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Alice nel paese delle meraviglie

Una cascata di riccioli neri scendeva dal cuscino … Alice era lì, abbracciata al materasso, gustando il fruscio delle lenzuola sulla sua pelle. Tratteggiava con la mente i dettagli della giornata che ora volgeva al termine, accarezzandosi distrattamente il seno. Il suo corpo snello e sodo non chiedeva infondo di meglio, guidando le dita verso il morbido pube. Così Alice soleva addormentarsi, stemperando gli ultimi battiti di coscienza al piacere dell’abbandono.
Non trascorse molto tempo che incominciò a sognare … si ritrovò così a vagabondar tra i suoi affetti, scompaginando – come normalmente accade – emozioni e fatti del passato. Eccole allora sfilare davanti agli occhi Davide, il suo uomo, noioso ed arrogante anche in sogno, Nella, la collega, ed altri personaggi ancora, intrappolati in uno scenario quasi picassiano.
La mente di Alice alternava istanti d’angoscia a vuoti psichedelici quando ecco affacciarsi una figura sconosciuta dalle sembianze squisitamente femminili. La sagoma faceva capolino dalle vetrine di un negozio, intenta a riordinare lo scaffale dei jeans, quando Alice entrò chiedendo di poter curiosare. Alta, bionda con due smeraldi incastonati in quel volto da pin up … più che una commessa sembrava una hostess pronta a rapirti per chissà quale volo.
“Non ti preoccupare, fai pure … ” rispose Lena accarezzandole il corpo con lo sguardo, mentre la sua voce morbida e suadente entrava nel cervello di Alice rallentandole ogni movimento.
“Se mi dici che taglia porti posso anche aiutarti … ” intorpidita, abbassò allora il suo sguardo e chiese di provare un 42. Lena sfiorò i jeans nello scaffale come carezza al viso di un amante, indicandole lo spogliatoio.
Vittima dell’incantesimo, Alice seguì in silenzio i gesti della donna e raggiunto il luogo incominciò a sfilarsi gli abiti. Una strana sensazione di piacere accompagnava le parole di Lena che porgendole i jeans la raggiunse. Alice era intenta a slacciarsi la gonna, quando lei s’avvicinò per sfiorarle dolcemente il seno.
Le sue mani leggere e affusolate accolsero quelle piccole tette con tale grazia che Alice restò lì incapace di reagire, come un moscerino al centro di una ragnatela. Quel tocco proibito era talmente irresistibile da non saper come reagire. Avrebbe voluto ribellarsi, afferrarle i polsi ed inchiodarla alla parete, ma un fuoco nuovo ed inatteso stava divorando il suo corpo bagnandola di piacere.
Che Stranezza … si ripeteva ormai succube di Lena, e mentre la donna continuava a spogliarla, lei non riusciva a staccare gli occhi da quei seni tondi e gonfi, celati a stento dietro una canotta … Alice provava l’irrefrenabile desiderio di accarezzarli, quando vinto l’ultimo indugio, allungò le dita sui turgidi capezzoli. Erano duri …
meravigliosamente elastici, e con dolcezza prese a stropicciarli. La disinvoltura di Lena incominciò allora a vacillare lasciando trasparire la fiamma quel gesto aveva acceso in lei.
Lentamente s’abbassò sfilandole le mutandine, avvicinò le sue dita al pelo e varcò quella selva scura. Alice ansimava ora senza ritegno, accompagnando con i fianchi il movimento rapido della mano di Lena …
gli occhi chiusi, le palme distese sulle grosse tette … sentiva i suoi umori scender copiosamente mentre le dita della donna esploravano la sua vagina. Allargò allora le gambe, afferrò Lena per i capelli e spingendo la sua bocca al pube … la invitò a leccare il clitoride. Lena obbedì dimostrando d’esser vera maestra in quell’arte, altro che Davide!! La sua lingua scivolava dalle labbra alla vagina entrandovi così dolcemente da farla morire di piacere … era un orgasmo continuo al punto che a stento Lena seguiva le contorsioni del suo corpo. Stanca e stralunata Alice staccò allora la sua compagna sdraiandola sulla moquette di quell’angusto spogliatoio.
La baciò liberando il suo corpo dai vestiti …. Lena la osservava ansimando ancora per lo sforzo, quando Alice curva su di lei, prese a percorrer il biondo pube schiudendolo come un bocciolo di rosa.
Le due donne erano riverse l’una sull’altra con le teste serrate tra le gambe … la lingua di Alice cominciò allora a lambire il clitoride di Lena cercando di restituirle il piacere poc’anzi assaporato. Il suo umore era dolce … unico, le labbra rosa e morbide s’aprivano sulla vagina dilatata. Senza esitazione la raggiunse, entrando ed uscendo da quell’orifizio al ritmo dei suoi spasmi. Poi si guardò intorno alla ricerca di qualcosa che assomigliasse ad un pene; posata lì sullo sgabello trovò una bomboletta di spray, l’afferrò, la ripulì con la sua camicetta e gliela infilò dentro. A quel punto Lena impazzì di piacere, il suo corpo si contorceva furiosamente inarcando i fianchi ad ogni spinta di quello strano fallo. Alice la cavalcava aggrappata alle sue natiche come un’amazzone, e più Lena si dimenava, tanto maggiormente lei gliel’affondava leccandole gli umori.
Le due donne danzarono allungo in quella posizione, poi i movimenti si fecero via via più lenti donando ai loro corpi la gioia dell’abbandono.
Alice si coricò allora al fianco di Lena cercando il suo sguardo …
“Grazie Lena” balbettò a stento mentre le accarezzava il viso … “Non avevo mai provato un piacere così forte”. Lena la guardò e con dolcezza sorrise, il silenzio accompagnò poi i loro gesti mentre si rivestivano.
Le due donne lasciarono così quell’alcova avviandosi all’ingresso del negozio. “Quanto costa questo paio di jeans? ” chiese allora Alice fingendo indifferenza, Lena le sorrise ancora “Nulla … e torna presto”, il gesto d’un saluto e poi tutto svanì così com’era nato.
Alice si svegliò stropicciandosi gli occhi, era stanca ma felice, quel sogno così vivo s’era spento lasciandole intatto il suo ricordo.
Mise i piedi giù dal letto e raggiunto il bagno, s’infilò sotto la doccia. Il getto d’acqua scese sul suo viso fugando gli ultimi torpori.
“Presto, molto presto tornerò a trovarti” si disse ancora scivolando nei suoi jeans, e con una mela tra i denti corse incontro a un nuovo giorno. FINE

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