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Quale morale

Mi chiamo Silvia e vivo da un po’ di tempo con un uomo.
In realtà all’inizio della nostra storia sono stata io che ho voluto che vivessimo insieme; avevo bisogno di quella sicurezza, di quella sorta di stabilità.
Per me era come una forma di equilibrio, di costanza e di fiducia nella relazione.
Dato che non è il tipo che oppone una grande resistenza ha accettato e la vita seguiva il suo corso; anche i nostri amplessi erano basati su questa semplice armonia, non avevamo troppi rapporti sessuali ed io ho sempre rifiutato gli eccessi, di qualsiasi tipo.
Quindi la sera, una volta coricati, ci abbracciavamo teneramente e restavamo un momento a respirarci a vicenda. Poi senza preamboli, facevamo l’amore e sembrava che questo soddisfacesse entrambi.
Eppure, un po’ meno di un anno fa, ha cominciato a volermi prendere alla pecorina.
Anche se trovo questa posizione un po’ degradante ho accettato perché pensavo che un po’ di novità non potesse che migliorare il nostro amore.
Un po’ di pepe, ma non troppo comunque! Quando però ha ottenuto quello che voleva ha detto che avremmo potuto provare a farci qualcosa con la bocca. Per farmi vedere è sceso e mi ha piantato la testa fra le cosce, mi ha passato la lingua fra i peli e poi me l’ha cacciata dentro. Con grande vergogna, ammetto che ho provato piacere, ma non corrispondeva esattamente all’idea che io ho dell’amore.
La tappa successiva è consistita nel rendergli la pariglia: davanti alle mie reticenze ha comunque acconsentito a mettersi un preservativo. Inoltre voleva che tenessimo la luce accesa! Quando mi ha fatta inginocchiare e ho visto arrivare su di me il cazzo bello ritto, avvolto in quel lattice rosa confetto, mi sono automaticamente tirata indietro; lui allora mi ha preso saldamente la testa fra le mani e l’ha appoggiata sul pene; la mia bocca ha finito per trovare la strada e, sotto la pressione, l’ho aperta coprendo il membro caldo.
Nonostante il preservativo sentivo con le labbra il sangue battere contro la pelle, andava e veniva nella mia bocca inerte. Poi mi ha detto di succhiarlo con la lingua e coi denti, ed io l’ho fatto.
Il lattice aveva un sapore di fragola e lo trovavo ancora più stomachevole, quindi ho deciso di toglierlo per continuare direttamente sulla carne. Così mi dava un po’ più soddisfazione, sentirlo caldo nella mia bocca era certamente più eccitante.
Poi, bruscamente ho sentito la pelle tendersi come se il sesso stesse per esplodere. Dato che ho accennato a tirarmi indietro mi ha obbligata a restare e ho sentito il liquido sbattermi in gola e sgorgare a fiotti, un liquido caldo e cremoso, dolciastro, che mi ha riempito la bocca costringendomi a tossire per non rimanere soffocata; molto di quel liquido l’ho però assaporato prima di ingoiarlo, proprio come lui mi urlava al massimo del suo godimento.
Dopo quella drammatica esperienza mi ponevo sempre più domande; mi ha lasciata tranquilla per un po’ di tempo, ma quindici giorni fa è tornata alla carica.
Adesso vorrebbe incularmi, o meglio prendermi da dietro, che orrore!
Oggi non so più cosa devo credere, naturalmente queste pratiche sembrano aumentare il nostro piacere e certo si potrebbero considerare come prove d’amore supplementari.
Rimane il fatto che oramai è consuetudine che lui finisce il suo orgasmo nella mia bocca, e per controparte iniziamo sempre il nostro atto sessuale con una sana leccata di fica! FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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