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Strane avventure

Prima di tutto mi presento: sono Monica, ho venticinque anni, abito a Voghera e lavoro a Milano in un ufficio di rappresentanze.

Ho un bel fisico e mi piace decisamente metterlo in mostra, amo gli uomini anche se ho avuto non moltissime esperienze (al momento sono libera per scelta), adoro portare abiti e biancheria particolarmente sexy, ma non sul lavoro, dove cerco sempre di essere carina ed in ordine, ma mai sopra le righe, diciamo che mi scateno la sera ed il week-end.

In ufficio, oltre a me, c’è il titolare, il sig. Carlo, un bell’uomo di quarantaquattro anni, felicemente sposato.
Tra noi c’è un bellissimo rapporto di lavoro, ci stimiamo e ci rispettiamo a vicenda, indubbiamente a Carlo non devo essere completamente indifferente, ( noi donne lo capiamo subito) ed anche lui, a me, non dispiace, ma mai e poi mai avrei pensato di…
Martedì scorso sono stata invitata a cena da Marco, un giovane ingegnere che ho conosciuto al bar dove di solito mangio un panino a pranzo, gran bel ragazzo, l’invito è per la sera dopo, il ristorante prenotato è ha Milano per cui devo partire da casa la mattina già a posto per uscire, Marco dopo la cena so è offerto di riportarmi a casa in macchina.
Siamo a mercoledì mattina alle sette.
Mi preparo per la mia giornata di lavoro dedicandomi particolarmente all’abbigliamento.
Marco, il ragazzo con cui uscirò a cena non si decide a farsi sotto, mentre io non vedo l’ora di “farmelo” per cui decido di mettermi qualcosa in grado di colpirlo particolarmente.
Decido per un tailleur blu sotto il quale indosserò una leggerissima canotta bianca.
Per l’intimo, propendo per un completo anch’esso bianco di pizzo, slip sgambato e reggiseno a balconcino.
Il reggiseno devo dire che mi spara fuori veramente due tette favolose, la mia quarta misura sembra molta di più.
Indosso la canotta, è molto leggera e l’effetto trasparenza sul reggiseno è veramente molto sexy, ovviamente in treno ed in ufficio terrò la giacca ben chiusa, mentre penso di toglierla al ristorante, voglio che Marco si muova…
Mi infilo dei collant color miele e sono pronta, … un momento, mi viene un’idea, ma sì perché no!
Apro il cassetto e prendo il reggicalze bianco (adoro portare il reggicalze, ne ho di diverso colore, è un indumento decisamente scomodo, ma quando lo metto mi fa sentire terribilmente donna…… ), prendo anche un paio di calze sempre color miele.
Infilo il tutto in borsa, me li metterò prima di uscire questa sera dall’ufficio, già mi gusto la sorpresa di Marco, se come spero si deciderà ad infilarmi una mano sotto la gonna….

La giornata scorre normale e tranquilla, l’appuntamento con Marco è per le 19. 15, adesso sono le 18. 30, è ora di muoversi
Vado in bagno, tolgo i collant, mi allaccio il reggicalze, mi infilo le calze e le aggancio ai gancetti, poi mi do una ripassata al trucco, un bel rossetto rosso e me ne torno alla scrivania a prendere le mie cose, non ho indosso la giacca……
“Mi scusi Monica ! ”
Sento la voce di Carlo, mi giro e lo vedo di fronte a me, che mi fissa stupito, in particolare modo fissa il seno che prepotentemente spinge nel pizzo del reggiseno e sotto la trasparenza della camicia tutto appare evidentemente molto eccitante.
“Per , per cortesia mi può dare la pratica Rossi . ” mi chiede balbettante e soprattutto senza togliere gli occhi dalle mie tette.
“Sì, certo subito! ” gli rispondo.
La frittata ormai è fatta, ma stranamente la sua occhiata eloquente e vogliosa non mi ha infastidito, anzi, non mi è dispiaciuta per niente!
La pratica è nell’armadietto dietro la mia scrivania, in basso, e per prenderla mi siedo e mi giro, questo movimento mi fa involontariamente salire la gonna scoprendo le gambe fino ai gancetti del reggicalze.
“Prego dottore! ” allungo la pratica verso di lui che sembra non vederla, il suo sguardo è fisso sulle mie cosce con calze e reggicalze al vento, mi rendo conto della cosa ed imbarazzata mi alzo in piedi, di fronte a lui.
Prende distrattamente la pratica e mi dice:
“Monica, in tutto questo tempo non mi ero mai accorto che lei fosse così sexy! ”
“Veramente, dottore, non ho mai fatto nulla per esserlo in verità, ma davvero mi trova sexy? ”
“E me lo chiede, il reggicalze, il tacco a spillo e soprattutto il suo seno favoloso! ”
Siamo a cinquanta centimetri uno dall’altra e sento che nell’aria qualcosa di strano, soprattutto io mi sento strana.
Lo guardo e lo vedo sconvolto ed eccitato, e lo è per me…

“Non mi dica che non lo aveva mai notato? ”
“Si, certo che lo avevo notato, ma mai cosi! è da sempre che ti guardo le tette ma oggi sono strepitose! ”
Questo improvviso tu e questo tono confidenziale mi fanno capire che qualcosa sta succedendo, sto desiderando anch’io quest’uomo ed istintivamente mi avvicino a lui.

Prima che possa dire o fare qualcosa, sento le sue mani sulle mie tette…
Me le ha prese a mano aperta, me le stringe e me le palpa con forza, vorrei reagire, dirgli di smettere, ma come si permette… ma mi piace, mi piace farmi palpare le tette… mi piace che lui me le strizzi così…
La sua mano destra si sposta dal seno e scendendo lungo il fianco mi arriva al culo e mentre mi tasta e mi stringe il culo, mi infila la lingua in bocca iniziando un lungo e sapiente bacio.

Mi slingua in un modo meraviglioso mentre le sue mani esplorano tutto il mio corpo, ormai sono in un lago…..

Sento la sua mano infilarsi sotto la canotta e stringermi il seno sinistro con una forza tale da farmi male, poi le sue dita mi strizzano il capezzolo attraverso il pizzo del reggiseno.
“Quanto sei figa! ” mi dice guardandomi…
“Anche tu non sei male! ” gli rispondo io.
Mi toglie la canotta sfilandomela dalla testa e comincia a baciarmi la parte di seno (poca) che rimane fuori dal reggiseno.

“Aspetta ! ” gli dico io scostandomi da lui.
Metto le mani dietro la schiena e mi slaccio il reggiseno che getto per terra.

“Ti piacciono? ” gli domando orgogliosa mostrandogli le mie tette nude.
“Che tette ! Che tette fantastiche che hai, sono ancora più grosse di quanto pensassi! ”
Così dicendo infila la faccia tra di loro e comincia a baciarle e palparle, poi arriva ai capezzoli che titilla con incredibili colpi di lingua, poi mi ingoia tutta l’areola succhiandola con forza, gioca con le mie tette in un modo meraviglioso portandomi piano piano verso un inevitabile orgasmo.

Avevo sempre avuto esperienze con ragazzi più o meno della mia età ma devo veramente dire, amiche che mi state leggendo che se non l’avete mai provato, un uomo maturo ed esperto è tutta un’altra cosa! …

Sento che sto per venire e forse lui lo ha intuito, alza il viso, mi guarda e sento che mi prende la mano e la porta sul suo uccello.
è grosso e duro sotto i calzoni.
“Lo senti come ti voglio? ”
“Lo sento, eccome se lo sento! ” gli rispondo io tastandogli il cazzo che sembra di acciaio.
Il toccare questo cazzo duro mi fa aumentare le contrazioni della figa e mentre gli tasto le palle una prima scarica mi sconvolge da capo a piedi.
Ormai fuori di me mi abbasso davanti a lui e freneticamente gli slaccio la cintura, gli abbasso la lampo, i calzoni e gli slip, mi appare uno splendido uccello duro come il marmo e di notevoli dimensioni.

“Dai prendimelo in bocca , fammi venire! ” mi sento ordinare.
Hai una stupenda bocca da pompinara ! ”
Una sola volta ho preso un uccello in bocca e devo dire che mi è piaciuto molto.

Apro la bocca più che posso ed ingoio questo splendido affare caldo e pulsante, cominciando un furioso pompino , sono infoiata in un modo incredibile, sentirmi la bocca piena di cazzo mi fa immediatamente godere un’altra volta con contrazioni violente, mai provate prima.
La foga che mi ha preso mi fa venire voglia di provare una cosa che ho visto in un film porno e guardando Carlo con tutto il desiderio possibile mi escono parole che mai avrei pensato di dire…
“Dai vienimi in faccia! Voglio la tua sborra sulla faccia ! ”

“Sì, sì, Sìììììì! ” sento mugolare Carlo.
Glielo meno velocemente e chiudo gli occhi.
Uno schizzo di sperma caldo mi colpisce la guancia , poi un secondo le labbra e subito la lingua esce per prenderlo, non ho mai sentito il suo sapore.
Umhhh; mi piace, è salato e denso… ma mi piace, penso tra me, poi apro gli occhi, guardo Carlo che li ha chiusi e sta godendo, sempre menandogli l’uccello, gli ultimi getti me li dirigo sulle tette, poi lo riprendo in bocca bagnato e lo succhio come un bambino succhia il biberon…
Quanto mi piace ! Sono diventata una pompinara !
L’uccello di Carlo si è intanto rammollato nella mia bocca, lui mi alza e mi bacia con dolcezza e gratitudine.
“Vieni”, mi prende per mano e mi porta alla scrivania, mi slaccia la gonna lasciandomi in slip e reggicalze, poi si abbassa e mentre mi bacia le cosce , mi toglie gli slip.
Sento un “Che meraviglia! ” penso indirizzato alla mia fighetta.
“Siediti” mi fa sedere sulla scrivania, si china davanti a me cominciando a baciarmi prima le calze poi sale più su alla parte di coscia scoperta, sempre più vicino al centro sino a quando non sento la sua bocca sulle mie grandi labbra, sento il suo alito caldo e poi la sua lingua insinuarsi sempre di più…

Mi sdraio sulla scrivania e mentre comincio a muovere il bacino per seguire le sue leccate (quanto è bravo, mi fa impazzire) le mie mani arrivano sulle tette che comincio a stringermi, mi tocco i capezzoli , durissimi, mio Dio!
è fantastico, mi fa morireeeee……

Di colpo la scarica mi prende facendomi tremare in una sorta di convulsione, mi sembra di perdere i sensi, ho forse li perdo, non mi rendo conto che Carlo è intanto salito sulla scrivania e si è messo a cavalcioni su di me, sento e vedo il suo cazzo semiduro tra le mie tette che a preso a stringermi, ancora in estasi piego la testa in avanti per prendergli l’uccello in bocca, lui si avvicina e me lo infila, è ancora abbastanza piccolo ed arrivo a prenderlo fino alle palle, muovo la lingua mentre lo tengo in bocca e piano piano lo sento diventare duro.

Ormai è completamente in tiro, comincio a leccarlo, sa di sperma ed il sapore e l’odore non fanno che aumentare il mio piacere.

“Voglio metterlo tra le tette, fammi una sega tra le tette” mi chiede.
“Si, dai mettilo qua! ” rispondo io.

Me lo mette tra le tette, che io ho preso nelle mani messe a coppa e mentre io muovo i seni, lui muove il suo cazzo avanti e indietro.

è bellissimo, mi piace da morire!
Mi è venuta una gran voglia di sentirlo dentro.
Ancora una volta mi stupisco di quello che riesco a dire.
“Scopami, mettimelo dentro, voglio sentirlo dentro di me ! ” gli chiedo implorante.
“Lo vuoi sentire dentro? Vuoi che ti scopi ? ” risponde Carlo.
“Sì, voglio il tuo cazzo! ”
Lo sento infilarsi dentro, Dio come è grosso, per fortuna la mia figa è in un brodo.
Mi scopa magnificamente, lo sento entrare fino alle palle con colpi violenti, è meraviglioso , allargo più che posso le gambe, vorrei che mi arrivasse più dentro possibile…… purtroppo dura poco……
“Vieni, vieni qui! ” mi sento dire
Carlo estrae l’uccello, mi piego in avanti e subito una nuova ondata di sborra mi colpisce la faccia e le tette, Carlo è esploso per la seconda volta.

Quando ci risistemiamo, sono ormai le sette e mezza.
Ma che cazzo me ne frega, quella mezza sega di Marco aspetterà, tanto ormai lo scopo è diventato solo quello di divertirmi e scroccargli una cena.
Forse sono innamorata di Carlo!

Per la cronaca, e passata una settimana da quel mercoledì, io tutti i giorni mi presento in ufficio terribilmente sexy, ormai l’ho preso da tutte le parti, compreso là…
Lavoriamo molto meno ma ci divertiamo un casino!
Fin che dura… FINE

About Erzulia

Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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