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Fantasie lesbo

1) Ti immagino diciottenne, vogliosa di provocare negli uomini maturi come me la voglia di toccarti e di scoparti. Sono in un centro commerciale e ti vedo , pochi passi davanti a me, in compagnia di una signora, che dimeni il culo avvolto in un paio di pantaloni chiari. Si nota che non indossi degli slip: i pantaloni ti modellano le chiappe senza antiestetiche righe. Forse hai messo un perizoma o forse niente. Mi viene subito duro. Ti seguo cercando di non perdere lo spettacolo del tuo culo in mezzo a tutta la gente che ci è intorno. Maledico le persone che, mettendosi fra di noi, mi impediscono la visuale. Entriamo nel supermercato con i carrelli della spesa. Continuo a seguirti e ti mangio con gli occhi. Quando ti fermi, mi fermo anch’io. Se guardi verso di me faccio finta di guardare un prodotto sullo scaffale. Ti vedo sorridere e penso che ti sei accorta che ti seguo. Torni indietro nella corsia venendomi incontro. Mi sento mancare: non porti il reggiseno e attraverso la leggera camicetta, annodata sopra l’ombellico scoperto, si vedono chiaramente le tue tette, le aureole scure e i capezzoli turgidi che premono contro la sottile stoffa. Non riesco a staccare gli occhi. Quando ci incontriamo vedo con la coda degli occhi che, compiaciuta, guardi la mia erezione. Ti vedo recarti nel reparto vestiario. Prendi un capo di abbigliamento e ti rechi in un camerino per provarlo. Prendo un paio di pantaloni e ti raggiungo. Entro nel camerino di fianco a dove sei tu..

Ti immagino intenta a masturbarti. Mi sembra di sentire il tuo respiro veloce. Tiro fuori il mio cazzo, lo avvolgo nel fazzoletto ed incomincio a menarmelo. Chiudo gli occhi, mi immagino di entrare nel tuo camerino e di sostituire le tue dita con il mio cazzo e di scoparti alla pecorina. Quando mi sembra di sentire i tuoi gemiti, accelero il movimento e sborro, provando un piacere indescrivibile. Quando mi sono calmato, mi ricompongo, prendo i pantaloni, che scopro essere di quattro taglie più piccoli, e li rimetto al loro posto. Ti ritrovo. Sembra che tu mi abbia aspettato e mi sorridi senza guardarmi. Guardo l’orologio e vedo che si è fatto tardi. Mi avvio verso le casse. Individuo una cassa non affollata e mi dirigo verso di essa. Tu spunti all’improvviso da una corsia e mi precedi. Vuoi continuare a farmi deliziare della vista del tuo culo e delle tue tette. Con meraviglia sento qualcosa muoversi tra le gambe. Il mio cazzo tenta di drizzarsi ancora. Ti vedo allontanare con il tuo carrello dopo aver rivolto un altro sorriso verso di me.

2) Immagino di essere sul bus in un ora di punta, fa caldo e tu indossi una minigonna e un top molto scollato senza reggiseno. Vieni vicino a me, ti metti davanti a me e inizi a spingere il tuo bel culetto sul mio cazzo. Lo senti quanto è duro e bello grande? Senti la mia voglia così come io sento la tua. Mi fai sentire proprio un porcone affamato di figa. Prendi la mia mano e l’appoggi sulla tua coscia. Premi le tue chiappe sempre di più sul mio cazzone. Arrivo subito sotto la gonna, sei senza mutandine, e trovo la tua figa bagnatissima. Te la tocco tutta, incomincio a titillarti il clitoride, inserisco dentro un dito ed incomincio a farti un ditalino violento. Tu inizi ad ansimare dal desiderio di essere scopata da me. Io pure. Ora metto l’ altra mia mano sotto il top: trovo le tue belle tette sode con i capezzoli grandi. Ti prendo la tetta sinistra e ti strizzo il capezzolo turgido. Muovi il bacino all’unisono con me. Sento che vuoi proprio essere presa alla pecorina. Sei proprio una porcona, anche se hai solo diciotto anni. Vuoi il mio cazzo e l’avrai. Mi apro la patta dei pantaloni e tiro fuori il mio cazzone tutto duro. Tu me lo prendi in mano ed incominci a menarmelo. Chiudo gli occhi: sull’autobus ci siamo solo noi due ed immagino. Ti tiro su la minigonna, con violenza ti metto alla pecorina e te lo infilo dentro la figa calda e bagnatissima. Ti scopo come un dannato. Ansimo assieme a te. Ti dico:

“troia ti piace tutto eh? ” e tu

“si siiiii… dammelo tutto, sono la tua maialina… dai spingi di più, più forte, sbattimelo tutto dentro”. Poi stringi i denti per non urlare: sei venuta! Anch’io vengo dentro di te con fiotti incessanti di sborra. Ci ritroviamo entrambi con le mani bagnate.

3) Dopo quella volta ho ripreso ripetutamente quel autobus con la speranza di ritrovarti. Alla fine sono stato fortunato. è il pomeriggio di una bella giornata di fine estate. Fa ancora caldo ma per fortuna non c’è afa. Ho pensato di andare a far un giretto in centro per vedere un po’ di figa giovane. Sono sull’autobus con poche altre persone e, pur essendoci diversi posti a sedere, rimango in piedi davanti ad un posto vuoto con la speranza di vederti comparire. Tu arrivi in compagnia di una tua amica, mi vedi e mi sorridi maliziosamente. Indossi una minigonna ancora più corta di quella che indossavi la volta scorsa. Il top è sempre minuscolo e del reggiseno neanche l’ombra. Si vede che sei a caccia. Vieni verso di me e fai sedere la tua amica rimanendo in piedi davanti a me. Io non mi sposto restando in direzione del tuo culo. Non oso fare niente perché c’è una signora seduta a fianco che mi guarda. Ma tu ogni tanto, facendo finta di cadere per i sobbalzi dell’autobus, mi vieni contro e riesci a sentire la durezza del mio cazzo. Sento dai vostri discorsi che volete andare al cinema. Per fortuna alla fermata successiva entra una marea di gente. L’autobus si riempie all’inverosimile. La calca rischia di spostarmi, ma io rimango fermo al mio posto, reggendomi con tutte le mie forze all’apposito sostegno. Finalmente sono contro di te e spingo il mio cazzo in mezzo alle tue chiappe. Tu spingi a tua volta dimenandoti. Con la mano libera ti accarezzo sotto la gonna, ma non posso portare la mano sul davanti perché la signora impicciona la vedrebbe. Ma tu vuoi essere toccata, per cui ti giri, mi chiedi se scendo alla prima fermata ed alla mia risposta affermativa rimani così appoggiata contro di me: sento i tuoi capezzoli duri premere contro il petto. La mia mano si intrufola sotto la gonna e ti accarezza tra le gambe. Il tuo perizoma è fradicio: sei bagnata all’inverosimile. Ti scosto le mutande e trovo la tua figa bollente. Ti metto dentro due dita, una sul clitoride, l’altra scivola tra le labbra della tua figa. Tu intanto mi hai abbassato la zip dei pantaloni, hai messo dentro la mano nella patta e stai per tirarmelo fuori. Ma l’autobus arriva alla fermata. Ci ricomponiamo e scendiamo. Io scendo per primo trasportato dalla marea di gente. Facendo finta di niente aspetto che tu scenda. Quando passi vicino a me mi fai l’occhiolino e ti avvii verso un cinema. Ti seguo ed entro anch’io. Ti vedo che ti siedi all’estremità di una fila e ti giri a guardare. Mi vedi e ti rigiri verso lo schermo. Io mi siedo due file più indietro, all’estremità. Incomincia il film che io non guardo. Continuo a guardare verso di te. Dopo dieci minuti ti vedo dire qualcosa alla tua amica, ti alzi e vai verso un’uscita laterale. Ti seguo. Appena oltre la porta ci sei tu che mi prendi per mano e mi trascini nei bagni degli uomini. Entriamo in un gabinetto, chiudiamo la porta ed incominciamo a toccarci. Mi sbottono i pantaloni mentre tu ti sfili il perizoma. Mi siedo sul vaso con il cazzo duro eretto, tu mi vieni a cavalcioni e ti impali in un colpo solo e mi offri le tette da baciare. Incominciamo a scopare con foga mentre ti succhio e ti mordicchio i capezzoli.

“Dai porcone fammi sentire il tuo cazzo duro. Dai! Scopami più forte! Fammi gridare! Sono la tua cagnolina …….. Si così! Bravo. Mi stai facendo sborrare. Senti tutta la mia sborra come ti sta bagnando il cazzo. ” Tremi tutta in preda all’orgasmo. Riesco a non venire. Ti faccio alzare e ti faccio chinare verso il muro e ti prendo da dietro alla pecorina. Le tutte tette sobbalzano per ogni colpo che ti affondo. Ansimiamo che sembriamo due mantici. Io emetto solo suoni inarticolati, mentre tu gemi e gridi.

“MMMM!!!! Oh! Che bello. Sento i tuoi coglioni sbattere contro il mio culo. Sbattimi forte, rompimi la figa, fammelo sentire fino in gola. Si, si così, ancora, ancora. Mi stai facendo venire un’ altra volta. Riempimi la figa della tua sborra, voglio sentire dentro la mia figa come è bollente! ” Io non resisto più e vengo con fiotti di sperma numerosi e abbondanti. Appena ci siamo ripresi, tu ti inginocchi e prendi in bocca il mio cazzo e lo pulisci dal liquido miscuglio delle nostre sborre e leccando con la lingua le ultime gocce di sperma che fuoriescono dal mio cazzo. Esausti ma non paghi ritorniamo in sala. Sento la tua amica che ti dice:

“Cosa ti sei persa! ” FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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