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Modella per forza

L’unica cosa negativa del mio nuovo appartamento era forse rappresentata dagli altri inquilini: mi avevano acconto in maniera molto fredda, quasi fossi un intruso che turbava il loro vivere quotidiano; eppure io partivo al mattino presto per andare a lavorare e non tornavo prima di sera.
In particolare la famiglia del piano di sopra non mi era per nulla simpatica: lui un impiegato pubblico piuttosto ombroso, presuntuoso, che amava sputare sentenze assolute, la moglie, insignificante, un’ombra trasparente che a dire il vero incontravo pochissime volte e la figlia.
La classica figlia unica viziata, piccolina, bruna, abbastanza carina. Quando la incontravo sulle scale, mi guardava appena, aria di sufficienza (o almeno così mi sembrava), poi mi salutava se proprio non poteva farne a meno.
Non che tutto questo mi turbasse, la mia vita scorreva tranquilla.
Ogni tanto invitavo un amico, nel tempo libero e quando non ero troppo stanco per il lavoro.
La domenica mi dilettavo con il mio nuovo passatempo della fotografia, non che tecnicamente valessi granché, ma mi piaceva immaginare sfondi, soggetti, inquadrature curiose, a volte mi soffermavo sui piccoli dettagli di un oggetto: avevo scoperto di avere uno strano gusto per il particolare.
Un Venerdì mattina come tanti altri stavo uscendo dal garage per andare in ufficio, quando venni urtato violentemente su un lato da un’altra macchina… Doveva andare molto veloce perché io procedevo quasi a passo d’uomo e non l’avevo proprio vista!
Scesi per controllare il danno e mi accorsi subito che era piuttosto grave: sarebbe costato una bella cifra di carrozziere!
Poi vidi alla guida la brunetta del piano di sopra…
“Mi scusi” mi disse in evidente imbarazzo “forse ero ancora assonnata… mi si è incastrato il tacco nei pedali e non sono riuscita a frenare…”
Avevo ben poca voglia di fare conversazione, avrei fatto tardi al lavoro, avrei dovuto probabilmente lasciare la macchina dal carrozziere per diversi giorni…senza contare i soldi della riparazione da anticipare prima del rimborso dell’assicurazione…
“Sì, sì” Le dissi frettolosamente “facciamo che compilare i moduli dell’assicurazione un po’ in fretta… anche perché è già piuttosto tardi…”
“Veramente non posso” disse lei con tono sommesso
“Vede, l’auto è di mio padre, che adesso non c’è e sarà via per un mese… e non vorrei che lo sapesse”
“Salvo che non voglia pagarmi i danni lei direttamente…” Replicai ” e non credo sia poco! ”
“Forse sì” mi disse
“Senta facciamo una cosa… domani pomeriggio, tanto è sabato, faccio un salto da lei per portarle i soldi… diciamo verso le quattro… lei magari si faccia fare un preventivo…”
“Ci può contare” dissi io seccato e mi avviai in ufficio: la macchina produceva un sordo rumore metallico.
La situazione non mi piaceva affatto… ma che bella grana! … oltretutto non ero neanche tanto “in lira” in quel periodo… mi davo un po’ del fesso a non esser stato un po’ più duro… macchina del padre…ma chi se ne frega! … un bel modulo di “constatazione amichevole” e via!
Il pomeriggio seguente aspettavo la ragazza ben convinto di fare le mie ragioni… ero passato la mattina dal carrozziere e non mi aveva certo incoraggiato…”circa un milione e mezzo se riusciamo a cambiare un pezzo solo e poi c’è la manodopera…”
Suonarono alla porta, era lei, la feci accomodare nel mio studio, dove c’era il tavolo pronto per fare i conti.
“Bene” le dissi subito per non perdere tempo “il danno è di circa un milione e mezzo, mi fa un assegno signorina? ”
“MI chiamo Gabriella…” disse lei “Veramente non ho ora tutta quella cifra, pensavo che fosse molto meno…”
. “Ho un preventivo scritto” Replicai immediatamente “comunque è inutile che perdiamo tempo, facciamo un passo indietro, compiliamo i moduli che dobbiamo compilare e chiudiamo la questione! ”
“Guardi non posso proprio… cerchi di capirmi, mi padre, lei non lo conosce, mi chiuderebbe in casa per sei mesi! …Potrei pagarla poco per volta… credo che nel giro di un poco tempo potremmo essere a posto…”
“Non so se mi sta prendendo in giro o cosa…” Dissi seccato
“tutto ciò che lei dice non ha senso… io dovrei anticiparle dei soldi per un anno… neanche la conosco… e poi anch’io ho pochi soldi in questo momento… lasciamo perdere per favore! ”
Ci fu un momento di silenzio… Gabriella evidentemente non sapeva cosa dire…
“Mi dia una possibilità…” disse
“Cioè, scusi? ” replicai
“Non so, un lavoro… un incarico…”
“Si, potrebbe farmi le pulizia di casa…” Dissi ironico
Rimasi poi in silenzio…in realtà non ero preparato ad una richiesta del genere, poi non avevo nessuna idea…
Poi un pensiero, un’idea un po’ stupida.
Erano anni che cercavo una modella per le mie fotografie, ma erano sempre troppo care o era troppo complicato e bisognava contattare studi o agenzie… provai a lanciarle la proposta.
“Senti… forse non lo sai ma io mi occupo di fotografia…cioè non è il mio mestiere, non mi dà certo da mangiare, ma è un buon passatempo con cui ogni tanto riesco a recuperare qualche soldo… potresti farmi da modella per un set di fotografie, hai un aspetto adatto e anche se non hai nessuna esperienza si potrebbe provare…”
Lei rimase pensierosa per qualche secondo.
“Potrebbe anche andare” disse “però è meglio essere subito molto chiari…non farti delle strane idee…”
“Non ho idee strane” Le dissi subito un po’ offeso “ho bisogno di una modella e basta… al massimo potrei chiederti di fare due o tre pose un po’ sexy, biancheria intima come si vedono nelle riviste femminili, Grazia, Amica… insomma tutto lì! ”
Meglio chiarirsi subito: non volevo in ogni caso lasciare dubbi o avere problemi.
“E comunque non sei certo obbligata… chiudiamo subito questa vicenda e amici come prima…”
“Va bene” Mi rispose rimanendo un po’ dubbiosa “Ma al massimo in biancheria intima e le foto non vanno pubblicate da nessuna parte! ”
Magari avessi conosciuto qualcuno dove pubblicare le mie foto!
“Affare fatto” Le dissi ” possiamo cominciare anche subito… il tempo di allestire il set… tu vai bene anche così, io vado a prendere la macchina fotografica”
Frugai nell’armadio dove tenevo tutto il materiale, macchina foto, rullini…
Dopo pochi minuti tornai in salotto con la mia macchina fotografica semi professionale pronta per l’uso.
La luce era buona e pensavo che forse avrei potuto fare un discreto lavoro, magari per poi partecipare a qualche concorso, amatoriale s’intende.
Gabriella era in piedi nella stanza, immobile, con aria un po’ nervosa; si vedeva che la situazione non le piaceva e forse si pentiva un po’ a disagio per aver accettato una proposta per lei fuori dal normale.
Avevo tempo, mi fermai a guardarla meglio: occhi vivaci, capelli castani lunghi e lisci, un volto particolare con lineamenti dolci, piccolina ma con un bel corpo magro e ben proporzionato, nel complesso piuttosto carina… continuava comunque a essermi ben poco simpatica, forse per questione di pelle.
Certo non si può dire che fosse vestita da modella: gonna nera e camicetta alla Pierrot (mah! ) e appena un accenno di trucco… questo era quello che passava il convento, quindi al lavoro!
“Ok…” Dissi io” cominciano con qualche foto… siediti sulla sedia e cerca di sorridere un po’…”
Iniziai un paio di scatti, Gabriella sembrava collaborare anche se era un po’ rigida, goffa…
La feci sedere sul divano, qualche posa da copertina, qualche accenno di sorriso.
Nonostante le mie ripetute richieste Gabriella non sorrideva, manteneva il suo distacco, era evidente che la mia antipatia era ricambiata…
Decisi di fare un piccolo passo aventi.
“Ora qualche foto un po’ più ammiccante… sbottonati un po’ la camicetta…”
“Non si potrebbe fare a meno ? “disse subito Gabriella un po’ contrariata
“Senti…” Dissi seccato “abbiamo fatto un accordo… non possiamo stare qui tutto il pomeriggio! ”
Gabriella, piuttosto imbarazzata iniziò a sbottonarsi la camicetta… portava un reggiseno bianco quasi da ragazzina, un po’ in contrasto con l’abbigliamento che aveva indosso, che sembrava avere qualche pretesa: un tipico esempio di contraddizione femminile… non potei far a meno di accennare un sorriso…
“Smettila che così mi imbarazzi” disse immediatamente Gabriella
Mi stavo innervosendo, non riuscivo a concentrami sulle foto, che in fondo pagavo piuttosto care, e avevo la sensazione di lavorare male.
“Bene… ora alza un po’ la gonna…”
Gabriella sbuffò un poco
“E cerca di sorridere, per favore…”
Si alzò la gonna tanto da far vedere un po’ meglio le gambe…portava delle mutandine bianche coordinate con il reggiseno…..
“Ora togliti la camicetta…”
“E poi basta però…” disse con tono deciso Gabriella “così saldo il mio debito ed è finita”
Si mise a sedere sulla sedia e si tolse camicetta rimanendo in reggiseno.
“Contento guardone? ” Disse con aria di sfida
A questo punto mi arrabbiai sul serio: già mi sentivo un cretino ad aver barattato un sacco di soldi con un set di fotografie con una principiante, e poi mi veniva in mente che la ragazzina fino al giorno prima ancora un po’ neanche mi salutava.
Decisi di renderle pan per focaccia, così in futuro avrei avuto più rispetto per me stesso!
“Bene adesso continuiamo…” Dissi deciso
“Ora togliti il reggiseno! ”
Gabriella mi guardo fisso, con odio negli occhi.
“Questo non era nei patti… per quel che mi riguarda abbiamo finito ed io ho pagato il mio debito! ”
“Non credo proprio signorina! ” Replicai “Non penserai che quattro tue stupide fotografie valgano un milione e mezzo… vorrà dire che farò da solo la denuncia all’assicurazione e penseranno loro a rimborsarmi i danni…”
Gabriella rimase in silenzio, poi sussurro qualcosa a denti stretti, un insulto credo rivolto a me; io restavo immobile a guardarla…
Si tolse lentamente il reggiseno… era visibilmente in imbarazzo e cominciava ad arrossire.
Era evidente che Gabriella non era abituata a mostrarsi così.
Aveva un seno piccolo, ma ben proporzionato, con due piccoli capezzoli rosa, da ragazzina; il colore della pelle, bianchissima, era messo in evidenza dai capelli neri… d’estate non si metteva in topless, questo era certo!
Cominciavo a provare un sottile senso di soddisfazione, forse un piccola vendetta….
Gabriella restava sul divano senza sorridere, con il volto imbronciato coprendosi il seno con le braccia conserte.
“Adesso alzati in piedi…”
Iniziava a perdere la sua sicurezza e la sua presunzione, io la incalzavo con le mie richieste…
Si alzò e si accorse che la guardavo: il mio gusto per il dettaglio, per il particolare stava guidando le mie fotografie… con evidente imbarazzo Gabriella accennò a riprendere il reggiseno che aveva lasciato sul tavolo: per lei il set era concluso.
La lasciai fare…inizio a rivestirsi, in fondo non era una brutta idea anche per le fotografie…
Potevo fermarmi, ma una qualcosa mi spinse a passare il limite
“Bene” Dissi “abbiamo fatto delle foto di prova, ma adesso iniziavo il lavoro sul serio: togliti le mutandine! ”
La mia richiesta fu accolta nuovamente con un silenzio profondo…e l’atmosfera divenne pesante…
“Non ci penso nemmeno” Replicò duramente Gabriella riprendendo tutto il suo orgoglio “siamo già andati molto oltre a quanto avevamo stabilito… se la mettiamo su questo piano affronterò mio padre e l’assicurazione pagherà i danni… altro che fotografo, sei un guardone (oltre che uno stronzo) ma adesso ti sei divertito abbastanza, il gioco è finito caro mio! ”
“Guardone” Un insulto, pronunciato più con disprezzo che con odio,
Mi sentivo offeso …non potevo lasciarla chiudere la vicenda in quel modo, decisi quindi di continuare a giocare la mia partita.
“Bene Gabriella…credo che a tuo padre dovrai anche spiegare queste foto…magari perché potrebbe vederle nella vetrina di qualche fotografo del quartiere…”
Ero andato giù piuttosto pesante e non mi era mai successo prima.
Era scattato in me un meccanismo strano…stavo scaricando un qualcosa (rabbia, disagio? ) che avevo accumulato nei mesi precedenti e di cui non mi ero affatto reso conto… Gabriella era ora la vittima di questo sfogo.
“Non ne avrai il coraggio…” Disse Gabriella. La voce si era fatto meno sicura, quasi balbettava…
“E perché no .. ” continuai “tu per me non rappresenti nulla “per mesi neanche mi saluti… poi mi distruggi la macchina e credi anche di prendermi per fesso! ”
Mi ero finalmente sfogato! Cominciavo a rilassarmi.
Gabriella intanto aveva perso la sua sicurezza e cercava in qualche modo di trattare…
“Va bene, ma dev’essere un segreto tra te e me… me lo prometti? ”
“Tu comincia a seguire le mie istruzioni! ” Replicai duramente
A questo punto un rifiuto era oramai certo, qualche nuovo insulto e Gabriella che se ne andava sbattendo la porta…
Lei invece inizio a guardarmi negli occhi con sguardo cupo, si alzò in piedi ed iniziò lentamente a sfilarsi le mutandine da sotto la gonna …era evidente che si vergognava e faceva molta attenzione a non scoprire nulla… tutto questo pero lasciava il suo bel seno in bella vista… ed io finalmente potevo scattare qualche fotografia interessante!
Avevo già finito il rullino, mi affrettai a cambiarlo.
“Vedo che cominciamo a capirci dissi…adesso solleva la gonnellina e fatti un po’ vedere”
“Per favore…”Disse lei con tono incerto
“Credo che sia ora che tu smetta di farmi perdere tempo” Le bloccai la frase con voce decisa
Gabriella sollevò timidamente la gonna mostrando i peletti neri della passerina: si era parzialmente depilata: un fatto curioso ed imprevedibile a giudicare dalla biancheria intima quasi da bambina; un altro vezzo tipicamente femminile!
“Bene siediti pure sul divano… e solleva pure un po’ la gonna”
Gabriella ora era in chiaro imbarazzo, si muoveva impacciata, era chiaro che non sapeva cosa fare, mentre io continuavo il mio gioco, che adesso cominciava a divertirmi per davvero: Gabriella seduta sul divano, quasi immobile con la gonna leggermente sollevata…io che continuavo a scattare le mie fotografie.
“Bene Gabriellina” Dissi con voce ironica e suadente “adesso alzati in piedi…, girati, solleva la gonna e fammi vedere il culetto”
“Ma.. ”
“Su! Su! …girati piano…solleva la gonna…perfetto! ”
Per favore finiamo qui hai avuto quello che volevi…” Il tono della sua voce sempre più sottile
“Non avere fretta! ” risposi” ancora qualche fotografia ed abbiamo finito!! ”
“Adesso rimani così… appoggia le mani avanti e piegati un po’…”
“No… non così… si vede… troppo” supplicò Gabriella
“Appunto” dissi io ”
Lei si piegò come le avevo richiesto mettendo in bella mostra il suo culetto bianco e fornendo una preziosa “vista sul retro” della sua passerina parzialmente depilata.
Subito iniziai a scattare fotografie a ripetizione
“Mio Dio che vergogna… che vergogna! ” La sentì sussurrare
Ora avevo la sensazione di poter fare e chiedere quello che volevo… il mio set fotografico cominciava ad avere un senso… costava parecchi soldi, ma forse ne valeva la pena.
“Adesso togliti la gonna e mettiti tutta nuda! ”
Facevo le mie richieste con tono professionale, ma era evidente il sottile compiacimento che non poteva non essere notato da Gabriella, che però aveva perso tutto il suo orgoglio e si comportava come un animale in trappola.
Si tolse la gonna rimanendo in piedi completamente nuda…Non le chiesi di sorridere, era evidente che a questo punto non ci sarebbe proprio riuscita, e poi sorridevo già io!
La feci sedere sul divano, le chiesi di appoggiare i piedi sui cuscini e di aprire un po’ le gambe.
Gabriella non reagì, ubbidì docilmente, mettendo in bella mostra il suo corpo nudo e i suoi segreti nascosti.
La mia fantasia era in piena attività, finire lì o osare qualcosa di più?
Sembrava un gioco di società dove qualcuno deve fare penitenza.
“Allora” Dissi “vedo che cominci a capire e finalmente possiamo lavorare. Rimettiti le scarpe …e adesso cammina un po’ a quattro zampe sul pavimento…”
“No per favore! ” provò a dire Gabriella
“Ti ho già detto che non voglio perdere tempo! ”
Gabriella si mise le scarpe, mi guardò negli occhi sperando che cambiassi idea, e iniziò a camminare a carponi sul pavimento, sembrava un piccolo animaletto selvaggio… inutile dirlo, i miei occhi, e soprattutto il mio obiettivo, si focalizzarono sul quel culetto in bella vista che ondeggiava ad ogni passo.
Intanto avevo di nuovo finito il rullino, avevo scattato un sacco di fotografie di cui avevo perso il numero… avrei perso le nottate a svilupparle, ma non credo che il lavoro mi sarebbe dispiaciuto!
Io cambiavo il rullino, Lei rimaneva seduta in terra, guardandomi, aspettando che dicessi “Finito! “: troppo presto avevo ancora alcune idee che mi frullavano in testa.
Scattai alcune foto con Lei seduta in terra… Non avevo più nessuno scrupolo, anche il tono della voce, il linguaggio che usavo era più diretto… le miei richieste diventavano degli ordini precisi… il tono sempre sottilmente ironico.
“Apri bene le gambe, e mettiti in bella mostra! ”
Lei cercava invano un cenno di rinuncia nei miei occhi… apri lentamente le gambe…
“Di più, di più… continua.. che sai bene come devi fare! ”
Il corpo nudo di Gabriella cominciava a non avere più segreti. Lei spalanco le gambe e poi ne sollevò una mettendosi tutta in bella mostra.
“Abbiamo finito? ” Mi chiese. Era una speranza ed una preghiera.
“Quasi… ” Le dissi “Ora siediti sulla sedia… qualche piccola inquadratura e poi basta! ”
Avevo già visto e fotografato tutto quello che volevo… però mi mancava ancora il particolare, il dettaglio, insomma quell’inquadratura con cui chiudere il servizio…
“Adesso apri le gambe… ti voglio vedere con le gambe spalancate e sollevate in alto! ”
Gabriella accennò una reazione, un ritorno d’orgoglio anche se con tono differente
“Non così per favore! ” Disse “così mi fai sentire una puttana… non così per favore”
“Non ricominciamo con le lagne! “dissi duro “Stiamo lavorando! ”
Gabriella ubbidì in silenzio.
Pochi scatti e poi avrei finito: anch’io cominciavo ad essere un po’ stanco.
“E adesso un po’ più hard… apri le gambe e aprila con le dita! ”
“Come? “Gabriella era diventata rossa come un peperone
“Hai capito benissimo! ”
“Così no… ti prego… non ho mai fatto così di fronte a nessuno! … neanche di fronte al mio ragazzo! ”
“Veramente non ci credo, e poi c’è sempre una prima volta” dissi ironico ” Gabriella capì che non aveva scelta… aprì le gambe poi, con due dita della mano aprì la passerina mostrandone il colore rosso intenso…
Finalmente avevo il particolare che cercavo! Scattai parecchie foto, Gabriella rimaneva immobile…
“Adesso in piedi” Le dissi
“Abbiamo finito? ” Chiese Lei
“Quasi… ancora una posa un po’ osè… fammi vedere bene anche il tuo… buchetto! ”
“No! Questo no! ” disse supplicando Gabriella
“Invece sì! … girati, piegati un po’…. e ora apri un le chiappine con una mano! ”
“No… no… no… ”
Gabriella sussurrava a bassa voce, ma intanto ubbidiva…
Si piegò come richiesto mettendo il suo culetto nudo in bella mostra, poi con la mano sinistra scosto una natica offrendo chiaramente lo spettacolo del suo ultimo segreto: un buchetto rotondo, senza alcun peletto…
“Bene Gabriella” le dissi “si vede bene che nessuno ci ha ancora fatto visita! ”
Una bella battuta pesante! Adesso potevo tranquillamente prenderla in giro, lei non reagiva più, provava sicuramente un’umiliazione profonda che le mie parole non facevano che accrescere.
Scattai le altre foto sull’ultimo particolare fino a finire il rullino.
Il set poteva dirsi finalmente finito.
“Rimettiti i vestiti e torna pure a casa! ” Le dissi “per oggi abbiamo finito! ”
“Per oggi? ”
“Sì per oggi! ” dissi io
Lei non disse più nulla, si rivestì in fretta, sentivo solo che sussurrava “che vergogna… mio Dio! … che vergogna” Io intanto sapevo che avrei passato il sabato sera a sviluppare fotografie. FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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