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Un sabato di sorprese

Un sabato mattina venni svegliata dal suono insistente del campanello, mi alzai a malavoglia, ma la voglia, mi venne subito, e che voglia, quando il postino mi consegnò il pacco che aspettavo. Erano i miei capi femminili che avevo ordinato on-line su un sito di abbigliamento e calzature, ricco di tanti prodotti, e soprattutto con tutte le grandi taglie. Avevo comprato dei collant aperti neri con effetto reggicalze, un gruppo di due tanga neri molto sgambati, un top intimo nero degli stivali aderenti in camoscio nero con tacchi da 8 cm. e in fine, un abitino grigio con salopette corto sopra il ginocchio. Andai subito nella mia stanza per provare tutto. Mi ammirai allo specchio per qualche ora girandomi e rigirandomi e ammettendo con un pizzico di orgoglio che stavo proprio bene. L’eccitazione saliva, la giornata iniziava proprio bene, chissà quale sarebbe stato l’epilogo. Mentre ero intenta con i miei nuovi capi di abbigliamento e fantasticavo con la mente, squillò il cellulare, era Andrea che aveva voglia di me e che mi invitava a raggiungerlo nel tardo pomeriggio, alle 19, 00 nella sua casetta di campagna, dicendomi che avrei trovato una graditissima sorpresa. Si raccomandò di arrivare e di entrare già abbigliata e truccata da Elena. A me la cosa faceva estremamente piacere, ma uscire di casa nel tardo pomeriggio vestita da donna poteva essere un bel problema, comunque non potevo deludere Andrea che oltretutto mi aveva preparato pur una bella sorpresa.

Dopo pranzo, feci una bella doccia, mi depilai, ed indossai il top intimo nero, il tanga ed i collant aperti. Mi truccai leggermente (un leggero tocco di cipria e del rimmel per le ciglia), mi legai i capelli a coda di cavallo, un paio di jeans, un maglione ampio (perché il top aveva la forma dei seni e poteva essere evidente) delle scarpe da uomo e preparai lo zaino con dentro l’abitino grigio, gli stivali, i seni finti e la borsa a tracolla in pelle nera con trucchi ed profumo. Uscii di fretta per evitare di essere fermata raggiunsi l’auto e dopo un quarto d’ora giunsi in campagna, a casa di Andrea che era abbastanza isolata. Mi accomodai nel sedile posteriore ed ultimai la mia “trasformazione” in Elena, con i seni finti, l’abitino grigio e gli stivali, quindi completai il trucco con fard, ombretto, rossetto, smalto rosso per le unghia ed infine una bella vaporizzata di profumo. Scesi dall’auto, slegai i capelli li vaporizzai con le mani e mi avviai con la borsa a tracolla verso la villetta che distava dieci metri. Mi sentivo benissimo, ero eccitata ma non troppo per la sorpresa, ma soprattutto stavo a mio agio in abiti femminili, del resto sono sempre stata donna dentro di me. Bussai alla porta che era socchiusa ed entrai: lo stupore fu sommo per me c’era oltre ad Andrea un altro uomo.

Raggelai, ero indecisa se scappare o restare guardavo sperduta Andrea e lo sconosciuto, ero visibilmente impaurita dalla situazione, un altro uomo mi vedeva in sembianze femminili e mi vergognavo maledettamente. Andrea mi venne in contro dicendomi che era tutto a posto. Lo sconosciuto si presentò come Michele, collega di lavoro di Andrea. Mi allungò la mano per salutarmi ed io con un certo impaccio risposi al saluto. Michele mi disse che ero molto bella e che la descrizione di Andrea era fedele alla realtà. Ma io ero agitata non sapevo che fare, non sapevo le intenzioni di Andrea, e soprattutto, anche se da sempre tentata nelle mie fantasie, non volevo avere rapporti con altri uomini. Andrea mi abbraccio e mi disse che se volevo Michele poteva andare via e noi saremmo rimasti come al solito soli, ma ormai la frittata era fatta, Michele mi aveva vista in abiti femminili a questo punto sarebbe cambiato poco. Andrea allora mi abbraccio dicendomi che quella serata che ci accingevamo a trascorrere sarebbe stata fantastica ed indimenticabile e così dicendo cominciò a baciarmi sul collo e ad accarezzarmi, complimentandosi per il mio trucco e per l’abitino nuovo, sobrio ma elegante. Michele si era accomodato in poltrona ed osservava noi che stavamo cominciando a riscaldarci, io però ero ancora molto tesa, allora Andrea mi cinse da dietro e baciandomi sul collo mi fece appoggiare al tavolo del soggiorno a 90 gradi. Tremavo al pensiero che uno sconosciuto ci stava guardando nella nostra intimità. Andrea cominciò ad accarezzami le gambe ed andando giù cominciò a baciarle dalla caviglia fino a raggiungere il mio bel culetto, cominciavo ad eccitarmi e ad avvertire meno tensione, Michele era sempre seduto. Andrea iniziò a baciare il mio culetto ed io cominciai a sbrodolare, mi girai a guardare Michele che stava li ad osservarci e mi soffermai sui suoi pantaloni notando un rigonfiamento evidente.

Andrea quindi mi sfilò l’abitino ed io rimasi in lingerie nera e stivali, mi prese per un braccio e mi spinse giù davanti a lui ed estrasse il suo arnese già bello duro, mi avvicinai ed ormai senza più vergogna per la presenza di Michele ma soprattutto per la voglia che si scatena in me alla vista del suo pene bello grosso e pronto cominciai a succhiarlo e a menarlo baciandolo e slinguazzandolo tutto. Andrea allora fece segno a Michele che alzatosi ci raggiunse. Michele mi afferrò una mano e la porto al suo pacco, che era bello consistente, gli slacciai i pantaloni ed abbassai gli slip continuando a succhiare il cazzo di Andrea, ne usci fuori un bel cazzo di circa 20 centimetri nodoso duro con la cappella scoperta e lucida di umori. Naturalmente non dubitai sul fatto che Andrea lo avesse istruito sulle norme di igiene, ed infatti quando Andrea stesso si stacco da me e mi avvicinò al suo cazzo, avvertii odore di pulito. Ero molto eccitata ed emozionata, non avevo mai succhiato un altro cazzo all’infuori di quello di Andrea. Mi avvicinai accarezzandolo e massaggiandolo, quindi accostai la mia boccuccia e cominciai ad esplorare le palle con baci e fugaci ma sapienti colpetti di lingua.

Quindi appoggiai le labbra alla base della sua asta e risalii per tutta la lunghezza fino alla cappella umida di umori. Appoggiai le mie calde labbra ed inspirai il profumo di maschio che emanava, fui inebriata da quella essenza che funzionò da richiamo per la mia innata femminilità, appoggiai la lingua alla base della cappella e cominciai a leccare piano piano mandandolo in estasi, e poi risalendo lentamente dischiusi le labbra e lo feci scivolare dentro guardandolo negli occhi. Michele era andato, forse non credeva proprio che sarei stata capace di andare avanti, ma ormai la mia voglia era alle stelle e cominciai a succhiare quel cazzo che diventava sempre più duro e sempre più voglioso. Per più di un quarto d’ora li alternai nella mia bocca con mio e loro sommo piacere, fino a quando Andrea mi fece riappoggiare sul tavolo a 90 gradi e togliendomi il tanga zuppo di umori, cominciò a umettare il mio buchetto. Michele andò davanti a me e mi spinse il cazzo in bocca, io ricominciai a succhiare mentre Andrea prima con la lingua e poi con le dita aveva iniziato a penetrarmi. Prese del lubrificante alla fragola, cominciò a lubrificare per benino il mio culetto, in quell’istante con cazzo di Michele in bocca e le dita di Andrea che entravano ed uscivano dal mio buchetto ebbi un orgasmo che mi fecero tremare le gambe e colare il piacere che fuoriusciva dal mio pisellino, per terra.

Ero nelle loro mani potevano fare di me adesso, ciò che volevano. Andrea indossò un profilattico e cominciò inesorabilmente a spingere nel mio culetto che pur opponendo un po’ di resistenza cedette. Che bello Andrea mi inculava mentre ciucciavo il cazzo di Michele, mi sentivo riempita, piena una vera donna, anzi a dirla tutta mi sentivo proprio una troia e tutto questo mi piaceva. Andrea spingeva dentro e Michele seguiva il ritmo spingendomi il suo cazzo in bocca fino in gola raggiungendo l’orgasmo in breve tempo. Estrasse il cazzo dalla mia bocca un attimo prima e schizzò tutto il suo piacere nel mio bel faccino da donna. Il suo sperma era caldo e molto abbondante, sembrava non finire mai, mi colava dappertutto e al suo si aggiunse il mio poiché in quell’istante ebbi il mio secondo orgasmo. Quando Michele finì di schizzare, me lo spinse nuovamente in bocca chiedendomi di pulirglielo. Un po’ titubante, lo ripresi in bocca e devo dire che non mi dispiacque perché era buono il suo sapore ed ancora consistente il suo cazzo. Dopo qualche minuto, visto che il mio pompino aveva fatto riprendere vigore al suo cazzo, Michele mi chiese se gli avessi concesso anche il mio bel buchetto ed io girandomi verso Andrea per cercare approvazione e consenso, gli dissi di si. Andrea usci dal mio culetto ma il mio buchetto rimase oscenamente aperto, gli passò un profilattico e dopo avere tolto il suo si scambiarono di posto. Io sporca in viso, ma pregna di umori sapori ed odori maschili addosso, ricominciai a succhiare il cazzo di Andrea che sapeva oltre che di muschio, anche di fragola, ed avvertii che Michele dopo avere appoggiato la sua cappella al mio buchetto che ormai era in fiamme e ben aperto con un colpo di reni affondò in un sol colpo dentro di me.

Tutto questo mi piaceva avevo due cazzi tutti per me uno in bocca ed uno “sconosciuto”, in culo le mie fantasie si erano avverate ed io ero felice. Michele assestava i colpi in profondità ed io avvertii la sua presenza dentro di me in toto, sentii per fino le sue palle appoggiate alle mie belle chiappette: erano tutti e venti centimetri dentro di me, cominciò a stantuffare e ad imporre un ritmo sostenuto al gruppo, che in perfetta sintonia, rispondeva alla grande. Succhiavo come una matta il cazzo di Andrea e Michele entrava ed usciva lentamente da me facendomi sentire e gustare ogni centimetro del suo cazzo, ed ecco giungere il mio terzo orgasmo, ero sfinita di piacere, ma nello stesso tempo pronta a continuare per portarli all’orgasmo. Nell’entra ed esci dal mio culo, Michele tolse il profilattico, (lo capii dopo) e rientrato prepotentemente in me inziò a spingere tirandomi a se per le spalle, Andrea dal canto suo iniziò anche lui a spingere in bocca afferrandomi la testa: ero nelle loro mani fino a quando non raggiunsero l’orgasmo quasi all’unisono. Andrea mi scaricò in gola il suo piacere, non riuscii nemmeno ad appoggiare la lingua nella cappella per evitare gli schizzi direttamente, e stretta nella loro morsa mandai tutto giù per non soffocare (era la prima volta) nel frattempo avvertii Michele irrigidirsi ed il mio culo inondato da schizzi che sembravano non finire più: lo sconosciuto mi stava riempiendo il culo, poche volte l’avevo permesso ad Andrea. Il mio corpo però, non contendo e non da meno, rispose prontamente con un sonoro orgasmo che era la somma dei tre orgasmi ed inarcandomi ed aggrappandomi ad Andrea urlai dal piacere per quasi 15 secondi, seppur con la bocca piena ed infiocinata in culo.

Non mi era successo mai! Restammo così, aggrappati l’uno all’altro per qualche minuto e quando i loro membri esausti cominciarono a ritirasi, si staccarono da me che non mi reggevo in piedi grondante di sperma che colava sulle mie calze dal buchetto aperto e col viso altrettanto impiastricciato di sperma. Andrea mi disse di andare a fare una doccia, lui intanto sarebbe andato a prendere delle pizze, Michele sarebbe rimasto a farmi compagnia. Aprii l’acqua della doccia e dopo essermi totalmente denudata andai sotto il getto caldo e cominciai ad insaponarmi per togliermi di dosso tutto lo sperma che mi ricopriva, mentre mi lavavo, mi raggiunse Michele chiedendomi se poteva fare la doccia con me. Acconsentii volentieri e ci ritrovammo ad insaponarci a vicenda, Michele insisteva col mio culetto ed io con sommo piacere mi dedicavo al suo cazzo che ricominciava a prendere vigore. Mi inginocchiai davanti a lui e ricominciai a succhiarlo, non l’avevo mai fatto da sola con un altro uomo, ma mi piaceva maledettamente e poi Andrea lo sapeva che lasciandoci soli poteva essere pericoloso. Lo leccai e succhiai per dieci minuti e portandolo all’orgasmo mi feci schizzare nuovamente sul mio visino da puttana, dopo due schizzi lo ripresi in bocca e stuzzicandolo con la lingua gli permisi di ultimare gli schizzi dentro ingoiando tutto, forse ci stavo prendendo gusto.

Mi rialzai e con le labbra ancora sporche lo guardai vogliosa, mi fece girare ed abbassandosi comincio a leccarmi il culo ed ad affondare con la lingua, del resto il mio buchetto era ancora ben aperto. Si staccò con la lingua e cominciò a penetrarmi con le dita, prima con uno, poi con due quindi con tre, quattro ed infine mise dentro pure il quinto, spingendo sempre più, avvertivo la consistenza della mano che cercava di farsi strada, non l’avevo mai fatto così, e seppure avvertivo un po’ di dolore non gli dissi di fermarsi. Andò avanti così per pochissimo perché raggiunsi quasi subito l’orgasmo implorandolo di fermarsi altrimenti sarei caduta per terra perché le mie gambe cedevano per il piacere. Dopo un po’ finimmo di lavarci ed asciugarci. Io mi ritruccai e mi vestii nuovamente con le calze che avevo pulito alla meno peggio, il tanga, l’abitino e gli stivali. Intanto era arrivato Andrea con le pizze che mi guardava in maniera strana. Mangiammo velocemente parlando del più e del meno e a fine cena Andrea ci propose di spostarci nella stanza matrimoniale dei sui dove saremmo stati più comodi. I due erano insaziabili ed a me la cosa non dispiaceva, mi buttarono supina a letto e cominciarono a baciare ogni centimetro del mio corpo soffermandosi ovviamente a turno sul mio culetto. Mi spogliarono completamente e dopo essersi denudati mi offrirono i loro membri infuocati che leccai e succhiai voracemente. Andrea andò sotto indossando un profilattico alla fragola ed io dopo essermi impalata iniziai a cavalcarlo senza freni succhiando il cazzo di Michele che si era posto davanti. Dopo un po’ Andrea mi disse che dopo essermi fatta scopare con tutta la mano da Michele dovevo provare la doppia penetrazione. Capii che i due avevano architettato tutto fin nei minimi particolari e volevano godersi me fino in fondo. Lì per lì ci rimasi un po’ male, ma ormai dovevo e volevo andare avanti. Dissi a Michele di indossare un profilattico e di incularmi.

Ma loro avevano altri progetti. Andrea da sotto riuscì nell’entra ed esci che faceva dal mio culo, a togliere il suo di profilattico e Michele senza indossarlo si dispose dietro di me cominciando a farsi strada nel mio buchetto occupato dal cazzo di Andrea. Piano piano affondò anche lui in me, ed io pur avvertendo un po’ di fastidio-dolore mi lasciai andare e mi concessi totalmente a loro. Mi incularono per circa dieci minuti ed infine mi schizzarono dentro tutto il contenuto delle loro palle urlando e gemendo. Io mi sentivo allagata e capii che ormai non potevo fare più nulla se non lasciarmi andare. L’orgasmo salì dal mio culetto lungo tutta la schiena seguendo tutta la colonna vertebrale e raggiunse come una forte scossa elettrica la base del collo. Avevo raggiunto il mio primo orgasmo anale, infatti il mio pisellino questa volta non era stato coinvolto minimamente. L’orgasmo più intenso più profondo e appagante della mia vita. Vibraii per un numero indefinito di secondi e poi stramazzai sul letto con loro facendo colare fuori tutto lo sperma dal mio ormai enorme buco del culo ed imbrattando le lenzuola. Restammo a letto per una buona mezz’ora in cui sia Michele che Andrea non fecero altro che riempirmi di complimenti per la mia sensuale femminilità, per la mia voglia di sesso e per il modo femminile in cui la manifesto. Michele mi disse anche che nella sua vita sessuale con le donne non aveva mai avuto tali appaganti esperienze. Separandoci, ci promettemmo di ripetere per quanto possibile questa bellissima serata. La sorpresa era stava veramente fantastica! La giornata era iniziata bene ma si era conclusa ancora meglio, il mio largo culetto bruciava, ma il mio orgoglio di donna bruciava positivamente ancora di più di passione per quello che avevo provato. FINE

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