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Lara Lara

Non so bene come mi trovai in quella foresta, l’umidità e la luce del mattino la rendeva particolarmente misteriosa ed affascinante.

Mi incamminai per cercare di uscirne quando mi accorsi di una presenza alle mie spalle che mi seguiva e mi spaventò.

Accelerai il passo cercando di allontanarmi, ma l’ombra mi venne dietro e… BANG BANG… il suono degli spari mi immobilizzo, trascorsero alcuni attimi e l’ ombra mi fu dietro.

“chi sei? “, una voce di donna estremamente decisa mi destò, mi girai ed il mio cuore saltò qualche battuta.

“ma… ma… ma tu sei? ? ? ”
“Lara Croft piacere… ”

Mi si bloccò il fiato per qualche secondo e non riusci neanche a toglierle gli occhi di dosso, era proprio lei, le sue gambe così lunghe e scoperte, quella canottiera attillata che esaltava così egregiamente due tette enormi.

Proprio li si bloccò il mio sguardo e rimasi incredulo a pensare che potesse esistere veramente.

Lei si accorse del mio indugio e mi squadrò con sguardo malizioso.

Poi mi chiese:
“qualcosa non va? … eppure pensavo che agli uomini piacessero così grosse, cosa c’è forse non credi che delle tette così possano essere anche sode? ? ? “.

Io rimasi ammutolito e lei con aria di sfida iniziò a sfilarsi la canottiera rimanendo con un reggiseno nero eccitantissimo, si sfilò pure quell’indumento rimanendo con le tette di fuori.

Era il più bello spettacolo della mia vita erano enormi ma con due capezzoli piccoli ed eretti.

Poi mi prese la mano e se la poggiò sul petto dicendomi:
” e adesso non dirmi che non sono sode!!! “.

Io allora iniziai ad accarezzargliele e palparle eccitandomi come non mai prima, tanto che dai pantaloni si vedeva chiaramente uno spessore imbarazzante..

Lei se ne accorse immediatamente e con la mano cominciò a toccarmi la patta attraverso i pantaloni procurandomi una voglia
irrefrenabile di scoparla.

Mi sfilò così i pantaloni ed i boxer lasciandomi con il cazzo libero all’aria aperta, poi si inginocchio ed iniziò a masturbarmelo lentamente ma facendo una forte pressione con la presa, poi avvicino la bocca e con la punta della
lingua mi leccò la cappella fino a ficcarselo interamente in bocca; iniziò così a succhiarmelo avidamente aumentando sempre di più il ritmo.

In pochi attimi stavo quasi per venire quando la bloccai, lei allora si alzò e si sfilò i pantaloncini ed il cinturone rimanendo con un paio di mutandine nere che le penetravano nelle labbra della figa, si sfilò pure quelle e si sedette accanto a me sull’erba allargando le coscie e rimanendo oscenamente aperta, poi iniziò ad accarezzarsela e mi disse:
“Beh che cosa stai aspettando”.

Io mi immersi nelle sue cosce e già da lontano sentivo il suo profumo fino in gola, mi avvicinai ulteriormente e le leccai la figa prima esteriormente ed in seguito sempre più in fondo senza tralasciare il clitoride eretto al quale dedicai particolare attenzione facendola sussultare ogni volta che glie lo succhiavo.

Dopo non molto venne inondandomi letteralmente la bocca con i suoi succhi.

Con ancora il suo gusto in bocca la baciai avidamente e con passione continuando a toccarle le tettone.

Dopo non molto mi disse: “Ho bisogno di sentirti dentro, voglio il tuo cazzo nella figa! “.

Io allora la penetrai con foga e cominciai a sbatterla con sempre più impeto, lei iniziò a mugolare fino ad urlare dal piacere quando raggiunse il secondo orgasmo, anche io stavo per venire, ma non volevo che quella stupenda scopata finisse così.

Lo tolsi dalla sua passerona arrossata e glie lo misi nuovamente in bocca.

Lei che nel frattempo si era inginocchiata iniziò a pompare con voglia con quelle sue stupende labbra e leccandomi la cappella vorticosamente mi stava regalando sensazioni uniche.

Quando si accorse che stavo per venire se lo tolse dalla bocca e mi disse:
“Scommetto che mi vuoi sborrare sulle tette vero? “.

Non feci in tempo a rispondere che improvvisamente il primo schizzo partì centrandola completamente in viso, lei allora lo indirizzò verso le tette a lì scaricai un’infinita di sperma che si perse tra le sue enormi boccie.

Quando finì di venire me lo prese in bocca e me lo pulì a fondo con la lingua, poi si accorse che un enorme goccia di sperma era finita su un suo capezzolo e così se lo leccò ripulendolo a fondo.

Da adesso svegliati… cosa? Ho detto di svegliarti! … mah mah… Mirko svegliati che è ora di andare a scuola!!! … Cazzo era tutto un sogno. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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