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Una sera suona il campanello

Suona il campanello, il mio cuore ha un sussulto: è lei penso tra me e me. Non ho sentito il rumore dell’ascensore che saliva, di solito me ne accorgo se qualcuno sale fino al mio piano, il rumore è più marcato, sembra faccia fatica.
Mi avvicino alla porta, un occhiata allo specchio per vedere se sono presentabile ed apro la porta. Eccola, un sorriso smagliante che le illumina il viso, ci siamo lasciati da non più di due ore e la ritrovo adesso ancora più bella ad attraente. Sono ammaliato dalla sua bellezza, tanto che lei: “Non mi fai entrare?” Scemo, “Ma certo accomodati”. Attraversando la soglia ed entrando in casa mi passa vicino: sento di nuovo quel profumo, un profumo fresco, fruttato, che mi inebria. Sono su di giri, è da tempo che voglio portarla nella mia “tana”, stasera cercherò di farla mia. E’ un po’ che ci frequentiamo, seguiamo lo stesso corso in Università, ma è da poco che tra noi qualcosa è cambiato.
Io cerco di essere un ottimo ospite, luci soffuse ed un po’ di musica. “Prendi un aperitivo?” le domando distrattamente, lei dalla sala viene in cucina, sorniona, appoggiata allo stipite della porta e con il capo leggermente reclinato mi sussurra un “Non vorrai mica farmi ubriacare…”e sorride.
Io colto quasi di sprovvista le rispondo di no con la testa, e non trovo le parole; sono impegnato a finire gli ultimi ritocchi di una cenetta a base di pesce.
“Te lo faccio leggero”, ed in pochi attimi preparo un Daiquiri che entrambi beviamo sul divano.
La conversazione spazia sulla giornata trascorsa tra le aule della facoltà; io la guardo, è molto bella, indossa un vestito blu, non lungo, leggermente scollato. Mentre parla con la mano destra si accarezza la pelle, le sue unghie, lunghe, curate, ma naturali graffiano leggermente la pelle tra il collo ed il suo seno. Io faccio una battuta: “guarda che se fai così mi provochi…” Lei sorride con i suoi grandi occhi, e smette. Il drink è finito, un suono dalla cucina mi avvisa che la cena è pronta; ci alziamo dal divano per metterci a tavola. Nell’alzarmi le prendo il bicchiere vuoto dalla mano: una scossa, un brivido mi percorre. Le ho toccato una mano, lei al contatto è scattata, per un attimo l’ho sorpresa, ma lei ha prolungato il contatto. Un solo tocco di un istante e un mondo mi si è aperto davanti.
Cerco di non dare a vedere i miei pensieri, sono eccitato, ma non voglio darlo a vedere. Che diamine, solo per un lieve contatto, cercato da lei, ho i sudori freddi…
Ci sediamo a mangiare, io e lei di fronte, come mai prima d’ora. Lume di candele, Careless Whisper, eccheggia in sottofondo. La sto mangiando con gli occhi, la seguo in tutti i suoi movimenti. Lei porta alla bocca il flut con lo champagne, ne sorseggia un poco e sussurra: “Squisiti questi gamberi, un antipasto delizioso”. “L’unica cosa deliziosa qui sei tu” le rispondo.
Lei si alza, viene verso di me, fissandomi, e come se fosse la cosa più naturale di questo modo chinandosi su di me, mi bacia. Io mi alzo e l’abbraccio. Lei freme. “Sei meravigliosa, sei la mia Dea, non ho occhi che per te”. ” “Davvero, non ti credo- risponde – tant’è che non ti sei accorto che indosso gli autoreggenti!” Così dicendo si sposta da me e solleva appena il vestito mettendo in mostra le sue meravigliose gambe, avvolte in un paio di autoreggenti azzurri.
Gli autoreggenti sono stati sempre la mia passione, mi ispirano sesso, mi eccitano. Dopo questa scena ho sentito il sangue ribollirmi nelle vene. L’ho abbracciata e baciata con passione ardente.
Le ho preso il viso tra le mani, dolcemente, e mentre la sentivo accarezzarmi le spalle e la schiena, giocavo con la sua morbida lingua, intrecciandola anche fuori dalla sua bocca.
La cena era già finita, mentre ci spostavamo verso la camera sentivo che anche il suo cuore pulsava forte. L’eccitazione era notevole per entrambi, le ho tolto il vestito e slacciato il reggiseno, dolcemente, lentamente. I suoi seni mi sono apparsi davanti agli occhi. Dischiudendo le palpebre e vedendo questo spettacolo, mi sono sentito bambino. Un impulso ancestrale mi ha preso e mi sono tuffato a succhiarle i capezzoli. Due punte rosate, irte ed affascinanti; mentre con le mani mi riempivo dei suoi seni le sue mani mi accarezzavano i capelli, passavano sulle mie orecchie, stuzzicandomi.
Un mugolio proveniente dalla tua bocca mi invitava a continuare, ma ero troppo vestito, e quindi mi sono staccato da te. Tu ne hai approfittato mi hai baciato, mentre mi baci mi togli la camicia, io mi sfilo i pantaloni. Pochi millimetri di stoffa ci separano.
Ci rotoliamo sul letto come due bambini, ma siamo abbracciati, e la carica erotica è notevole. Ridiamo, io sono felice e anche tu lo sei. Giochiamo un poco con i nostri sessi, toccandoci a vicenda sopra e sotto la nostra biancheria intima. Tu indossi un perizoma da urlo, e qui la mia attenzione si concentra.
Voglio il tuo sapore, voglio sentirti fremere per i miei baci. La mia lingua corre per tutto il tuo corpo, brevi ma precisi tocchi ti fanno gemere.
Scosto il lembo di stoffa e mi tuffo nel tuo piacere. Tu inarchi al schiena, godi di ogni contatto, di ogni istante in cui io indugio in te. Mi chiedi di girarmi di schiena, mi vuoi, ma non subito. Sali su di me a cavalcioni e ti posizioni nella più classica delle posizioni numerate. Io sto impazzendo. Con la lingua giochi fino a farmi stare male, poi di colpo mi avvolgi tra le tue labbra, donandomi un piacere profondo.
Io ho il viso bagnato dei tuoi umori, sento che sei mia, come tu sai di avermi in pugno. ” Ti prego vieni qui” ti sussurro e tu delicatamente ti giri, ti bacio sulle labbra e tu le dischiudi, accarezzando la mia lingua con la tua.
Sei ancora sopra di me, stai giocando con il mio membro, ti stai strofinando, poi d’un tratto senza nessun preavviso, ti penetri lentamente, ma con decisione. Sono dentro di te, il tuo calore mi avvolge, entrambi stiamo respirando a fatica, i gemiti cominciano ad eccheggiare nella stanza. Ci muoviamo all’unisono, godendo di ogni centimetro, di ogni bacio, di ogni carezza. Io, sempre attratto dai tuoi capezzoli li tengo tra le dita, spesso mi alzo a leccarli, ed ogni volta sottolinei il tuo gradimento con un urletto.
Ci giriamo, indossi ancora il perizoma, te l’ho chiesto io di non toglierlo. Voglio penetrarti da dietro, ed il perizoma esalta le tue forme.
Sono ancora dentro di te, sei molto eccitata, ma stavolta posso condurre io il gioco: accelero e rallento a seconda dei tuoi gemiti, voglio farti impazzire e così facendo ti porto all’orgasmo. Ti sento gridare il tuo piacere…
Ora è il mio turno, non usi precauzioni, voglio che mi assaggi…
Tu declini, non te la senti, ma vuoi portarmi fino in fondo con i tuoi baci. Io impazzisco di piacere, ed al culmine dell’orgasmo mi sposto dalle tue labbra.
Grido, urlo: ” Si, Si, Siii”. Apro gli occhi e il tuo viso imperlato mi eccita nuovamente, ho una seconda travolgente scossa che mi percorre la schiena.
Ti bacio e ti pulisco con la mano il viso. Tu stai sorridendo: le mie urla ti hanno fatto ridere…
Sei stupenda, siamo entrambi sudati, ma paghi e soddisfatti. Ci stiamo coccolando come due teneri amanti, e presto le nostre coccole porteranno a….

FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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