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Il Natale

Il Natale

Come ogni anno l’intera famiglia si riuniva per festeggiare il Natale.
Io personalmente ho sempre odiato le feste, le considero una perdita di tempo, e particolarmente ora che ho appena compiuto 18 e che finalmente superato l’esame di guida posso avere la mia automobilina per scorrazzare con i miei amici, non avevo proprio voglia di rinchiudermi in casa.

Ma non ho potuto tirarmi indietro e così ancora una volta sono seduto a cena in mezzo a tutti i miei parenti.
Data la mia raggiunta maggiore età però non siedo più al tavolo dei bambini, ma sono stato elevato al rango di adulto, potrò avere il vino magra consolazione, e sono finito a sedere ad una estremità del tavolo, alla mia sinistra il vuoto alla mia destra mia zia Francesca.
La presenza di mia zia vicino a me almeno mi permette di ingannare piacevolmente il tempo della cena che, come al solito si prospetta terribilmente noiosa. Fino dalla mia prima adolescenza ho visto in mia zia tutto quello che desidera un uomo, lunghi capelli mossi, occhi verdi, due labbra carnose ed un corpo statuario che lei amabilmente esaltava indossando sempre gonne molto attillate e generose scollature.
E questa sera per l’appunto mi sto perdendo nell’empio scollo della sua camicetta, una camicetta di seta leopardata i cui bottoni trattengono a stento il suo seno.

Per tutta la cena ho osservato i suoi seni, e già alla fine della prima portata mi sono accorto dai suoi sguardi di disapprovazione che la mia attenzione non le era passata inosservata.
Ma complici, il vino, il cibo, e la noiosa cena, le mie attenzioni si sono fatte più audaci, e lentamente con sempre maggiore decisione ho avvicinato la mia gamba sino ad entrare in contatto con la sua coscia.
Lei con mio stupore mi ha gelato con un’occhiata, ma non si è sottratta al contatto, la mia eccitazione e la mia audacia sono salite alle stelle, attratto ed eccitato da ogni suo gesto, ho osservato per tutta la cena insistentemente il suo corpo, ed alla fine della portata dei formaggi, convinto che oramai tutti fossero distratti dal cibo e dai vini, ho allungato con fare distratto una mano sulla sua coscia, ricevendone in cambio solo l’ennesima gelida occhiata.
Sinceramente anche se fossi stato lucido non avrei saputo come interpretare il suo comportamento, le occhiate erano si gelide ma non si sottraeva al mio contatto.
Dopo la cena verso le 23. 00 nell’attesa della fatidica mezzanotte.
Ho notato la zia che si incamminava verso le cucine, allora ho abbandonato la compagnia di alcuni miei noiosi cugini mi sono messo sulle sue tracce.
In cucina le cameriere e la governante stavano finendo di lavare gli ultimi piatti e di riordinare, ho sentito la voce autoritaria di mia zia impartire alcune istruzioni e poi la ho vista uscire da una porta secondaria.
Mi sono intrufolato dietro di lei, non poteva non avermi visto oramai ero a pochi metri da lei. Ma non si e voltata, attraversate un paio di stanze si è diretta verso le scale ed ha cominciato a salire, ed io con lei.
Ero li a pochi centimetri dal suo corpo, potevo vedere i suoi capelli, la sua pelle, da sopra la spalla osservavo una collana di perle che scendeva nella sua scollatura, e non ho resistito alla tentazione.
Allungata una mano la ho appoggiata al suo sedere, sentivo il tessuto della sua gonna e sotto i suoi muscoli che si contraevano nel ritmico salire le scale.
Arrivati al piano superiore siamo entrati in un salottino e poi lei ha richiuso la porta alle mie spalle.
L’atmosfera era eccitante.
Mi ha guardato negli occhi e si è avvicinata, sentivo il suo profumo, il suo calore, i suoi seni sfioravano il mio petto.
Una sua mano si è posta sulla mia patta ed ha stretto con violenza il mio cazzo, un dolore lancinante mi ha colpito, “stronzo” sono state le sue parole, mentre io cadevo a terra.
“stronzo, cosa credevi di fare è? ” ero piegato in due sul tappeto, vedevo solo le sue scarpe di vernice nera i suoi piedi le sue calze, allora mi ha colpito, un calcio alla bocca dello stomaco, un calcio che mi ha tolto il respiro.
Ho riaperto gli occhi e lentamente mi sono sollevato, “stronzo, vieni qui” mi sono voltato e la ho vista si era seduta in poltrona la gonna sollevata e le gambe oscenamente divaricare.
“mi hai eccitato ora vieni a soddisfarmi sbrigati”, era stupenda seduta in poltrona le calze auto reggenti, la gonna nera sollevata, il suo viso austero, ma ora leggermente accaldato, mi sono trascinato fino hai suoi piedi, più mi avvicinavo più sentivo il suo odore di donna.
“leccala” sono state le sue parole, ed io non mi sono fatto pregare, ho immerso il mio viso nelle sue cose.
Era umida e calda, dopo poco mi ha ordinato “tira fuori il cazzo” ed io ho obbedito mentre le sue mani appoggiate sulla mia testa mi spingevano ad immergere il viso nella sua fica.
Senza cambiare posizione si è sfilata le scarpe e con i piedi ha cominciato a masturbarmi.
Dopo pochi minuti ho sentito che stava per godere, il suo respiro si è fatto più pesante, e le sue unghie si sono quasi conficcate sulla mia nuca, il suo corpo si è inarcato ed è venuta assieme a me.
Mi a ordinato di pulirle i pedi che avevo imbrattato con il mio sperma.
Poi poi si è alzata ed ha detto “dopo mi accompagni a casa in macchina”.
“e lo zio” ho domandato sorpreso.
“vieni” mi ha detto e mi a guidato attraverso un corridoio, siamo entrati in una stanza e ci siamo avvicinati ad una porta.
Mi ha fatto cenno di non fare rumore e lentamente ha socchiuso la porta, infondo alla stanza su un letto potevo vedere mio zio che veniva sodomizzato
da un cugino.
Lo stupore si è dipinto sul mio viso, lei mi ha fatto cenno di fare silenzio ed ha chiuso la porta.
Poi mi si è inginocchiata hai miei piedi, mi ha tirato fuori il mio cazzo che ha ripreso subito ad indurisci, lo ha guidato alla sua bocca ed ha cominciato a succhiarlo.
Rapidamente sono diventato duro, mentre affondavo nella sua gola che mai avrei pensato così profonda.
Rapidamente grazie ad un abile rapido e ritmico movimento mi ha portato in procinto di venire, e quando ha sentito che stavo per scaricarmi nelle sua gola, ha infilato con violenza due dita nel mio ano, non ho resistito, mi sono scaricato dentro di Lei.
Credevo averla soffocata, invece si è alzata, ed ha mormorato “ricomponiti che scendiamo, è ora di scartare i regali”. Si è portata davanti ad uno specchio e si è risistemata i capelli ed i vestiti.
“dai muoviti, finiamo dopo a casa mia” e si è avviata verso la porta. FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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