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Eccomi a raccontare una mia storia (più che una storia è una specie di sogno) dove la protagonista è Sara, mia moglie, una bella donna sulla trentina alta circa 170 cm, bruna, occhi verdi, fisico da sportiva, gambe lunghe e slanciate ed una terza abbondante di seno; insomma una bella donna.
Un giorno del mese di marzo, tornata dal lavoro mi chiese se le avevo trasmesso in ufficio un e-mail strano.
Io dissi di no ma mi feci raccontare cosa aveva ricevuto; il messaggio di posta elettronica diceva così:
“Buon giorno principessa! Ti ho nuovamente visto, sei bellissima……. Un ammiratore! ”
Rimasi un po’ sorpreso, e le consigliai di non rispondere per vedere se ci fosse stato un seguito.
Così fece. Per qualche giorno non si fece più sentire; poi un bel giorno….. eccolo!
“Buon giorno principessa, anche oggi hai allietato la mia vista, sei bellissima, la tua gonna corta beige, le tue calze nere e le tue scarpe con un tacco altissimo ti rendono ai miei occhi fatale e sexy, ad ogni passo che facevi il mio cuore sobbalzava ed il mio desiderio cresceva…… scommetto che sotto quel tessuto indossi un bellissimo e raffinato un reggicalze…. ha cosa darei per poter dare una sbirciata….. ! un ammiratore. ”
Rimasi allibito mentre sentivo quello che mi diceva Sara.
Infatti quel giorno Sara indossava una gonna a tubino beige appena sopra il ginocchio con un maglioncino nero a mezze maniche di lana calze nere molto scure, insomma era elegante ma nulla di particolarmente sexy.
Cominciammo a studiare la giornata per cercare di individuare chi sarebbe potuto essere, ma tutto fu vano, Sara girovagava per molti uffici del tribunale e del centro città, per cui, la persona poteva essere chiunque, anche il cameriere del bar dove spesso si fermava per un caffè.
Di comune accordo decidemmo che per qualche tempo lei vestisse con pantaloni e scarpe basse per nulla sexy ed appariscenti.
La cosa sembrava proseguire bene, infatti, tutto tacque per circa una settimana, poi…. Ecco la sorpresa! Il martedì successivo Sara tornò a casa con un pacco consegnatole in ufficio da un postino
con un biglietto con su scritto solo:
“per te principessa spero ti piaccia e………. il tuo ammiratore! ”
la scatola conteneva: un paio di calze nerissime (80 denari), un reggicalze in pizzo, un minuscolo perizoma in pizzo trasparentissimo ed un reggiseno anche questo in pizzo trasparentissimo, a balconcino che lasciava i capezzoli liberi ed un ulteriore biglietto con scritto:
“Ho 3 speranze principessa: 1 spero che la taglia sia corretta, 2 spero tu vada nella boutique XXXXX c’è un’altra sorpresa per te e 3 spero di vederti così vestita! Il tuo ammiratore. P. s. : scusa la mia intrusione ma… quei pantaloni non ti meritano. ”
Restammo entrambe di stucco non sapevamo che fare, fu Sara che propose di controllare cosa fosse quell’altra sorpresa, cosicché all’indomani si recò nel negozio indicato e ne uscì con una minigonna plissettata di colore giallo paglierino ed una camicia in seta nera molto scollata con bottoni automatici.
Tornata a casa indossò tutti i regali e si presentò a me. Rimasi sbalordito dalla sua bellezza, la camicia aderente, lasciava intravedere parte del seno e l’ombelico. La gonna, a vita bassa copriva appena i ganci del reggicalze e le calze fasciavano con eleganza le gambe di Sara. Inutile dire che rimasi a bocca aperta.
“non penserai di andare al lavoro così!! ” esordii io accecato dalla gelosia, “perché no! Sto così male? Se indossassi gli stivali nuovi sicuramente starei meglio! ” rispose subito mia moglie.
Leggevo nei suoi occhi la voglia di provocare cosicché dopo pochi secondi, quando la mia gelosia cominciava a diminuire lasciando il posto all’eccitazione dissi: “no non stai male, anzi…. Stai troppo bene e… ed io son troppo geloso! Comunque OK se vuoi andare in ufficio così mi sta bene, ad una condizione però… voglio una cronaca accurata della tua giornata!!! ” “Bene! Sarò un computer! Ora vado a cambiarmi non voglio sciuparli già questa sera! ”
Il giorno dopo poiché avevo degli affari da compiere in città, accompagnai mia moglie sul lavoro.
Durante il tragitto eccitandomi non poco, continuai a spiarle le cosce lasciate scoperte dalla ampissima mini. Sara accorgendosi di questo mio stato d’animo cominciò a stuzzicarmi accavallando continuamente le gambe e lisciandosi le calze sollevando la gonna fino a mostrarmi il perizoma. Capitò più di una volta, soprattutto quando lei si alzava la gonna, di sentire i camion sorpassati in tangenziale suonare e lampeggiare al nostro indirizzo. Ero eccitatissimo, stavo per scoppiare ma mi trattenni dal saltarle addosso.
Sara scese dall’auto a poche centinaia di metri dal suo ufficio, la seguii con lo sguardo notando (o forse sarebbe meglio dire sperando di notare) che la gonna, ad ogni passo, danzando scoprisse parzialmente l’elastico delle calze; me ne andai maledicendo il fatto di non poter rimandare i miei impegni lavorativi.
Quella sera mollai tutto velocemente e tornai di volata a casa, non avevo fatto altro che pensare a Sara ed alle situazioni che potevano esserle capitate.
Sono le 20. 30 circa, eccola che arriva finalmente!!
Entra dalla porta, si siede con me sul divano e… noto subito che è esausta, ma ancora eccitata, allora chiedo subito di raccontarmi come aveva trascorso la giornata.
Si sedette sulle mie ginocchia, prese una mia mano se la appoggiò sulle cosce ed iniziò a raccontare.
……………………….
Arrivata in ufficio non fece in tempo nemmeno ad accendere il pc che dovette subito uscire per recarsi in tribunale ed in altri uffici legali.
Camminando si sentiva gli occhi degli uomini addosso cosa che le fece estremamente piacere.
Terminò i sui giri verso le 11. 00 rientrata alla base si sedette al computer e scaricò la posta elettronica. Fra gli innumerevoli messaggi trovo anche quello dell’ammiratore che diceva così:
“Buon giorno principessa ti ho visto e quasi mi viene un infarto! Sei meravigliosa sexy e fatale…..
noto con estremo piacere che indossi anche il reggicalze che ti porsi in dono….. l’ho visto mentre salivi le scale! Non mi sbagliavo quando pensavo che tu fossi una donna che adora pizzi e merletti son sicuro che indossi anche tutto il resto della biancheria, chissà come ti sta? Scommetto benissimo! Vorrei esser li vicino a te per sbirciare ancora e …. Magari…… ora ti saluto con un bacione…. A presto…… Un ammiratore! ”
Mentre Sara leggeva il messaggio continuava eccitandosi ad accavallare le gambe senza accorgersi che si era scoperta tutto l’elastico delle calze ed anche un poco di pelle di coscia.
All’avvocato non sfuggi il particolare e dopo essersi beato dello spettacolo che vedeva, un attimo prima di un importante appuntamento interruppe la lettura di mia moglie e sedendosi fronte a lei disse:
“cara Sara noto con piacere che continui ad abbigliarti in modo provocante e questo va bene ma… la tua scrivania è senza copertura dalla parte di fronte a te quindi se porti gonne così corte e calze autoreggenti, sedendoti scopri tutto eeeeeee…. è tutto bellissimo quello che offri ma oggi, o meglio fra poco, arriva un cliente molto importante per lo studio e siccome lo conosco poco vedendoti le gambe con le autoreggenti ed il reggicalze non vorrei che fraintendesse sulla serietà del nostro studio quindi…. ”
“vuole che vada a casa a cambiarmi dottore? ” Interruppe Sara
“No voglio solo che tu ti tolga le calze ed il reggicalze, così sarai meno provocante! ”
“Ma avvocato fa piuttosto fresco e senza calze…. ” Rispose Sara
“Non posso lasciarti andare a casa ho bisogno della tua assistenza quando fra poco arriverà il cliente! ”
Allora mia moglie si alzò e si diresse verso il bagno per togliersi gli indumenti sotto accusa, ma venne nuovamente bloccata dall’avvocato che replicò:
“Ti prego cara non privarmi di questo spettacolo, fallo qui di fronte a me! ”
cosicché Sara si posizionò ad un paio di metri dall’avvocato e con movenze sexy che più non poteva slacciò la gonna lasciandola cadere sul pavimento, venne così alla luce il minuscolo perizoma, si tolse gli stivali piegandosi a 90° mostrando il culo, si slacciò il reggicalze e piano piano srotolò le calze. L’Avvocato era paonazzo passarono alcuni secondi prima di tornare in se. Subito disse:
“Brava sei sempre formidabile, ora… prima che ti rimetti la gonna vorrei che mi facessi un piacere personale” subito comparve un sorriso particolare sul suo ghigno,
” … vedi sono alcuni giorni che posseggo queste palline cinesi, mi dicono che per voi signore sono formidabili, sono discrete e comunque provocanti, vorrei provarle su di te e vorrei essere io a mettertele per essere sicuro di metterle bene… che ne dici? ”
Sara rimase pochi secondi a bocca aperta; giusto il tempo di trovarsi le mani dell’avvocato che già si impossessavano del suo tesoro, non seppe reagire, cosicché in un batter d’occhio si trovò inserite in una fica già bagnatissima, causa lo spogliarello di pochi minuti prima, le palline cinesi.
Sentì le gambe cederle dall’eccitazione, ma riuscì a controllarsi, si chinò per raccogliere la gonna, sempre con la mano del dottore sul culo e cominciò con grande fatica ad allacciarsela.
Ogni movimento che faceva era devastante stava godendo tantissimo.
Quando ebbe quasi finito entrò in ufficio il cliente che aspettavano, il quale con un colpo d’occhio non si perse la mano dell’avvocato sul culetto di mia moglie, la sua espressione di piacere stampata sul viso ed il reggicalze con le calze appoggiate semi nascoste in un angolo della scrivania.
Subito tornò dietro la scrivania e sedutasi sulla poltrona in pelle sentì la gonna risalire e la pelle delle cosce appoggiarsi sul freddo tessuto creandole uno sconquasso tale da farle accapponare la pelle e farle raggiungere un orgasmo formidabile.
Il cliente mentre parlava con l’avvocato non riusciva a distogliere lo sguardo da sotto la scrivania di Sara, la quale, causa la gonna cortissima ed il continuo accavallarsi delle gambe, le aveva scoperte praticamente fino all’inguine.
Fu così che il dottore la chiamò e le chiese di recuperare delle pratiche su uno scaffale indicandole con il dito dove erano.
Sara prese un treppiedi e salendovi cerco di recuperare il fascicolo, ma così facendo mostro un bello spettacolino ai due uomini che non disdegnarono di guardare ed il cliente allungò persino una mano.
Sara sentiva la mano e scendendo con le pratiche in mano raggiunse un nuovo orgasmo; era in balia della sua eccitazione e delle palline cinesi.
Consegnati i documenti all’avvocato lasciò che il cliente si beasse ancora per qualche secondo del suo culetto e poi si ritirò nel suo ufficio raggiungendo un altro orgasmo devastante.
Dopo circa una mezzora, dopo aver liquidato il cliente, l’avvocato le comunicò che aveva bisogno di alcune pratiche che erano archiviate nell’archivio del tribunale cosicché prego Sara di andare a recuperarle.
Fece per alzarsi ed andare in bagno per togliersi le palline cinesi, ma fu subito bloccata dal dottore, il quale le disse che l’unica cosa che andava tolta non erano le palline bensì … il perizoma, così dicendo allungò una mano sotto la gonna e con uno strattone deciso glielo sfilò.
Sara non ebbe nemmeno il tempo per replicare che subito fu accompagnata alla porta.
In un mini secondo si trovò fuori dallo studio in direzione del tribunale, l’aria era pungente saliva gelida sotto la gonna, avvolgeva le cosce e la passera creandole brividi e accapponandole la pelle di tutto il corpo; inoltre ad ogni passo le palline cinesi le procuravano un mini orgasmo, le sembrava di camminare con tre dita nel tesoro. Camminò per circa 500 metri e si dovette fermare tre volte per godere degli orgasmi che puntualmente la devastavano. Decise così di entrare in un caffè vicino togliersi le palline e rimettersele prima di rientrare in ufficio.
Nel bar c’erano solo uomini che nel vederla entrare la spogliarono con gli occhi, lei si chiuse in bagno e ne uscì dopo pochi secondi visibilmente rilassata.
Sicura di sé usci dal bar e s’incamminò verso il tribunale. L’aria era ancora gelida la pelle d’oca provocava ancora brividi in tutto il corpo, i capezzoli erano tesi come spilli, la mini ondeggiando mostrava buona parte delle cosce e la fica ancora bagnata di umori ora sguisciava ad ogni passo.
Il tutto era ancora molto eccitante per Sara ma ancora sopportabile in confronto alle palline cinesi.
Entrata nel forum entrò in un ascensore di quelli esterni (era completamente di vetro e posto all’esterno della costruzione) e quando le porte si mossero a chiudersi per poi salire al 5° piano, comparve una mano d’uomo che le fecero riaprire, sali un signore sulla quarantina ben vestito forse un avvocato, il quale la salutò con un cenno del capo e si posizionò alle spalle di Sara.
“Finalmente si parte!! ” pensò Sara, ma non ebbe nemmeno il tempo di fare altro che subito venne spinta contro la parete del ascensore dall’uomo il quale premette il tasto STOP e tenendola con una mano ferma contro la parete, con l’altra cominciò a risalire dalle ginocchia da dietro. Avvicinandosi con il viso a quello di Sara L’uomo le sussurrò nell’orecchio:
“Buon giorno principessa….. ” Sara capì subito di chi fosse “ho notato con piacere che ora non hai più le calze… hmmm mi piace toccare la tua pelle fredda…. ma….. non hai nemmeno le mutandine, ” la mano era giunta sulle lebbra del tesoro causando a Sara un sussulto di piacere sia per la palpata, ma anche perché dall’esterno chiunque avesse l’accortezza di alzare lo sguardo poteva vedere il suo corpo nudo e lei si sentiva come sopra un palco in esposizione.
“porcellina non hai freddo ad uscire così? E se un uomo lo sapesse che sei in questo stato sotto saresti scopata ad ogni angolo!! Ma non ti preoccupare ora ti scaldo io! ” In un attimo sfilò il cazzo in tiro dai pantaloni e subito lo infilò nella fica di Sara la quale, cominciò a gemere a più non posso.
Entrambe si accasciarono sul pavimento dell’ascensore e lui con uno strattone aprì la camicia e con abilità sbottonò il reggiseno pizzicandole i capezzoli durissimi.
Sara si faceva scopare alla pecorina da un giovane avvocato che le aveva turbato le giornate con la posta elettronica, stava godendo come una maiala, quando lui sfilò il membro dalla fica e lo puntò al buco del culo, lei cercò di divincolarsi
“Nooo li nooo non voglio nooooooooooooo…………. hhaaaaaaaaaaaaa! ” fu troppo tardi il pene entrò prepotentemente causandole dolore che passò quasi subito perché sostituito dall’eccitazione crescente. Lui la pompò vigorosamente per circa 5 minuti fino a raggiungere l’orgasmo riempiendole le viscere. Goderono entrambi tantissimo Sara venne per due volte ancora.
Si sistemarono entrambi velocemente senza parlare riavviarono l’ascensore e prima di scendere l’avvocato disse:
“Grazie principessa, alla prossima!! ” e se ne andò.
Sara tornò in ufficio senza mettersi le palline cinesi si sorbi ancora alcune palpatine e sbirciatine da parte dell’avvocato.
Esausta alle 18. 30 tornò a casa beandosi della giornata senza la paura di mostrare ancora le cosce ornate da reggicalze e calze tornate al loro posto, prese l’autobus delle 19, 00 e sedutasi da sola nell’angolo all’ultimo posto a sinistra, chiudendo gli occhi, cominciò a rilassarsi pensando alla giornata appena terminata. Dopo circa 10 minuti di strada il suo pensiero la vedeva già rilassata nella vasca da bagno. Ad un certo punto avvertì una presenza al suo fianco e piuttosto contrariata (soprattutto perché l’autobus era praticamente vuoto) aprì gli occhi per vedere chi era quella persona che aveva avuto la brillante idea di sedersi al suo fianco non considerando i numerosi posti ancora liberi. Con suo stupore si trovò davanti il signore che qualche tempo fa aveva avuto modo di conoscere e del quale avevo già raccontato con il racconto “Senza mutandine 1”. Cercò subito ma inutilmente di coprirsi il più possibile. La gonna era talmente corta che le cosce rimanevano comunque in bella vista. Il signore vedendola leggermente imbarazzata cercò di tranquillizzarla sussurrandole di non preoccuparsi e che le belle gambe sarebbe stato un delitto coprirle.
A queste parole Sara smise di agitarsi e un po’ controvoglia cominciò a chiacchierare con il signore; il quale si presentò dicendo di chiamarsi Battista. Passarono pochi minuti quando la conversazione fra i due subì un brusco cambiamento di direzione. Battista, che non riusciva a togliere lo sguardo dalle cosce di Sara e che probabilmente non ce la faceva più a resistere, avvicinandosi al suo orecchio, appoggiando una mano appena sopra il ginocchio disse che era esasperato dal pensiero del fatto accaduto giorni fa quando si incontrarono e si “conobbero” su un autobus stipatissimo.
Sara arrossendo un pochino cercò di giustificarsi, ma venne subito bloccata da un bacio e dal brivido procuratole dalla mano che stava salendo ed ormai era giunta a metà coscia. Non rispose al bacio ma non poté lasciarsi sfuggire un leggero gemito che non passò inosservato alle orecchie di Battista, il quale, sentendosi incoraggiato in un attimo sali fino al bordo delle calze e superandolo velocemente arrivò a toccare il delizioso perizoma di Sara; la quale cercò in un primo momento di contrastare l’azione del signore, ma presto, causa la sempre più crescente eccitazione, si arrese e chiudendo nuovamente gli occhi si concentrò sulla mano di Battista cercando di non perdere un attimo delle sensazioni che le stava dando.
Battista sollevava completamente la gonna portando alla luce tutto il suo bacino ornato dal reggicalze e perizoma, ebbe una notevole erezione che non passò inosservata.
Ora, mentre Sara sempre con gli occhi chiusi accarezzava il membro del signore sopra i pantaloni, la mano di Battista che prima era vicino al perizoma, stava accarezzando l’ombelico e scendendo molto lentamente passò ad accarezzare il tesoro di Sara passando sotto le minuscole mutandine.
Il contatto con i primi peli del cespuglietto fanno subito sobbalzare Sara. La mano sinistra continua la sua lenta esplorazione entrando ed uscendo dalla fica di Sara prima con un dito poi con due….. fino ad inserire quattro dita. A Sara parve di rivivere la scena del racconto sopraccitato, godeva e si bagnava come una vera troia. Arrivata al limite dell’orgasmo, Battista tolse la sua mano dal tesoro, fece uscire il suo membro completamente eretto, si sfilò la giacca ed appoggiandola sulle gambe di mia moglie, la fece alzare e sedere in braccio e tenendo ben sollevata la gonna la penetrò in un sol colpo. Entrambe cominciarono una danza estremamente erotica seguendo le oscillazioni dell’autobus e cercando di non dare troppo nell’occhio.
Sara sentiva il cazzo di Battista che riempiva la sua fica e che si ingrossava sempre più, ora era lei che conduceva le danze. Battista stava per venire a questo punto fece alzare Sara e subito risedere ma questa volta indirizzando il suo cazzo nel culo. L’azione fu talmente rapida che Sara non ebbe il tempo di opporsi, riusciì solamente a sussurrare “noooo ancora li noooo” che subito si sentì sodomizzare e riempire dallo sperma di Battista.
Stava per venire anche Sara quando comparve un amico di Battista che seguendo la scena da lontano dopo aver salutato l’amico aprì un paio di bottoni della camicia di Sara ed introducendovi la mano comincio a pizzicarle i capezzoli. Sara venne tre volte consecutive smorzando più che poteva i suoi gemiti. Passarono alcuni minuti prima che tutti si calmassero poi, pian piano si ricomposero e continuarono il viaggio fino a destinazione.
Sara prima di scendere si fece toccare ancora un paio di volte giusto quel tanto da rientrare in casa ancora eccitata. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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