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Sara Sara

Quando avevo 19 anni mio padre, Gaetano, che allora aveva 42 anni, si risposò con una donna di 35 anni, Gloria, che aveva una figlia di 18 anni, Sara, che divenne la mia sorellastra.

Io non avevo preso molto bene la storia del nuovo matrimonio di mio padre, dopotutto da quando mia madre era morta, quasi dieci anni prima, io e lui avevamo sempre vissuto insieme, e non mi andava di dividerlo con una nuova moglie e soprattutto con una sorella, comunque in casa facevo finta di niente.

Sara, quando non doveva andare a scuola, rimaneva sempre in casa, avendo cambiato città per venire ad abitare con noi aveva dovuto lasciare tutti i suoi amici, più tardi scoprii che anche nella sua vecchia città non aveva molti amici, solo qualche conoscenza scolastica, infatti Sara oltre a non essere una bella ragazza, era piccolina di statura, aveva il seno quasi inesistente, ed essendo piena di complessi invece di vestirsi in modo di valorizzare le sue poche doti, si vestiva come nei film anni 50, con delle gonne sotto il ginocchio e delle orribili camicette, era anche molto timida ed evitava di lasciarsi coinvolgere in discussioni e quando qualcuno le rivolgeva la parola diventava tutta rossa e non riusciva a rispondere se non balbettando qualcosa senza senso.

In quel periodo mio padre e Gloria stavano vivendo una nuova giovinezza, la sera uscivano quasi sempre e anche i week-end li passavano sempre fuori, anch’io avendo la mia compagnia di amici passavo parecchio tempo fuori casa così che Sara rimaneva spesso a casa da sola.

Una sera rientrai prima del previsto, dentro c’era tutto buio, pensai non ci fosse nessuno quando vidi una luce che filtrava sotto la porta di Sara, pensando di farle uno scherzo mi avvicinai senza far rumore e aprii la porta solo un po’, quello che vidi mi lasciò sbalordito, Sara era davanti allo specchio, completamente nuda, ai suoi piedi una rivista pornografica, che come scoprii più tardi, aveva trovato frugando in camera mia, si teneva le mani sotto le tette e le confrontava con quelle delle modelle fotografate sulla rivista, poi prese una sedia e la mise sempre di fronte allo specchio, si sedette tenendo le gambe divaricate, mettendo bene in mostra la figa, poi iniziò a masturbarsi con un dito, sicuramente era la prima volta perché si vedeva che non aveva pratica, teneva la rivista con l’altra mano e si confrontava con la foto di una ragazza che stava introducendo un cazzo finto nella figa, la vidi prendere un pennarello e dopo averlo bagnato con la saliva lo introdusse nella figa, mentre la guardavo mi venne un’idea, andai nella mia camera, presi la videocamera e cominciai a filmare quello che succedeva, Sara stava ancora masturbandosi con il pennarello, lo introduceva solo per un paio di centimetri, poi girando la pagina del giornale, vide che la modella si era messa il cazzo finto nel culo, allora anche lei provò ad accarezzarsi il buco del culo, la cosa durò per almeno mezz’ora, quando lei smise di divertirsi, io spensi la telecamera e facendo rumore, feci finta di rientrare in quel momento, vidi la luce in camera di Sara che si spense, probabilmente voleva farmi credere che dormiva.

Mi chiusi in camera e guardai la registrazione delle performance di Sara, la registrazione era venuta proprio bene, passai il resto della serata a farmi una sega guardando le immagini che scorrevano sul televisore.

La mattina dopo quando mi alzai, guardai Sara con occhi diversi, pensai di approfittare della situazione, eravamo a casa da soli, le dissi che quel giorno non avevo intenzione di uscire e che lei doveva occuparsi di me, cominciai a trattarla piuttosto male, volevo vedere se aveva il coraggio di ribellarsi, ma lei non diceva nulla, le feci sistemare la mia camera, lavare e stirare i miei vestiti, criticando ogni cosa, quando andai a tavola per il pranzo criticai anche il cibo che aveva preparato, lei aveva il viso tutto rosso, gli occhi pieni di lacrime, ma non diceva nulla, anzi si scusava continuamente per paura di farmi arrabbiare, il pomeriggio lo passammo sul divano a guardare dei film che avevo noleggiato, ogni tanto allungavo una mano e gliela posavo indifferente su un ginocchio, visto che lei non diceva nulla con la mano iniziai ad accarezzarla e piano piano spostavo la mano sempre più sù, mi fermai quando sentii il bordo delle mutandine, a questo punto lei cercò di spostarsi, io allora le passai il braccio dietro le spalle e me la tirai ancora più vicina, le dissi che era arrivato il momento di conoscerci meglio, mentre parlavo con la mano scesi ad accarezzarle il seno, lei mi disse di smetterla, io per il momento feci finta di ascoltarla, continuai a guardare il film limitandomi a tenere la mano sopra la sua coscia.

Finito il film le dissi che avevo un altro film da guardare, misi nel videoregistratore la cassetta e schiacciai il tasto play, non volevo perdermi la faccia che avrebbe fatto appena si sarebbe resa conto di quello che c’era registrato, infatti invece di guardare la tv mi girai verso di lei, la vidi sbiancare appena le immagini cominciarono a scorrere, non aveva parole, rimaneva a bocca aperta, si alzò all’improvviso e scoppiando a piangere cercò di scappare in camera sua, io la raggiunsi e la rimisi seduta sul divano di fianco a me, lei continuava a chiedermi di spegnere, io rimasi impassibile e continuai a far scorrere il filmato, poi quasi parlando fra me dissi chissà cosa diranno mio padre e Gloria quando gli avrei mostrato il tutto.

Sara era sconvolta, io la tenevo stretta a me e la obbligavo a guardare la tv, quando il filmato finì, lei mi chiese di non farlo vedere a sua madre, avrebbe fatto qualsiasi cosa per non darle un simile dispiacere, io feci finta di pensarci e le dissi che le avrei dato una risposta la sera.

Passai il resto della giornata chiuso in camera mia, lasciandola nell’angoscia, quando uscii vidi che mi aveva preparato una cenetta con i fiocchi, finito di mangiare mi chiese cosa avevo deciso, le risposi che per il momento sua madre non avrebbe saputo nulla, ma che anch’io dovevo avere il mio tornaconto, lei non capiva allora la portai in camera mia e tirai fuori un paio di riviste che a lei sembravano piacere, gliele diedi e le dissi di andare in camera sua a studiarle, l’avrei interrogata più tardi.

Dopo un paio d’ore la chiamai e le dissi di mostrarmi quello che aveva imparato, lei sembrava non capire, allora le dissi di spogliarsi, Sara piangendo mi pregava di non farglielo fare ma nel frattempo si sbottonava la camicia, tolse anche la gonna e rimase in reggiseno e mutandine, la feci camminare avanti e indietro come durante le sfilate, poi le dissi di togliersi anche quello, lei non voleva diceva di vergognarsi ma io ridendo le risposi che ormai era tardi per la vergogna, ormai avevo visto tutto di lei, mi avvicinai e le tolsi il reggiseno e l’aiutai a sfilarsi le mutandine, quando fu nuda mi risedetti sul divano e le dissi che volevo vedere un’altro spettacolo come quello della sera precedente, avevo posizionato ancora la telecamera in modo da riprendere tutto, lei rimaneva immobile ma quando minacciai di chiamare sua madre e mio padre si decise, portò la mano al seno e si accarezzò, l’altra mano sparì fra gambe, le dissi che non ci metteva abbastanza impegno, mi tolsi la cintura dai pantaloni e la colpii sulle natiche, le gridò per il dolore e piangendo mi disse che l’avrebbe fatto meglio, la feci mettere sul tavolo, lei ricominciò a toccarsi, io la dirigevo dicendole quello che volevo facesse, lei obbediva, si accarezzava il seno prendendosi i capezzoli fra le dita, si masturbava la figa, si accarezzava il buco del culo, solo quando le dissi di mettersi nella figa due dita, ricominciò a piangere dicendomi che non voleva, non l’aveva mai fatto, solo il piccolo pennarello era entrato là dentro.

Le dissi che le avrei fatto assaggiare il mio cazzo, così dicendo mi abbassai i pantaloni e il mio amico uscì con un guizzo dalle mutande, era già duro e pronto per l’uso, la spinsi in ginocchio davanti a me e le forzai le labbra con la punta del cazzo finchè riuscii a metterglielo tutto dentro fino in gola, le si mise a tossire e le vennero dei conati ma io le tenevo la testa contro il mio inguine e lei non poteva fare altro che assecondare i movimenti che le imponevo con le mani.

In quel momento squillò il telefono, era mio padre, si meravigliò trovandomi a casa a quell’ora, io gli dissi che avevo deciso di conoscere un po’ di più la mia sorellastra, lui si complimentò con me poi mi chiese di passargli Sara che Gloria voleva salutarla, passai la cornetta a Sara, mentre lei parlava con sua madre io ne approfittai per accarezzarle le labbra della figa che trovai già bagnate, lei non poteva dire nulla per non insospettire la madre, le infilai la punta del dito nel buco del culo e la sentii irrigidirsi, ma a parte un gemito non disse nulla, quando riattaccò le dissi che era meglio se ci spostavamo nella camera di mio padre dove saremmo stati più comodi, così dicendo spostai anche la telecamera che avrebbe continuato a riprenderci.

Si fece trascinare come se fosse stata una bambola, la misi sdraiata sul letto e tenendole le gambe divaricate ricominciai a giocare con un dito sulla sua figa, quando provai a metterglielo dentro lei gridò, mi disse di non farle male e che aveva molta paura, io le dissi che non doveva preoccuparsi, nessuno era mai morto per quello, mi abbassai e la leccai fra le gambe, lei rimaneva rigida ma io le dissi che se voleva godersi anche lei la cosa doveva rilassarsi. Sentii che ci stava provando, oppure le mie leccate stavano producendo il loro effetto, infatti cominciò a sospirare, allora mi alzai e riprovai a infilare un dito nella sua figa, lo sentii scivolare dentro, lo spinsi fino in fondo finchè sentii la barriera della sua verginità, lei gridò allora lo tirai fuori e ricominciai a masturbarla, continuai finchè sentii che veniva infatti cominiciò a sospirare sempre più forte, la cosa la sconvolse era il primo orgasmo della sua vita, quando passò la lasciò come svuotata da qualsiasi energia, le chiesi come era stato, e lei mi rispose che non aveva mai provato qualcosa di simile.

Dissi che era arrivato il mio turno le feci di nuovo prendere il mio cazzo fra le labbra e le diedi le indicazioni per farmi un pompino come si deve, questa volta ci riuscì, quando sentii che stavo per venire la avvisai che le avrei sborrato in bocca, lei avrebbe dovuto tenere la bocca aperta e doveva inghiottire tutto quanto, cominciai a schizzare il primo spruzzo la raggiunse direttamente in gola, gli altri li feci cadere sul suo viso, quando finii con la punta del cazzo andai a pulire le gocce dalla sua faccia e poi portavo il mio cazzo alla portata delle sua lingua che doveva ripulirlo.

Mi sdraiai di fianco a lei e le dissi che dovevo riposarmi per qualche minuto prima di riprendere da dove ci eravamo fermati.

Mi bastarono pochi minuti, la feci mettere alla pecorina davanti a me, aveva bene in vista sia la figa che il culo, le accarezzai il buco del culo e la sentii irrigidirsi, le chiesi se preferiva essere sverginata prima davanti o didietro, lei aveva paura di entrambe le cose e mi pregava di smettere, ma io le risposi che quello era il prezzo che doveva pagare per il mio silenzio, lei mi chiese per quanto tempo avrebbe dovuto subire quel trattamento, io le assicurai che finchè non mi fossi stancato lei doveva essere al mio completo servizio e che l’avrei passata anche ai miei amici.

Incurante delle sue lacrime sentii il mio cazzo che era di nuovo in tiro, decisi di sverginarle prima la figa, la feci sdraiare sotto di me e puntai il cazzo sull’apertura della figa, quando spinsi la sentii molto stretta, pensai che non ce l’avrei fatta, lei con le mani sul mio petto mi spingeva via allora le mollai una sberla, il segno della mia mano comparve sulla sua faccia, mentre piangeva decisi che era arrivato il momento, diedi un colpo di reni e il mi cazzo affondò dentro di lei che mi gridava di uscire perchè si sentiva lacerare, io rimasi conficcato dentro di lei in profondità per farla abituare a quell’intrusione, quando tirai fuori il mio cazzo era tutto sporco di sangue, glielo feci notare dicendole che ora era diventata una vera donna, poi senza pietà lo cacciai di nuovo dentro di lei violentemente strappandole un nuovo grido di dolore.

Ricominciai a scoparla questa volta più lentamente, volevo godermela, sentivo il mio cazzo come chiuso in una morsa, a poco a poco lei si stava rilassando, ormai non doveva sentire più molto dolore, la sua figa si stava abituando e sentivo che si stava bagnando, volli cambiare posizione, la feci mettere alla pecorina e la scopai tenendole le tette fra le mani, quando sentii di non farcela più lo tirai fuori e lo porsi alla sua bocca, obbediente lei aprì le labbra, appena in tempo perchè cominciai a schizzarle la mia sborra in gola.

Ero davvero esausto, la tensione accumulata si stava stemperando, la guardai, ormai era in mio completo possesso, avrebbe fatto solo quello che le avrei comandato.

Mi accesi una sigaretta e dissi a Sara di andarmi a prendermi qualcosa da mangiare, mentre lei si allontanava andai a prendere la cassetta dalla videocamera e la misi nel videoregistratore, quando Sara tornò in camera vide le immagini che scorrevano e ricominciò a piangere silenziosamente, le dissi che avrei fatto delle copie del film e che l’avrei distribuito agli amici per farle pubblicità.

Il giorno dopo rimasi chiuso in camera per tutta la mattina, non andai neppure a scuola, avevo troppo da fare, feci un paio di copie dei due filmati e con l’aiuto del mio pc stampai delle foto prese dai fotogrammi, quando Sara rientrò le feci trovare una busta sotto il piatto, quando lei la prese e l’aprì impallidì e Gloria che se ne accorse le chiese cosa c’era di così sconvolgente e cercò di sbirciare il contenuto della busta ma Sara fu veloce a rimettere le foto nella busta rispondendo che era solo uno scherzo che le avevano fatto.

La sera rimanemmo soli perché mio padre e Gloria erano invitati a cena da degli amici, mentre si stavano preparando per uscire notai lo sguardo preoccupato di Sara, sicuramente anche lei stava pensando a quello che sarebbe successo appena soli.

Quando i nostri genitori se ne andarono dissi a Sara che doveva cenare con me rimanendo nuda, infatti quando arrivai in cucina lei era lì che mi aspettava, mi sedetti a tavola e mentre lei portava le varie portate non perdo l’occasione di infilarle le ditta nella figa e di fare commenti sul suo corpo.

Ci spostammo in salotto, lei sempre nuda, io mi sdraiai sul divano e la ignorai per un po’, lei restava immobile come se volesse farmi dimenticare la sua presenza, guardavamo la tv, ad un certo punto cominciai a fare zapping, e vista l’ora tarda, trovai un canale che trasmetteva un film erotico, dopo qualche minuto di visione il mio cazzo cominciò a farsi sentire, dissi a Sara che doveva farmi una sega, lei anche se titubante si avvicinò e lo afferrò con una mano cominciando un lento su e giù, poi io le misi una mano sulla nuca e la spinsi verso il mio cazzo, lei lo prese in bocca e iniziò a leccarlo e succhiarlo, la lasciai fare per quasi mezz’ora, poi la voglia mi faceva scoppiare le palle allora le dissi di mettersi alla pecorina che avevo voglia di scoparla, quando fu in posizione la penetrai in un solo colpo, lei lanciò un grido di dolore, infatti non era ancora bagnata e l’introduzione violenta del mio cazzo le aveva fatto molto male, la scopavo con delle spinte violente, mi ero abbassato contro la sua schiena e le prendevo le tette fra le mani pizzicandole i capezzoli con le dita, intanto guardavo il film, in quel momento gli attori si stavano preparando per un’inculata, dissi a Sara di guardare quello che le avrei fatto anch’io fra poco, lei si spaventò e piangendo mi disse che aveva paura del dolore, ma io le risposi che se non c’era un po’ di dolore io non mi divertivo.

Uscii dalla sua figa e puntai il mio cazzo contro il suo buco del culo, sentivo che lei si era irrigidita, allora provai prima ad aprirmi la strada infilandole un dito, era veramente molto stretta, le infilai allora anche un altro dito e cominciai a girarli dentro di lei, lei si lamentava ma non cercava di sfuggirmi, ormai sapeva di essere in mio potere, misi al posto delle dita il mio cazzo e cominciai a spingere, non voleva entrare, le dissi di spingere come quando andava in bagno per aiutare la penetrazione, lei cercò di ascoltarmi per sentire meno male assecondava i miei movimenti, finalmente la punta del cazzo riuscì a sfondare, lei gridava di uscire perchè sentiva un dolore insopportabile, io non la ascoltai e spinsi ancora di più il mio cazzo in profondità, la tenevo ferma per i fianchi, lei cercava di cadere in avanti per sfuggire all’intrusione, finalmente con un solo colpo di reni riuscii a fare entrare tutto il cazzo nel suo culo, lei lanciò un urlo disumano, io rimasi per un po’ fermo dentro di lei, poi la avvisai che l’avrei inculata senza pietà, ripresi a muovermi facevo uscire il mio cazzo completamente dal suo culo per poi rimetterlo dentro, quando non ce la feci più lo spinsi fino in fondo e la scopai nel culo sempre più forte finchè sborrai nel suo intestino.

Quando la lasciai era distrutta, rimase per terra a piangere, vedevo delle strisce rosse che le coloravano le cosce, la mandai a lavarsi e le dissi che per il giorno dopo avevo intenzione di organizzare una piccola festicciola fra amici e che lei sarebbe stata l’attrazione principale. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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