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Racconto erotico

Sul filo del rasoio

Spesso nella vita succedono cose impreviste ed inaspettate. Eventi banali ci possono portare a fare cose che non ci saremmo mai sognati di fare ed emergono parti di noi che sono rimaste sopite nel fondo della nostra anima.
Mi chiamo Eliana, ho 42 anni. Mi sono sposata molto giovane con l’uomo sbagliato. Questo errore l’ho pagato caro, la separazione, il divorzio e un figlio da tirare su praticamente da sola.
In questa piccola città del famoso nord est, ricca ma bigotta, sono stata gentilmente emarginata, sorrisi ipocriti e bisbigli di comari hanno sempre accompagnato ogni mia apparizione. Non che sia stata messa al bando, ma chiaramente non sono molto gradita, non sono l’esempio da seguire.
Sul lavoro niente da dire, so fare bene il mio mestiere mi cercano e mi pagano bene, ma nessuna vera amicizia né confidenza. Anche gli uomini si sono sempre mostrati interessati alla preda facile ma senza intenzione di costruire una storia seria. Così col tempo ho finito per disinteressarmi a loro.
Mio figlio, Luca è un bel ragazzo di 18 anni ed è di fatto tutta la mia vita. È un po’ timido e introverso, e questo si spiega con la mancanza di una figura maschile in casa, ma ha un buon carattere ed abbiamo un ottimo rapporto fatto di confidenza e complicità.
Viviamo in una villetta alla periferia del paese e quest’estate, su pressante richiesta di Luca, abbiamo fatto installare un impianto satellitare. Tutto cominciò qualche giorno dopo.
“Cosa ci vediamo questa sera? ” chiesi a Luca più esperto di me a districarsi fra i mille canali televisivi ” C’è un bel giallo su tele+, di quelli che piacciono te”
” Bene” replicai “ce lo vediamo dal lettone ”
Nella disputa per installare l’impianto satellitare avevo posto come condizione di abilitare il televisore della mia camera da letto per evitare notti insonni a Luca.
Ci mettemmo a letto con pop corn e coca cola in tenuta da notte, mutande e maglietta, tanto sapevo che a metà film mi sarei addormentata.
Cosa che regolarmente avvenne. Non era un vero sonno profondo quanto un addormentarsi e riprendere coscienza a momenti e poi ricadere nelle braccia di Morfeo.
Luca, quando si accorse del mio appisolamento, iniziò a cambiare canale e come immaginavo si fermò su un film erotico.
Intravedevo sullo schermo donne e uomini nudi, ammucchiate, insomma, le solite cose di questo genere di film. Luca era molto interessato, immaginavo sin dall’inizio quale fosse il suo vero interesse per la tv satellitare, alla sua età era del tutto normale.
Quando riaprii gli occhi, poco dopo, la cosa non mi parve più tanto normale. Luca si stava masturbando. Si era abbassato i boxer e, cercando di fare più piano possibile, se lo stava menando di gusto.
Nel letto di sua madre, il porcello. Vedevo il suo uccello praticamente vicino al mio viso, Luca era seduto con la schiena appoggiata alla spalliera del letto.
Ormai ero sveglia e non sapevo cosa fare. Avrei dovuto fargli una scenata, ma non né avevo assolutamente voglia, ero più sorpresa che arrabbiata. Così lo lasciai fare. Sempre fingendo di dormire continuai ad osservare i movimenti della sua mano, le contrazioni del suo bacino e, quando venne, gli schizzi abbondanti di sperma che gli inondavano la pancia.
Dopo essersi ripreso spense la televisione e, cercando di non imbrattare dappertutto, si alzò e se tornò in camera sua.
Rimuginai un po’ su quanto era successo e sulla faccia tosta di mio figlio, poi mi addormentai.
La mattina dopo, a colazione, Luca si comportò come tutti gli altri giorni, era tutto normale, io invece ero un po’ scombussolata, scoprire così la sessualità di mio figlio e soprattutto la sua impudenza mi aveva un po’ turbata.
Andai al lavoro, mi sarebbe piaciuto parlarne con qualcuno, ma non avevo amiche così intime, anzi chissà cosa avrebbero pensato, così tenni la cosa per me rimugginandoci sopra tutta la mattina e giunsi alla conclusione che il mio turbamento era ingiustificato e forse era dovuto al fatto di non avere più una mia vita sessuale.
Qualche giorno dopo, mentre Luca era fuori, decisi di fare una piccola ricerca nella sua camera con la scusa di mettere in ordine. Volevo conoscere meglio mio figlio ed ero sicura che se era così attratto dalla pornografia avrei trovato delle riviste nascoste da qualche parte. Non volevo fargli una scenata ma ero molto curiosa.
Non feci fatica a trovarle, erano in fondo ad un cassetto. Una decina di riviste, ne sfogliai qualcuna. Le solite cose. Notai però che ce n’era una particolarmente stropicciata e con macchie inequivocabili. La sfogliai, alcune pagine erano quasi incollate, evidentemente era la sua preferita, quella con cui dava sfogo ai sensi. Non riuscivo a capire cosa l’attirasse tanto di quella rivista poi, guardando meglio, capii. Tutte le donne erano perfettamente depilate, a parte i capelli, non c’era ombra di peli, le loro fighe erano perfettamente delineate. Chissà cosa ci trova di tanto eccitante pensai, forse l’esibizione spudorata di una figa veramente nuda, senza neppure i suoi peli. Rimisi tutto come avevo trovato e non ci pensai più, però mi accorsi che cominciavo a guardare Luca con altri occhi, i suoi vizietti e le sue manie me lo rendevano, in fondo, più simpatico.
Si avvicinava il periodo delle ferie, avevo prenotato una settimana al mare in Corsica, sarebbe venuto anche Luca. Per l’occasione comprai un paio di costumi nuovi, molto carini.
Il giorno prima della partenza mi accinsi a togliere i peli superflui che rischiavano di spuntare dal costume. Ripensando ai gusti di Luca mi balenò un’idea un po’ perversa. Depilarmi completamente e, stuzzicare Luca.
“Luca, amore di mamma, mi presti il tuo rasoio e la schiuma da barba”
“Che devi farci? Non mi sembra che ti sia cresciuta barba? ”
“Ma che dici scemo. Con il costume nuovo escono dei peli… Che mi fai dire… Insomma cose di signore”
“Ho capito” era diventato rosso “Si, ecco… sono in bagno… nell’armadietto” si precipitò a prenderli. Era visibilmente eccitato. “Se vuoi ti aiuto io, sai ho molta più esperienza di te… ”
Che spudorato, non riuscivo a credere alle mie orecchie “Luca, ma sei diventato scemo. Vorresti trafficare fra le mie gambe? Ma che mi tocca sentire? ”
“No. Dicevo così… potresti tagliarti… ”
“Ma fammi il piacere” Gli girai le spalle ed entrai in bagno.
Che sfacciato. Si sarà reso conto, pensavo fra me, possibile che fosse così eccitato all’idea da perdere il senso della misura. Certo anch’io me l’ero proprio andata a cercare.
Intanto mi ero tolta i pantaloni e gli slip e, mentre cercavo gli strumenti per la depilazione, avvertii la sensazione di essere osservata. Certo, pensai, se era così eccitato da perdere il senso dalla misura cosa gli impedisce di spiarmi dal buco della serratura.
Mi accorsi che la cosa un po’ m’intrigava. Era un bel po’ che non ero fatta oggetto d’attenzioni sessuali. Mi guardai allo specchio. Ero sempre una bella donna, alta e asciutta senza un filo di cellulite. Mi carezzi la pancia. E va bene, dissi fra me, se è questo che vuole facciamo contento lo sporcaccione.
Mi sedetti sul bordo della vasca sul lato davanti la porta, aprii le gambe e con le forbici cominciai a tagliare i peli a ciuffi, dopo questa sfoltita, presi la bomboletta della schiuma da barba, l’agitai per benino e, raccoltane un po’ sulla mano, cominciai a spargerla sul pube. Stavo facendo le cose con molta calma e sensualità.
Mi stava salendo un’eccitazione languida. Era tutto così piacevole, l’idea che Luca stesse spiando dal buco della serratura poi, rendeva tutto più intrigante.
Feci passare qualche minuto, poi presi il rasoio e iniziai a radermi. Il contatto freddo della lama sulla pelle mi dava i brividi. Non avrei mai immaginato che la cosa potesse essere così eccitante.
Dovevo fare uno sforzo per concentrarmi sulla rasatura perché, l’eccitazione mi stava facendo tremare la mano. Fortuna che era un rasoio usa e getta, fosse stato uno di quelli vecchi a mano libera in questo stato sarebbe stata un’operazione molto pericolosa. Ma forse più eccitante.
Avevo appoggiato uno specchio tondo su un panchetto dentro la vasca dal quale seguivo le operazioni nelle zone più interne. Appoggiai prima un piede e poi l’altro sui lati della vasca per radere a fondo tutti i peli. Lo specchio mi rimandava l’immagine della mia figa spudoratamente nuda e spalancata, data la posizione.
Pensai a Luca fuori la porta, doveva essere in delirio, chissà se si stava già masturbando o se avrebbe rimandato l’operazione a più tardi.
Finii di radermi, passai una salvietta inumidita per togliere i residui di schiuma e m’incantai ad osservare il risultato. Mi piaceva, mi trovavo molto arrapante.
Avevo acquistato una crema emolliente per placare l’irritazione e cominciai a spargerla sulla pelle mentre continuavo a guardarmi allo specchio.
Ero sempre più eccitata.
Dovevo masturbarmi.
Non in quella posizione però, va bene essere comprensivi con i figli ma c’è un limite a tutto.
Questa era una cosa solo mia.
Mi girai dando la schiena alla porta e mi accarezzai dopo tanto tempo.
Il clitoride era completamente scappucciato, lo accarezzai con la punta delle dita, brividi di piacere mi correvano lungo la schiena. Avrei voluto dare sfogo alla mia libidine in modo selvaggio ma dovevo contenermi, così continuai a titillarmi lentamente. Cercai di trattenermi nell’orgasmo ma, un lungo e potente brivido mi corse lungo la schiena.
Se Luca era ancora alla porta non avrebbe potuto non capire. Ma sì, in fondo chi se ne importa. Uno pari.
Mi risistemai e uscii dal bagno. Luca ovviamente non c’era.
La porta della sua camera era chiusa.
Mi avvicinai e accostai l’occhio al buco della serratura. Si vedevano solo le gambe. Aveva i jeans alle ginocchia e le sue gambe erano in preda allo spasimo.
Aveva visto tutto.
Le vacanze in Corsica furono stupende. Il villaggio era nuovo e ben organizzato, il mare bellissimo.
Ogni tanto ripensavo con languore a quanto accaduto. In fondo non era successo nulla d’irreparabile e, soprattutto era piaciuto a tutt’e due.
Luca mi marcava stretto. Sembrava quasi geloso. Dopo qualche giorno i peli cominciarono a ricrescere con un fastidioso prurito.
“Ma come fate voi uomini a sopportare il prurito dei peli che ricrescono? ” chiesi a Luca. Divenne rosso
“Li tagliamo spesso… ” farfugliò “per questo gli uomini si radono tutti i giorni”
“Dovrò ricorrere ancora ai tuoi attrezzi allora” Cercava di fare l’indifferente ma il pomo d’Adamo tradiva la sua eccitazione “Sai dove sono” mi rispose.
“Lo so che ti scoccia, tesoro” lo abbracciai da dietro “A tutti gli uomini scoccia che si usi il proprio rasoio. Ma vedrai una volta a cosa comprerò schiuma e rasoio tutti per me” Ebbe un fremito.
Questa volta non volevo testimoni. Approfittai che Luca era in barca a fare un’escursione e, dopo essermi assicurata che la porta del bungalow fosse ben chiusa, misi un asciugamano sul letto e lo specchio tondo fra le gambe aperte.
Riprovai la stessa eccitazione, questa volta però potei dar sfogo alla mia libidine in maniera selvaggia. Peccato soltanto doverlo fare sottovoce.
La sera Luca s’accorse che il suo rasoio era fuori posto. “Hai usato il mio rasoio? ” chiese con voce neutra “Sì. Te l’avevo chiesto. Ricordi? ”
“Sì, certo. Nessun problema. ” Era visibilmente deluso.
Aveva capito che io sapevo e che non volevo che mi spiasse.
Passò la serata in preda ad un evidente malumore. Un po’ mi dispiaceva.
Tornati a casa riprendemmo la vita di tutti i giorni. Come promesso a Luca comprai rasoi solo per me. Le operazioni di rasatura le effettuavo quando Luca non era in casa.
Radermi era diventa un’eccitante abitudine.
Ogni tanto Luca alludeva alla cosa, chiedendomi rasoi in prestito o facendo battutine.
Io stavo allo scherzo. Mi piaceva sapere che mio figlio conosceva i miei piccoli segreti.
Verso la fine dell’estate Luca compiva gli anni.
Era stato promosso con ottimi voti ed io avevo chiuso un bel contratto. Così, anche per farmi perdonare, la mattina del suo compleanno, prima di uscire, gli annunciai “Quest’anno per il tuo compleanno sono disposta a farti un bel regalo. Chiedimi quello che vuoi”.
“Davvero tutto quello che voglio? ” rispose lui eccitato.
“Si certo. Tranne la moto, s’intende. Per il resto puoi chiedere. ”
Mi si avvicinò e con voce languida mi sussurrò “Voglio raderti io. Fammi contento”
Non l’avrei mai immaginato. Ebbi uno scatto d’ira “Sei un idiota. Non so chi mi tenga dal darti una sberla. ” Uscii sbattendo la porta. Sentii Luca da dentro che strillava
“L’hai detto tu che potevo chiedere quello che volevo. È questo quello che voglio. ”
Ero imbestialita. Ci volle un po’ perché mi calmassi.
Al lavoro fu una mattinata tranquilla. Chiamai il pasticcere e ordinai la torta per il compleanno.
Che idiota, pensai, ma non si rende conto. Certo anch’io l’ho stuzzicato… Però… spiarmi è un conto ma quello che vuole lui è troppo.
Lì per lì avevo deciso di non regalargli niente, poi ci ripensai. Prima di tornare a casa entrai al centro commerciale e cominciai a curiosare fra i reparti.
Cosa può piacere ad un ragazzo di 17 anni? Guardavo ma non trovavo niente che potesse andare. Non sapevo cosa potesse piacere a mio figlio? Cioè lo sapevo, me l’aveva chiesto lui….
Rimasi folgorata quando lo vidi. Ero nel reparto articoli da uomo, e, lì in bella mostra, c’era un rasoio a mano libera con il manico d’argento. Ebbi un tuffo al cuore. E sia, mi dissi, questo è un segno del destino. In fondo, confessai a me stessa, anch’io lo voglio.
Guardai meglio il rasoio, non era proprio come quelli di una volta, la lama era un contenitore di lamette speciali. “È sicuro come un rasoio radi e getta” mi disse il commesso “però dà l’idea di radersi a mano libera. Devo farle un pacchetto regalo? ”
“Sì. Un bel pacchetto. È un regalo importante” riposi”però aspetti voglio anche una crema da barba con un buon profumo”
“Queste sono le migliori. Si usano con il pennello. C’è il set completo”
Scelsi un sapone con un profumo dolce e aromatico, e presi tutto il set.
Con il pacchetto sotto il braccio passai a ritirare la torta e tornai a casa. Luca mi aspettava. Sembrava tutto normale.
“Ho preparato la cena” mi disse
“Non ti sarai stancato, spero”
“Oh. Niente di complicato: salmone affumicato, tartine e una bottiglia di prosecco”
“Perfetto” dissi “bisogna stare leggeri. Non voglio certo ingrassare”
“Ma tu stai benissimo… ”
“Adulatore” lo abbracciai “Buon compleanno. Questo è il tuo regalo” gli dissi dandogli il pacchetto. Fece la faccia triste “Ma devi aprirlo solo dopo cena. Promesso? ”
“Sì, sì promesso. Così m’incuriosisci. Che cos’è? ”
“Aspetta e vedrai”.
Ci mettemmo a tavola. Ero allegra ed eccitata. Il vino mi rese leggera e incosciente quanto serviva.
Dopo la torta ci sedemmo sul divano. Spiavo Luca che scartava il pacchetto. Quando l’aprì ebbe un tuffo al cuore.
“Mamma… ” esclamò incredulo”non dirmi che… ”
“Sì, tesoro mio. “l’abbracciai “la cosa piace tanto anche me, lo sai no? ”
Arrossì “Sì… ” riuscì a sussurrare.
“Andiamo allora” dissi prendendolo per mano “andiamo sul lettone. Fammi vedere come te la cavi a fare il barbiere”
Avevo preparato tutto con cura, salviette profumate, una bacinella d’acqua.
Misi un asciugamano in mezzo al letto “Sei pronto? ” “Certo” mi rispose eccitatissimo. Mi sfilai la gonna, ero senza slip. Gli fece l’effetto di un pugno allo stomaco. “Mettiti comodo anche tu” dissi sdraiandomi sull’asciugamano.
Non se lo fece ripetere due volte in attimo si tolse jeans e camicia, vedevo il suo uccello che premeva dai boxer.
Ero a gambe aperte davanti mio figlio, ma non provavo il minimo pudore. I peli erano cresciuti al punto giusto. Luca li accarezzava estasiato. “Pungono” riuscì a dire.
“Tagliali. Siamo qui per questo”.
Cominciò ad insaponare il pennello, quell’attesa portava l’eccitazione alle stelle, poi sentii la schiuma tiepida e profumata sulla pelle. Ero eccitatissima, avrei fatto qualsiasi cosa, ma m’imposi di trattenermi.
Vidi Luca impugnare il rasoio, quando la lama mi toccò ebbi un lungo brivido di piacere “Non muoverti, rischio di tagliarti” mormorò Luca più eccitato di me “Hai ragione tesoro, ma non immagini quanto mi piaccia”. Mi sorrise.
Fu una lunghissima e piacevole tortura, Luca passava e ripassava il rasoio e i miei brividi di piacere erano irrefrenabili.
Mi spalmò la crema lenitiva con mani tremanti, sempre più giù, sempre più vicino al clitoride. “Sei bellissima” la voce rotta dall’eccitazione. Si capiva che non sapeva fin dove poteva spingersi. Allora gli afferrai la testa e la spinsi fra le mie gambe in un bacio bollente. Volevo di più, che mordesse il clitoride, volevo sentire il dolore.
Il barattolo del sapone era lì vicino, vi affondai le dita e mi umettai il buchetto.
Mi girai offrendo a Luca lo spettalo del mio culo spalancato davanti ai suoi occhi. Non ci fu bisogno di parole. Sentii la punta del suo uccello farsi strada dentro le mie viscere.
Sì. Fitte di dolore si alternavano a momenti di estasi, finché non fu tutto dentro di me, poi con movimenti furiosi raggiungemmo l’orgasmo. Finalmente potevo gridare tutto il mio piacere.
Dopo quella notte ci furono molte altre notti. Passiamo il nostro tempo a comprare saponi profumati, rasoi e pennelli.
Una sera volli far provare a Luca il piacere di essere rasato. Ad eccezione dei peli del pube e della barba Luca è completamente glabro.
Lo feci stendere sul letto, al mio posto e iniziai ad insaponarlo, Appena sentì il sapone sulla pelle ebbe un’erezione che mantenne per tutto il tempo.
Era bellissimo così pulito e nudo. Quella sera volli sentirlo nella figa, fu una cosa dolcissima. FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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