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Sorpresa in albergo

è una storia che ho vissuto recentemente. Ho risposto ad alcuni annunci di coppie che cercavano una lei per rapporto a tre. Ho visto le foto e mi sembravano molto belli tutti e due, soprattutto lei bionda e molto giovane (20 anni). Mi hanno convinta ad incontrarci in una camera di albergo. L’albergo si dimostrò un motel molto squallido. Mi dissero di farmi trovare nella camera n°11 e che era già pagata. Io entrai un po’ schifata per l’ambiente e aspettai. Non ero del tutto convinta ma ero molto curiosa. Ad un certo punto sentii bussare, aprii incoscientemente senza guardare prima chi fosse e fui subito scaraventata sul letto da un uomo alto e possente. In un attimo nella stanza entrarono 4 uomini di cui uno di colore. Rimasi frastornata. Volevo gridare ma subito uno di loro mi disse di stare tranquilla che non mi avrebbero fatto del male……..

Avevo paura ma ero anche eccitata, 2 sensazioni così diverse tra loro. Me la presi con me stessa perchè me l’ero cercata. Io stavo lì in un angolo mentre loro mi guardavano. Non erano di brutto aspetto tranne l’uomo di colore che era immenso e pelato. Uno di loro mi disse che loro erano lì per farmi godere e che ero una troia in cerca di avventure. Mi fecero sdraiare sul letto con uno spintone e 2 di loro iniziarono a spogliarmi ma io non volevo così gli altri due cercarono di tenermi ferma. Trovatami senza pantaloni e con le mutandine strappate inizia ad urlare, ma mi chiusero subito la bocca con una mano. Uno di loro iniziò a leccarmi la vagina, mentre mi tenevano ferma, io capii che non potevo fare più niente, allora decisi di collaborare, cercando magari di trarre piacere. Allargai le gambe volontariamente, porgendogli la mia vagina. Loro si misero a ridere e dissero che finalmente avevo capito. Tutti si calarono i pantaloni e uno ad uno me lo fecero succhiare. Tutti erano più grani del normale ma quando si avvicinò l’uomo di colore mi spaventai: era enorme, scuro di pelle con un glande rosso molto più grande del fusto, ma quello che mi impressionò di più era il fatto che era molto ricurvo. Appena me lo appoggiò sulle labbra capii che era troppo grosso anche per la mia bocca e iniziai solamente a leccarlo, ma lui me lo spinse in bocca con forza, quasi soffocai. Riuscii a stento a succhiarlo perchè mi mancava il respiro. Intanto gli altri tre a turno iniziarono a penetrarmi. Stavo godendo, mi sentivo una troia e non vedevo l’ora che il grosso pene nero ricurvo mi penetrasse. I tre si davano un gran da fare nella mia passerina ormai un lago. Ad un certo punto il nero mi chiese se ero pronta per prenderlo, io gli dissi subito di si e gli altri si misero a ridere. Non capii. Lui si avvicino con la bocca sulla mia vagina ed io mi inarcai per fargliela vedere meglio. Lui la guardò un attimo e si mise a ridere insieme agli altri e mi disse che non era quello il buco che voleva. Il mio sangue si gelò…………… a quella frase rimasi di ghiaccio, avevo già avuto esperienze anali anche piuttosto piacevoli, ma non avevo mai preso un pene così grande neanche nella vagina. Volevo scappare, ma sapevo che non era possibile. Allora decisi che dovevo rilassarmi, perchè se no avrei sentito più dolore. L’uomo di colore ordinò agli altri di preparare il buco che doveva rompere. Mi fecero sdraiare a pancia in giù con due cuscini sotto la pancia e mentre uno mi accarezzava il clitoride, l’altro iniziava a lavorarmi l’ano con le dita aiutato con un po’ di saliva. Devo ammettere che mi piaceva, ma pensavo anche al dolore che avrei subito dopo. Le dita dentro al mio buchetto erano ormai tre e lavoravano per allargami il più possibile. Sentii le carni tirare mentre uno di loro mi porse il suo membro per farselo succhiare dicendomi che così mi sarei concentrata su qualcos’altro. Le dita ormai entravano senza sforzo, aiutate anche dai miei umori provenienti dalla vagina. Mentre mi dedicavo al fellatio sentii qualcosa di più grosso tentar di entrare nell’ano, per fortuna non era l’uomo di colore, ma sentii comunque un po’ di dolore. Presto le pareti anali si abituarono al nuovo intruso e iniziai di nuovo a godere. Ebbi anche un orgasmo. Ora i tre si davano il cambio a farselo succhiare e penetrarmi ed andarono avanti per mezz’ora. Mi sentivo una vera troia perchè godevo molto. Stavano abusando di me ed io godevo. L’uomo di colore rimase su una sedia a guardare i suoi tre compagni di gioco mentre gli preparavano la “strada”. Dopo un po’ si alzò con il pene semieretto ma sempre enorme e me lo appoggiò sulle labbra. Io iniziai a insalivarlo il più possibile per facilitare la deflorazione e appena il suo pene raggiunse la sua spaventosa massima erezione mi chiese sogghignando se ero pronta e gli feci un cenno con la testa pur consapevole che mi avrebbe distrutta. Si mise dietro di me e mi penetrò quasi inaspettatamente la vagina che lo contenne a fatica, forse lo fece per prendere un po’ del mio nettare. Mi penetrò la vagina per pochi secondi e già li capii che il mio ano non avrebbe sopportato una bestia del genere. Due degli altri individui mi tennero ferma, uno mi divaricò le natiche mentre l’uomo di colore prima mi sputò e poi puntò il glande nel mio buchetto. Spinse piano, ma io avevo troppa paura e rimasi contratta pur sapendo che avrei provato più dolore. Mi stava facendo male e io stringevo con i denti un lembo del cuscino. Ero immobilizzata e con le natiche aperte e pensai che l’unica cosa da fare per diminuire il dolore era di provare a ‘spingerè per farlo entrare. Cosi feci e l’enorme glande entrò facendomi quasi svenire. Appena mi ripresi sentii che ero piena e oltremodo dilatata ed sapevo che era entrato solo il glande. Aspettò un po’ prima di affondare in modo tale da abituare le mie pareti anali all’enorme intruso. Dopo qualche secondo d’attesa iniziò a muoversi piano piano ed ad ogni millimetro che entrava emisi un gemito. Quando iniziò a pompare sul serio ormai ero abituata al dolore e non so lo avesse inserito tutto ma mi sentivo piena, le mie carni chiedevano pietà. Inoltre la forma storta del pene contribuiva a devastarmi le interiora. Uno di loro intanto mi aveva di nuovo puntato il pene sulle labbra ma io non riuscivo a far altro che ad ansimare fortemente. Me lo cacciò in gola mentre respiravo ed io iniziai un improbabile fellatio. Un altro iniziò a toccarmi il clitoride e dopo minuti di dolore inizia a provare uno strano piacere: praticamente stavo godendo del mio dolore. Più le penetrazione erano profonde più il mio piacere si intensificava. Ogni tanto lo tirava fuori per vedere la dilatazione del mio ano e tutto compiaciuto per il lavoro lo rimetteva dentro senza pietà fino a che il suo sperma mi invase le viscere. L’altro mi venne in bocca, mentre gli altri due mi penetrarono ancora l’ano ma non sentivo più niente e aggiunsero il loro sperma a quello del loro amico di colore. Mentre loro si lavavano e vestivano, rimasi distesa sul letto come tramortita. Mi salutarono ridendo e mentre uscivano dalla camera si complimentarono sul bel lavoro svolto ‘alle mie spallè. Mi rialzai dopo un ora, facevo fatica a camminare mi rivestii e appena arrivata a case telefonai a casa per prendere un appuntamento urgente con il mio ginecologo. Durante la visita il dottore mi riproverò duramente per lo stato del mio ano e sulla mia pericolosa vita sessuale. Io ovviamente non gli dissi della mia avventura ma solo che il mio partner aveva esagerato un po’. Mi prescrisse una crema e di stare a riposo sessuale per almeno due settimane. Quando mi spalmai la crema sul mio ano un dito penetrò senza neanche mi accorgessi. Pensai che avevano fatto un buon lavoro…… FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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