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Senza una ragione

Non più di due mesi fa, in un giorno come tanti, in una mattina come tante…..
L’inizio è fin banale. Fatto sta che è una giornata di cacca, perché è un lunedì. E io odio i lunedì….
In parte anche le domeniche, troppo vicine ai lunedì…..
Da piccola erano un incubo, le domeniche: arrivavo a piangere, per il “panico” del giorno dopo, che mi faceva paura, mi sentivo inadatta, troppo piccola , incapace, troppo stretta…..
è che la tattica era sbagliata: perché simularsi un vaso di ferro tra i vasi di ferro quando sei di coccio è un errore tattico. Vai in frantumi al primo impatto, perché pensi da vaso di ferro ma sei di coccio….
Se invece ti muovi per quello che sei usi le tue caratteristiche peculiari: l’attenzione agli impatti, la velocità…. e tutto cambia. Non so…. forse è per questo….
Fin da quando ho avuto un’età “potabile” per essere guardata come una donnina ho sentito gli occhi addosso…. : mi sentivo guardata da tutti…..
All’inizio era davvero imbarazzante, impacciato, mi faceva sentire a disagio e con il cuore sempre in gola…
Perché non sono Megan Gale, non sono vistosa….. non sono tuttacurve, non sono una che balza sulla scena con un salto e i riflettori sono tutti su di lei….
Magari ero io che lo pensavo e basta, forse stavo solo crescendo….
No, se una deve essere onesta con se stessa e se tre indizi non sono una prova ma quasi…..
Per un qualche arcano motivo non passavo inosservata e sentivo attenzioni sottili come respiri e aderenti come un guanto su di me…..
Ero una crisalide di donnina in movimento…. e mi muovevo d’istinto, facendo le prove, come se avessi appiccicato un cartello “Lavori in corso- stiamo lavorando per voi”. E, credo, ero una minorenne dai movimenti accennati e ambigui, una minorenne pericolosa…..
Perché la percezione fisica era chiara: sapevo di fare effetto. E mi turbava, molto. Sapevo che era un effetto fisico molto forte, sia sui miei coetanei a scuola che sugli adulti. Ma la mia insicurezza mi faceva sentire a disagio se lo ammettevo di fronte a me stessa. Così, come se mi fossi trovata tra le mani del denaro inaspettato senza sapere bene come spenderlo ne se fosse lecito che io lo potessi tenere, mi muovevo facendo finta di non averlo ma, di fatto, sapendo che era li, nascosto, pronto ad essere usato, anche se non sapevo come, quando, perché…
A scuola non andavo benissimo davvero: non perché non mi piacesse studiare. Non era la mia scelta il liceo, mi era stata imposta…
Il risultato era che mi sentivo fuori posto, vivevo le cose che mi piacevano e le altre le subivo, fino a sentirmi stupida e incapace….
La prendevo con la tattica del “basso profilo”: “tanto sono cose che non mi piacciono”, ci scherzavo, mi scherzavo addosso, facevo il minimo indispensabile, parlavo sminuendomi e….
Beh si: sapevo di essere carina, molto carina e forse lo usavo. I ragazzi così aprivano le porte (e io ero quella che, pur molto femminile, faceva “la compagna di malefatte”… così mi stavano attorno ma senza pressare troppo… ), e dall’altra parte non avevo tattiche aggressive che potessero inimicarmi le altre ragazze; i professori….
Lo ammetto…. “tipologicamente” credo di essere stata una fantasia pericolosa, molto classicamente la liceale giovane e sensuale da guidare e prendere sotto l’ala ma che non ti lascia dormire tranquillo quando vai a casa… Non ero affatto innocua, solo adesso me ne rendo conto. Perché poi, dall’altra parte, quando le cose si facevano difficili staccavo la spina, stavo sulle mie e rientravo nella parte della bambina per bene non più ambigua ma algida, e così mi lasciavano in pace…
Di fatto quindi, le mie cose, quelle che ho realmente voluto, le ho cercate con forza, determinazione, in silenzio, con testardaggine….
E l’università è stata poi quella che ho voluto, e mi è costata fatica raggiungerla, raggiungere le forme e i colori e i materiali che i miei sensi cercavano…
Fatto sta: neanche due mesi fa, in un giorno come tanti, in una mattina come tante…..
Sono in ufficio; mattinata piatta: da un lato è un bene, di solito i lunedì sono corse per banche e uffici con persone poco pazienti, code e burocrazia. Di solito dall’ufficio non faccio click sul sito della mia posta personale, non due mesi fa… Mi sembra di avere mille occhi addosso, conosco poco di computer, ho paura di lasciare tracce….
Ma la scatola magica è li, a un soffio, e la tentazione, benché annoiata e distratta è forte…
Non è da molto che “Ilgrandegioco” è in piedi: da pochi giorni Vale mi ha tolto la benda dagli occhi dopo avermi portata nella stanza dei miei pensieri e ho visto i miei racconti, quelle lettere che gli avevo scritto nel periodo in cui era a lavorare lontano, pubblicati sulla rete affiancati da un indirizzo di posta elettronica di cui mi ha consegnato le chiavi. Dall’impaccio alla profonda eccitazione e fascino è passato pochissimo….
Ma da sola….. se non c’è lui mi muovo ancora male. La paura mi fa sentire un po’ banale, un po’ esterna alla cosa: parlare a gente che non conosco senza la protezione del mio uomo, la sua presenza fisica nei dintorni, mi disorienta e blocca…
Ma so, lo so che il gioco ha senso solo se riuscirò ad usarlo, ad imparare, a giocare col mio uomo tramite i miei desideri e curiosità per “interferenze” ed “incidenti” esterni, a farli diventare qualcosa di nostro e soprattutto miei rilanci….
Adesso tocca a me, fino ad ora ho solo risposto ai suoi di rilanci…
Così faccio click…
“Ho letto più volte le tue lettere e quelle di tuo marito prima di risponderti (… ) MI PERMETTI IL FATTO CHE MI FA EFFETTO UNA RAGAZZA…. GIOVANE . CHE SCRIVE CERTI SUOI PENSIERI (… ) un gioco aperto e stimolante che parte soprattutto dal cervello . Io ho 52 anni e non prendere paura (ma sei il tipo da spaventarti per le attenzioni di un uomo della mia età ? ? …. da come scrivi … magari ti alletta come fantasia ) … (… )… classica vita di lavoro che mi ha portato a viaggiare moltissimo e quindi conoscere molta gente . La Signora annoiata in cerca d’avventura la trovi, anche le persone che lontane dal loro contesto vorrebbero realizzare le fantasie più segrete…… Ti assicuro, senza fare millantato credito, donne della mia età ma anche coppie con ragazze molto giovani e insospettabili le ho conosciute e ci ho giocato alcune volte, ma non ho mai cercato ne voluto una botta e via (tranne qualche raro caso in cui aveva una sua ragione ed il sapore dell’avventura rubata )… (… ) Immagino una donna della tua età :
è uno spettacolo vedere una donna fuori di testa, mi eccita e mi stimola moltissimo portare alla luce le sue debolezze, i suoi segreti. (… )
Ho letto i tuoi racconti qui in ufficio . E se attraverso il computer oltre allo scritto si potessero trasmettere le sensazioni e gli stimoli avresti potuto percepire come la mia scarica di adrenalina nel leggere le tue parole. (… )
Lasciando galoppare la mia fantasia ho provato ad immaginarti …. Improvvisante la ragazza che sta nel mio ufficio da due anni, un’amica di mia nipote… (… )… collabora con me come segretaria ed è una persona molto bella… (… )… che ho spesso notato per le sue minigonne o gli spacchi alti ma che probabilmente per rispetto personale non mi aveva mai dato alcun stimolo ” strano ” (… ) tutto sommato potrebbe essere lei la Manuela delle lettere – pressappoco la stessa età , anche lei un marito che si può identificare con il tuo, personale attraente e disponibile a mostrarsi. Mi sono detto : Perché no ? E l’ho guardata con occhio diverso . Ma hai idea , Manuela , dell’effetto che fa l’odore di voi ragazzine su un uomo della mia età? ? Credi davvero che mi lascino indifferente le compagne di classe di mia figlia in tempi in cui le ragazzine sono fin troppo cresciute ? ? ? Lo sai che , per istinto o inconsapevolmente, quando avete voglia di cazzo, perché pensate al vostro ragazzo o marito , vi muovete da puttane, AVETE UN VISO DA TROIE E PIù SIETE PER BENE PIù SI CAPISCE CHE VI SI POTREBBE FARE DI TUTTO ? ? ? (… )… ho cercato di sbirciate tra le sue cosce mentre accavallava le gambe sotto la scrivania di fronte , cercando nei suoi occhi il fuoco sopito che tu devi avere , ho immaginato che suo marito fosse eccitato dall’idea di sapere che altri la volessero… (… )… le ragazze come te , secondo me , hanno dentro la voglia di essere agganciate, si lasciano mettere a gambe aperte sulla scrivania …. troppo femmine , troppo cariche , troppo desiderio di trasgressione … (… )
E quindi mi sono ulteriormente eccitato , ho cercato in qualche modo il suo contatto fisico , la sedia in pelle dove sta durante il giorno aveva il suo odore, “pelle su pelle”, come hai scritto tu… (… )…. la mano sulla spalla, sui capelli … ricevo delle impressioni … voglio illudermi che lei ( per me in quel momento sei tu ) non abbia affatto sgradito la cosa…
Potenza della fantasia !!!!! Vogliamo giocare insieme ? ? ? ?
EFFE.
Di fatto, realmente, non ho una reazione, un pensiero preciso. Ma tremo, sudo e mi sto accarezzando le gambe che sono accavallate… mi sento spiazzata. Sento dentro una scarica di energia e le dita si muovono sulla tastiera…
Di istinto e facendomi rabbrividire quando poi rileggo giorni dopo, scrivo. Scrivo che leggere la sua età mi ha dato un brivido di perversione. E che ho pensato ai papà delle mie amiche, di quando a volte avevo sentito quegli sguardi arrivando per lunghi istanti in situazioni improbabili, quotidiane e banali, magari mentre studiavo a casa di una delle loro figlie e non ero, per casualità reale, in posizioni troppo composte, a non tenere le cosce troppo chiuse e uscendo di li mi trovavo col cuore in gola, i brividi freddi e gli slip fradici. Scrivo di quando il mio gentilissimo “capo”, suo quasi coetaneo e con cui c’è una confidenza delicata e molto gentile e affettuosa, per fare una battuta ha buttato sulla scrivania un cd-rom teoricamente sequestrato al figlio adolescente, un cd con in copertina quei Manga giapponesi, dicendo “ci credo che poi va male in matematica!!! “. Ma il disco resta li uno, due, tre giorni, seminascosto , facendo “l’occhietto” da sotto altre carte….
E una sera oltre l’orario di chiusura, quando non ci sono le altre mie due colleghe né il mio capo, lo apro per gioco mostrandolo al mio uomo che mi è venuto a prendere la sera…
E si, ci sono dei Manga, ma ci sono anche altre immagini e altri filmati…
E molte sono ambientazioni d’ufficio. O comunque ragazze giovani e molto molto carine che soddisfano un uomo adulto, il “loro” capo……
E gli dico che il messaggio lo ho ricevuto, che in fondo un brivido profondo me lo ha dato, che pensare che lui mi immagina è eccitante, perché poi, di fatto, non è una persona sulle mie “corde” fisiche e cerebrali e credo lo percepisca. Ed è una persona gentile, educata e intelligente, che non mi ha mai messa a disagio ne mai lo farà. Ma intanto il messaggio mi è arrivato, e , come stimolo, del tutto spiacevole non lo è stato, anche se immaginato in altre situazioni e con altre persone; se voleva eccitarmi ci è riuscito molto bene. Scrivo che sono seduta sulla sedia della sua scrivania e che la sto bagnando, che sentirà in qualche modo il mio odore…
Poi divento carica. E scrivo che mi piace la sfida, che mi piace scoprirmi le cosce di fronte a lui quando ci sono sua moglie e sua figlia, vederlo “cambiare” sotto la stoffa dei pantaloni, sapere che quando monta sua moglie pensa a me, immaginarla costretta a guardare lui che mi scopa… Sono concitata, mi accarezzo tra le cosce…. ma non li, non posso, sono praticamente in vetrina e non riesco ad essere misurata…. “Stacco”, chiudo a chiave l’ufficio, è mezzogiorno e mezza oramai e sto malissimo, non è il mio modo di muovermi, non so come muovermi…
So che ho voglia, ho bisogno di masturbarmi. Vorrei farlo al telefono, col mio uomo, raccontargli…. ma poi…. i tempi, la sincronia: ti senti grottesca… Vorrei urlargli che ho voglia di cazzo, che mi sento così perversa che uscirei e mi farei abbordare da uno dei tanti pseudo-manager o rappresentante che trovo in un bar e mi farei portare nei parcheggi o tra i campi e chiavare in macchina; che ho voglia di leccare i muscoli sudati di un bel corpo maschile, di accarezzarlo e annusarlo, di sentire pulsare tra le labbra un cazzo tanto grosso da fare fatica a prenderlo dentro, di essere insultata e di farmi sborrare in faccia; che se fosse li mi farei la mia collega d’ufficio…
Non posso farlo. E allora vado in bagno, sono tesa, da mal di stomaco, mi guardo allo specchio e mi disorienta…. sono spettinata, rossa in volto: Cristo, non è mai stato il mio modo di eccitarmi…
Ma come cazzo mi sono vestita? ! ? ! …
Da lunedì suppongo….
Non mi piace questo tailleur grigio da donna in carriera, quand’è che lo avevo messo l’ultima volta, a qualche matrimonio formale! ? ! ? ! … Si vede che non avevo altro sottomano….
La camicetta bianca semitrasparente e il reggiseno traforato in mostra….
Mi sembro una segretaria-troia da pubblicità di gomma da masticare….
Mi appoggio alla parete e scivolo sulle ginocchia. Slaccio le scarpe….
Anche i collant, ci mancavano. Li sfilo. Assieme agli slip. Alzo lo sguardo. Lo specchio a parete… quello per sistemarsi quando ci sono pranzi di lavoro e non c’è tempo per passare da casa. E mi guardo, cattiva, volgare… quindi dentro sono anche questo? ! ? ! …
Apro le cosce, mi accarezzo le gambe, mi lecco le ginocchia, mi schiudo la fica con le dita, sono bagnatissima. Non è giornata da carezze, quello è il mio modo di toccarmi… Entro con le dita. A fondo. Le guardo nello specchio fare dentro e fuori…. non sono le mie dita. Ci metto pochissimo a venire e mi accascio li….
Quando mi riprendo, sempre con pensieri più istintivi che logici, mi risistemo, mi trucco, mi pettino. Ma non mi metto più le calze. Perché resto cattiva, resto carica. E oggi, restare a gambe nude sotto il tailleur e con la gonna corta in fondo è solo un gesto “alla moda” e ci può stare per le apparenze. Ma io so…. è trasgressivo per me stessa. Ed è quello che conta. Non è una mia abitudine. So che è un messaggio, so che oggi mi va e mi farà eccitare….
So che ecciterà il mio capo. Che inconsapevolmente ha fatto parte del mio gioco. Le calze me le metterò prima di rientrare a casa stasera….
Di tutto questo non scrivo a EFFE..
A casa rileggo più volte la sua lettera; non lo avevo nemmeno notato…. in fondo c’è scritto…

ANZI TI POSSO FARE UNA PROPOSTA? MI PIACEREBBE SENTIRTI AL TELEFONO MENTRE TI MASTURBI O TUO MARITO TI FA GODERE – SE VUOI CHIAMAMI IN UFFICIO AL 04…… ……………… (IL CENTRALINO, PROBABILMENTE TI RISPONDERA… LA “MIA MANUELA”! ) CHIEDI DEL SIG. EFFE. LUNEDI SERA SARò A CENA FINO ALLE 22, 30 – 23. 00. SE TI FA PIACERE POTREI FARMI TROVARE SUL CELLULARE ………… /………………… ). SAREBBE BELLISSIMO SENTIRTI DIRE A VOCE QUELLO CHE HAI SCRITTO CIAO EFFE

Sinceramente non mi sfiora neppure lontanamente il pensiero. Poi però lunedì sono a casa dei miei, loro non ci sono e mi trovo a comporre quei numeri….
Giochiamo forte, molto forte. Passano parecchi giorni, non ho il coraggio di guardare la casella postale: è la prima risposta mia, completamente autonoma, senza la presenza di Vale…. tra le altre perché mi ha presa così? In fondo ce ne erano molto scritte molto bene e molto intriganti…. e anche più in sintonia con la mia parte più affascinante….
Non so; forse era la prima che avevo a tiro nell’attimo giusto. Quella che poteva dare uno spiraglio alla parte scomposta del “grandegioco” . So che mi piace. Mi piace che un cinquantaduenne sbavi per me.

Non so cosa dire , Manuela, che parole usare… Non riesco a non pensarti. Francamente già non avrei scommesso molto di ricevere una risposta al mio primo messaggio… (… )…
Mi ero letto e riletto le tue lettere anche sull’altro sito, sei una troia signorina; ti piace far stare male gli uomini e ci riesci benissimo puttanella… (… )…
Soprattutto nella terza cosa scritta, dove gridavi la tua voglia di cazzo e davi l’impressione che in quel momento saresti stata disponibile a tutto , senza limiti. Doveva essere una bella scommessa in quei momenti cercare di spegnere le tue voglie… (… )… la voglia che ti faceva gridare al telefono che stavi male, che ti faceva rantolare, mugolare, parlare sporco……
Non sai quanto sono stato male, quale emozione, mi girava la testa già allo squillo inaspettato: la avevo solo buttata li, senza speranza cosciente …
E l’impaccio, quella voce così giovane e per bene, emozionata e nervosa, il mio cercare di essere gentile, una gioia inaspettata e il tuo :
“Senti, adesso sto male, adesso basta, adesso sono solo una puttana che ha bisogno di essere usata”. Sai essere molto volgare Manuela. Ma sei volgare da donna per bene, il che è peggio, fa impazzire per il modo in cui usi le parole…
Fai star male e sai perché? …
Eri tu a chiamare. Di la del filo c’era una giovane ragazza fuori di se dalla voglia, una troia, un’animale da monta, una femmina infoiata che aveva voglia di giocare. Cercavo di immaginarti, non ci riuscivo…..
Sarà anche stato rapido ma è stato pazzesco….
Allora esisti, esisti davvero: d’ora in avanti sarà una tortura indicibile….
Hai lanciato tu la sfida, adesso la devi accettare. Ho visto le tue foto sul sito americano. Non uso parole, sarei banale. Ma adesso ? ? ? …
E no, adesso devi ballare. La sfida è questa. Allora. Se come mi hai detto il giorno dell’ultimo dell’anno sarai a Venezia; la conosci bene e devi fare questo: verso le 17. 30 farai in modo di essere da sola: la scusa inventala tu. Vai verso Rialto dalla stazione. All’ultimo tabacchino prima dell’ufficio postale entra e li troverai una busta per te: chiedi se un amico ha lasciato qualcosa per Manuela. Troverai una chiave con un numero: la chiave di una casella postale. Entra nell’edificio delle oste centrali, subito sulla destra ci sono le caselle. Apri: ci troverai un regalino (così vedrai se ho indovinato o meno la taglia! ); ma in cambio voglio il tuo. Voglio le tue mutandine, e le voglio bagnate. Voglio le tue calze , l’odore delle tue gambe sudate. Ci sono i bagni e comunque un bar nelle vicinanze, vai a spogliarti li e arriva senza niente sotto. Chiudi e riporta la busta dal tabaccaio. Poi oltrepassa il ponte di Rialto e fermati alla base, sulla sinistra, di fronte al fotografo. Aspetta un quarto d’ora. Ci sarà un sacco di gente, non mi potrai riconoscere. Qualunque cosa succeda non voltarti: fidati e fai quello che ti dico….
Sarà un gioco sottile, eccitante, emozionante e lo sai…
Ti aspetto. EFFE
Ora: una minimo minimo deve essere cretina per fare una cosa simile. Evidentemente lo sono….
Un’attrazione irresistibile verso quel gioco… e… : non so: una fiducia istintiva a pelle per quei contatti avuti: sapevo che mi leggeva molto bene, che sapeva muoversi con attenzione e fascino. Una voce bellissima….
Arriva il 31. L’ultimo giorno del 1999. Il mio primo giorno da Grandegioco. Una giornata da nausea per la tensione…
Tutto così normale, tutto così anormale….
Anche inventare la scusa per lasciare Vale per un’oretta abbondante. Glielo avrei detto, tutto, ma dopo. Fino all’ultimo metro sarei tornata indietro….
Ma sono andata avanti. Una gonna lunga, lo spacco dietro, profondo…
Faceva freddo, freddissimo, ma ho eseguito. Nella mia voce l’emozione malcelata nel chiedere la busta al tabaccaio gentilissimo. Tremavo nello spogliarmi nel bagno del bar, tremavo nell’aprire la casella, nel prendere il pacchetto e metterci il mio, nell’avviarmi oltre il ponte. Bellissimo….. non me lo sarei aspettato. Un completino bellissimo, reggiseno e slip Grigioperla, nero, spalline argentate….. costato anche tanti soldini tra l’altro, e taglia perfetta; e un paio di autoreggenti nere:
“per fare impazzire il tuo uomo! EFFE”. Delizioso, anche il modo. Faccio appena a tempo a rilassarmi che sento
“Ciao bellissima bambina…. qualsiasi cosa succeda non voltarti, non guardarmi; non è per me, non ho problemi…. è il gioco che vuoi, vero? “. Annuisco, in qualche modo mi faccio la sagoma di lui appena dietro a me che mi guida per un braccio spingendomi gentilmente verso la fondamenta di San Silvestro e poi oltre, tra calli affollatissime fino a un pertugio dove le voci sono nitide e vicine ma non c’è nessuno, Nei dintorni di San Polo. Mi parla, è divertente… Dentro tremo ma è piacevole… Ride dicendo
“… E non voltarti!!!! “… più cammino più sono eccitata.
“Appoggiati al muro e chiudi gli occhi”. Mani al muro, gambe divaricate, il cuore in gola. Sposta il cappotto del tutto, prende le mie forme dalle braccia ai seni, mi disegna il viso, mi scivola in bocca con due dita, me le fa succhiare…. sono belle mani, morbide, attente… poi mi mette la mano tra le cosce, mi accarezza la fica, mi masturba da “fuori”: sto impazzendo. è grande, forte, il doppio di me….
Si accovaccia, mi apre la gonna, mi lecca le gambe, la fica. Il buco del culo. Poi si rialza, mi sta dietro, mi sussurra porcate e riprende a masturbarmi, una mano sui seni e una tra le cosce. Ma stavolta entra. Prima un dito. Poi due. L’indice e il medio. Delicato, deciso…. sa “leggermi” anche con le dita. Poi il pollice. Nel culo. A fondo, inesorabile, spietato. Mi mordo il cappotto sulla spalla per non urlare. Ma sto li, a occhi chiusi, le mani mai staccate dalla posizione iniziale, ondeggio il bacino. Passi, voci.
“No troia, non muoverti…. devono sapere, ti devono vedere… siamo solo una delle tante coppie in cerca di diversivo nel loro capodanno Veneziano. Mi sta dietro, quasi mi copre. Ho il viso appoggiato alle mani quasi a nascondermi. Ma sto li, inarcata, mi penetra a fondo e non riesco a non gemere quando passano. Due persone, ridacchiando. Un ragazzo e una ragazza credo, senza fermarsi. Sento un
“che vacca” e poco dopo un “dai montala che non ne può più! ” e una risata. E sono stata li. Con la sua mano tra le cosce, sotto la gonna. Coperta, ma più visibile di così, quello che mi stava facendo….
Ho il respiro corto e deglutisco spaventata quando sento il suo cazzo, enorme, bollente, strusciarsi sulle gambe, sul culo; ma non faccio tempo a spaventarmi che sento un rantolo strozzato e un getto bollente colarmi sulle gambe mentre le sue dita continuano il dentro e fuori e con la violenza di un lampo vengo e mi cedono le gambe di schianto. Mi sorregge, mi abbraccia da dietro, solo un bacio sfiorato sul collo. Stiamo li un po’, così….
Adesso anche lui è impacciato e le parole sono difficili.
“Beh, adesso ti puoi mettere il regalo”…. Quella frase…
Mi regala serenità…
Faccio lo show. Non sento voci. Così mi spoglio, tutta, nuda. è freddissimo. E mi metto il reggiseno, e gli slip, e le calze, e il resto. Lui si presta da attaccapanni e mi dice che sono bellissima. Gli prendo una mano, sorrido, alzo gli occhi e lo guardo dritto in faccia. Sorride e dice
“Hai barato”. Sorrido anch’io. Gli do un bacio sulla guancia. Incredibile, e bellissimo: dopo tutto questo, durante tutto questo, solo un bacio sulla guancia…..
“Allora ci sentiamo, prima o poi…. e auguri!!!! “. Beviamo un caffè assieme, poi facciamo un pezzo di strada prima di separarci.
“So che non ti avrò mai, ma è stato bellissimo davvero! “. Credo abbia ragione, glielo dico, anche se magari continueremo a scriverci, o forse no. La scarica, la punta c’è stata, poi sarebbe discesa, o dovrebbe esserci “il salto”. Che non può esserci, semplicemente perché sono perdutamente innamorata di un altro. Lo sa. E mi chiede cosa mai può avere fatto Vale per avermi. Nient’altro che essere se stesso, gli rispondo. Forse è speciale, forse lo è per me, forse è solo quello di cui avevo bisogno….
è solo che lui è Lui. Non servono altre parole. Mi fa giocare….
Mi ama…
Rido e gli dico che sa dove trovarmi: [email protected] it . Ride anche lui, un po’ amaro…. so di averlo fatto impazzire e di averlo stupido il bel padovano sposato….
Per strada riprendo forze, cammino sempre più veloce. Credo che al mio arrivo a casa… beh: Vale una scopata così se la ricorderà per un pezzo……. e gli ho raccontato tutto, e la sera lo abbiamo fatto per strada. Per me è stato un grande fine d’anno. E un dolcissimo grande inizio. Il migliore. FINE

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