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Sognare la moglie del capo

Erano circa le otto e come tutte le mattine LUCA si alza per iniziare la solita mattinata di lavoro.

Dopo una buona colazione si fecce la doccia, si vestì e uscì.
Guardò l’orologio, nove in punto, in perfetto orario.
LUCA ha ventisei anni, un metro e settantacinque, fisico asciutto ed atletico, lineamenti tipicamente mediterranei.

Come ogni mattina da ormai diversi anni si dirigeva a lavoro con la sua super “station wagon” color arancio; niente meno che l’ultimo modello in fatto di mezzi pubblici di linea, dopo mezz’ora di stress in autobus, era giunto a destinazione.
Arrivato alla porta dell’agenzia si accorse subito che qualcosa non quadrava, era tutto spento, gli aprì FEDERICA la figlia del capo; più giovane di lui bella ma con un intelligenza paragonabile solo a quella di un pesce rosso.

Una volta dentro venne avvisato che l’uomo di fiducia del capo non sarebbe venuto e quindi sarebbe toccato a lui mandare avanti la baracca.
Toltosi il cappotto cominciò a lavorare.
Attivare i computer, le stampanti e tutta la solita routine…… per fortuna dopo pochi minuti si fecce avanti FEDERICA confermando il suo enorme grado di sapienza:
“mi servirebbero le stampe del giorno? ” con molto calma LUCA le fecce notare che le stampe stavano già davanti a lei, con un sorrisino malizioso annuì, le prese e tornò dietro la scrivania.

Si erano fatte le dieci presto sarebbero arrivati i clienti ma molto prima STEFANIA la sorella di FEDERICA,

neanche il tempo di pensare ed eccola alla porta.
Trentatré anni non troppo alta e nonostante avesse già un bambina aveva un corpo perfetto grazie alle quotidiana ora di palestra.

Con lei dentro FEDERICA poté tranquillamente andare a fare le sue commissioni, lasciandoci soli cosa che avveniva spesso, LUCA ai computer e lei dall’altra parte in ufficio a sbrigare la contabilità.

Nei primi cinque minuti tutto si svolse nella più completa normalità.
Fino al momento in cui gli chiese come mai il marito non ci fosse solo allora si accorse che si trovava già fuori del suo ufficio.

La vide avanzare con un aria strana non fecce in tempo a fare considerazioni che se la trovò di fronte, riuscì solo a farfugliare: dimmi?

La sua risposta fu senza dubbio molto chiara…….. sollevandosi la leggera gonnellina disse: può essere di tuo gradimento?

Si trovava ormai con la faccia a due palmi dalla sua tana, completamente depilata, che sembrava già chiedere attenzioni. LUCA non disse nulla, allungò una mano e risalendo da metà coscia si portò sulle sue labbra ormai gonfie di voglia…….. STEFANIA ormai teneva gli occhi chiusi e come lui, con le dita, cominciò a stuzzicarla, lei iniziò ad ansimare leggermente, ormai evidentemente trasportato dall’eccitazione LUCA le levò completamente la gonnellina e le disse di girarsi; ora poteva ammirare un sedere tondo e sodo, sebbene l’interesse fosse molto decise di continuare il suo lavoro ……….
E così fecce ……… le allargò una coscia portandole un piede sulla sedia, con una mano sul ventre la invitò ad inarcare la schiena, così poté senza alcuna fatica incominciare ad assaporare quel frutto ormai madido d’umori.

La leccò per diversi minuti dal taglio delle natiche fin dentro alla sua passera, STEFANIA continuava a gemere anche se in maniera più rumorosa e quando LUCA accompagnò la sua leccata con un deciso su e giù del dito medio nel suo ano roseo, emise un gridolino di piacere e lo supplicò di prenderla …….

LUCA si alzò e tirò fuori il suo pitone, dolorante per l’attesa subita, glielo poggiò in tutta la sua lunghezza nel taglio del suo culetto; STEFANIA non stava più nella pelle, lo provocava contraendo energicamente le natiche….. ma solo quando lui ebbe finito di liberarle i piccoli seni dalla camicetta, decise di cedere alle provocazioni……..

Le rimise giù la gamba, afferrò un seno spostò il suo strumento di piacere e posizionò la punta sulle sue labbra, STEFANIA ormai lo implorava di prenderla, lo fecce entrare dolcemente ma solo la punta lei si portò una mano dietro tentando di spingerlo a se quasi volesse sollecitarlo ad affondare, LUCA diede un colpo secco e cominciò a spingere voluttuosamente STEFANIA cominciò ad ansimare in modo profondo e rumoroso, messa in quella posizione aveva le natiche leggermente aperte, sicuramente un piatto invitante, LUCA non poté resistere a quel richiamo.

Così le infilo un dito nella bocca per farselo inumidire bene. Col dito umido si mise a lubrificare il suo buco, con stupore notò che la cosa non trovava piena approvazione in lei, la cosa lo eccitò in maniera bestiale.

Smise di dedicare le sue attenzioni alla sua passera, ormai fradicia d’umori, e si preparò ad entrarle nelle viscere ma non appena iniziò a premere STEFANIA gli disse di non farlo sostenendo che fosse una cosa che non gradiva, lui le rispose di rilassarsi che non se ne sarebbe pentita.
Iniziò una penetrazione lenta e piano piano, accompagnato dai suoi lamenti, fu dentro.
La afferrò per i fianchi e si fermo per qualche secondo non appena lei fu rilassata iniziò a muoversi sempre più velocemente lei orami trasportata dall’imminente orgasmo assecondava i suoi movimenti. non ci volle molto e quasi all’unisono con un grido un po’ soffocato vennero.

LUCA si lasciò andare sopra di lei e si lasciarono andare per qualche secondo, e solo quando sentì il suono di un bip si rese conto…………………… si rese conto che quello era il bip della sua sveglia e di quell’avventura rimaneva solo il ricordo, ricordo di un bellissimo sogno. FINE

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I racconti erotici sono la mia passione. A volte, di sera, quando fuoi non sento rumori provenire dalla strada, guardo qualche persona passare e immagino la loro storia. La possibile situazione erotica che potranno vivere...

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