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Tacchi a spillo

Questa passione è condivisa da mio marito, nel senso che lui ogni tanto me ne regala un paio ed adora scoparmi mentre li indosso. Anche la mia amica Paola da ai tacchi a spillo l’importanza che gli dò io ed infatti spesso andiamo a fare acquisti insieme, oltre ad indossarli sempre nelle nostre orge per far impazzire gli uomini! Così io e Paola ci apriamo confidandoci la nostra passione per i tacchi a spillo senza rischiare di sembrare fissate o magari un po’ matte. Per fortuna c’è anche chi cerca di analizzare le vere ragioni e le vere spinte che fanno nascere passioni come la mia e di Paola, ed entrambe saremmo molto felici di poter ricevere lettere e opinioni da tutte voi ragazze che magari state leggendo questo racconto. Bene, a questo punto vi racconto l’avventura che ho avuto martedì 30 aprile scorso. è una storia in sintonia con un tema piacevole, femminile, non privo di fascino e che comunque, almeno a me, dà molte soddisfazioni sia mentali che fisiche. La mia piccola malattia per i tacchi a spillo (e per molte altre cose, dagli abiti a quelle che amo indossare sotto agli abiti: cose che siano belle, raffinate e intriganti, che mi diano piacere per il semplice fatto di portarle, che soddisfino il mio gusto personale e quello di chi mi vede) fa parte di ciò di cui mi piace scrivere nei miei racconti. A chi, senza sembrare perlomeno una ragazza un po’ strana, potrei confessare il fascino e il gusto che mi dà la mia voglia di portare tacchi altissimi? Adesso vi racconto la mia prima uscita con un paio di sandali dai tacchi alti 17 centimetri. Roba da matti? Può anche darsi, però mi sono proprio divertita! Dunque, il week-end che avevamo in programma io e mio marito con Paola e Simon, in giro per i privè dell’alta Italia, è saltato all’ultimo momento e così, siamo rimasti a Roma. Io ed Alex abbiamo in programma una serata con un gruppo di amici, una ragazze e tre ragazzi conosciuti tramite annunci su internet un paio di mesi fa. Già da quando avevamo confermato la nostra disponibilità, avevo pensato che sarebbe stata la volta giusta per fare quello che mi ripromettevo da tanto: comprare e mettermi dei tacchi impossibili, quelli che fino a quel momento non avevo mai avuto il coraggio di comprare, quando il mio amico Gaetano, proprietario del negozio di via Merulana dove compro sempre le mie scarpe da troia, mi proponeva di comprarne un paio. Così, la mattina di martedì, sono in negozio da Gaetano e provo diversi paia di scarpe, tutte col tacco a spillo da 17. Alla fine ne scelgo uno, a zoccolo, la tomaia argentata, la zeppa, da 7 cm. ed il tacco da 17, il lattice trasparente che fa vedere tutto l’interno della zeppa e del tacco, il pezzetto sopra è in plexiglas trasparente e alle due estremità c’è un bordino di stoffa argentato. Il piede è praticamente nudo con questa scarpa, è mi da un aspetto incredibile da troia! A casa, la prima operazione è quella di scegliere gli abiti giusti. Dopo lunghe esitazioni, visto che il programma prevede una serata “normale”, con una cena in un ristorante e poi a ballare in un disco bar, decido per una mini gonna nera e argento, molto elegante, da sera: corta, aderente, che segna bene il culetto, sopra una camicetta nera di lycra trasparente, con reggiseno a vista, sempre nero; la mini gonna è a vita bassa, così da lasciar intravedere la parte alta del perizoma, naturalmente anch’esso nero. Sopra metto una giacca nera per coprirmi dal fresco della sera. Sembro proprio una gran troia, vestita così ho un’aria da gran porca, con quella famosa aria intrigante e sexy che adoro! Faccio le prove in casa, cammino sul pavimento perfettamente calma e sicura, mi guardo e riguardo in tutti gli specchi possibili, e alla fine constato che, obiettivamente, va tutto alla perfezione. Davanti allo specchio vedo la mia immagine riflessa, mi guardo molto bene, rallentando, fermandomi e facendo alcuni passi indietro per guardarmi bene. L’immagine è molto confortante: le mie gambe sono ancora più slanciate del solito, i polpacci snelli e senza ombra di muscoli sgradevolmente tesi, e così anche le
cosce. Insomma mi trovo stupenda ed anche mio marito me lo conferma, ed ad un certo punto, dopo aver fatto un paio di giravolte, sento dentro di me un fuoco che non ho mai sentito prima, e nello specchio mi sorrido con aria molto orgogliosa. Ultima sensazione: mi accorgo che con questi tacchi ho i glutei ancora più sodi e alti del solito! Insomma mi abituo subito, anche se confesso che alla fine della serata, verso le tre di notte, sono abbastanza stanca. Ma tutto è bellissimo, e riesco a portare i miei tacchi da 17 centimetri per cinque o sei ore di seguito con tanta naturalezza che nessuno si accorge (o almeno non me lo fa notare) della loro altezza obiettivamente così esagerata. Solo la ragazza del gruppo che è con noi, al ristorante, mi dice a bassa voce: “Che belle le tue scarpe! Ma non è difficile camminare con tacchi tanto alti? ” Ed io: “Macché difficile, perché non provi anche tu? ” Il momento più divertente è nel locale dove siamo andati dopo cena per bere qualcosa e ballare. All’inizio avevo un minimo di titubanza ne ballare, ma poi ho pensato che fino ad adesso mi sono mossa in maniera molto naturale, e anche ballando sarebbe stato uguale e nessuno avrebbe fatto caso ai miei tacchi. Ed è proprio così. Nel locale fa caldo, e dopo un po’ mi tolgo la giacca senza preoccuparmi della trasparenza della camicetta e mi sono lancio. A parte il fatto che con i miei 17 centimetri di tacchi ballo benissimo, anzi meglio del normale e con maggior carica, va tutto bene ed ho molti complimenti, dai tre ragazzi e dalla ragazza, della serie “sei più bella del solito”, “ti vedo raggiante”, “stasera sei in splendida forma” e roba del genere. Mentre ballo mi guardano le gambe in parecchi, ma questo succede sempre, e poi sò di essere una bella ragazza e di non passare inosservata. Per tirare le somme, è stata un’esperienza che mi ha riempito di entusiasmo, mi ha dato molte emozioni e mi ha regalato l’ultima dose di sicurezza della quale avevo bisogno. La sensazione più curiosa l’ho avuta quando, tornati a casa, dopo le tre, e ancora vestita ho voluto fare una prova togliendomi le scarpe e cambiandole, per vedere la differenza, con un paio di quelle con i tacchi da 13 e da 15 centimetri, che porto quasi abitualmente. Nel momento in cui le indosso ho la strana impressione di essere quasi a piedi nudi, poi mi guardo allo specchio e capisco che anche due o quattro centimetri di altezza fanno una differenza enorme e danno alle gambe, al tono generale e all’intero corpo una dimensione diversa. Come dire che i tacchi “normali” non hanno poi tanto pepe e finiscono per trasmettere sempre meno, quando ne hai provati di più alti, quelle speciali sensazioni che ti davano ai primi emozionanti incontri. Provare per credere! Per concludere, portare tacchi altissimi, oltre a presupporre un certo atteggiamento psicologico e mentale è anche una questione di abitudine, e quando l’hai fatto una volta non è facile tornare indietro. è come se i tacchi fossero una parte di te: ti danno una tensione fisica piacevolissima, ti fanno muovere in maniera eccitante non tanto per gli altri quanto soprattutto per te stessa, ti danno un’aggressività incredibile. Per dirla in maniera molto banale, ti fanno sentire ancora più donna, nel mio caso, ancora più troia!

Certo adesso dovrò stare attenta a non abituarmi troppo e a non prendere il vizio, perché non si può girare giorno e notte con un paio di tacchi da 17 centimetri. Però è bellissimo, tanto che tre sere dopo, per andare al cinema, li ho indossati di nuovo. Ed anche seduta, al buio e guardando il film, mi sono sentita più felice del solito. è anormale che una cosa del genere mi piaccia tanto? è anormale che solo l’idea di indossare un paio di tacchi del genere mi faccia venire i brividi? FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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