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Milano – Roma Intercity: Che Palle!

Milano – Roma Intercity: Che Palle!

Viaggiavo sull’Intercity Milano – Roma conscia del fatto che avrei dovuto passare un sacco di ore ad annoiarmi e ad ascoltare il walk – man su quel treno. Partii da Milano alle 23. 30 perché volevo arrivare presto da Michele, un gran scopatore sulla trentina che mi aveva invitato a passare il fine settimana da lui dopo che ci eravamo “conosciuti” a Milano .
Il tempo passava molto lentamente, e così mi assopii sul comodo sedile. Indossavo una bella camicetta di raso azzurro e una gonnellina nera che ben si intonavano con la mia folta capigliatura a cui avevo dato un riflesso ramato. Sentii cigolare la porta dello scompartimento, ma ero stanca, e non me ne curai. Ad un tratto sentii una mano grossa e calda infilarsi sotto la camicetta e prendermi con dolcezza una delle mie belle tettone: spalancai gli occhi e mi trovai davanti due controllori in divisa, uno con un bel cazzo turgido fra le mani e uno sulla quarantina che mi stava pizzicando il capezzolo.
“Vuole favorire.. .. ? ” (lasciando sottintendere i loro cazzi e non il biglietto) – disse il primo di loro. Rimasi allibita ma eccitata allo stesso tempo. Mi sbottonai la camicetta e il controllore con il cazzo alla mano mi si avvicinò slacciandomi il reggiseno.. .
“Belle tette, sei una gran figa! ”
Me le prese fra le mani e iniziò a leccarmele per bene, pizzicando e succhiando ogni tanto i capezzoli durissimi. Mi fecero sdraiare: uno mi si mise a cavalcioni portandomi alla bocca il cazzo e ordinandomi:
“Succhialo bella, fammelo diventare ancora più duro! “, prese a scoparmi in bocca. L’altro mi tolse la gonna e il perizoma, mi aprì le coscie e premette i suoi baffi contro la mia figa umida, poi cominciò a leccare con furiosa voglia tutte le pareti della stessa, soffermandosi sul clitoride. Tenevo fra le mani un cazzone enorme e pulsante: gli sentivo le vene e la cappella ingrossarsi ad ogni leccata che gli davo.
“Tocca a me adesso! “, disse quello che mi stava leccando. Così me li trovai in piedi tutti e due con i cazzi che chiamavano la mia bocca e la mia lingua: spompinavo prima uno poi l’altro senza stancarmi: avevano due bei cazzoni e un bel paio di coglioni sodi, pieni di sborra che avrebbero riversato da qualche parte.
“Dai, troietta, succhia, che adesso vogliamo fotterti! ” – ordinò il baffuto. Detto, fatto. Uno di loro si sdraiò, e, allargatami un po’ la fica con due dita insalivate, mi fece scivolare sul suo cazzo eretto.
Godevo come una matta mentre mi scopava. Tutti e due mi coprivano di insulti. L’altro, da dietro, mi sputava sul buco del culo facendosi strada con un dito, poi me lo ficcò tutto dentro a tradimento:
“Aaah, senti che bel buchino stretto: avevo proprio voglia di scopare con una troietta fresca come ‘sta qua! ” – e mentre lo diceva fotteva con la furia di un cavallo e mi stringeva le tette. Poi mi passava la lingua sulle orecchie, a volte mi infilava con forza in bocca la sua. Non sapevo più cosa stava succedendo: la mia fighetta e il mio culo erano fradici di umori, i loro cazzi sempre più grossi: avevo voglia di godere ancora di più. Il controllore che mi scopava da sotto mi spinse e tolse il cazzo; permise al suo collega di continuare ad incularmi, prendere a sberloni le mie chiappe, ripetermi continuamente che ero una troia e mi offrì di nuovo il suo cazzo da leccare:
“Succhiamelo, voglio sborrarti in bocca, dai, più svelta con quella lingua, muoviti troietta! “. Ad un tratto esplosi: l’orgasmo mi venne dato da un colpo forte di inculata sostenuto dal godimento che mi provocava sgrillettandomi con la mano il controllore “di dietro”, e non riuscii a trattenermi:
“Godi, siiii, godo, aah, siii” mugolai come una cagnetta.
“Godo anch’io porca, siii, troia! ” Faticavo a sbocchinare quello che mi stava davanti dalla eccitazione: l’altro mi sborrò nel culo un’immensa quantità di sperma, poi si sedette. L’altro mi ordinò di leccargli le palle mentre gli facevo il bocchino e di palpargliele per bene. Lo sentii gonfiarsi sempre più fino ad esplodere: estrasse il cazzo e me lo puntò al viso sborrandomi addosso
“Tieni, bevitela tutta la mia sborra calda, vacca! ” Entrambi si fecero ripulire accuratamente: avevano i coglioni più belli e grossi che avessi mai visto in vita mia. Mi pulii con cura e loro se ne uscirono. Mi volsero un sorriso soddisfatto accompagnato da un :
“A presto bella troietta! “. Mi assopii con i buchetti in fiamme ma molto, molto soddisfatta. Molte ore dopo, prima di arrivare a destinazione, sentii aprire la porta dello scompartimento:
“Favorisca il biglietto, prego! ” Erano loro due.
“Ecco, le faccio un buchino ed è a posto. Arrivederci! ”
Ammiccarono entrambi. Viaggio Milano – Roma: che palle ragazzi! ” FINE

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