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Accade in ospedale

Stavo facendo una riparazione all’impianto di ventilazione di un ospedale.
Guardando attraverso una grata osservavo quello che succedeva nella stanza accanto.
Sul letto c’è un paziente, sui vent’anni.
Le braccia ingessate sono in trazione, come anche una gamba.
Una infermiera, una gran figa.
è seduta sul letto, accanto a lui.
Sta tirando giù le lenzuola e il pigiama, rivelando il cazzo del ragazzo lungo e duro.
L’infermiera è una rossa, con un corpo che sembra far esplodere la corta uniforme.
Il seno è visibile siccome lei non si è allacciata i bottoni del seno. Il paziente ha una enorme erezione.
Lei gli afferra il cazzo, massaggiandolo.
Lei lo massaggia lentamente, sorridendogli.
Lui geme e si contorce ad ogni passata.
“Dai fammi venire, per favore” supplica lui.
Lei lo prende in giro
“Oh, poverino. Ti farei venire, ma non mi va che tu mi sporchi. Voglio solo stimolarti. Ti farò così tutti i giorni. è una tortura per te, ma mi diverte. Questa sera quando mi godrò una bella scopata, penserò a te. Vedi, mi piace pensare a te che soffri mentre io mi scopo e godo. Questa sera verrà un nostro amico negro a casa nostra. Questo negro ha un cazzo lungo e grosso. Inizierà mio marito a spogliarmi e poi mi prenderò quel palo nella figa mentre mio marito viene nella mia bocca. E io godo come una porca. “
Io non potevo credere a quello che vedevo.
Quella puttana sadica si apre l’uniforme, lasciando uscire due grosse tette sode e la figa rasata e lucida.
Senza biancheria sotto l’uniforme.
Si china sul ragazzo e prendendosi le tette, stringe il cazzo tra le tette sfregandolo.
“Ti piace questo, vero? Ma mica mi vorrai sporcare le mie belle tette con la tua sborra, vero? ” lo tortura lei.
Poi si solleva e prende un misuratore di pressione.
Lo infila sul cazzo ormai turgido e lungo.
Lo gonfia fino a stringere il povero membro fortemente.
Lei ride guardandolo.
“Avrei bisogno di una massaggio al piede. Ma vedo che non puoi muovere le braccia. Ma puoi usare la bocca! . “
Si sfila la scarpa e la mette il piede sul viso, alzando la gamba e facendo aprire le labbra della figa gi… fradicia.
“Fai il bravo e leccami i piedi. “
Il poverino bacia e lecca il piede mentre lei ride.
“Oh, si, bravo” dice lei “se vuoi che ti faccia il favore di liberare il tuo cazzo, devi leccarmi le scarpe. “
Il poverino esegue anche questa umiliazione. Infine lei sembra stanca di questo e gli strizza le palle.
Contro le sue preghiere, lei dice che lo libererà alla fine del turno, tra sole tre ore.
Si allaccia i bottoni della divisa, lasciando i capezzoli duro esposti attraverso la sottile tela.
Si allontana sculettando in modo sexy.
Io scendo dalla scala e esco nel corridoio guardando dove va per raggiungerla.

About Hard stories

Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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