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In ostello

Ero in un lurido ostello di Manchester, il posto era piuttosto brutto, il padrone era il classico taccagno inglese, ma tutto sommato era il più economico, e le persone che vi alloggiavano erano simpatiche.
Era già una settimana che ero là, un giorno, tornando in ostello dal lavoro, mi misi a chiacchierare con un aiutante del padrone, Daniele, che era italiano, quand’ecco che arriva una ragazza che sentendomi parlare in italiano si presenta e si mette a chiacchierare anche lei con me.
Si instaurò subito tra noi uno strano feeling, cenammo a panini insieme e dopo andammo in un pub a bere, raccontandoci di noi.
Verso le 23: 00 ritornammo in ostello, ma al momento della buonanotte, anziché dividerci, mi chiede di passare con lei la notte.
Nonostante avesse bevuto tre pinte di birra era lucidissima, io invece ero un po’ allegrotto, ma niente di particolare.
Mi accorsi che nella stanza da otto non c’era nessuno oltre a noi, né sarebbe dovuto arrivare.
Per comodità mettemmo un sacco a pelo come federa, e un altro sopra come coperta.
Spenta la luce lei mi abbraccia, sento le sue mani sulla schiena, e le sue braccia sui fianchi, mi mette una gamba in mezzo alle mie, e siccome è in mutande e reggiseno sento anche la pelle delle sue gambe.
Ci mettemmo a dormire, ma dopo poco la sua gamba salì al mio pube. Io avevo la ragazza, e non era mia intenzione fargli le corna, ma tuttavia un suo movimento con la gamba non poté far altro che provocarmi un’erezione e un successivo aumento di eccitazione, e non appena se ne accorse, senza proferire parole, giacché le parole possono essere fonti di malintesi, mi mise le mani nelle mutande, ed iniziò a toccarlo con dolcezza, la stessa con la quale iniziò a baciarmi.
Mi tolse le mutande e si tolse il reggiseno, essendo al buio non potevo far altro che intravedere le sue forme, che tuttavia sembravano belle, potevo solo intravedere, ma ciò esaltò il mio olfatto, che mai come ora apprezzava l’odore di lei, un odore piacevole, ma indefinibile.
Si chinò verso il mio pube con la bocca, pensavo di impazzire, dopodiché si tolse anche le mutande, e si sedette sopra di me, con le mani mi toccava dappertutto, ed io feci lo stesso con lei, capii quali erano i suoi punti deboli, e lei capì i miei, e questo gioco di scoperta ci eccitò ancora di più, esaltato dalla grande delicatezza delle membra e dei nostri gesti su di esse.
Facemmo l’amore due volte, dopodiché cademmo sotto il sonno, abbracciati, nudi e soddisfatti.
Faccio spesso questo sogno, ed ogni volta che mi sveglio mi chiedo perché in quel letto, anziché non voler far le corna alla mia ragazza e anziché mettermi a dormire con lei, non ho fatto quello che ho sognato, ed è a questo punto, che mi rendo di essere veramente un cogl… FINE

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