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La verità

Era un giorno qualunque come tanti altri, dopo essere tornato a casa da lezione all’università mi ero seduto davanti allo schermo per giocare a Aoe 2, quando mi arrivò la telefonata di un amico.
-ti va di andare in discoteca stasera? So che c’è una festa all’Ntt… –
-beh perché no, tanto non ho niente da fare e sono stufo di rimanere in casa a giocare al computer, chi siamo? –
-ci siamo tutti quelli del nostro gruppo più alcuni del bar vicino-
-ok, allora a stasera-
-sì, alle 22. 30 al bar-
Avevo voglia di uscire e devo dire che la discoteca mi è sempre piaciuta, non in quanto luogo ove un impasticcato Dj tentava di convincermi che tutto era bello e felice, ma in quanto luogo pieno di gente con tutte le sue varie sfumature.
E la gente non so perché mi piaceva….
Arrivati al luogo entrammo senza dover attendere molto e mi ritrovai a fare il classico giro perlustrativo per vedere se c’era qualcuno che conoscevo.
Vidi altri amici, ma la persona che più mi sorprese di vedere fu una ragazza amica di una mia amica piangere in un angolo.
La guardai, era sola, ma ogni tanto qualche marpione arrivava più per provarci che per sapere cosa era successo in verità, e lei lo capiva bene e li mandava tutti via urlando:
-voglio essere lasciata in pace, andate via!!!!! –
Cercai tra i miei ricordi il suo nome, ma non mi veniva nulla.
D’altra parte non volevo andare da lei solo per provarci, mi interessava quello che le era successo perché anche se non ci eravamo mai detti una parola a me sembrava quasi di conoscerla da una vita.
Cercai e cercai nella mia mente, ecco sì si doveva Alessia, sì ne ero sicuro si chiamava Alessia.
Mi avvicinai e l’abbracciai senza dirle nulla.
Lei spalancò gli occhi, ma non si mosse rimanendo in quella posizione. Dopo un po’ dissi:
-non piangere Alessia, quello che quella persona ti ha fatto è degno di un vigliacco, ti ha sfruttata, usata, gettata…
ed io sono venuto qui a raccoglierti-
Alzò gli occhi ai miei e disse:
-ti amo-
Poi ci baciammo. Un lungo caldo dolce forte abbraccio.
Io approfittando del buio mossi le mani lungo tutto il suo corpo, arrivai a prendere il suo seno e a stringere le sue dolcezze tra le mie mani. Sentivo la mia erezione premere verso di lei.
Ci accomodammo per terra, lei sopra di me. Alzai la gonna, e le infilai una mano nelle sue parti intime intanto che continuavo a baciarla e ad accarezzarla per tutti il collo e il viso.
Con una mano le toccavo i suoi capelli di quel biondo cenerino che poche ragazze hanno nel mondo.
Ero eccitatissimo.
Dopo 5 minuti mi propose di andare fuori.
Qui visto nella penombra in un bagno (la discoteca era vicina alla spiaggia) un tavolo da ping pong la presi e la trascinai sopra, iniziando ad alzare la gonna intanto che lei mi abbassava i miei pantaloni.
Tentai di infilarla, ma era ancora vergine, e sentivo male. Così rallentai.
Ero al settimo cielo, tutto era incredibile, non poteva essere vero, non poteva essere la realtà. Sentii di iniziare ad amarla anche se la conoscevo da un’ora al massimo.
Ed intanto lei si contorceva e diceva:
-sì, sì, ancora, ancora, dai, dai…. –
E come se un serpente mi avesse morso ad una gamba feci uno scatto indietro.
-… dai, dai che è tardi devi andare all’università, ma non l’hai sentita la sveglia? ? ! –
Mi girai di soprassalto.
Era mia madre ed io ero solo nel mio letto.
Proprio quel giorno incontrai Alessia in centro, e sembrò quasi che lei mi guardasse in modo diverso, quasi strano.
Ma poi abbracciò il suo ragazzo e si allontanò.
E se magari avesse fatto anche lei quello stesso sogno? ? ? ? ? ? ? ? ?
Mah… FINE

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