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Donna tatuata con capelli neri e biancheria intima leopardata - copertina racconto erotico

Tiffany (3 di 5)

Questo sabato mio marito non c’era, era andato da Bruna e Carla, ero gelosa come una pazza, un sabato da sola, mentre tutti e tre loro si stavano, o si apprestavano a divertisti come pazzi.
Non sapevo che fare, decisi di uscire, infilai dei jeans ed una camicetta, mi misi in macchina, non sapevo né che fare né dove andare, forse il mare sarebbe stata una buona soluzione, decisi che avrei scopato anche io, ero sicura che a mio marito avrebbe fatto piacere, o forse no.

Partii con la macchina e mi spostai in una città vicina, maledii il come mi ero vestita, avrei potuto optare per qualcosa di più sexy, mi avrebbe aiutato nella mia opera di seduzione.
Decisi che avrei comprato qualcosa cominciai a guardare le vetrine, ma niente sembrava piacermi mi fermai di fronte ad una vetrina in allestimento c’era un commesso che stava ordinando la vetrina, già esposti un paio di tailleur abbastanza carini, mi fermai a guardarli, il commesso mi invitò ad entrare disse che erano modelli nuovi ed il prezzo non era esagerato, io dissi
-ok diamo uno sguardo, il commesso mi chiese quale mi piaceva optai per un tailleur color sabbia, il commesso chiuse la vetrina e mi fece strada all’interno, li una commessa era intenta a sistemare delle cose, si avvicinò a noi il commesso disse
-non ti preoccupare mi occupo io della signora; biascicai un
-grazie mi mostrò il tailleur che avevamo visto in vetrina, mi chiese la taglia, gliela dissi, ci avviammo verso uno spogliatoio, entrai mi tolsi i jeans e la camicetta ed indossai il tailleur, uscii il commesso cominciò ad apprezzare la mia linea, ringraziai di nuovo per il complimento, poi il commesso con la scusa di stendere la stoffa rattrappita dalla busta passo le sue mani sui miei fianchi in modo sembrava molto professionale, cioè toccandomi con il dorso della mano, non mi sono ritratta, e’ diventato più audace, mi sono inginocchiata ho detto che il tailleur era un po’ stretto, e’ andato a prendere un altro modello, e mi ha detto che c’era un altro spogliatoio un po’ più comodo, mi ha proposto di spostarci, ho detto che non c’era nessun problema.
Ci siamo spostati in uno studiolo, siamo entrati, ha chiuso la porta e mi ha mostrato gli altri due tailleur che aveva portato, ho detto che volevo misurarli, con fare scherzoso mi ha chiesto se doveva uscire o se era sufficiente che si girasse, ho preso il coraggio a 4 mani e gli ho detto che forse faceva meglio ad aiutarmi a misurarli.
Non si e’ fatto pregare, due secondi dopo mi aveva tolto il prima tailleur, mi sono infilato la gonna, lui mi stava aiutando ad infilare la giacca, mi ha detto: questo modello va benissimo senza reggiseno, se lo provi poi deciderà, mi apprestavo a toglierlo quando si è offerto di sganciarlo lui gli ho permesso di farlo senza troppi problemi, con la scusa di abbottonarlo ha infilato le sue mani nella scollatura, ero bagnata ed ero eccitatissima.
Mi ha chiesto di inginocchiarmi come prima, per controllare sei il tailleur era stretto, mi sono inginocchiata, e mi son trovata a pochi cm da un cazzo arrapato si vedeva attraverso i pantaloni, ho teso le mani l’ho accarezzato, l’ho baciato leggermente da sopra la stoffa, poi ho sbottonato la cintura, volevo abbassare la zip, i suoi pantaloni avevano i bottoni, erano anni che non sbottonavo un pantalone con i bottoni, mi sono eccitata come una pazza, ho impiegato una vita ad aprire tutti i bottoni, ma ne valeva la pena, l’ho preso in bocca senza esitare, salivo e scendevo lungo l’asta.
Ogni tanto alzavo lo sguardo, e lo vedevo con lo sguardo lontano, e riprendevo a succhiare con più foga, mi ha sollevata di peso, mi ha tolto la gonna, mi ha fatto sedere sulla scrivania, si e’ inginocchiato tra le mie gambe, ha scostato gli slip, ed ha infilato la lingua, che bello!!!!!!!!!!!!!
Andava su e giù sentivo la lingua che mi esplorava, mi ha tolto gli slip, ha preso stava per chiavarmi, gli ho detto di no, lui ha preso un preservativo da un cassetto se lo e’ infilato, l’ho attirato a me, le mie gambe dietro la sua schiena, mi scopava senza fermarsi ho avuto un orgasmo lunghissimo, anche lui ha goduto, ho sentito il preservativo che si gonfiava.
Ci siamo fermati ansanti e soddisfatti.
Mi sono rimessa i miei jeans lui ha piegato il tailleur, e siamo usciti, ci siamo fermati alla cassa, c’era un altro signore fermo alla cassa, la commessa mi guardava di sottecchi, il commesso che mi aveva chiavato ha fatto lo scontrino 10.000 lire – signora lei ha scelto un modello dove ho potuto praticare un discreto sconto.
Ho pagato, e ringraziato e stavo andando via, l’altro signore presente in negozio si e’ offerto di accompagnarmi, ho detto
-si grazie; ci siamo avviati abbiamo cominciato a parlare di vestiti ma la discussione era distratta, mi ha proposto un caffe’ ho subito accettato siamo passati davanti un alberghetto, ha detto

-qui va bene? Io -un posto vale l’altro. Siamo entrati ha chiesto due caffe’ il portiere ha detto che non facevano servizio di bar, il mio accompagnatore ha preso il coraggio a 4 mani e mi ha detto
-se vogliamo prendere il caffe’ dobbiamo prenderlo in una camera, ho detto che per me andava bene, siamo saliti la camera era pulita ma squallida, sono andata subito in bagno avevo bisogno di rinfrescarmi, sono uscita, lui era seduto sul letto, un cameriere ha bussato alla porta, ci aveva portato il caffè lo abbiamo bevuto, poi senza dire una parola mi ha steso sul letto, l’ho lasciato fare, ha cominciato ad accarezzarmi, mi sono eccitata di nuovo, mi ha spogliata, ha infilato un preservativo ed ha cominciato a chiavarmi.
Io ero distesa, le gambe larghe mi godevo la scopata senza pensare a nulla, ho goduto, gli ho chiesto di fermarsi un attimo, dovevo prendere un attimino di calma, lui era steso accanto a me, ha cominciato ad accarezzare le mie gambe, un brivido mi ha percorsa, l’ho baciato per dirgli di ricominciare, lui ha infilato le mani sotto le mie gambe, in un attimo mi sono resa conto di cosa voleva fare, ho avuto un dubbio fugace, non sapevo che fare, poi mi sono girata, consapevole di quello che facevo, lo volevo anche io, avevo voglia di prenderlo nel culo, e’ entrato dolcemente, io gridavo come una pazza, mi muovevo per aiutarlo nella difficile opera.
Pian paino e’ entrato tutto, mi dava dei leggeri colpi, sentivo che si stava godendo il mio culetto, ero felice per questo, colavo come una fontana, pochi minuti, o forse pochi secondi, l’ho sentito godere ero sfinita anche io, mi sono lasciata andare mollemente, sentivo il mio culetto urlare di dolore e di piacere, sono entrata in bagno, poi mi sono infilata sotto la doccia, mi son sentita rinascere, sono uscita dal bagno poco dopo, lui era scomparso, era andato via, sul comodino aveva lasciato 300.000 lire, mi sono sentita male, ero offesa, scambiata per una puttana, mi sono eccitata di nuovo, hanno bussato alla porta
-sono il cameriere posso ritirare il vassoio con le tazze?
Ho aperto la porta, ero seminuda, con un asciugamano sui fianchi, il cameriere stava quasi per svenire, stava per avviarsi verso la porta, ho detto: -aspetti le do la mancia.
Lui si e’ fermato.
Ho detto
-chiuda la porta per cortesia qualcuno potrebbe vedermi. Ha obbedito subito.
Ho aperto la borsa, mi sono avvicinata.
Ho lasciato cadere l’asciugamano, mi sono seduta sul letto l’ho tirato verso di me, ed immediatamente ero con il cazzo in bocca, l’ho succhiato a lungo senza fermarmi un secondo, cominciavo dalla cappella ed arrivavo alle palle, poi me lo facevo arrivare in gola, con la lingua leccavo tutta la cappella, lui ha cominciato ad accarezzarmi i capelli, seguiva la mia testa che andava su e giù, ho spostato le sue mani.
Volevo condure da sola il gioco.
Sentivo che si irrgidiva sempre di più mugolava che più non poteva, io non mi sono fermata, non mi sarei fermata per nulla al mondo, ho sentito il suo orgasmo che arrivava, la sborra mi ha colpito in pieno viso, usando il cazzo me la sono spalmata dappertutto sulle labbra, sul mento sul volto, gocce erano anche sul seno, avevo il volto ricoperto.
Ho rimesso il cazzo nei pantaloni ed ho detto -grazie.
Mi sono alzata e l’ho accompagnato alla porta, ho aperto la porta cosi come ero nuda dal collo in giù e vestita di sborra dal collo in su.
Speravo che qualcuno mi vedesse.
Non c’era nessuno in corridoio.
Il cameriere e’ andato via, ho fatto un’altra doccia e sono andata via anche io.
Adesso il dubbio mi assale, devo dirlo a mio marito?
O aspetto che lui mi riconosca leggendo queste pagine? FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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