo crescere.-
-Una sensazione piacevole o spiacevole?-
-Non lo so. Sentivo che si induriva perche si strusciava contro le mie natiche. Insomma ho avuto la sensazione che ero io che lo facevo arrapare. Mi capisci.-
-Si certo. E ti faceva piacere.-
-Forse è stupido. Ma mi piaceva sapere che ero io…-
-Eri tu. Cosa?-
-Che lo facevo arrapare.-
-Sono contenta che ti piace. Questa sera ci divertiamo con Gino.-
La sera, Elena scopa due volte con Gino prima di staccare la luce. La mattina dopo Gep va da Elena appena esce Gino:
-Hai fatto impazzire anche lui, ieri sera.-
-Mamma mia quanto ce l’ha grosso. Gli si gonfiava sempre di più. Alla fine gli è uscito dagli slip.-
-Ti è piaciuto sentire quel coso tra le chiappe che si arrapava per te. Vero?-
-Si.-
-Levami una curiosità. Dei tre che hai sentito strusciarsi tra le tue chiappe, quale ti è piaciuto di più?-
-Non lo so….non saprei.-
-Insomma. Ti sono piaciuti tutti.-
-Ciascuno ha una caratteristica diversa. Quello di Mauro è guizzante come un serpentello. Il segretario ha delle palle enormi. Quello di Gino e enorme. La punta sembra una pallina da tennis.-
-Stasera ti divertirai ancora con il serpentello.-
-Quante volte?-
-Quante ne vuoi.-
-Più di due no- Ogni volta mi si bagnano le mutandine di sudore. Ne ho solo due.-
-Se è per questo, te ne regalo altre due e il problema è risolto. Eccole qua. Queste non c’è neanche bisogno di arrotolarle.-
-Ma dai! Sono dei perizoma.-
-Provale. Ti staranno benissimo.- Lui fa per uscire e lei gli fa: -Dove vai. Non dirmi che ti vergogni di me. Tu, mi hai visto nuda.-
Gep si spoglia.
-Quant’è carino il tuo cosino.-
-Ma è cosi piccolo.-
-Ma col tuo corpo, se lo avessi grosso sarebbe una stonatura. Vedi che ti stanno benissimo.-
-Ma da dietro sembra che neanche le porto.-
-Lo farai arrapare di più. Senti tesoro, mi depili un po’ l’inguine?- Fa Elena sdraiandosi sul letto. Gep comincia a depilarla.

-Tesoro, scusami. Non mi sono ancora fatta la doccia. Dopo tutte quelle scopate devo puzzare come una maialina. Per Gep l’odore che emana il suo inguine è inebriante. Mentre lui lavora, Elena gli passa una mano sulle natiche.
-Chi li puo biasimare quei tre. Un culetto cosi farebbe arrapare tutti.-
-Dai! Mi fai solletico.- Fa Gep quando Elena gli passa un dito tra le chiappe.
-Sai che fa arrapare anche me il tuo culetto? Sento che bi sto bagnando.-
-Dai! Smettila.-
-Senti come mi si sta bagnando?- Fa lei prendendogli una mano e portandola sulla sua fessura. Due dita di Gep guidate dalla mano di Elena scivolano dentro la fica bagnata.
-Ti prego, fammi un ditalino.- Implora lei mentre continua a carezzargli il culo. Con l’altra mano spinge le dita di Gep ancora di più nella sua fica. Poi all’improvviso le sfila e fa:
-Anzi no. Ho voglia di godere strusciandoti la fica sulle chiappe.-
Scivola con le gambe giù dal letto.
-Vieni. Siediti sulla mia fica.-
-Ma che vuoi fare?- Fa Gep senza molta convinzione. Elena lo attira a se.
-Vieni. Oh si! Cosi.-
Gep si ritrova seduto su di lei.
-Ma Elena!.. Che fai!-
-Hai un culetto fantastico. Mi fa impazzire.- E preme con forza la fica sul culo di Gep.
-Ma è pazzesco! Davvero ti eccito tanto?-
-Da morire. A te piace?-
-Che ti arrapi per me? Si mi piace.-
-Tu che senti?-
-E’ gonfia. Turgida.-
-E’ la prova di quanto mi arrapi. E’ stupendo strusciarla su tuo culetto. Piace anche a te? Dimmi che ti piace.-
-Si.-
-Ti piace sentirti strusciare il culetto. Vero?-
-Si mi piace sentire la tua ficona.- Fa Gep con la voce che tradisce il piacere.
-Ti piace sentire anche il cazzo. Vero? Ah! Ah! Sto godendo. Sto godendo.- Si butta in dietro sul letto senza fiato. Gep si siede sul letto accanto ed Elena quando ha ripreso fiato lo attira a sdraiarsi accanto a lei.
-Mi hai fatto impazzire.-
-Ma io non ho fatto nulla.-
-E stato più bello che fare l’amore con Valeria.-
-Ma io sono un uomo.-
-Ma hai il corpo di una donna. Una stupenda donna. Se ti vestissi da donna nessuno capirebbe che non lo sei.-
-Ma che dici? Scherzi?-
-Non ci credi?-
-No.-
-Vogliamo fare una prova?-
-Ma sei matta? No.-
-Dai facciamo una prova.- Gep all’inizio non ne vuol saper ma poi Elena insiste tanto e si fa convincere. Anche perché in fondo l’idea di farsi vedere vestita da donna lo eccita da impazzire.
-E va bene facciamo questa prova. Ma io non ci credo che non si capisce che non sono una donna.-
-E va bene ora ti vesti da donna io ti trucco e vediamo se ho ragione.-
-Ma come lo verifichiamo.-
-Ti faro delle foto con la polaroid. Una foto la lasceremo per le scale. Come se ti fosse caduta per caso. Quando arriverà Mauro sicuramente la raccoglierà. Gli dirai che è di tua sorella che vive a Milano. Vedremo che dirà lui.-
Gep eccitatissimo si lascia fare tutto. Il risultato finale è strabiliante. Fatte le foto elena gli fa:
-Che ne dici?-
-Be in effetti sono irriconoscibile. E’ pazzesco.-
-Ora lo capisci perché fai arrapare tanto gli uomini. Peccato che non sei una donna. Ti correrebbero dietro tutti gli uomini.-
-Per questo, mi stanno dietro anche sapendo che sono un uomo.-
-Perche sei una bomba sexy. Anche senza trucco hai un viso d’angelo, hai un culo da favola e delle coscie da far invidi ad una Miss Mondo. Scateni la libido.- E cosi dicendo gli si avvicina lo prende per le spalle, lo attira a se e lo bacia sulla bocca.
-Se adesso ti vedessero quei tre porconi ti salterebbero addosso.-
-Perche mi hai baciato?- Fa Gep turbato vuoi fare l’amore con me?-
-Si è la mia parte lesbica che vuole fare l’amore con te. Vorrei strusciarti ancora la fica sul culo. Purtroppo pero si sta facendo tardi. Mi devo preparare sta per arrivare Mauro e tu non puoi farti trovare cosi vatti a cambiare.-
-I vestiti te li rimetto a posto dopo che siete usciti.-
-No tienili tu. Mi è venuta una mezza idea. La prova la faremo in un altro modo.-
-In che modo?-
-Poi te lo dico. Vai ora.-
Gep si avvia vero la porta. Ed Elena gli fa:
-Anche oggi come una puttana.-
-E’ colpa dei tacchi alti.- Ribatte Gep.
-No. E’ che ti piace giocare a fare la donna. Tieniti pronta per questa sera.- FINE

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