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Haina ed il fallo d’oro

Una bellissima ragazza di nome Haina, fidanzata con un bel giovane del suo paese, un giorno andò a far legna nel bosco con le sue amiche Ramina e Telina. Mentre raccoglieva i rami secchi, Haina si sentì toccare tra le gambe. Per lo spavento ebbe un sussulto e fece cadere tutta la legna che aveva in mano. Si voltò e vide che non era una animale, come aveva temuto in un primo momento, ma era Ramina che la stava accarezzando.
Tranquillizzata e vogliosa Haina sorrise si avvicinò all’amica, le prese il volto tra le mani ed iniziò a baciarla. Le due amiche per tenere fede alle leggi del loro villaggio che prevedevano che le ragazze arrivassero vergini al matrimonio avevano iniziato da tempo a lesbicare per poter soddisfare le reciproche voglie.
Dopo pochi instanti infatti le due amiche avevano le lingue intrecciate e le mani che esploravano ogni anfratto dei loro corpi. Haina aveva in mano il florido seno di Ramina mentre quest’ultima stava massaggiando vigorosamente le chiappe sode dell’amica.
I loro corpi accaldati erano stupendi, la loro pelle ambrata ricoperta dal sudore brillava come una pietra preziosa. La sapiente lingua di Ramina stava percorrendo il solco delle natiche di Haina soffermandosi a penetrare con leggeri colpetti nello sfintere teso e roseo. Dopo aver inumidito ben bene il culo dell’amica Ramina ci infilò le sue lunghe dita e poi scese a leccarle la fica.
Haina ebbe un sussulto e dopo pochi colpi di lingua iniziò a godere come una porca.
Ramina non perse nemmeno una goccia del miele dell’amica e si inebriò con quel nettare, si attaccò al clitoride dell’amica come se lo volesse mangiare, ma sul più bello udirono un rumore strano e si spaventarono.
Dopo essersi ricomposte un pochino raggiunsero Telina per vedere se tutto era a posto. Telina non aveva udito nulla ma le tre ragazze per sicurezza andarono a controllare là dove si era udito il tonfo.
La prima ad arrivare fu Haina che con gran stupore vide per terra un fallo enorme, nerboruto e tutto d’oro. Pensò subito di prenderlo perché era molto eccitante, bello e prezioso e lo mise da parte per portarlo a casa: pensava di venderlo e di ricavarne tanti soldi.
Quando fu l’ora di andare a casa, lo prese e si accorse che era molto pesante. Decisa nel suo intento, s’incamminò con le due amiche ma faceva fatica a tenere il passo.
Si faceva scuro e Ramina e Telina cercarono di dissuaderla, ma lei a tutti costi lo volle portare con sé. Rimase sempre più indietro e, ad un certo punto, non vide più nessuno e si trovò sola.
A questo punto uscì dal cazzo d’oro un diavolo che le ordinò di seguirlo nella sua casa tra le montagne promettendole che si sarebbero divertiti molto insieme, e mentre diceva ciò sventolo sotto gli occhi di Haina un’asta enorme.
Haina capì che era in un brutto pasticcio ma non poté in alcun modo reagire.
Quando il fidanzato si accorse che non era tornata, partì alla sua ricerca, ma di Haina nel bosco non c’era alcuna traccia. Camminò in tutte le direzioni finché arrivò alle montagne dei sette satiri e chiese al primo se avesse visto la sua ragazza, ma questo rispose di no. Poi chiese al secondo e poi al terzo e così via, ma né il satiro fellatore, né quello ermafrodita, né gli altri avevano buone notizie da dargli. Fu l’ultimo, il satiro sodomita ad informarlo che aveva notizie della sua ragazza. Purtroppo quel satiro aveva un vizietto per il quale era chiamato sodomita. Infatti in cambio dell’informazione volle farsi il giovane.
Il poveretto prima che potesse rifiutarsi si ritrovò in trappola con le mani ed i piedi legati. Fu posto su un tavolaccio ed il satiro sputò sul suo uccello e brutalmente si fece il giovane il quale lanciò delle urla spaventose che nel villaggio furono scambiate per il verso di qualche animale feroce che viveva sui monti.
Il giovane perse i sensi e si riprese solo dopo qualche ora, fu allora che il satiro gli assicurò che la sua amata Haina era a casa del diavolo, nella montagna nera. Aggiunse però che se il diavolo l’avesse riconosciuto, l’avrebbe mangiato.
Allora il giovane prese una pelle di mucca e si camuffò per non farsi riconoscere e salì alla montagna nera e di soppiatto si avvicinò nell’antro del diavolo fino a nascondersi dietro una siepe dalla quale poteva spiare ciò che avveniva nella caverna.
Quel che vide lo riempì di rabbia e gelosia. Vide il diavolo beatamente disteso sull’erba mentre la ragazza, completamente nuda, lo stava masturbando a due mani ed ogni tanto si fermava a succhiare la cappella scura del diavolo.
La cosa che più faceva rabbia al giovane era il volto SODDISFATTO di Haina. Sembrava proprio che provasse piacere. Ed, infatti, era così !!!
Da quando aveva assaggiato il cazzo Haina non ne poteva fare a meno. Voleva fare sesso in continuazione. Amava specialmente essere lei a cavalcare l’asta enorme del diavolo perché così poteva impalarsi più a fondo e si sentiva veramente piena. In quella posizione cavalcava a lungo ed otteneva innumerevoli orgasmi. Quando poi sentiva che il membro del diavolo iniziava ad avere le prime vibrazioni se lo sfilala ed iniziava un pompino mozzafiato. Con la lingua inumidiva ben bene l’asta fin sotto ai coglioni che amava prendere in bocca ad uno ad uno e massaggiarli con la lingua. Poi risaliva su fino al glande che imboccava con qualche difficoltà.
Il colpo di grazia lo dava quando iniziava a slinguettare il frenulo. E quando sentiva che ormai lo sperma stava iniziando a risalire se lo puntava contro e si faceva colpire spalmandosi poi tutta la sborra sul corpo come se fosse una crema di bellezza.
Il giovane non sapendo cosa fare uscì nuovamente e ritornò dal satiro sodomita per chiedere consiglio. Questa volta sapeva a che rischio andava incontro ma la rabbia per aver visto la sua donna fare la troia con quella bestia era più forte della paura di essere re-inculato. E così fu !!
Il satiro gli consigliò di prendere tanto sale e un ago; infatti, il diavolo non sopportava il sale e con l’ago l’avrebbe ucciso. Il satiro indico al giovane dove prendere le due cose, per farlo il giovane guerriero dovette chinarsi ed alla vista di due giovani e sode chiappe pelose scattò il raptus.
Il satiro spinse per terra il giovane, gli strappo il perizoma (nella savana non si usano jeans), scappellò il suo cazzo, ci sputò sopra ed infilò due dita in culo al giovane per abituarlo all’intrusione. Poi sfilò le sue dita e subito lo inchiappettò !!!
E nel villaggio risentirono il verso di quel misterioso animale feroce che viveva sui monti …
Anche questa volta il giovane si ritrovò con l’intestino allagato di sborra, un bruciore di culo ed ancora tanta rabbia in corpo. Tornò alla montagna nera e vide che il diavolo si era addormentato.
Haina era lì vicino. Non potendosi trastullare col diavolo era intenta a giocherellare con il fallo d’oro. Il giovane uscì silenziosamente dal suo nascondiglio, si avvicinò al diavolo e gli buttò del sale negli occhi. A quel punto prese la ragazza e iniziò a correre. Con sua grande sorpresa vide che Haina era titubante a seguirlo ma dopo qualche insistenza ed avergli fatto capire che al risveglio il diavolo avrebbe potuto essere molto alterato iniziò anche lei a correre.
Quando il diavolo si svegliò, sentì gli occhi bruciare e urlò dal dolore, poi si accorse che non c’era più la ragazza e corse all’impazzata fuori della montagna nera. Vide i due fuggiaschi all’orizzonte e cercò di raggiungerli; quando fu loro vicino, il giovane buttò altro sale che mise nuovamente in difficoltà il diavolo. Quando non ebbe più sale, gettò l’ago e il diavolo morì.
I due potevano tornare finalmente al loro paese ma il giovane doveva sfogare la sua rabbia e voleva da Haina le stesse attenzioni che ella aveva rivolto al diavolo.
Si fermarono in una radura, lui tirò fuori il suo cazzo e presa con la forza la ragazza la fece inginocchiare e le fece ingoiare tutto il suo membro. Con un sapiente gioco di lingua subito gli venne duro. A quel punto si ricordò del bruciore del suo deretano, allora si voltò e si fece leccare il buco del culo. Questa cosa iniziava a dargli un notevole sollievo, anche perché oltre a leccarlo Haina non smetteva i masturbarlo lentamente. Però anche lei aveva voglia perciò smise di leccare e si buttò per terra a pancia all’aria. Quando il giovane si girò lei era a gambe sollevate mentre con le mani si allargava la fica invitando sfacciatamente il suo uomo a chiavarla. E lui non perse tempo. Si inginocchiò, la prese per le caviglie in maniera tale da sollevargli il bacino e in un sol colpo la infilzò.
Haina però era ormai abituata al grosso pistone del diavolo per cui non sembrò godere molto del trattamento che stava subendo e continuava a chiedere di più … molto di più … mentre oltre al cazzo dell’uomo si penetrava anche con le proprie dita.
Questo fece imbestialire ancora di più il giovane che allora pensò di farle provare il trattamento che lui aveva subito dal satiro. Senza preavviso alcuno la sollevò ancora un poco, sfilò il suo cazzo dalla fica di Haina, con le mani le allargò le chiappe e con un violento colpo di reni la impalò. Lo sfintere ancora vergine della ragazza provò ad opporre resistenza ma grazie al fatto che il membro dell’uomo era reso viscido dagli umori vaginali ed alla forte spinta dell’uomo al primo colpo si ritrovò spalancato.
Chiaramente Haina per questo provò un grandissimo dolore …. e nel villaggio risentirono per la terza volta il verso di quel misterioso animale feroce che viveva sui monti …
Haina cercò anche di sottrarsi alla sodomia ma ogni suo sforzo fu vano, anzi la sua reazione rendeva più selvaggio il giovane che continuava con affondi sempre più profondi e ritmati fino a quando sentì di non poter più resistere.
A quel punto sfilò il suo cazzo dal culo allargato ed insanguinato di Haina, la prese per i capelli e la sollevò reclamando lo stesso trattamento riservato al diavolo.
Haina per la rabbia di essere stata presa con violenza e per il dolore che ancora provava non aveva alcuna intenzione di prendere in bocca quel cazzo che oltretutto gli faceva un po’ schifo visto che erano visibili alcune macchie di sangue misto ad altra sostanza non proprio profumata che era fuoriuscita dal suo intestino. Ma il giovane non volle sentire ragioni, la prese per capelli e le mise il glande puzzolente tra le labbra. Visto che poi la ragazza non voleva saperne di aprire le labbra le turò il naso costringendola ad aprire la bocca. Senza aspettare che lei prendesse iniziativa iniziò a scoparla in bocca. Haina un po’ per lo schifo ed un po’ per l’impreparazione fu presa da conati di vomito ma li dovette trattenere per non rischiare di soffocare. Analogamente fu costretta ad ingoiare tutta la sborra che le inondò la gola dopo un poco.
A quel punto entrambi i giovani erano senza forze e si buttarono sull’erba per riprendersi un pochino.
Haina fu la prima che parlò. Disse al suo fidanzato che dopo tutto ciò che era successo non voleva più aspettare, voleva al più presto che si sposassero e vivere insieme felici e contenti.
Il giovane non rispose e rimase a lungo a pensarci …. Poi all’improvviso si alzò, guardò Haina e disse che era giusto che a quel punto si sistemassero. Che voleva vivere per sempre con il suo grande amore ….. e corse via a trovare il satiro sodomita !!!!!!
Fu così che Haina ormai disonorata fu cacciata dal villaggio ed ora vive nella grotta del diavolo sulla montagna nera dove esercita il mestiere di prostituta.
Mentre del giovane non si seppe più molto … però da quel giorno nel villaggio udirono sempre più spesso il verso di quel misterioso animale feroce che viveva sui monti ….

Liberamente tratto da “Haina” una fiaba del Marocco FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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