Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Ricordi / Tiffany (4 di 5)
Donna con occhi chiari e biancheria intima bianca - copertina racconto erotico

Tiffany (4 di 5)

Questo week-end avevamo appuntamento con Bruna e Carlo, ci siamo incontrati sabato mattina in albergo, non avevamo niente di particolare da fare, ma sapevo già che sarebbe stato un w-e a base di sesso, anche se non conoscevo i particolari, parlando con Bruna mi aveva detto la stessa cosa.
Eravamo tutti e 4 nella nostra camera e mio marito e Carlo si guardavano in modo strano, appena dopo pranzo ci dissero di vestirci per una grande occasione che avevano una sorpresa per noi.

Ci infilammo in macchina e raggiungemmo una villetta fuori città, un giro lunghissimo, nonostante la cartina impiegammo un sacco di tempo per arrivare.
Bussammo ci venne ad aprire un giovanotto molto ma molto prestante, ci fece entrare, appena entrati Carlo disse: ragazze un regalo per voi, eccolo.
Non capii subito a cosa alludevano, rimasi un attimo interdetta, Carlo mi prese per la vita e mi incollo al fusto, poi prese Bruna e la costrinse ad inginocchiarsi, il fusto mi abbracciò subito e mi strinse, una sua mano scivolò veloce verso il mio culo, intanto sentivo Bruna che si dava da fare, lancio uno strillo, mi sciolsi dall’abbraccio, e la scena che vidi mi lascio di stucco, Bruna aveva nelle mani un cazzo enorme, immenso, guardai mio marito, e lui mi fece un cenno di assenso con la testa, non me lo feci ripetere ed andai anche io ad ammirare quella mazza enorme, da vicino era immensa, cominciammo a baciarla io e Bruna, per slinguarla tutta ci voleva una vita, provai a mettermela in bocca, ci entro a mala pena la testa, sarà stata lunga almeno 40 cm ero esterrefatta, mi rialzai spogliai il fusto completamente, volevo godermelo per bene, Bruna intanto le baciava e leccava a più non posso, mi spogliai anche io, avevo fretta, volevo sentirlo, me lo misi in mezzo alle cosce, provai a chiudere le cosce, sentivo la mazza che era immensa, Bruna disse rivolto al fusto:
Non hai un letto su cui ci possiamo distendere?
Ci andammo subito.
Lo stendemmo sul letto, cominciai a baciarlo a più non posso, cercavo di aprire la bocca al massimo, avevo voglia di prendermene un bel pezzo, mi facevano male le mascelle, ma appena lo lasciavo Bruna se lo accaparrava, i nostri mariti intanto guardavano, volevo che andassero via, dovevo provare a prenderne un pezzo nella figa, sapevo che tutto non sarei mai stata capace di prenderlo, poi mio marito tirò fuori dalla tasca una macchinetta fotografica, e mi fotografò mentre ero alle prese con quel palo di carne, poi fotografò anche Bruna, continuammo così per un bel pezzo, visto che mio marito non si decideva ad andare via, mi misi a gambe larghe, dissi al fusto:
Scopami, scopami un po’ fammelo sentire dai.
Non si fece pregare, me ne infilo un poco, giusto la punta, mi sentii dilaniare, godetti.
Poi Bruna prese il mio posto, vidi la sua figa allargarsi, entro anche a lei solo la punta.
Andai a baciare mio marito, mi aveva fatto un bellissimo regalo, riandai a leccare e baciare quel bellissimo cazzo, riprendemmo a leccare assieme, godette avevamo la faccia piena di sborra, ne leccai un pochino, mio marito mi fotografo di nuovo.
Lasciammo quella casa, ero felice avevo goduto come una pazza, avevo voglia di essere scopata, avevo goduto si ma mi era mancato qualcosa.
Sapevo che prima di sera sarebbe successo.
Allora cominciammo a parlare della serata, io e Bruna potevamo fare quello che volevamo, i nostri mariti ci dettero l’indirizzo di un club-privè mio marito aveva appuntamento con una tipa conosciuta in chat, di cui non sapevo nulla, Carlo invece aveva un appuntamento in un club per gay, rientrammo in città, ci lasciammo e ci saremmo rivisti in albergo, io e Bruna decidemmo di andarcene un po’ in giro, senza meta, nel nostro girovagare incontrammo un negozio di fotografia di quelli che sviluppano immediatamente, decidemmo di sviluppare le foto, Bruna entrò in un supermercato a fare un giro, io andai a sviluppare le foto, entrai c’era una ragazza al banco, gli dissi che dovevo sviluppare delle foto, mi disse nessun problema, pochi minuti e sono pronte, aggiunsi che invece il problema c’era, le foto erano un po’ osè, chiamò il una persona che era nel laboratorio, gli spiegò il problema, il signore mi chiese che tipo di foto erano, gli dissi che ero io ed un’amica che facevamo sesso con un comune amico.
Mi disse che poteva svilupparle, ma se nelle foto c’erano scene di violenza o minori avrebbe chiamato la polizia, dissi che ero d’accordo, inserì il rullino in una macchina, e dopo 10 minuti ecco le foto, le guardò e rimase scioccato alla vista delle foto, le guardò anche la ragazza, che disse: quello si che è un cazzo.
Risposi che era grande si ma inutile, serviva solo a fare scena, mai mi sarei fatta un coso del genere, lei ribadì che gli sarebbe lo stesso piaciuto averlo tra le mani.
Intervenne il fotografo che disse:
bhe ma quelli piccoli come il mio che fate non lo prendete nemmeno in considerazione?
Dissi che invece era il caso di prenderlo in considerazione.
Andò a chiudere la porta, mi porto nel retrobottega, lo seguii docilmente, venne anche la ragazza, ci distendemmo su un divanetto, fui scopata quasi subito, senza tanti preamboli, emisi un grido, finalmente, avevo proprio voglia di sentirmelo dentro, la ragazza si spoglio anche lei, prese il mio posto, la vedevo gemere, ne avevo ancora voglia, volevo essere sbattuta per almeno tutta la serata, il fotografo ricambiò posizione, si tolse dalla ragazza e venne verso di me, mi girò, lo lasciai fare, cominciò ad allargarmi il buchetto, non aspettavo altro, mi inculò dolcemente ma a fondo, poi si stacco da me, andò verso la ragazza, voleva fare a lei la stessa cosa, lei disse di no, allora ritornò ad incularmi, non mi dispiacque, sentii il preservativo gonfiarsi dentro di me, godetti di nuovo, per la seconda volta nella giornata.
Stavo andando via quando la ragazza mi chiese se poteva avere il numero di telefono del tipo in foto.
Gli dissi che non lo avevo ma potevo dargli il numero di mio marito, lui ce l’aveva, prese il numero e lo mise in una borsa, salutai ed andai via.
Fuori c’era Bruna alquanto scocciata, gli spiegai quello che era successo, ci avviammo verso l’albergo, volevamo riposare e fare una doccia.
Li trovammo mio marito, la tipa gli aveva dato buca, c’eravamo noi gli dicemmo, declinò l’invito, ci augurò una bellissima serata ed andò via, prima pero gli spiegai della ragazza del fotografo, non gli dissi però che il fotografo mi aveva scopato, era già abbastanza demoralizzato.
Cenammo io e Bruna, ci preparammo, e verso le undici ci avviamo verso il club di cui avevamo l’indirizzo, il taxi ci fermo davanti una costruzione malandata, da cui proveniva una luce soffusa, ci facemmo coraggio e bussammo, entrammo, appena varcata la soglia l’ambiente era molto diverso dalla squallida periferia, luci soffuse, piante dappertutto, ci avviamo verso la cassa, dicemmo che ci avevano dato quell’indirizzo per passare una serata piacevole, il cassiere ci indicò una tabella, COPPIE 50.000, SINGLE 300.000, ci sembrava esagerato, in due avremmo dovuto pagare 600.000 lire, dicemmo che era troppo caro per le nostre tasche, e stavamo andando via, il cassiere ci disse che forse poteva trattarci come una coppia, parlò per un po’ al telefono, Bruna si avvicinò e disse:
Forse posso fare qualcosa per convincerla a considerarci una coppia?
Il cassiere disse:

Faccia lei, Bruna senza dire una parola si spostò dietro la cassa, e li si inginocchiò, non vedevo nulla ma sapevo cosa stava facendo, guardai anche il portiere e poi mi concentrai sul cassiere che era al settimo cielo, e si vedeva, sapevo che Bruna sapeva il fatto suo in certi giochetti.
Bussarono alla porta, entro un uomo ed una donna, si avvicinarono alla cassa, l’uomo mi guardo insistentemente, feci lo stesso, tiro fuori dalla tasca un biglietto da 50.000 e lo diede al cassiere, fu allora che si resero conto di quello che stava succedendo.
La donna esclamò: già date inizio alle danze? Bruna si alzò li guardò e disse:
no solo un aperitivo, e si rituffò in quello che stava facendo, a Bruna piaceva che gli altri la guardassero, forse più che a me.
L’uomo prima di entrare dietro una tenda mi lanciò un’altra occhiata, decisi che forse me lo sarei fatto, se avessi avuto l’occasione. Bruna si alzò aveva finito il lavoretto, stavamo avviandoci verso l’entrata, il portiere disse?
Ed io? A me nulla?
Questa volta toccava a me, non me lo feci ripetere, mi avvicinai a lui, mi prese per la vita e mi trascino verso una porticina, la sua mano scese sul mio culo, ero troppo eccitata, sapevo che tra un secondo me lo avrebbe messo in bocca, invece si abbassò mi abbraccio le gambe, mi sollevò la gonna e mi sfilò gli slip in un attimo, non ebbi nemmeno il tempo di rendermene conto, ero già stesa su un tavolo con un cazzo che voleva entrare nel mio culo, mi sentii violata era già la seconda volta che qualcuno mi inculava in un solo pomeriggio, e la sera non era ancora conclusa.
Uscimmo dallo stanzino, mi girai, lo baciai dolcemente sulle labbra e dissi grazie, prima di entrare Bruna mi propose di telefonare ai nostri mariti, Carlo ci disse che stava bevendo nel locale in cui doveva andare, chiamammo mio marito, temevo di trovarlo afflitto e sconsolato, invece mi disse che era con la fotografa, una serata assieme per dargli quel numero, mi sentii felice per lui, adesso potevo chiavare senza remore, sapevo che anche mio marito lo stava facendo. Entrammo ci avviammo verso il bar, volevamo prendere qualcosa da bere, un signore distinto sulla quarantina, appena ci avvicinammo al bar disse
POSSO? Pensavo volesse offrirci qualcosa da bere, dissi subito
SI e lui senza perdere tempo mi infilò una mano tra le cosce.
Rimasi un attimo interdetta, gli dissi che pensavo volesse offrirmi qualcosa da bere e non che volesse mettere la mano sulla mia farfallina, disse che l’una non escludeva l’altra, ordinai un’aranciata, ne bevvi un sorso, mi invitò a ballare, sulla pista c’erano già alcune coppie che non si sa se ballavano o pomiciavano o scopavano, ci avviammo verso la pista, gli dissi il mio nome, lui mi disse il suo, mi disse se non preferivo forse prima distendermi un attimino prima delle fatiche del ballo, acconsentii, ci avviammo verso dei séparé, mi fermai sulla porta, volevo essere ammirata un po’, gli chiesi di baciarmi un po’, accettò con entusiasmo, mi strinse verso il muro, la mia gonna salì vertiginosamente, non me ne curai, mi rimise una mano tra le gambe, mi titillava la farfallina, gli chiesi di toccarmi il culo, volevo farmi ammirare, feci in modo di girarmi, adesso era lui contro il muro, io lo baciavo con foga, sentivo la mano che mi frugava, mi resi conto che la mia gonna ormai non copriva più il culo, ero eccitata, pensavo a tutte le persone che lo stavano ammirando, colavo come una fontana, mi passo accanto Bruna, aveva un maschi per mano e li guidava verso il séparé, si fermò e mi disse:
ti si vede tutto il culo.
Ed io : lo so, non mi curai più di lei, baciavo il mio partner e mi dimenavo come un’ossessa, finalmente entrammo, nello stesso séparé dove era Bruna la vidi intenta a godersi i due maschi, le a cavalcioni su uno, ed un altro che la prendeva da dietro, mi distesi sul letto, il mio partner comincio a leccarmi la figa, godevo come una pazza, strinsi la mano a Bruna, volevo sentire il contato con qualcuno che conoscevo, con qualcuno che mi voleva bene, poi cominciai a godermi quella leccata, vedevo al testa dell’uomo tra le mie cosce, sentivo la sua lingua, e colavo come una fontana, entrò un altro tipo, mi si avvicinò, e apertosi i pantaloni mi offri un cazzo da succhiare, declinai l’offerta riuscii a dire: scusami magari dopo adesso voglio godermi questa cosa, andò via, forse deluso, ma senza insistere, dopo sarei andata io da lui, lo promisi a me stessa, e mi rivolsi di nuovo a chi mi stava leccando, ero al settimo cielo, poi finalmente smise ed entrò in me, che bello prenderlo nella figa, mi sentivo piena, mi sentivo donna, finalmente, dopo averlo preso per due volte di seguito nel culo, non mi sembrava vero che qualcuno mi pistonasse cosi bene, su e giù, su e giù, senza fretta, con calma, arrivava fino alla fine, poi risaliva fino a quasi toglierlo poi di nuovo giù, godetti di nuovo, lui se ne accorse, si lascio andare, lo vedevo che adesso non pensava più a me, voleva godere anche lui, mi faceva male, volevo smettere, non potevo aspettavo che anche lui godesse, lo sentii irrigidirsi, era fantastico.
Ci ricomponemmo, ed entrammo di nuovo in sala, ringraziai anche lui, avevo altri due uomini da scoparmi, quello dell’atrio e quello che era venuto a mettermelo in bocca, cominciai a girare, senza meta, ogni tanto una mano accarezzava il mio corpo.
Trovai Bruna seduta ad un tavolo con tre uomini, ridevano come pazzi, le gambe di Bruna erano completamente aperte, mi fermai gli chiesi qualcosa, lei mi disse che stava benissimo, era felice, andai via, uno degli uomini voleva che mi fermassi anche io, dissi che avevo da fare, Bruna mi disse:
e cosa hai da fare?
Gli dissi: devo fare un pompino ad una persona, ed andai via. Mi sentivo una troia, finalmente trovai l’uomo che era venuto nello stanzino, mi avvicinai e gli dissi:
Adesso voglio che me lo metti in bocca, vuoi?
Le altre persone con cui stava parlando mi guardarono, non dissero una parola, mi sentivo troia, mi prese per mano, ci avviammo non so verso cosa, pensavo mi stesse portando in un séparé, invece mi porto in giro per il locale, e ne approfittava per toccarmi i fianchi, intravidi la persona che avevo visto nell’atrio, era seduto ad un tavolo, la sua donna stava baciando un uomo, lui la guardava, chiedi scusa al mio accompagnatore, mi avvicinai e gli dissi:
adesso sto andando a fare un pompino a lui, dopo vorrei essere chiavata da te! Disse:

con piacere, sbrigati ti aspetto qui, dissi:
No seguici, quando avrò finito con lui comincio con te.
Mi riavviai vero il mio accompagnatore, ce ne andammo verso la pista da ballo, qui cominciammo a ballare, anzi a pomiciare, ci baciavamo e ci toccavamo in continuazione, a mia mano passava dal suo culo al suo cazzo in continuazione, con l’altra lo stringevo a me, poi mi disse:
non ce la faccio più, vieni? Dissi:
SI, andammo verso un séparé gli dissi se potevamo cercare la mia amica, trovammo Bruna alle prese con tre uomini stavolta, era piena in tutti i posti possibili, mi sedetti sul letto, mi tolsi la giacca, e cominciai a spompinare il mio accompagnatore, poco dopo le mie labbra erano piene di sborra, che mi colava sul seno, mi avviai verso i bagni, entrai, c’era una donna mi disse:
complimenti ma non e’ un peccato sprecare tutta quella roba?
Gli dissi se vuoi approfittane, comincio a leccarmi il seno, ingoiava tutto quello che trovava con la lingua, mi ripulì il seno, fino all’ultima goccia, mi lavai un po’, mi rinfrescai, dopo un po’ uscii pronta a riprendere il mio programma, c’era l’uomo dell’atrio che mi aspettava, ci abbracciammo, ci baciammo leggermente, mi chiese se potevamo farlo vicino alla moglie, dissi che non avevo problemi, andammo dalla moglie, e gli dicemmo che se voleva poteva venire nel nostro stesso séparé, noi ci avviammo ci stendemmo sul letto, e stavamo ancora ai primi approcci quando la moglie ci raggiunse assieme a due tipi che cominciarono a chiavarla chi in bocca e chi in figa, non mi preoccupai più di loro, mi lasciai chiavare, in tutte le posizioni, mi godevo quella scopata con uno sconosciuto, passo anche un po’ di tempo nella mia bocca, passò per il mio culetto, non dissi mai no quando godetti ero esausta, mi abbandonai sul lettino, ormai ero distrutta.
Poco dopo arrivò Bruna, più distrutta di me, disse che ormai erano le 4 del mattino, se avevo ancora voglia o volevamo andare via, dissi che volevo andare via, anche se non mi sarei più mossa da lì.
Andammo in bagno ci ricomponemmo alla meno peggio, e ci avviammo all’uscita.
Chiamammo un taxi, il tassista arrivo di li a poco, entrammo e ci avviammo verso l’albergo, il tassista cominciò a parlare, evidentemente sapeva da dove venivamo,
Bruna mi disse in un’orecchio:
adesso vorrei rientrare con la faccia piena di sborra da mio marito che ne pensi?
Dissi che mi sembrava un’ottima idea, e se potevo chiederlo io al tassita? Bruna disse di si, allora dissi al tassista:
Mi scusi ma la mia amica vorrebbe farle un pompino, ha mica qualcosa in contrario?
Vidi il taxi che sbandava, poi si fermo ed il tassista disse:
mi scusi non ho capito bene! Io: la mia amica vorrebbe farle un pompino, ha qualcosa in contrario?
E lui: iooooooo niente proprio niente in contrario!
Allora si fermi in un posticino il più possibile vicino all’albergo nostro, eravamo tutti muti, a questo punto quando Bruna disse a me: ma mica ti dispiace se io faccio un pompino e tu niente?
Intervenne il tassista e disse:
bhe potri chiamare qualche collega? Bruna disse:
magari, il tassista comincio a parlare per radio e prese appuntamento con un altro tassita davanti al nostro albergo senza dire il motivo per cui si dovevano incontrare, trovammo il taxi già li, scendemmo, e il tassista disse:
senti c’e’ questa signora che mi deve fare un pompino tu te lo fai fare dalla sua amica?
Cazzo -disse lui- certo, gli chiesi di abbracciarmi la e di pomiciarmi un po’ , speravo che mio marito mi vedesse, vidi a Bruna che voleva pagare il tassista, lui non volle i soldi, non mi curai più di loro, mi infilai nell’altro taxi, e mi diedi da fare, risbottonai per l’ennesima volta la mia giacca, e seni al vento mi apprestai a fare un bel pompino, impiegai un po’ di tempo a farlo godere, ma quando venne avevo la faccia ed il seno pieno di sborra, Bruna era già in piedi vicino al nostro taxi, anche lei impiastricciata, andai via senza nemmeno salutare, entrammo in albergo, non c’erano ne le chiavi della mia stanza, ne quelle della stanza di Bruna, salimmo nelle nostre camere, sperai che mio marito avesse avuto una bella serata, se era stato un fiasco mi sarei sentita troppo in colpa.
Arrivai alla porta , bussai, e ribussai, poi sentii un leggero trambusto, venne ad aprirmi mio marito, completamente nudo, appena mi vide, mi abbraccio, la sborra del tassista si sparse sul suo petto.
Poi vidi che c’era un’altra persona nella stanza, la ragazza del fotografo, baciai mio marito con tutto l’ardore possibile, volevo dire a lei che lei poteva andarci a letto ma il marito era mio.
Si stava rivestendo, gli dissi che se restava era meglio, non se lo fece ripetere, entrai nel bagno, chiusi la porta, poi mi infilai sotto la doccia, loro erano sul letto, mi affacciai e chiesi se qualcuno voleva lavarmi la schiena, eravamo in tre nella doccia, la ci toccammo e ci eccitammo di nuovo, stendemmo io marito sul letto, lo leccavamo assieme, poi lui lecco un po’ me, mentre la ragazza si chiamava sul cazzo di mio marito, poi mi chiavai un po’ io mentre la ragazza si faceva leccare, mio marito disse:
adesso voglio inculare a tutte e due, dissi che la ragazza non lo prendeva li, la ragazza disse:
ieri non lo prendevo li, oggi si tuo marito mi ha fatto il culo e mi è piaciuto moltissimo.
Ci addormentammo poco dopo stanchi, sfiniti ma felici.
Oggi di nuovo qui. E domani di nuovo a fare l’impiegata modello. FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

Leggi anche

copertina racconto erotico

L’uomo del banco dei pegni

Gennaio 1957 La notizia lo aveva raggiunto all’improvviso strappandolo dalla spensieratezza dell’aula scolastica nella quale …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.