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Storia vera

L’esperienza che voglio raccontare inizia e diciamo finisce nell’arco di pochi giorni a cavallo tra ottobre e novembre dell’anno passato. I nomi che riporto nella storia che segue sono di fantasia e servono a chiarire i ruoli nella vicenda.
Io Francesca sono una ragazza ventiseienne di una grande città del centro Italia, non bellissima un po’ abbondantina, ma non troppo, anzi diciamo con tutte le curve ben pronunciate, con una esistenza normalissima, un fidanzato normale da 5 anni e il classico giro di amicizie ” a coppie” fino a quando, in agosto dell’anno passato, il mio ragazzo non decide di dare una svolta alla sua vita e di lasciarmi.
Io ero molto innamorata di lui e tutto per me filava liscio compresa l’intesa sessuale, ottima ed abbondante !
Rimasta sola e passato un primo momento di smarrimento riniziai a mettermi ” in moto” alla ricerca di un’altra anima gemella sia via internet, ma con deludentissimi risultati, sia freguentando locali e discoteche della zona.
Fino alla fine di ottobre passavo con le mie amiche da un locale ad un altro più con l’interesse di prendermi una rivincita verso il sesso opposto che con la reale intenzione di rifarmi una vita con un altro ragazzo, fina a quando mi recai in una discoteca assieme a Giovanna una mia coetanea abbastanza sveglia che passava da un fidanzato all’altro con la stessa facilità con cui si cambiano i calzini.
Appena entrati nel locale Giovanna scorge un suo ex con il quale voleva riallacciare un rapporto e iniziò un lungo inseguimento, non voleva esser lei a fermarlo, cercando di incrociarsi, fino a quando verso mezzanotte e mezza lui “casualmente” ci vede al bar e ci viene incontro. Iniziarono a parlare e scherzare e io mi sentivo imbarazzata e inutile e me ne stavo a due metri ferma come una statuina a rompermi le scatole quando mi si avvicina un ragazzo che mi dice : “Non ti pare di essere di troppo ? Vieni ti faccio un po’ di compagnia poi quando la tua amica si libera ti mollo. Non temere non sono appiccicoso e sono incensurato” Mi fece sorridere, accettai l’invito e ci spostammo a sedere a un tavolino vicino ai due piccioncini dove si presentò e mi fece conoscere un suo amico.
Erano due ragazzi simpaticissimi e mi tennero compagnia per quasi due ore fino a quando cioè la mia amica, proprietaria dell’auto che ci doveva riportare a casa, finì di fare il suo comodo e venne a riprendermi.
A questo punto Paolo, quello che si era presentato per primo, l’altro si chiama Claudio, mi venne all’orecchio e mi disse ” Se magari un giorno ti va di rivedersi, io tu e Claudio, chiamami a questo numero” e mi mise in mano un bigliettino da visita con un tre numeri di telefono, casa, lavoro e cellulare.
Cosa voleva dire ? ? ? ? ? ? ? ?
Il tormento mi accompagno per un paio di giorni, quell’io tu e lui mi era entrato nella testa e non riuscivo a liberarmene, volevano passare una serata a ridere o scherzare oppure ……….
Per quattro giorni mi sentivo come quei gatti dei cartoni animati ai quali appare l’angiolino e il diavoletto che si picchiano per trascinarlo da una o dall’alta parte, poi presi la decisione di chiamarlo e lo feci al numero di casa.
Ero tesissima e super indecisa, pronta a riattaccare di botto, ma quando dall’altra parte mi rispose la madre mi sentii più tranquilla, mi passò Paolo al telefono che mi invito a bere in un conosciuto pub.
Accettai e fu di nuovo una serata divertentissima a tre con Paolo e Claudio che non finivano di stupirmi per simpatia e affiatamento tra di loro come fossero stati due fratelli.
Al momento di lasciarci, mentre Paolo andava a pagare, fu Claudio questa volta a dirmi che mi avrebbero rincontrata volentieri un’altra volta e anche lui ci mise la fatidica frase io tu e lui .
Andai a casa, ricordo che era giovedi e il tormento riniziò……cosa volevano ? Erano scemi o ………..
Non reggevo più !!! Il venerdi mattina chiamai Paolo al lavoro, approfittandone anche per verificare la veridicità di questo numero, e lui mi invitò a passare la giornata di domenica in casa sua in montagna.
Eccolo il momento che aspettavo e temevo l’invito in un posto non pubblico. Inventai su due piedi un impegno e dissi che mi riservavo di andare e che comunque sarei arrivata con un mezzo proprio, mi feci dare l’indirizzo e l’indomani, il sabato pomeriggio, andai e verificarne l’ubicazione.
Era una piccola casetta nel mezzo di un paese abbastanza frequentato, ovvero quanto bastava a farmi sentire più tranquilla.
Le ore passavano lente e il tormento non cessava a diminuire, avevo paura, ero piena di dubbi, ma allo stesso tempo pensavo a quell’esperienza diversa, senza impegno, che forse avevo la possibilità di provare, oppure era solo la mia testa a pensare male e questi volevano solo passare un po’ di tempo con una nuova amica a ridere e scherzare.
La domenica mattina non resisto, decido che ormai o fatto trenta e farò trentuno, chiamo Paolo al cellulare e lo avverto che arriverò a destinazione verso le 11 in tempo per pranzare, lui mi dice di fare come voglio tanto lui e Claudio sono già li dalla sera precedente.
Saranno mica due omosessuali ? Avevo un tormento in più nella mia testa. E brava !
Arrivai a destinazione tesissima, mi ero messa in testa delle idee talmente strane che non riuscivo più nemmeno io a ritrovarne la via d’uscita.
Ma ci pensarono loro Paolo e Claudio a mettermi a mio agio facendomi visionare la casa, carina e molto ben ristrutturata, e facendosi aiutare a preparare qualcosa per il pranzo.
Dopo pranzo accendemmo il televisore e inizziammo a vedere la trasmissione sul calcio di rai tre.
Ero sollevata, volevano soltanto passare una giornata allegra, e io che mi ero fatta strane idee…. mi veniva da ridere e mi sentivo sciocca poi, all’improvviso, un boato, la squadra di Paolo e Claudio segna un gol.
Esulto anche io, la squadra per la quale tifiamo è la stessa, e Paolo mi si avvicina all’orecchio e mi bisbiglia ” Adesso dobbiamo festeggiare” e prima ancora che io possa replicare qualcosa lui inizia a leccarmi un’orecchio e molto delicatamente mi prende le mani. Ero paralizzata, un brivido come non avevo mai sentito mi percorse o meglio mi invase il corpo, Claudio spense la televisione, si pose dietro di me e iniziò ad accuparsi dell’altro orecchio mettendomi le mani ai fianchi. Il tempo smise di scorrere, avere quattro mani che ti passano per il corpo, che frugano, che cercano è una sensazione fantastica e ancora nessuno dei due aveva osato toccarmi in punti ” strategici”.
Avevo gli occhi chiusi, il cuore batteva all’impazzata e sentii 2 mani, una di Paolo e una di Claudio, credo, che mi alzavano la lunga gonna che avevo indossato per l’occasione e quando si accorsero dell’unico vezzo che mi ero permessa, ovvero indossare un paio di autoreggenti, sentii nei miei orecchi una frase contemporanea dei due “Sei fantastica”. Presi coraggio e decisi di muovere le mani, ero impacciatissima ma non vergine, e iniziai a sfilare la felpa di Paolo che mi stava davanti e loro iniziarono a spogliare me. Dopo una serie di movimenti molto delicati ci ritrovammo nudi in tre sul divano e Claudio mi mostrò due preservativi, li presi li scartai e li montai sui loro peni, dopodichè Claudio mi chiese di montargli sopra, lo feci e iniziai a muovermi mentre Paolo mi sosteneva e mi toccava i seni.
Dopo un po’ e neanche tanto aggiungerei Claudio raggiunse l’orgasmo e fu la volta di Paolo mettersi sul divano con me sopra mentre Claudio andava la bagno. Anche Paolo non durò poi molto, sicuramente l’eccitazione era stata notevole per tutti. Appena anche Paolo raggiunse l’orgasmo ci recammo a turno io e lui in bagno.
Non avevo il coraggio di uscire dal quel bagno, mi sentivo imbarazzata ma dovevo uscira di li.
I due si erano rimessi frattanto in tv ed erano imbarazzati più di me.
Solo dopo capii, quanto fu importante e poco spontaneo da parte loro, i quali sicuramente non erano nuovi a queste esperienze, farmi intendere che erano dispiaciuti per la freddezza e la mancanza di preliminari, nonché per la breve durata del rapporto, che si consumò, tutto compreso in meno di venti minuti.
Ero finalmente a mio agio e vedere quei due cani bastonati mi faceva sentire fiera e forte. Ma mi sbagliavo
Aspettarono la fine delle partite, poi appreso che la nostra squadra aveva vinto e bene, ripeterono il copione di un’oretta prima con tanto di “dobbiamo festeggiare” sussurrato all’orecchio.
Adesso ero completamente a mio agio, il ghiaccio era rotto, e tutto sembrava svolgersi come prima.
Ma loro erano diversi da prima, non mi chiesero di mettere loro i preservati e io mi ritrovai seduta con uno dei due che mi leccava le parti basse e l’altro in piedi sul divano che mi teneva il pene in bocca. Poi fui io a prendere una piccola iniziativa, visto che volevo vedere due peni davanti a me, li misi a sedere sul divano e iniziai a spompinarli a turno per un tempo che non ricordo fino a quando Claudio mi passò un profilattico, glielo infilai e lui si alzò andando a posizionarsi dietro di me. La posizione mi era sempre piaciuta, ma adesso, con uno dietro che spinge, un cazzo in bocca e quattro mani che frugano ovunque è una cosa fantastica. Mugolo e mi agito come una troiona navigata e comunque come non avrei mai pensato di fare. Adesso anche Paolo mi porge un preservativo e anche se preferivo continuare all’infinito in quella posizione, glielo monto lui si siede sul divano e Claudio si sfila di dentro me e mi aiuta a montare cavalcioni su Paolo, ma stavolta dandogli le spalle, in modo che lui potesse baciarmi e toccarmi i seni. Avevo un pene che mi penetrava e davanti a me ne vedevo un altro, duro come il marmo pronto a dare il cambio.
Stavolta non venivano subito, reggevano a tutti i ritmi che io imponevo senza batter ciglio, aiutandosi anche con una valida alternanza. Passavo da un cazzo all’altro al loro comando e l’altro si poneva davanti mi baciava, mi toccava i seni, mi aiutava e mi bisbigliava parole d’incoraggiamento, ringraziamento e stimolo.
Paolo ad un certo punto va in bagno, penso che sia venuto, io mi giro in modo da cavalcare Claudio e farmi leccare i seni, non capisco più niente, sono totalmente spaesata, godo e vorrei che non finisse mai.
Sento Paolo tornare, fa un po’ di tramestio ma non ci faccio più di tanto caso, Claudio a quel punto mi inizia baciare in bocca mi sfila il pene e velocemente si distente a terra mi posiziona sopra di lui e rinizia nuovamente a pompare.
Paolo si posiziona vicino a noi alla nostra destra, mi lecca i seni e inizia a spalmare qualcosa verso il mio buco del culo.
Mi blocco, non so cosa fare ho paura, ma lui a già finito, si posiziona sopra di me e mi appoggia il suo pene al mio sfintere, mentre Claudio smette di pompare.
Alzo la testa, la ruoto, guardo Paolo e gli dico ” No , il culo No ! “. In quel momento capisco cosa faceva quando è tornato, aveva posizionato un grande specchio sulla mia sinistra, mi bacia e mi dice ” Guardati, guardati come sei bella e desiderata” e allo stesso tempo mi volta verso lo specchio. Mi vedo, io chiusa nella morsa di due bei ragazzi come le modelle dei siti hardcore di internet, io davanti alla possibilità di provare un’esperienza nuovissima, io che mentre penso a tutte queste cose sento che Paolo inizia a premere e non riesco a dire di nuovo no.
Avevo avuto tre soli rapporti anali con il mio ragazzo, e tutti dolorosi, ma adesso no, forse anche perché Paolo ha trovato come lubrificante la mia passera che non aveva mai gocciolato così tanto.
Questa doppia penetrazione durò qualche minuto poi Paolo tolse il Pene dal mio culo, sfilò il preservativo, mi piantò il pene in bocca e venne.
Claudio si sfilò, mi mise alla pecorina e volle anche lui la sua parte di culo, poi come l’amico decise di venirmi bocca.
Credevo di svenire. Non avevo mai goduto tanto. Non riesco a descrivere…immaginate voi, ma immaginate la cosa più positiva della vostra vita e moltiplicatela per cento.
La settimana successiva rifissammo nuovamente e le cose si svolsero in modo molto simile e non vi stò ad annoiare raccontandovelo di nuovo, ma a differenza della settimana precedente il tutto mi piaqque molto meno, nonostante i ripetuti orgasmi.
Non ho più chiamato Paolo e Claudio, il mio ragazzo mi ha ricontattato e ho deciso di chiudere quella parentesi che mi ha fatto sentire donna in un modo indescrivibile. Tra non molto mi sposerò e credo che gli rimarrò fedele anche se mai e poi mai scorderò quei due ragazzi fantastici.
Questa lettera è un rigraziamento a Paolo e Claudio e alla loro stupenda arte di fare sesso.
Scusatemi per gli errori ortografici ma non posso lasciare questa lettera sull’hard disk e ho poco tempo a mia disposizione.
Non pubblicate il mio indirizzo e-mail in quanto adesso sono felice così e non voglio rompiscatole intorno.
Complimenti per il vostro sito, le storie dei lettori, anche se tente le ritengo frutto della fantasia, sono la cosa che più mi eccita, le leggo e confesso che a volte ne approfitto per masturbarmi. FINE

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