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Donna in biancheria intima bianca e camicia nera su un divano bianco

Sono le 18:00

Sono le 18. 00 e sono appena uscito dal mio ufficio. Fuori è freddo, le mie mani si congelano subito, seguite a breve da tutto il resto del corpo. Non vedo l’ora di andare a casa, ho bisogno di rilassarmi dopo una giornata passata a risolvere problemi all’azienda per cui lavoro.
Sono ancora per strada, mi rendo conto che il mio umore non è dei migliori questa sera, per cui decido che non appena possibile mi farò una doccia, metterò qualcosa sotto i denti e poi di corsa a nanna. Sto per arrivare a destinazione, maledico il freddo che mi è entrato nelle ossa e che mi fa battere i denti.
Entro finalmente in casa, il dolce tepore del mio nido mi avvolge. Comincio a sentirmi meglio. Non attendo neanche un attimo in più, mi dirigo diretto verso il bagno, apro il rubinetto della vasca e miscelo l’acqua alla temperatura che mi è più congeniale. Mi spoglio velocemente, un grosso brivido mi percorre tutta la schiena, mi avvicino alla vasca, metto dentro un piede, che subito ritolgo perché l’acqua scotta….. a è solo un sensazione dovuto a freddo pungente che mi è penetrato dentro… ci riprovo… metto un piede, poi l’altro….. piano piano incomincio ad immergermi nella vasca, sento l’acqua che mi accarezza i polpacci, le cosce, le natiche, l’addome scolpito e poi tutto d’un colpo dentro fino al collo. è stupendo, sento l’acqua che mi riscalda fin dentro nel profondo. Chiudo gli occhi e mi lascio avvolgere dal silenzio, dalla calma, dalla tranquillità. Mi abbandono completamente e sento che lentamente la stanchezza sta scivolando via.
Incomincio a insaponarmi tutto il corpo, il profumo del bagnoschiuma mi penetra le narici… mi piace… terminata l’operazione mi risciacquo ed esco dalla vasca, mi avvolgo con un accappatoio ed incomincio ad asciugarmi. Esco dal bagno e vado in cucina prendo qualcosa da bere e mi siedo sul divano a fare un po’ di zapping.
Sento la pancia che brontola, alzo gli occhi verso l’orologio a muro e vedo che sono appena la 20. 00, mi sento rinato, mi è tornata l’allegria, decido di vestirmi e andare a cena in un locale proprio sotto casa mia, gestito da due miei cari amici.
Entro nel pub e vedo poche persone sparse qua e la, in fondo è solo mercoledì, mi avvicino al bancone e trovo Andrea indaffarato a riempire dei boccali di birra. Lo saluto calorosamente e incominciamo a chiacchierare del più e del meno. Dopo qualche minuto mi rendo conto della mancanza dell’altro gestore/amico Roberto. Chiedo lumi ad Andrea il quale risponde che purtroppo era rimasto a casa febbricitante e ne avrebbe avuto per un paio di giorni. A quel punto immagino che Andrea non sarebbe stato in grado di gestire il locale da solo, in special modo il fine settimana, per cui gli offro volentieri il mio aiuto. Andrea mi ringrazia ma mi dice che da li a breve sarebbe arrivata Alessia, la sorella minore di Roberto appena ritornata da un master in Inghilterra.
A quelle parole un grosso sorriso mi si apre sul viso, erano quasi un paio d’anni che non la rivedevo e non vedevo l’ora di riabbracciarla.
Da adolescenti ne avevamo combinate di tutti i colori noi quattro insieme e ci volevamo un bene dell’anima. Decido quindi di mangiare qualcosa e aspettare l’arrivo di Alessia.
Ero sinceramente un po’ preoccupato per Roberto, per cui col cellulare lo chiamo per sentire come sta. Una voce roca mi risponde al telefono, mi rendo conto che s’è preso proprio una bella scoppola d’influenza. Parliamo per qualche minuto e mi informa anche lui dell’arrivo di sua sorella.
Ci salutiamo con la promessa che sarei andato a trovarlo il giorno seguente.
Finisco di mangiare e mi accorgo che il locale era praticamente vuoto, Andrea si avvicina e cominciamo una piacevole chiacchierata e come al solito incominciamo a farci dei piccoli dispetti ridendo come bambini.
All’improvviso sentiamo una voce:
“Ragazzi stiamo alzando un po’ troppa polvere”.
Erano le stesse parole e lo stesso modo di dirle con cui mia madre ci pregava di smettere di fare casino qualche anno prima. Mi giro e vedo Alessia sulla porta che sorrideva affettuosamente con le mani sui fianchi. Corriamo verso di lei che ci viene incontro a braccia aperte.
Ci abbracciamo tutti e tre insieme e rimaniamo così per qualche minuto senza dire nulla.
Solo un grande e forte abbraccio tra tre amici. Ci stacchiamo e vedo le sue guance rigate dalle lacrime e con un filo di voce ci dice:
“Mi siete mancati da morire, ma finalmente siamo di nuovo tutti insieme. Quando vi ho visti li a scherzare vi rivedevo bambini….. sentivo il cuore che mi scoppiava dalla felicità. “.
La riabbracciamo e a quel punto anch’io mi commuovo e una piccola lacrima mi scende lungo la guancia.
Ci mettiamo a sedere e cominciamo a parlare di tutto, ci sentivamo spesso al telefono con Alessia, ma averla lì era come un sogno.
Il tempo è tiranno e ci rendiamo conto che si è fatto veramente tardi. Usciamo e Andrea chiude il locale, ci saluta sale in macchina e si avvia verso casa. Io accompagno Alessia che abita lì vicino insieme a Roberto. Arrivati sotto il portone di casa ci guardiamo negli occhi intensamente e ci riabbracciamo e le sussurro nell’orecchio:
“Giurami che non vai più via! “, e lei:
“Non ti preoccupare sono tornata per restare… con te… con loro… te lo giuro”. Le do la buona notte e un bacio sulla guancia. Rientra e resto a guardarla attraverso il portone a vetri del palazzo mentre comincia a fare le scale. Ad un certo punto si ferma, si gira, mi guarda e mi manda un bacio, faccio finta d’acchiapparlo e di appoggiarlo sulla guancia. Lei mi sorride e salutandomi corre via sulle scale.
Ora sto proprio bene, non faccio più neanche tanto caso al freddo, e mi avvio verso casa.
Il giorno seguente mi prendo mezza giornata di permesso e vado a trovare Roberto.
Suono il pulsante del citofono, mi risponde Giuliana la madre di Roberto che è venuta ad accudirlo, mi annuncio e mi apre il portone. Arrivato davanti la porta di casa vedo che è socchiusa ed entro.
Giuliana mi viene incontro e con un sorriso mi dice:
“Ciao Marco… come va”. Io le stampo un bacio sulla guancia e le dico:
“Molto bene mamma e tu? “,
“Benino, ma che vuoi…. i primi acciacchi si cominciano a far sentire. Roberto è di la in camera sua. ”
Entro in camera e vedo Roberto sul letto intento a guardare la televisione, mi vede e mi saluta.
Mi siedo vicino a lui e cominciamo a parlare. Fa un po’ di fatica a farlo a causa del raffreddore e del mal di gola, ma tutto sommato le sue condizioni sono piuttosto buone, tanto che cominciamo a scherzare e a ridere di gusto. è passata quasi un ora ed ecco che in camera entra Alessia, appena rientrata da alcune commissioni. Lei è li sulla porta, semplice e bella come solo lei sa esserlo, truccata leggermente, i lunghi capelli castani raccolti in una coda, una maglietta bianca, aderente alle sue curve dolci, al suo bel seno grande e sodo, oltre che alla vita e all’addome perfettamente modellati, e le lunghe gambe affusolate coperte da un paio di pantaloni aderenti di una tuta lucida.
Si avvicina prima a Roberto e gli dà un bacio sulla fronte e a me sulla guancia, poi si siede sulle mie gambe passandomi il braccio attorno al collo.
Parliamo, ma io sono totalmente assorto nel sentire le emozioni che mi stava dando il contatto con Alessia che non capisco una sola parola di ciò che dicono.
Sentirla sopra di me con quel suo corpo morbido e caldo mi fa battere il cuore all’impazzata, ho voglia di stringerla di sentirla ancora più contro di me. Lo faccio e lei si gira mi guarda e mi fa un tenero sorriso.
“Vabbè ragazzi io vado ad aiutare la mamma a preparare la cena. Marco ti fermi con noi? ” dice lei.
“Ma no Alessia dai non voglio darvi troppo disturbo, magari un’altra volta. ”
A questo punto interviene Roberto:
“Alessia prepara pure per quattro, Marco sarà molto felice di unirsi a noi! ” e poi prendendomi un dito e torcendomelo mi chiede:
“Vero Marco? ”
“Beh… Come rifiutare così gentile invito” e scoppiamo tutti e tre a ridere. Così Alessia si gira e si avvia verso la cucina, non le stacco gli occhi di dosso un attimo, sono ipnotizzato.
Roberto mi risveglia:
“Sei ancora innamorato di lei vero? ”
“Da morire Roberto, ieri sera ci è mancato un pelo che mi scoppiasse il cuore al solo rivederla. è la donna più bella e dolce del mondo. ”
“Senti…. io non ti capisco…sei cotto di lei, non vedi che lei, stai con le altre e pensi ad Alessia….. Ma mi dici allora perché non le hai mai detto niente? ”
“Lo sai… ho troppa paura di perdere la sua e la tua amicizia, ne morirei, preferisco averla come amica che non avervi per niente!!! ”
“Ma tu senti le cazzate che escono da quella fogna. Per quanto mi riguarda sai benissimo che sarei felicissimo di vedervi insieme, perché so che non le faresti mai del male, è vero, un amore può finire, ma non credo che insieme ad esso finisca anche una vera amicizia come la nostra…. e questo lo sai bene. ”
“Si ma… anche se ti volessi credere… io vado da lei e le dico ciò che provo… e se poi tutto cambia, se non si comportasse più allo stesso modo con me? ”
“La credi veramente così stupida? ”
“No…. forse hai ragione… ma per ora preferisco rimanere così”
“Vabbè sempre il solito zuccone…. cambiamo discorso và! …. senti ‘mpò ma poi Andrea con “quella” c’ha scagliato qualcosa? ”
“Che ti dico… può essere, stanno sempre appiccicati… solo a vederli ti prende il diabete”
“Speriamo che questa sia quella giusta… non ne posso più di sentirlo frignare che non trova la donna della sua vita…. ”
“Non la trova no…. con ogni ragazza con cui sta, se per caso non si vedono per un paio di giorni lui se ne va in giro con un’altra… e poi si lamenta che lo mollano”
“Il solito vecchio Andrea… se non ci fosse bisognerebbe inventarlo. ”
Una voce da dietro la porta arriva all’improvviso:
“Ehi voi due… quando avete finito di spettegolare potete anche venire a cena… è quasi tutto pronto”.
Roberto si alza dal letto e lo accompagno in cucina e ci mettiamo tutti e quattro a mangiare e a chiacchierare. Giuliana è davvero una cuoca fenomenale e mangio veramente di gusto.
Finita la cena Alessia si alza da tavola e ci rammenta che deve andare al locale ad aiutare Andrea.
Colgo quindi l’occasione per farmi due passi da solo insieme a lei.
Chiacchieriamo un pochino e arrivati davanti alla porta del locale la saluto, mi avvicino e le do un bacio sulla guancia… lentamente… e poi un altro avvicinandomi alla bocca… ci guardiamo negli occhi… e gli do un terzo bacio, questa volta sulle labbra, leggero, quasi una carezza. Un brivido mi percorre tutto il corpo, la testa mi gira leggermente, la guardo, mi guarda, vedo il suo rossore sulle gote, mi saluta a bassa voce ed entra nel locale. Non so cosa pensare, forse ho veramente rovinato tutto, mi sento un po’ giù, forse dovrei entrare, forse no….
Decido che è meglio tornarmene a casa e aspettare l’evolversi della cosa.
Salgo e mi metto a vedere la televisione, mi appisolo sul divano. Sogno. Un incubo. Mi sveglio di soprassalto e sento il campanello che suona. Guardo l’orologio: è mezzanotte… Rispondo al citofono… è Alessia che mi dice che ha bisogno di parlare.
La faccio salire… è piuttosto seria.
“Perché lo hai fatto? ”
“Fatto cosa? (come se non lo sapessi)”
“Perché mi hai baciata sulle labbra? ”
“Ti ho baciata perché… perché…” le parole non mi escono, mi guarda con aria interrogativa, prendo il coraggio a due mani e tutto d’un fiato le dico:
“Ti ho baciata perché ti amo… ti amo alla follia… più di ogni altra cosa… più della mia vita, quando sei partita mi hai spaccato il cuore e ora che sei tornata, ho voluto farti capire tutto prima che mi risfuggissi ancora!!! ”
è rimasta a bocca aperta non mi parla, è solo arrossita vistosamente, poi con un filo di voce:
“Io… io …io pensavo di non piacerti… mi trattavi solo come un’amica… e io che sbavavo dietro di te e mi rodevo quando ti vedevo con un’altra! … Cavoli…. anch’io ti amo… non ho mai capito niente… sei un bastardo…. un bastardo”.
Comincia a piangere e a colpirmi con dei discreti pugni al torace.
Rimango di sasso non riesco a reagire…per me è una doccia gelata…avevo buttato via un sacco di tempo per la mia paura.
Mi scuoto, le blocco le mani e le porto dietro al mio collo. Appoggio la mia fronte alla sua e ci guardiamo negli occhi.
Mi prende la testa fra le mani e comincia a baciarmi quasi rabbiosamente. Rispondo al suo bacio, le nostre lingue si incontrano e questa volta i miei sensi esplodono veramente. La stacco da me, incomincio a baciarle le lacrime, ad ogni bacio le dico:
“Ti amo”, e lei mi risponde:
“Anch’io ti amo bastardo”. Un dolce sorriso le illumina il volto, la sua bellezza non ha rivali.
Mi accarezza il viso, si avvicina e posa le labbra delicatamente sul mio collo, risale verso il lobo dell’orecchio e lo prende delicatamente tra i denti e poi mi sussurra:
“Voglio fare l’amore con te, ora, subito, per sempre! ”
“Anch’io lo voglio mio dolce amore. ”
La prendo in braccio e la porto verso la mia stanza. L’adagio sul letto e le sfilo la maglietta, con mio grande piacere vedo che non indossa reggiseno e i sui bei seni sono li davanti ai miei occhi che sfidano la gravità. Le bacio le labbra, il collo, le spalle, evito con cura di toccarle i seni e arrivo a baciarle la pancia. La sua pelle è di seta e ha un profumo buonissimo. Incomincio a risalire facendo lo stesso percorso al contrario. Sento i brividi attraversarle la pelle. Porto le mani all’altezza dell’elastico dei pantaloni e li sfilo, le sue gambe sono lunghe e affusolate, bellissime. Sfilo anche il perizoma, e un piccolo triangolo di peli mi si para davanti agli occhi. Ho una gran voglia di toccarla proprio li, in mezzo alle gambe… ma resisto.
Ricomincio a baciarla dal collo e scendo sempre facendo attenzione a non toccarle i seni, ma solo soffiando sui capezzoli duri all’inverosimile, continuo a baciare sempre più in basso, fino a quando non incontro i primi peli, lei apre le gambe, il suo invito è esplicito, ma io continuo a scendere a baciarle le gambe fino ad arrivare ai piedi. Nel risalire invece di baciare tiro fuori la lingua e continuo la stessa dolce tortura, ma questa volta sfioro i capezzoli e lei si lascia sfuggire un gemito sommesso. Ricomincio a scendere, ma questa volta le sue mani mi prendono la testa e sento che mi spingono verso il suo fiore, ma mi libero della dolce presa con sua malcelata delusione e le dico:
“Visto che sei una bambina cattiva adesso ti giri a pancia in giù così non potrai usare le mani”.
Lei fa finta di essere imbronciata e mesta si gira supina.
Le bacio il collo, le spalle, la schiena, risalgo e le passo con le unghie dalla nuca fino ai glutei; la sento fremere e rabbrividire, ansima dall’eccitazione, sta per arrivare al massimo limite sopportabile.
Tiro fuori la lingua e con la punta disegno dei piccoli cerchi che vanno dal collo giù fino alla schiena, sul culetto tondo, e sulla gamba destra, risalendo da quella sinistra. In prossimità dei glutei lei alza il bacino mettendo in mostra la sua vagina luccicante di umori e la perfezione delle sue natiche ormai aperte, tanto da permettermi la visuale del suo buchetto più nascosto.
A quel punto non resisto più, mi avvicino con la lingua al suo culetto e la passo sulle grinze dell’ano, lei geme sorpresa, ma ormai è troppo presa per farmi smettere. Giro intorno a quel buchetto un paio di volte e poi deciso la spingo dentro. In quel preciso istante la sento urlare e sento delle contrazioni spasmodiche intorno alla mia lingua e un sottile filo di umori uscire dalla vagina.
“Ma come… come hai fatto… non ci credo…. mi hai fatto venire senza toccarmi mai la passerina… non ci credo. ”
Si gira e mi abbraccia, mi mette la lingua in bocca e restiamo così per un lungo, lunghissimo momento. Sento che comincia a spogliarmi. Mi leva tutto e mi fa stendere. Ora comincia lei a baciarmi dappertutto, ma come arriva all’altezza del mio cazzo non resiste e lo mette tutto in bocca.
Ora lei muove ritmicamente e lentamente la testa, lo tira fuori e con la lingua prima passa sul prepuzio e poi attorno a tutta la cappella. Con un movimento fulmineo lo riprende tutto in bocca, fin dentro la gola. Sto morendo di piacere, comincio ad ansimare sempre più forte. La sento succhiare e leccare, sto per venire… glielo dico… non mi sente… non mi ascolta… sono ormai al limite della sopportazione… glielo dico ancora… niente… e allora io al massimo dell’eccitazione incomincio a venirle in bocca, con dei fiotti lunghi e potenti. Resto li un attimo frastornato, ma sento Alessia che comincia a risalire il mio corpo fino a posizionarsi con una gamba alla destra e con una alla sinistra della mia testa.. Vedo la sua fica e sento il suo odore… è stupenda… lei imperiosamente mi dice:
“ora non mi sfuggi più. ” Mi prende la testa tra le mai e schiaccia la sua passerina contro il mio viso. è bagnatissima, comincio leccarle il clitoride e poi più giù fra le sue piccole labbra. Il suo sapore è dolcissimo… è come il nettare degli dei.
Ora le mi cavalca, cavalca il mio viso e si striscia su tutto il viso… sto impazzendo dal piacere, il mio amichetto è tornato duro e lei è vicinissima all’orgasmo.
“SIIIIIIIIIII… GODO ANCORAAAAA….. VENGOOOOOO!!!!!! ”
La sento fremere e rabbrividire, scende da me e si sdrai li vicino quasi tramortita.
Abbraccio Alessia con tutto il mio calore, la sento mia, si è realizzato un sogno e mentre penso questo una strana sensazione mi sale dal ventre, forse è quello che qualcuno chiama avere le farfalle nella pancia. Io so solo che mi fa star bene, non sono mai stato così felice.
Ora la sento rilassata, voglio ricominciare ad amarla; la guardo…. è bellissima… se ne sta tra le mie braccia con gli occhi chiusi e un dolce sorriso che le tende le labbra.
La bacio appassionatamente, l’eccitazione ci risolleva da quel leggero stato di torpore in cui eravamo caduti, ora lei è scatenata, si è lasciata dietro ogni tipo di inibizione, gode nel toccarmi e nel farsi toccare, nel baciarmi e farsi baciare. La sento, vuole qualcosa di più, e io sono pronto a darglielo, anzi… questo è uno di quei momenti in cui per una persona faresti qualsiasi cosa.
Ora è lei che conduce. Si mette in ginocchio e comincia a passarmi la lingua sul bastone teso e lucido, lo fa sparire fin dentro la gola; chiudo gli occhi e vedo i fuochi artificiali. Alessia smette improvvisamente di leccarmi mi porge le spalle, si china in avanti e girando la testa verso di me dice:
“Ti prego fammi quello che mi hai fatto prima… anzi…. fallo meglio. ” E mi strizza l’occhio.
Ricomincio a leccarla in mezzo al suo solco, ma questa volta mi aiuto con un dito che stantuffa lentamente nella vagina. Il suo profumo mi avvolge, il suo aroma è inebriante. La sento sempre più rilassata e decido di osare. Tolgo la lingua dal suo culetto e lentamente la penetro con un dito.
Un gemito, un sospiro, e poi:
“siiiiii…. che bello…. sappi che non lo avevo mai permesso a nessuno…. ma tu invece…. aaaaahhh”. Aggiungo un altro dito per ogni anfratto, lei mi incita ad andare più veloce… ed io l’accontento. Sta per venire, lo so, lo sento. Non glielo permetto. Tolgo le dita e la bacio sulle natiche.
“Perché? …. continua ti prego”.
Mi alzo dal letto e le dico:
“Aspetta e resta così”. Non protesta.
Vado in bagno e mi riempio la mano con un po’ di bagnoschiuma, rientro in camera e lei e rimasta esattamente come era prima. Ricomincio a leccarle l’ano ricomincia ad ansimare, apro la mano e le faccio colare il bagno schiuma proprio sul buchetto. “Ma cosa…”
“SSShhhhhh…. non ti preoccupare”,
“Ok ho capito…. fai piano però…. è la prima volta per me! ”
Spalmo bene il bagno schiuma fuori e dentro il suo culo, le piace questo trattamento.
Ne passo un po’ anche sulla mia asta rigida e mi metto dietro di lei, mettendo la punta del pene esattamente a contatto con il buchetto. Comincio a spingere, lei è molto rilassata…. si fida di me… non sento molta resistenza e in poco tempo metà del mio membro è già dentro di lei.
Alessia ansima, geme e dice:
“Piano… piano…”. Mi fermo e aspetto un attimo, intanto le bacio le spalle, con una mano la masturbo e con l’altra le massaggio il sento. A questo punto la sento che da sola si spinge indietro, fino a farsi penetrare completamente “Siiiii… è tutto dentro…. è magnifico… mi sento piena all’inverosimile… non pensavo fosse così bello farsi inculare”.
Io comincio a muovermi piano dentro di lei. è strettissima, sento le pareti contrarsi contro il mio uccello. Stiamo prendendo un ritmo piuttosto deciso, lei ogni volta mi viene incontro con il suo splendido culo. Non passa molto che mi sento pronto a venire… anche lei mi sembra molto vicina… comincio a pompare più veloce e a masturbarle il clitoride. Vengo. L’orgasmo è stupendo… intenso…. quasi doloroso. Riverso dentro di lei il mio sperma bollente, fino a riempirla.
Solo in un secondo tempo sento che Alessia sta gridando il suo orgasmo, sento l’ano contrarsi attorno a me. Ci accasciamo esausti uno sopra l’altro. Abbiamo il fiato corto. Non parliamo… non siamo in grado di farlo. Questo orgasmo ci ha devastato.
Esco da lei e mi sdraio vicino. L’abbraccio e ci assopiamo.
Non so per quanto ho dormito, ma mi sveglio sentendo una lingua che mi lecca l’uccello.
Metto a fuoco… non è una lingua… è la sua lingua… la lingua di Alessia, la mia Dea.
Alzo la testa e le dico:
“Non mi dire che non ti basta ancora? ”
“No ancora no, sappi che se continuerai a farlo come questa notte non mi basterà mai…. e comunque vedo che anche tu non ne hai abbastanza”.
In effetti ero di nuovo in tiro. Lei mi sale a cavallo e mi dice:
“Adesso basta giochetti. Ora ti voglia tutto nella fica. Lo voglio sentire tutto fino in fondo. ” E così dicendo si infilza da sola, cominciando subito una cavalcata frenetica. Solo la visione di lei, con il viso stravolto dal piacere e i suoi stupendi seni che si muovevano a ritmo impresso da Alessia, è da infarto.
Mi rendo conto ora del calore e della morbidezza della sua fica. Con il bacino disegna delle figure sconosciute sul mio ventre. I suoi gemiti sono sempre più forti, si abbassa verso di me e bacia le mie labbra, apro la bocca sento entrare la sua lingua. Ci baciamo a lungo, fino a quando lei non smorza il suo orgasmo dentro la mia bocca.
La giro subito sulla schiena e la entro in lei nel modo più tradizionale, resto fermo, mi voglio godere le vibrazioni della sua fessura, il calore del suo corpo, i battiti del suo cuore.
Inizio a muovermi fino a che un altro orgasmo non ci prende contemporaneamente lasciandoci sfiniti sul letto. Morfeo ci prende fra le sue braccia accoccolati l’uno con l’altra in un lungo e tranquillo sonno. La mattina mi sveglio, devo andare a lavorare. Lei è li che dorme placida. Dio come l’amo. Non voglio svegliarla, mi lavo e mi vesto. Prima di andarmene le scrivo un biglietto :
“Ti amo amore, dormivi così bene che non ti ho voluto svegliare. Ti chiamo più tardi, non vedo l’ora di sentirti e di abbracciarti. Ti dico solo una cosa…. come vedi questa casa è troppo grande e troppo vuota per uno come me, arricchiscila con la tua presenza…. LA MIA CASA è LA TUA CASA. TI AMO. ”
Durante tutto il giorno provo a chiamarla sia sul cellulare, a casa sua e a casa mia, ma non riesco mai a parlare. Sento la paura di aver rovinato tutto riassalirmi.
Non riesco a capire il perché di questo suo comportamento…. è tutto il giorno che ci penso… non riesco neanche a concentrarmi sul lavoro.
Sono le 18. 00 e sono appena uscito dal mio ufficio. Fuori è freddo, le mie mani si congelano subito, seguite a breve da tutto il resto del corpo. Non vedo l’ora di andare a casa, ho bisogno di rilassarmi dopo una giornata passata a risolvere problemi all’azienda per cui lavoro.
Sono ancora per strada, mi rendo conto che il mio umore non è dei migliori questa sera, per cui decido che non appena possibile mi farò una doccia, metterò qualcosa sotto i denti e poi di corsa a nanna. Sto per arrivare a destinazione, maledico il freddo che mi è entrato nelle ossa e che mi fa battere i denti.
Entro in casa, uno strano senso di vuoto mi prende, mi dirigo verso il bagno per farmi una doccia… ma questa sera proprio non ne ho voglia. Mi dirigo in camera per mettermi qualcosa di più comodo. Vado verso la sala e scorgo una tenue luce. Mi dirigo verso di essa cauto.
Appena svolto l’angolo il cuore per poco non cede dalla sorpresa.
Alessia è li, davanti ad una tavola apparecchiata e in mezzo una candela accesa.
La vera sorpresa è lei: è vestita soltanto di un baby-doll nero trasparente che arrivava appena sotto i glutei, lasciando intravedere i seni liberi, da quel che posso vedere indossa un perizoma minuscolo e i capelli sono sciolti lungo le sue spalle.
è bellissima, è sensuale, è mia. Non sono ancora riuscito a dire una parola, si avvicina felina, mi bacia e mi dice:
“Pensavi di esserti liberato di me eh? “.
“No…. speravo di trovarti qui…. hai letto il biglietto stamattina? Resti a vivere con me? …. lo so…. lo so che è presto per una cosa così ma…” lei mi mette un dito sulle labbra per farmi tacere e con un sorriso mi prende per le spalle e mi fa ruotare su me stesso, indicandomi le sue valigie ammucchiate in un angolo. Mi giro, l’abbraccio e la bacio. Sento due lacrime sgorgarmi dagli angoli degli occhi, non pensavo che il mio cuore potesse contenere tanta felicità. Mi allontano leggermente da lei per darle un bacio e vedo che anche il suo viso è rigato dalle lacrime. Le dico:
“Ti Amo” e la bacio.
Torno ad abbracciarla… e rimaniamo lì… al centro della stanza… come se il tempo si fosse fermato.
Oggi il cielo ha una stella in meno. Un sogno si è avverato. FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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