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Sogno avverato

Io e mio cugino Carlo siamo praticamente cresciuti insiemi e ci consideriamo due fratelli più che due cugini. Figli di due sorelle che abitano vicino e avendo pochi mesi di differenza di età siamo venuti su assieme e ci siamo sempre divisi tutto, sogni, speranza, amicizie, donne.
Come due buoni fratelli ci siamo sempre detti tutto e come tutti gli adolescenti siamo sempre stati attirati dalle fattezze femminili delle rispettive zie, anche se ogni zia era la madre dell’altro.
I nostri sogni erotici ci spingevano, con gli anni, sempre più in avanti, così quando restavamo da soli in casa non esitavamo a frugare nella biancheria intima delle rispettive madri e masturbarci immaginando di possederle magari assieme.
Ora sembra giusto descrivervi le donne in questione:
Emma, la mamma di Carlo, 47 anni alta 1, 70 cm. mora con folti capelli neri lungi robusta, sarà stata una 50 come taglia, con due seni da quinta misura che almeno all’apparenza sembravano che stessero su da soli o almeno lottavano bene, un culo da favola tondo e prosperoso che spesso veniva messo in risalto da gonne attillate, gambe sode e desiderabili condite da un viso da maiala.
Gianna, mia madre, 49 anni alta 1, 70- 1, 72, anch’essa mora ma con capelli mossi quasi ricci, un po’ più robusta , una buona 52 di taglia, con seni esagerati che data la mole non potevano essere liberi da impalcature, con forme tonde di una bella 50-enne (dava l’impressione della Sandrelli) con un volto anch’essa come la sorella (è brutto dirlo per la propria madre ma è così) da maiala.
Io (Gigi è il mio nome) e mio cugino Carlo invece siamo due 18-enni alti sul metro e ottanta magri e con una caratteristica che ci accomuna, perennemente arrapati (forse è l’età).
I nostri sogni si limitavano a lunghe seghe e a discorsi di come potevamo realizzare il nostro sogno segreto, scoparci le rispettive zie. Per aiutarci ci raccontavamo dei punti deboli e i discorsi che sentivamo quando erano insieme, dai quali capivamo che non erano molto soddisfatte della loro vita sessuale.
Con l’arrivo della estate si presentò la nostra grande occasione, avremmo passato un paio di settimane in una località balneare dividendo lo stesso appartamento e senza gli zii- papa in quanto per esigenze di lavoro ci avrebbero raggiunto solo nella terza ed ultima settimana di vacanze.
“Carlo, ora abbiamo la nostra grande occasione forse riusciremo a realizzare il nostro grande sogno erotico. ”
“Si, Gigi… ma come potremo osare e se poi ci scappa una figuraccia i nostri padri ci ammazzerebbero di botte… come facciamo? ”
“Non lo so ma qualcosa ci inventeremo, vedrai. ”
questi erano i nostri discorsi e il nostro pensiero fisso.
Finalmente arrivammo nell’appartamento preso per le sospirate ferie, e dopo aver disfatto le valigie iniziammo a concentrarci su come attuare il nostro piano.
L’appartamento era composta da tre camere, una per noi ragazzi, una per i miei e una per mia zia Emma e suo marito.
Dato che i nostri padri ci avrebbero raggiunto solo successivamente le nostre madri preferirono occupare solo una stanza in modo da non dover rassettare anche l’altra ed avere più tempo per il mare.
I primi due giorni passarono senza che nulla potesse succedere, e noi ragazzi ci riempimmo solo gli occhi con spiate in spiaggia o a casa durante le pennichelle pomeridiane o di notte.
Era sempre la stessa musica, prima facevamo fare la doccia a loro donne e poi correvamo in bagno ad annusare i costumi appena tolti e finendo sempre con la classica sega sotto la doccia.
Il terzo giorno decidemmo di agire, inventammo una fantomatica vincita al lotto e organizzammo una cena festa per brindare la piccola vincita. Sapevamo venissimo che le nostre madri non reggevano il vino o la birra così pensammo che forse se euforiche ci avrebbero concesso magari una palpeggiata e altro.
Per tutto il giorno cerammo di rendere il clima euforico e riempivamo le nostre donne e con ammiccamenti e complimenti con doppi sensi velati.
All’ora di cena ci sedemmo a tavola, e dato che la nostra finta vincita non era milionaria decidemmo di vestirci comodi e non eleganti. Io indossavo un paio di pantaloncini con una maglietta a girocollo Carlo aveva lo stesso mia abbigliamento mentre Emma indossava una gonna fino al ginocchio con una camicia bianca un po’ sbottonata che lasciava intravedere il solco dei seni sostenuti da un reggiseno in pizzo bianco e Gianna aveva un camicione lungo fino al ginocchio con bottoni sul davanti che all’altezza del seno, data la mole lasciavano intravedere un classico reggiseno da donna matura anch’esso in pizzo bianco.
La cena andò avanti con battute e scherzi con noi ragazzi che facevamo bere le nostre donne cercando di rimanere lucidi il più possibile.
Verso le 10: 00 di sera Emma e Gianna erano brille ed euforiche come noi speravamo, così io e Carlo iniziammo a pressarle e ad ogni battuta non perdevamo occasione per abbracciarle e palparle.
Ci sedemmo sul piccolo divano salotto e continuavamo ad abbracciarle e tastarle ora i seni ora il culo da sopra la gonna.
Così Emma esordì: “Gianna non hai l’impressione che questi due birbanti ne stiano approfittando un po’ del fatto che abbiamo bevuto? ”
“In che senso Emma …”
“Beh , a me sembra che facciano un po’ i polipetti e approfittano per tastarci o per sbirciare le nostre parti intime! ”
io sentendomi scoperto cercai di minimizzare
“Ma dai Zia, cosa pensi … ti sembra possibile che due ragazzi aitanti come noi, approfittino di due tardone come voi e per giunta Zia e Madre. ” e scoppiai in una fragorosa risata.
Con mio grande stupore vidi che mia madre, forse un po’ più brilla rispose a tono e ridendo disse:
“E già, noi saremmo delle tardone ma se voi siete dei ragazzini di latte cosa volete approfittare… e poi cosa sareste in grado di fare? ”
Mio cugino allora iniziò a sbottonarle dei bottoni e apostrofò
“Vediamo le tardone cosa possono offrirci? ”
A d’un tratto mi sentii imbarazzato nel vedere che mia madre era in balia di mio cugino che la stava spogliando e lei presa dall’euforia lo lasciava fare.
Ma preso da un impeto di orgoglio ed eccitazione iniziai anch’io ad allentare qualche bottone ad Emma che però essendo più lucida mostrava delle resistenze.
Vedevo mio cugino palpeggiare il seno di mia madre che da sotto il reggiseno dava chiari segni di eccitazione, infatti i suoi capezzoli erano diventati turgidi come due chiodi; mentre io stavo lottando con Emma che continuava ad allontanare le mie mani ed ero solo riuscito a allentare due bottoni della camicetta.
Carlo ad un certo punto riuscì a slacciare completamente il camice a Gianna e iniziò ad avventarsi sulle sue intimità, vidi chiaramente che Gianna indossava un paio di slippini velati bianchi che andavano in contrasto con la sua folta peluria nera.
La cosa mi eccitò enormemente e con forza sollevai la gonna ad Emma e notai che anch’essa aveva un paio di slip bianchi in contrasto con il pelo nero.
Intanto Gianna eccitatasi come non mai diceva:
“Ma guarda questi due birichini vogliono fare i porcelloni con le zie… ma non dicevate che eravamo due tardone? Che ne dite… vi piacciono le tardone? Vero? ”
Emma invece diceva
“Dai smettiamola sembra che il gioco si sia fatto un po’ troppo pesante…”
Gianna ormai in preda al desiderio rispose
“Dai Emma vediamo cosa sono in grado di fare questi due pivellini? ”
Ci guardammo negli occhi io e Carlo e consapevoli di aver raggiunto il nostro scopo tirammo fuori i nostri piselli che ormai non aspettavano altro e li posizionammo davanti ai volti meravigliati delle due donne.
Seguirono una decina di interminabili secondi di assoluto silenzio dove la meraviglia era generale, eravamo lì io Carlo con le nostre rispettive madri mezze spogliate ed eravamo ad un passo da scoparcele.
Carlo, che all’inizio era il più titubante avvicinò il suo pene alla bocca di Gianna e lo fece scivolare dentro, lei approvando iniziò un pompino che solo a guardarlo dava un eccitazione immensa, Emma quasi a volersi vendicare di Gianna che stava spompinando il Figlio, afferrò la mia asta con vigore ed imitò la sorella.
Era una sensazione indescrivibile eravamo lì a farci fare un pompino dalle nostre zie le quali si dimostravano espertissime.
Carlo tolse il pisello dalla bocca a Gianna ed iniziò a denudarla, gli tolse il camicione, oramai completamente sbottonato e slaccio l’enorme reggiseno, balzarono fuori due enormi tette la mia asta e quella di Carlo ebbero un sussulto, Carlo si riversò sopra e iniziò a palpeggiarle e a giocarci.
Feci la stessa cosa con Emma e mi avventai prima sulle tette e poi tra le gambe in cerca di quella caverna di piacere che era la sua fica oramai gocciolante di umori.
In preda all’eccitazione più completa dissi “Che ne dite di questi due pivellini? ”
Gianna: “Beh… come inizio non c’è male, ma spero resistiate! ”
Mentre Emma: “Sembra che ci desideravate da tanto, chissà quante seghe vi siete fatti pensando a noi. ”
Carlo: “Ad essere sinceri fino a stamattina. Ma ora la pagherete cara. ”
Intanto iniziammo quasi contemporaneamente a penetrarle, era stupendo vedere i nostri cazzi profanare quelle caverne oleose e vogliose, abbracciare le donne che sempre avevamo desiderato.
Ad ogni colpo loro ansimavano e mugugnavano, erano calde e bagnate , sentivo il cazzo affondare in una spugna di carne infuocata il mio sguardo, però spesso si posava su Gianna e sulle sue enormi zinne che sobbalzavano sotto i colpi di Carlo e il suo sguardo spesso incrociava il mio in un misto di desiderio, perversione e vergogna.
Dopo un bel po’ che pompavamo il primo a sborrare fu Carlo che tirato fuori il pisello lo poggiò sulle tette di Gianna e la schizzò quasi in volto, lei per ricambiare si abbassò e lo ripulì per benino. Anch’io vedendo la scena lo tirai fuori e lo avvicinai alle labbra di Emma che appena lo vide sborrare aprì la bocca e bevve tutto ripulendolo alla grande.
Ci sdraiammo esausti per terra e rimanemmo in silenzio per un bel po’.
Era quasi mezzanotte ed andammo a letto sfiniti sperando che la cosa non finisse lì.
Erano le 8: 30 del mattino quando ci svegliammo e io e Carlo, la prima cosa che ci chiedemmo, era se quella fantastica scopata fatta la sera prima era stata un sogno o era accaduto realmente.
“Gigi! ” esordì Carlo con aria preoccupata e pensierosa ” Abbiamo realizzato il nostro sogno erotico ma ora come dobbiamo comportarci, cosa diranno le nostre madri? ”
“Carlo non so cosa risponderti sono anch’io preoccupato. Certo è stato stupendo e devo confessarti che non provavo nessuna gelosia mentre ti facevi mia madre ansi la cosa mi eccitava tantissimo. ”
“Anch’io ho provato una strana sensazione, Carlo, quando ho visto Emma, mia madre, nuda che ti succhiava il pisello, una via di mezzo tra eccitazione e perversione e non ti nascondo che avrei voluto che al posto del tuo cazzo ci fosse il mio. ”
“Ma che maialoni che siamo… Carlo, ora la perversione sta prendendo il sopravvento stiamo parlando delle nostre madri e vogliamo scoparcele? Forse stiamo impazzendo. ”
” Gigi, ora viene il bello… dobbiamo affrontarle. ”
le nostre menti erano confuse, non sapevamo come comportarci e forse un po’ ci pentivamo di quello che avevamo commesso.
Ma la realtà ci richiamava al vivere e così una volta rivestiti, ci recammo in cucina per affrontare il giudizio universale .
Arrivati in cucina trovammo Gianna ed Emma che seduto al tavolo consumavano la loro colazione con i volti sconvolti. Salutammo con un classico “Buon Giorno” e loro risposero senza guardarci in un clima surreale.
Eravamo lì in silenzio seduti tutti e quattro attorno ad un tavolino senza che nessuno avesse il coraggio di parlare e la tensione che c’era nell’aria era palpabile come una roccia.
Io cercando di rompere il giaccio e facendo finta che nulla fosse accaduto la sera prima dissi “Oggi non si va in spiaggia? ”
Emma rispose con una voce quasi roca e con la testa appoggiata sulla mano “Io non n’è ho voglia! ”
Gianna rimase in silenzio, ed io e Carlo ci guardammo negli occhi con l’espressione di chi l’aveva combinata grossa. Il silenzi durò per altri cinque interminabili minuti fina a che mia madre con una voce rotta dall’emozione iniziò:
“Ragazzi… quello che è successo ieri sera è stata una cosa che non sarebbe mai dovuta succedere, eravamo tutti un po’ brilli e ci siamo fatti prendere la mano. è incredibile quello che abbiamo fatto… Insomma io e Zia Emma ci siamo fatte… insomma, abbiamo scopato i nostri nipoti ma la cosa più grave e che l’abbiamo fatto davanti ai nostri figli…non dovete considerarci delle… come dire… put… insomma delle puttane! ”
“Ma no mamma e che…”
“Gigi lasciami finire. Io e zia Emma abbiamo parlato e la cosa deve rimanere qui dobbiamo dimenticare anche se sarà difficile. ”
Zia Emma non parlava e continuava a tenere lo sguardo basso. Io per difendermi dissi:
“Ma no mamma non potremmo mai considerarvi delle Put… come dici tu, e che vi abbiamo sempre visto come due donne stupende, trascurate dai loro mariti, e non volevamo che finisse tra le braccia di qualche estraneo così pensavamo di essere utili… ok sto scherzando volevo solo farvi sorridere e poi potremmo sempre dire di aver fatto un sogno erotico, non si può? ”
Mia madre sorrise e anche zia Emma, il clima si andava rasserenando.
“Certo Gigi, un sogno. ” disse mia madre “Un sogno… e a dire la verità è stato anche un bel sogno! ”
Notavo nello sguardo di mia madre qualcosa di strano come se l’arrabbiatura si stesse trasformando in complicità così ne approfittai subito.
“Anche per noi è stato un SOGNO stupendo e voi non ci avete per nulla deluso. ”
“A dire il vero anche voi vi siete comportati bene… parlo di Carlo per Gigi dovrebbe esprimersi Zia Emma! ” e lo sguardo di mia madre cerco quello di Emma la quale annui con la testa.
Io mi alzai ed abbraccia mia madre sedendomi sulle sue ginocchia, Carlo mi segui e fece lo stesso con sua madre.
“Ci perdonate? ”
“Ok, vi perdoniamo ma dovrete tenere la bocca chiusa con tutti! ”
Io tirando fuori una faccia tosta che meravigliò anche me stesso dissi guardando mia madre e mia Zia
” Visto che abbiamo fatto pace perché con festeggiamo l’evento… Magari… ”
Mia madre mia zia mi guardarono con aria meravigliata e con grande stupore mia madre disse:
“Ma guarda che faccia tosta……. Ma.. non stai mica provandoci di nuovo ……… ma siete due maialini………. Magari vi piacerebbe sostituire i papa e scoparvi le mamme? ” io notando una certa complicità dissi
“Beh, cosa ci sarebbe di male a RISOGNARE…………… IN FIN DEI CONTI è PIACIUTO A NOI MA SOPRATTUTTO ANCHE A VOI”
Mia madre e zia Emma si guardarono negli occhi e annuirono con la testa io infilai una mano nel pigiama di mia madre a le toccai un seno lei mi guadò e con aria libidinosa mi chiese “Non vorrai mica scopare la mamma? ? ? dai Gigi se si RISOGNA si Risogna come ieri sera ognuna col proprio nipote col figlio non possiamo”
Carlo intanto anche lui toccava il Seno di sua madre, disse “Dai Zia Gianna sarà un nostro segreto”
Loro accettarono ci alzammo e ci recammo verso la camera la letto ognuno palpando il culo della propria donna.
Il camera da letto si spogliarono e si stesero sul letto mamma e Zia una vicina a l’altra noi le guardammo con i nostri cazzi che ormai non stavano più nella pelle e ci posizionammo tra le loro gambe iniziando a leccare le due fiche nere stupende loro mugugnavano e ci toccavano i capelli, dopo un po’ ci mettemmo nel classico 69, e provai una sensazione indescrivibile nel vedere mia madre che mi succhiava il cazzo mentre io le lappavo la fica che ormai era un lago.
Zia Emma nel frattempo si dava da fare con Carlo e sembrava che volesse ingoiargli il pene per come lo succhiava e lui che continuamente molinava la sua figa in espressioni di goduria immensa.
Mi staccai dalla presa e guardando mia madre con aria da vero maiale le dissi che era arrivato il momento di chiavare e scopare la sua figona, la feci mettere a pecorina e dopo averla toccata il culo la penetrai con tutta la mia forza. Carlo che mi imitava in tutto fece la stessa cosa con sua madre e ci ritrovammo fianco a fianco a pompare le nostre madri alla pecorina che con aria sconvolta dal piacere, si guardavano e si complimentavano per la nostra bravura.
Io in preda all’eccitazione più travolgente dissi che volevo il culone di mia madre e lei
“No Gigi sono vergine non l’ho mai fatto ti prego continua nella figa! ” Zia Emma da canto suo disse:
“Dai Gianna, una volta passato il dolore iniziale è bello”
Carlo meravigliato
“Come mamma hai il culo rotto? ? è stato papà? ? ” e lei “Si, tuo padre… appena sposati. ”
“lo voglio anch’io. ” così Carlo sfilò il cazzo dalla fica di sua madre e con un colpo preciso e secco inculò Emma che dopo un piccolo urlo di dolore lo incitò
“Che bello, dai Carlo… inculami a dovere, fammi godere… hai un cazzo stupendo. ” a queste parole Gianna si convinse
“Dai Gigi proviamoci… ma fallo piano, inculami; voglio provare qualcosa di nuovo chiava il culo a tua madre. ”
Tirai fuori il mio cazzo e l’appoggiai vicino al foro anale, iniziai a spingere e dopo un paio di tentativi feci scivolare la cappella del mio glande nelle viscere di Gianna , mi fermai per assestare l’asta nel culo e per prendere fiato mentre Gianna intanto dopo un respiro liberatorio disse: “Dai piccolo… sei dentro, ora inizia a muoverti lentamente… fai godere la mammina. ”
iniziai a muovermi con ritmo blando aumentando un po’ alla volta i colpi che via via si facevano sempre più violenti e ad ogni colpo Gianna ansimava e si dimenava dando pieno sfogo al suo piacere “Uuuummmmm è stupendo…….. cosa mi sono persa…….. ho il culo in fiamme ma non smettere inondami……….. dai Gigi sto godendoooooooooo. ” sborrai che sembravo un fiume in piena e carlo mi segui a ruota.
Andammo avanti per tutto il resto della vacanza comportandoci in spiaggia come una classica famigliola in vacanza e a casa facendo le porcate come mai avremmo immaginato con chiavate di gruppo e nelle posizioni più strane.
Come tutti i sogni che muoiono all’alba arrivò il giorno prima del rientro dei nostri padri e poi la fine delle vacanze.
Oggi comunque capita che di tanto in tanto vado a trovare Zia Emma ma spesso resto a casa con Mamma Gianna. FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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