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Un caldo pomeriggio

Nei giorni seguenti il chiarimento, tutti e due abbiamo avuto numerosi impegni e al di là del pranzo o della cena non c’eravamo visti né parlati. Io quasi avevo dimenticato quella situazione forse volevo in fondo rimuoverla e fare finta che niente fosse successo e probabilmente anche per lei era la stessa cosa. Io piano piano mi stavo rifacendo una vita e anche grazie a qualche amico stavo ricominciando ad uscire. Anche mia madre per conto suo aveva cambiato umore e mi sembrava più allegra, forse era sollevata dal fatto che io non mi fossi avvicinato a lei, cercava di curarsi un po’ di più, andava più spesso dal parrucchiere, la vedevo sovente andare a lavoro truccata ed aveva iniziato un corso in palestra. Il suo aspetto migliorava notevolmente i suoi capelli curati e quel rossetto rosso fiamma che usava la rendevano più giovane ed interessante. Pensavo forse ho risvegliato in lei la voglia di ricominciare e magari di conoscere qualcuno e il fatto che si rendesse più bella ne era la prova evidente. Visto che tra noi non era cambiato niente e che a casa ci si vestiva e spogliava senza chiudere le porte avevo anche visto che aveva totalmente rinnovato lo stile della sua biancheria intima usava dei reggiseno che le esaltavano le grosse mammelle e delle mutandine più esili che scoprivano il sedere che malgrado fosse abbondante era tondo e non flaccido. Si era comprata anche un’ottimo profumo e la casa era inondata dal suo odore leggero e sensuale. Tra me e me pensavo che l’uomo che prima o poi avrebbe trovato doveva essere molto fortunato di fronte a tanta abbondanza e tanto calore; ero sicuro che sarebbe stata la donna più adatta a fare felice il suo uomo, non le mancava niente intelligenza, spirito, ironia sensualità. In casa si viveva un’atmosfera tranquilla e anche se, in fondo nessuno di noi due aveva risolto i propri problemi sentimentali, eravamo più sereni. A questo punto non volevo più che si verificasse quello che era successo non volevo rovinare un rapporto che magari con mezzi sbagliati era migliorato. L’estate malgrado fosse ottobre non voleva finire e almeno a casa faceva caldo. Dopo pranzo vista la temperatura succedeva che mia madre riposasse un po’ in camera sua mentre io rimanevo in cucina a guardare la tv. Quel pomeriggio di ottobre inoltrato era successo proprio questo lei dormiva e per caso io passai davanti camera sua. La vidi che dormiva con le spalle rivolte alla porta. Era in reggiseno e mutandine e stava in posizione fetale con le natiche in evidenza esaltate da quei tanga che le evidenziano, mentre si intravedeva anche il reggiseno che conteneva a stento lo straripante seno. Aveva una pelle bianchissima e il tanga faceva fuoriuscire i peli della figa neri folti. Feci finta di niente e passai oltre ritornando in cucina. Ma il pensiero era rivolto a quel corpo così invitante che tempo prima mi era stato offerto incondizionatamente. Mi alzai e ripassai davanti la sua porta vinto dalla libidine; mulinavano in me tanti pensieri. E se la svegliavo per farle qualche proposta? Avrebbe potuto rifiutarsi e io non volevo fare questa brutta figura. Non potevo fare a meno di pensare a quelle mammelle enormi e quel sedere in mostra sentii agitarmi internamente. Dal corridoio si intravedeva quello spettacolo. Mia madre dormiva ed ebbe un sussulto non appena passai ma si rigirò e continuò a dormire. La tentazione era forte lei mi aveva detto che avrei potuto farle tutto quello che volevo senza limiti di luogo o tempo. Entrai nella stanza da letto. Da vicino era più invitante con quel corpo così abbondante. Le iniziai a baciare la parte di seno che usciva dal reggiseno. Lei aprì gli occhi e ci baciammo in bocca. Il suo bacio era voglioso mi succhiava la lingua e mi leccava le labbra. Le baciai il morbido collo e subito scesi verso il seno. In un momento di pausa mi disse:

“c’hai messo tanto tempo, cosa è successo? Non ti piacevo? Eppure ho fatto di tutto per essere più interessante” e io che pensavo il contrario dissi tra me e me..

“no mamma sei stupenda…. ” Risposi. Lei mi prese la testa e la spinse verso le mammelle calde e morbide

“dai non parliamo più fammi quello che vuoi”. A quell’invito non capii più niente. Le slacciai il reggiseno provocando la fuoriuscita di quell’abbondanza. Aveva due capezzoli enormi scuri che succhiai con voluttà provocandone l’erezione. Continuai a scendere leccandole il ventre e l’ombelico. Arrivato al pube la guardai negli occhi

“voglio gustare il tuo sapore voglio conoscere le tue intimità” rispose con un gemito mi mise una mano sulla nuca e mi accompagnò sulla vulva. Aveva tolto il tanga e spalancato le gambe. I peli erano bagnati dai suoi umori le spalancai le labbra ed iniziai a leccare voracemente il clitoride. Provò subito un orgasmo ma mi supplicò di continuare non smisi se non quando non potevo più muovere la lingua per la stanchezza. Era distrutta ed appagata. Scesi dal letto e mi alzai all’impiedi. Il mio pene era enorme scuro per l’imponente erezione che faceva affluire più sangue del solito al suo interno. Con grande malizia e con uno sguardo dal quale traspariva solo libidine mi disse

“cosa vuole adesso mio figlio? ” aveva capito benissimo la mia intenzione e sedutasi sul letto si stava avvicinando con la bocca al glande. Ma io la interruppi

“non così in ginocchio mi piace di più”.

“giusto” disse lei. Inginocchiatasi lo fece entrare in bocca. La sua bocca era morbida, calda; l’accolse tutto dentro di se succhiandolo in un modo che mai avevo provato. Era come se volesse sfogare tutta la sua libidine repressa con la sua bocca. Mi sentivo ingoiare il pene. Ad un certo punto si fermò. Lo aveva tutto in bocca e contemporaneamente lo leccava con una tecnica perfetta. Si capiva che non voleva smettere le piaceva da morire e mentre lo succhiava gemeva di piacere. Lo stava gustando per bene quando capì che stavo per venire mi guardò e mi chiese

“vuoi venire in bocca? ”

“si, ma voglio che tu lo ingoi”. Non se lo fece ripetere due volte. Il ritmo si faceva più accelerato. Quando venni le trattenei la testa penetrandole la bocca nel più profondo non permettendole neanche di respirare ed eiaculandole direttamente in gola. Ci coricammo sfiniti.

“Come è stato con tua madre? ”

“sei bravissima”

“sai noi donne non facciamo questo ad ogni uomo che conosciamo”

“te l’ho fatto così perché sei mio figlio e il piacere che si può provare con un figlio non è paragonabile a quello che si può provare con un altro uomo. Non è da tutti potere ingoiare lo sperma del proprio figlio”. Ero sconvolto, ci abbracciammo. Sentivo il calore del suo corpo la guardavo e pensavo ma come è possibile che sia successo questo con mia madre? Anche lei mi stringeva non voleva lasciarmi. Iniziammo ad accarezzarci. La sua pelle era morbidissima aveva un odore buonissimo, le sfioravo i capezzoli il pube le accarezzavo i capelli. La volli baciare nuovamente in bocca aveva il sapore del mio sperma l’aveva bevuto tutto. Ci dovemmo rialzare lei aveva un impegno inderogabile, però mi ricordò

“sono tutta tua…fammi quello che vuoi…….. ti accontenterò….. “. FINE

About Esperienze erotiche

Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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