Ultimi racconti erotici pubblicati
Home / Sorprese / Mi chiamo Cristina e ho 43 anni.
copertina racconto erotico

Mi chiamo Cristina e ho 43 anni.

Nonostante l’età che ho continuo ad essere una donna attrattiva per gli uomini, visto che ho ancora un bel corpo dal quale spiccano un bel paio di seni. Attualmente sono separata, e per non stare completamente sola, ma anche per guadagnarmi qualche soldo in più ho affittato la stanza ad uno studente universitario, si chiama Fabio ed è figlio di una mia amica.
Tutto ebbe inizio un giorno, mentre stavo facendo le pulizie nella stanza del mio inquilino, quando trovai un paio di riviste pornografiche, ed attratta dalla curiosità le diedi un occhiata. In realtà è già da un po’ di tempo che non faccio l’amore con nessuno, ed inoltre l’ho sempre fatto in maniera tradizionale. Cosicché vedendo tutti quei bei cazzi, mentre venivano succhiati, mentre entravano in un bel culo, o cose del genere, in un batter d’occhio mi scaldai tutta, concludendo la storia sditalinandomi come una pazza.
Da quel giorno in poi si è acceso il mio appetito sessuale , e ho incominciato a comprarmi della biancheria sexy, oltre a videocassette di tutti i generi fino alle più spinte, senza però sconfinare su quelle s/m, per masturbarmi. Per non parlare poi della mia insistenza nell’osservare il “pacchetto” di Fabio, che mi ero messa in mente di portarmelo a letto a tutti i costi. Cosicché un bel giorno mi misi le calze di seta con il loro bel reggicalze, le scarpe con i tacchi a spillo e delle minuscole mutandine, tutto in nero, con un golfino ben attillato che accentuava alla perfezione le mie tette e dal quale si poteva osservare l’inquietudine dei miei capezzoli, decisamente turgidi. Mi ero messa una minigonna decisamente esigua, dalla quale si potevano intravedere facilmente le mie mutandine.
In realtà all’inizio ero abbastanza timida, però la mia eccitazione oramai me lo impediva. Il “pacchetto” di Fabio aveva cambiato dimensione , e questo mostrava che si era reso conto della mia trasformazione.
Dopo aver mangiato andammo a prendere il caffè in salotto, dove avevo lasciato ben in vista due delle cassette che avevano allietato, fino a quel momento, le mie giornate. Lui ne prese in mano una, ed io ne approfittai chiedendogli se la volesse vedere; la sua risposta affermativa mi diede un brivido, e subito iniziai la visione. Dopo pochi minuti il suo cazzo era così duro e turgido, che sembrava gli stesse spaccando i pantaloni. Sullo schermo adesso c’era un ragazzo che stava slabbrando la sorca di una bella bionda. Io ero proprio davanti a lui, con le gambe aperte, in modo che potesse vedere le mie mutandine, ormai tutte bagnate. Gli chiesi se avrebbe avuto piacere a fare lo stesso con me. Non stette li a rispondermi, si buttò fra le mie gambe, mi tolse le mutandine ed iniziò a leccarmela. Io impazzì di piacere e venni gustosamente. Subito dopo gli estrassi quel suo bel cazzo da venti centimetri ed iniziai a succhiarglielo con grande devozione, dai coglioni fino alla punta della cappella, mentre lo massaggiavo con le mie tettone. Mi venne in bocca quasi subito e mi ingollai volentieri tutta la sua bella sborra golosamente. Lui mi prese e mi diede un bacio in bocca, assaporò le mie zinne, per finire, una volta ancora, leccandomi la sorca. Io non ce la facevo più e lo supplicai di scoparmi, visto che il suo cazzo era diventato duro un’altra volta. Non si fece aspettare, me lo infilò pian pianino, accelerando il movimento gradualmente. Era da tempo ormai che non sentivo più un bel cazzo, tutto dentro di me, e cominciai ad emettere dei gemiti di piacere fino a che non venni. Fabio continuava a chiavarmi e dopo qualche minuto mi accorsi che stava per venire. Per non terminare così in fretta, tirai fuori la sua sleppa dalla mia fregna inzuppata, e collocandomi a quattro zampe, lo supplicai di mettermela nel culo: non vedevo l’ora di provarlo anche lì. Gli piacque l’idea. Prima mi infilò un dito, poi due, lubrificandomi il buchetto con un po’ di saliva; dopo diede inizio all’esperienza introducendomi la sua cappella con molta precauzione, per concludere trapanandomi fino in fondo con la sua grande stanga. All’inizio provai una forte sensazione di dolore, che velocemente si trasformò in piacere. Fabio mi stava chiamando freneticamente, mentre io, in preda alla più feroce eccitazione, guaivo e mi sditalinavo come una pazza, per godere appieno di questa nuova esperienza. Eccitato dalle mie urla mi scaricò tutta la sua sborra sulle mie chiappe, mentre io provai nuovamente un orgasmo infradiciandomi le dita.
Rimanemmo abbracciati a vederci tutto il resto del film, abbracciandoci e baciandoci continuamente.
E da quel giorno ci siamo trasformati in amanti assidui, ed io sono diventata una donna molto attiva a letto, che fa delle cose che non si sarebbe mai potuta immaginare… FINE

About A luci rosse

Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

Leggi anche

copertina racconto erotico

Una sera suona il campanello

Suona il campanello, il mio cuore ha un sussulto: è lei penso tra me e …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.