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Paola, racconto etero

Mi alzo alle sette e telefono per il tassì, giusto il tempo per fare colazione insieme a Sandro e le passeggere, è bello svegliarsi sul Gold Strike, poi sento il clacson suonare e scendo per andare all’aeroporto. È stata una bella crociera, alle dieci e trenta sono a Bologna, Paola mi sta aspettando di fronte all’uscita dell’aeroporto, sono felice di abbracciarla, ci baciamo con tenerezza poi saltiamo in macchina per sfuggire al vigile che implacabilmente ci sorveglia nel piazzale. In pochi minuti siamo sulla tangenziale, il traffico è normale, guido rilassato senza perdere di vista Paola che mi sta a fianco, mi piace questo suo modo di essere discreta e normale, la sua femminilità mi avvolge con tenerezza e mi fa sentire bene. Ha un vestito ampio e leggero, sta ormai facendo caldo, la gonna non è corta ma mi sembra che sia un po’ sollevata, sotto la camicetta sottile vedo il suo seno sollevarsi al ritmo del respiro, senza pensarci le prendo la mano e la stringo. Nonostante tutto mi rendo conto che mi è mancata. –

– Dottore, spero che si sia divertito in barca, la vedo abbronzato, basta davvero poco tempo in mare per cambiare aspetto. –

– Si, Paola, con Sandro siamo stati bene, la traversata è stata facile, davvero una bella crociera. Mi sarebbe piaciuto averti a bordo, ti saresti divertita e rilassata, ti avrebbe fatto bene. Ho parlato senza pensare ed ho detto proprio quello che mi stava passando nella testa, sento che Paola è felice delle mie parole, mi guarda sorridente. Intanto le accarezzo la mano e sento che lei risponde con delicatezza alle mie sollecitazioni. –

– Non dubito, ma con la famiglia non posso muovermi come vorrei, non posso lasciare mio marito e mio figlio da soli per tanto tempo. Non sono una vagabonda come lei ! Intanto abbiamo imboccato l’autostrada e procedo a velocità’ regolare, la mia mano quasi istintivamente si è spostata sulla coscia di Paola e lei si è avvicinata per facilitare la mia carezza. Senza perdere d’occhio la strada scivolo in mezzo alle sue gambe, lei le allarga e riesco a infilarmi nel mezzo, sento che è calda e la mia eccitazione si accende di colpo. Paola si abbandona sullo schienale e solleva la gonna lasciandomi accarezzare gli slip, mi infilo nel suo cespuglio e titillo il suo clitoride che è teso e turgido, vedo che chiude gli occhi e respira più rapidamente. Un paio di autotreni che ho sorpassato mi hanno lampeggiato, accidenti, gli autisti dalla cabina alta hanno probabilmente visto lo spettacolo, rallento e accosto a destra nella corsia lenta anche perché la mia attenzione al volante sta diventando piuttosto scarsa. Intanto con il dito sto accarezzando la fessura umida che si apre al mio passaggio, sento che la mia eccitazione sta raggiungendo il massimo mentre Paola muove il bacino in modo sensuale. Sto pensando di fermarmi ma il prossimo autogrill è a Modena Nord, a questa velocità ci vorrà ancora tempo. Improvvisamente le cosce di Paola si stringono imprigionandomi la mano, sento che sta venendo con gemiti sommessi. Non posso fare altro che restare imprigionato con la mano e mantenermi a distanza di sicurezza dai camion che occupano la mia stessa corsia. Paola riapre gli occhi e mi libera la mano, ha un sorriso sensuale sulle labbra che mi fa perdere la testa, si distende tra me ed il volante e mi apre i calzoni. Io cerco di aiutarla ed in breve riesce a raggiungere l’obiettivo che si era posta, liberare il mio oggetto rigido davanti alla sua bocca. In un attimo lo ingoia e inizia a torturarlo con la lingua, io cerco di porre attenzione alla guida ma non è facile. Meno male che le altre auto ci sorpassano veloci alla sinistra e non riescono a vedere nulla di quello che sta succedendo, spero solo di non dover frenare improvvisamente, non ne sarei in grado, ondate di piacere mi avvolgono e ho la vista appannata. Continuo a procedere in fila con i camion confidando nella mia e nella loro esperienza. Paola sembra non badare a null’altro, mi lavora l’asta con la lingua mentre con una mano mi accarezza le palle. Io tengo le mani strette sul volante e gli occhi fissi alla strada ma almeno un paio di volte mi accorgo di essere scivolato verso la corsia d’emergenza, sono combattuto tra il piacere che sto provando ed il timore di finire fuori strada. Ma lei sa il fatto suo, in breve mi fa ribollire lo sperma nei coglioni e mi sento vicino all’orgasmo. Ormai Paola mi conosce benissimo, sente la cappella indurirsi sino quasi a scoppiare ed avverte i miei movimenti che precedono l’eiaculazione, si stacca un momento lasciandomi senza fiato. –

– Mi sa che questo ragazzaccio non ha fatto il bravo sulla barca, ma io lo adoro lo stesso, non potrei più vivere senza di lui. Sai che ci sei mancato molto a me ed a mio marito? Intanto mi stringe forte la base dell’asta bloccandomi lo sperma che ormai stava per esplodere. Ho le mani strette sul volante, gli occhi fissi alla strada ed una smorfia di piacere sul viso, trattengo il respiro e non riesco a dire una parola. –

– La mia passerina ha bisogno del tuo succo dolce, deve essere sempre innaffiata come un fiore altrimenti appassisce. Mio marito se ne è accorto e non vede l’ora come me. Non ti viziare, voglio che mi riempi al più presto. Paola apre la bocca e ingoia di nuovo la mia verga ormai paonazza ed io mi lascio finalmente andare. Quando comincio a scaricarmi non riesco più a prestare attenzione alla guida, la macchina continua la sua corsa senza controllo deviando verso destra e riesco a recuperarla quando ormai ho due ruote sul ciglio erboso, il cuore mi batte all’impazzata ! Paola è riuscita ad ingoiare tutto, ormai è bravissima e mi ripulisce la verga con cura, poi si rialza e cerca i fazzoletti in borsetta per completare la sua opera. Io sono un po’ più tranquillo adesso, guido piano ma almeno riesco a mantenermi nella corsia di marcia, non so some sono riuscito a farlo prima. –

– Mi scusi, dottore, ma non potevo aspettare dopo tanto tempo, volevo anche assaporare il sapore del mare, è favoloso. Mi perdona? Non rispondo, sorrido e le accarezzo teneramente i capelli, questa donna è di una sensualità incredibile, non mi era mai successa una cosa simile. Le dico di tenere il volante mentre mi infilo i calzoni in qualche modo e finalmente arriviamo all’autogrill. Vado a parcheggiare nel retro dove non c’è nessuno, scendo e mi rivesto, non posso arrivare in città così conciato. In un paio di minuti ripartiamo ed dopo poco tempo arriviamo a destinazione. Parcheggio la macchina in garage e saliamo insieme in ufficio, ormai è quasi mezzogiorno, faccio un paio di telefonate urgenti ed in un attimo è già l’una. Scendo insieme a Paola ed in strada c’è il marito che l’aspetta. Io mi prendo un tramezzino e torno in ufficio quasi subito, dopo i giorni trascorsi in mare mi sembra strano trovarmi chiuso in una stanza da solo ma ho molte cose da sbrigare e arriva la sera in un attimo. FINE

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