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copertina racconto erotico

Il demone

La fredda nebbia invernale avvolgeva Torino nelle sue spire… le stradine attorno alla chiesa della Consolata erano quasi deserte: in un freddo lunedì sera di gennaio pochi si sarebbero avventurati fuori dalle loro case senza un valido motivo. Due di questi erano acquattati dietro un angolo. Un passante che li avesse visti attraverso la nebbia si sarebbe stupito della singolarità dei due individui: un nero alto due metri, imbacuccato, teneva in mano una borsa da cui sporgeva un piede di porco, mentre sulla schiena portava uno zaino all’apparenza pieno. La figura che gli stava di fianco era altrettanto singolare: doveva essere un uomo, seduto su una strana sedia a rotelle dotata di cingoli, con in grembo un libro all’apparenza antico.
Le due figure rimanevano ferme, in attesa di qualcosa. L’uomo in carrozzina ogni tanto si accendeva una sigaretta, e l’accendino illuminava per un attimo il suo volto: i lineamenti erano gradevoli, di un uomo più vicino ai cinquanta anni che ai quaranta. Il suo sguardo lasciava trasparire una strana feroce determinazione.
Quando il campanile cominciò a suonare le tre, le due figure si mossero: ad un cenno dell’uomo più anziano il nero, che evidentemente era il servitore, si avvicinò alla porta laterale della chiesa e cominciò ad armeggiare con degli attrezzi da scasso. Michael Milani, l’uomo sulla “sedia a cingoli”, osservava compiaciuto il lavoro del servitore.
Dopo pochi minuti di lavoro, la serratura cedette, ed i due poterono entrare nell’edificio, chiudendosi dietro la porticina. Michael pigiò un pulsante sul bracciolo, accendendo una pila contenuta nella sedia. Con un cenno indicò al servitore la direzione verso cui dovevano andare.
Dopo avere attraversato la chiesa, i due si trovarono davanti ad un arazzo, apparentemente molto antico. “Lì dietro, Jean” disse l’invalido al servitore. Questi si diresse verso l’arazzo, scostandolo in parte dalla parete.
Il cuore di Michael batteva forte, mentre vedeva il suo collaboratore cercare a tastoni la porta segreta: finalmente le ricerche degli ultimi 7 anni stavano per concludersi: quante volte si era sentito vicino alla meta, solo per ritrovarsi deluso… ma questa era la volta buona.
Un brivido di esultanza scosse il suo corpo, quando vide qualcosa muoversi con un tonfo secco dietro l’arazzo. Si avvicinò con la maggiore velocità che gli consentivano i cingoli della sedia, e vide che Jean aveva trovato la porta: indicò al grande nero di spingere, quindi lo precedette giù per le scale, rallegrandosi per la scelta di avere preso con sè la sedia cingolata, che gli permetteva di andare quasi ovunque senza aiuto.
Le scale a chiocciola erano lunghe e buie, e nell’aria aleggiava un odore di chiuso, a testimoniare che quella porta non veniva aperta da decenni, forse da secoli. Dopo essere scesi per diversi metri, i due si ritrovarono in un’ampia sala circolare in pietra, con il soffitto leggermente a cupola. “Accendi le candele… ” ordinò l’uomo a Jean. Il nero, aiutandosi con la pila, fece il giro della sala dove, ad intervalli regolari, erano appesi al muro candelabri.
Quando la stanza si fu illuminata, mostrò uno strano altare, dietro al quale si trovava una statua, raffigurante un demone reso orami irriconoscibile, che era stata distrutta gettandola a terra.
“Vieni dietro di me, e non muoverti per nessun motivo… ” disse Michael al nero. Il servitore si mise dietro di lui, aiutandolo a sfilarsi la pesante giacca a vento che indossava. Sotto la giacca a vento, Michael indossava degli strani abiti, con cucite figure umane dai corpi avvinghiati tra loro, apparentemente l’abito rituale di una qualche strana fede maligna…
“Sai cosa sto per fare, Jean, vero? ” chiese l’uomo, cominciando ad aprire il libro.
“Sta evocando Fierna, nata dall’unione di Foras e di Lilith… è colei che mi farà camminare di nuovo… qui sotto si trova un potente nodo di magia, e questo era un tempio dedicato al suo culto: Sembra che l’esorcista che la Chiesa aveva mandato per distruggere la cripta sia stato parzialmente corrotto, e che non abbia osato distruggerla, limitandosi a mandare in frantumi la statua e a costruire sopra una Chiesa… ”
Michael prese il libro e cominciò a leggere quello che c’era scritto… le sue parole erano un misto di latino e aramaico, parole probabilmente terribili… i nomi di Fierna, Lilith e Foras echeggiavano di continuo, mentre nella cripta si creava un silenzio spettrale. Michael non perse la concentrazione quando i pezzi della statua, sparsi a terra, cominciarono a muoversi, fino a ri compattarsi insieme sull’altare. Continuò a salmodiare, fermandosi solamente quando la statua si fu lentamente trasformata in una creatura reale.
Quando vide che l’invocazione aveva avuto successo, abbassò per un attimo gli occhi, stanco per lo sforzo fisico e psicologico. Quando li riaprì li fissò sul demone, che aveva la forma di una magnifica donna, distesa sull’altare. Era alta, con i capelli nerissimi che le scendevano sul petto. Gli occhi erano neri, con le pupille che mandavano riflessi rossi, mentre le labbra carnose avevano un sorriso malizioso.
Un velo semi trasparente, nero anch’esso, copriva parzialmente la pelle bianca del corpo voluttuoso. I seni prorompenti si intuivano attraverso il velo, mentre i peli del pube sporgevano voluttuosamente: quella donna/demone era l’incarnazione della sensualità.
“Sai chi hai liberato, mortale? ” Lo apostrofò l’essere, con una voce che avrebbe fatto sorgere pensieri impuri anche a chi non avesse potuto vederla.
“Certo… ” rispose Michael “Sei Fierna, figlia di Lilith, la lussuriosa, e di Foras, in grado di restituire agli umani le abilità perdute… e sei degna figlia dei tuoi generatori”
La demone si mise a ridere.
“Vedo che mi conosci… quindi mi hai invocata per chiedermi qualcosa… ”
Disse all’uomo, accarezzandosi distrattamente tra le gambe.
Michael provò un brivido di eccitazione…
“Certo… ma tu sai cosa voglio… in questo momento stai leggendo la mia mente, i miei ricordi… anche se non servono le tue capacità per capire cosa ti voglio chiedere… ”
“Sai molto di me… ebbene: vediamo… ti chiami Michael Milani, sei un americano… Non ti stupire” La donna bloccò l’obiezione che l’uomo stava per porle “pensavo che sapessi che anche se non sono invocata da secoli so tutto del mondo… ”
“Certo… lo dimenticavo… ” disse l’uomo, scuotendo la testa.
“Allora continuo… ” riprese la donna “Sei un uomo ricco… un costruttore… quindi non desideri la ricchezza… sei stato sposato due volte, e dalla prima donna hai avuto una figlia, che ora ha 20 anni… la tua prima moglie è morta, e dopo due anni ti sei risposato con un’altra donna… è stata lei a ridurti così, sette anni fa, quando ha scoperto che volevi divorziare… ”
“Mi ha fatto sparare… voleva solo i miei soldi… avevo scoperto che con il suo amante, il mio socio, volevano farmi fuori per avere l’azienda tutta per loro… gli è andata bene che non gli ho denunciati: ho voluto che mia figlia pensasse che era stato un incidente” Rispose l’uomo, quasi in un impeto di rabbia.
“Lo so… ebbene… tu vuoi camminare di nuovo… e vendetta… in questi sette anni la tua azienda è diventata una delle più potenti del pianeta, non si occupa solo più di costruzioni, ma di un po’ di tutto, eppure tu vuoi vendicarti… ma non solo, vero? ” Chiese con voce melodiosa
“è questo quello che sono venuto a chiederti… ”
“Lo so… ma c’è un’altra speranza che hai… e che fai fatica ad ammettere a te stesso… tu vuoi anche recuperare il tempo perduto… le donne che non hai potuto avere… ti piaceva molto scopare, non è vero? ” L’uomo fece un cenno d’assenso.
“Non è niente che non sia in mio potere, mortale… ma voglio qualcosa da te… ”
Michael la guardò, deluso. “Ma… ti ho liberata… ”
“E te ne sono grata, mortale… ma questa è una libertà incompleta… finchè sopra questa cripta ci sarà la chiesa io sarò confinata qui, ed i miei poteri saranno limitati… ”
“Non posso mica fare saltare in aria la chiesa… ” rispose l’americano, sulla difensiva
“Certo che no… ma ho un altro modo per muovermi… ho bisogno di un corpo femminile che accolga il mio spirito di tanto in tanto… che si lasci possedere e mi aiuti a realizzare i miei intenti… ”
“Devo portarti qui una qualche donna? ”
“Non una qualche… ne ho in mente una ben precisa… ” l’uomo sentì un brivido corrergli lungo la schiena “Tua figlia… lei è giovane, ed è l’immagine dell’innocenza, è bella di una bellezza in grado di perdere gli uomini, se solo imparerà a farla fruttare… la voglio… dovrai unirti con lei, e poi portarla qui, in modo che io possa iniziarla a mia sacerdotessa… ”
“Non posso permetterti che tu le faccia del male… ” La voce dell’uomo era ferma, ma in fondo in fondo dubitava di potere resistere.
“Male? Che male credi che ci sia? Anzi… imparerà a godere dei più grandi piaceri della carne… e poi so che non ti dispiacerà unirti con lei… nemmeno tu sarai insensibile alla sua bellezza… ” Il demone si fermò per un attimo “Comunque questa è l’unica condizione che pongo… in cambio riavrai la possibilità di muoverti e grande vigore fisico… e avrai il potere di farti desiderare da qualsiasi donna, solo sfiorandola e guardandola negli occhi… ”
Michael esitava… sapeva che stava per ottenere quanto aveva cercato per gli ultimi anni, ma aveva paura che la demone gli nascondesse qualcosa… non voleva mettere in pericolo sua figlia…
“Va bene… hai vinto tu… ” disse l’uomo, cedendo “Cosa devo fare? ”
La donna lo guardò, sorridendo, quindi si alzò, facendo cadere il velo che la copriva.
Michael osservava il demone che si avvicinava ancheggiando sensualmente, i seni che ballavano liberi e le grandi labbra che sporgevano, visibilmente eccitate.
“Prima di tutto sappi che non ti tradirò… “Gli disse la donna “Sei troppo importante, poichè sei colui che mi ha liberata… mi posso permettere di non tradire un uomo, quando posso perderne molti altri… ” Quindi spinse via Jean, che era rimasto come in trance per tutto il tempo, e fece avvicinare la sedia cingolata ai gradini, in modo da essere più in alto dell’uomo.
Portandosi una mano alla vagina, si provocò un piccolo taglio sulle labbra, facendone uscire qualche goccia di sangue. “Leccala… e lecca il mio sangue… ” intimò all’uomo, avvicinandogli la vagina al volto. Michael era eccitato al parossismo, da quando era rimasto paralizzato dalla vita in giù non aveva più toccato una donna, anche se i suoi desideri e le sue fantasie erano rimasti quelli di un uomo sano. Portò le mani sui glutei della donna, attirando la vagina verso le sue labbra. Michael ricordava che Fierna, come la maggior parte dei demoni femminili, aveva la capacità di indurre alla lussuria, e che lei stessa provava un’insaziabile sete di sesso.
Non si stupì, dunque, quando trovò la vagina abbondantemente bagnata. Le poche gocce di sangue si confusero con il sapore degli umori della demone, che cominciò presto a gemere sotto i colpi della lingua dell’uomo. Mentre leccava la donna, Michael sentiva qualcosa cambiare dolorosamente nel proprio corpo. Sentiva come se i nervi e i muscoli trovassero una nuova vita. Sentiva il proprio membro rigido come non accadeva da tempo, e lo sentì irrigidirsi ulteriormente quando Fierna venne, gridando e inondandogli la bocca con i suoi umori.
“Il mio sangue deve avere fatto effetto… alzati… ” gli disse, allontanandosi da lui. Michael provò ad alzarsi, e sentì che le gambe rispondevano ai suoi desideri. Lentamente si alzò in piedi, ma quando fece per camminare verso la donna cadde a terra.
“Non preoccuparti… devi solo abituarti nuovamente… ” Gli disse la demone, che intanto aveva cominciato a masturbarsi con tre dita nella vagina.
Lentamente Michael si sfilò i pantaloni, e fu sorpreso nel notare che il suo membro era più grosso di prima… sia come lunghezza che come diametro.
“Quello è un piccolo regalo… ” Gli disse la demone “Aumenterà a poco a poco di dimensioni nei prossimi giorni… Vieni adesso… voglio sentirti nel culo… ”
L’uomo notò che ci metteva poco a riacquistare la padronanza dei propri movimenti, ed in meno di un minuto riuscì ad alzarsi e ad arrivare davanti a Fierna.
“Prendimi… ” Gli intimò la donna, dandogli le spalle ed allargandosi le natiche con le mani.
Michael non se lo fece ripetere e, con un unico gesto, affondò il membro nell’ano della donna.
Incurante del dolore che provocava a sè e alla demone, che sembrava trarne ancora maggiore piacere, cominciò a muoversi nel canale non lubrificato.
Mentre scopava la donna si appendeva ai seni, palpandoli e strizzandoli come non faceva da anni.
Alla fine la lunga astinenza ebbe la meglio e, quando la donna venne contraendo ritmicamente lo sfintere in preda al piacere, si lasciò andare scaricandole nell’intestino diversi getti di sperma.
La donna rimase per qualche momento con il membro infilato nel suo ano, poi scostò l’uomo facendolo sedere sulla sedia cingolata. “Questo è uno degli effetti collaterali del mio sangue… il tuo cazzo crescerà un po’ in lunghezza e larghezza nei prossimi giorni, i tuoi muscoli acquisteranno tono più giovanile e riuscirai a durare molto più a lungo… anche il tuo sperma aumenterà… ” Lo guardò per un attimo “Ma ricordati cosa voglio… e sappi che con lei non potrai usare il tuo potere, dovrai sedurla con altri metodi… ”
Michael alzò lo sguardo “Ho promesso, e manterrò… so che non conviene farti arrabbiare… ”
Si alzò e cominciò a rivestirsi, dimostrandosi sempre più sicuro nei suoi movimenti
“Ho bisogno di te per un’altra cosa, prima che tu te ne vada… ” Gli disse la demone, sfiorandogli la spalla. “Visto che potremmo avere bisogno di vederci relativamente spesso, non possiamo ogni volta aspettare che la chiesa sia chiusa, perchè tu ed il tuo compagno la scassiniate… portami il prete, in modo che possa renderlo mio servo… ” L’ultima frase fu accompagnata da un sogghigno.
Quando ebbe terminato di rivestirsi, Michael fece un cenno a Jean, che lo fissava stupito e visibilmente eccitato. I due salirono le scale e si diressero verso la stanza del prete, che si trovava inserita nell’edificio, attaccato alla Chiesa.
L’uomo stava dormendo, e per i due fu facile immobilizzarlo nella coperta e trascinarlo via, approfittando del fatto che fosse ancora insonnolito. Dopo pochi minuti erano di ritorno nella cripta, con il prete legato ed incappucciato.
“Liberategli il volto, voglio che mi veda” Disse la donna.
I due uomini eseguirono, togliendo il lenzuolo dal volto dell’uomo. Il prete era abbastanza giovane, un bel ragazzo di poco più di trenta anni, e quindi ancora sensibile alla bellezza e alle tentazioni della carne. Quando vide la donna nuda davanti a lui distolse lo sguardo, ma l’erezione che comparve rapidamente era eloquente.
“Chi sei, donna… ” Le chiese, cercando di non guardarla.
“Guardami… ” gli rispose il demone prendendogli il volto con una mano e obbligandolo a guardarla in faccia “Sono Fierna… sai chi sono? ”
L’uomo trasalì, a sentire quel nome… “Non… non è possibile… sei… sei un demone? Allontanati da me! Subito! ”
Al sentire le parole dell’uomo, Fierna scoppiò in una fragorosa risata. “Purtroppo le tue parole non sono confermate dal tuo corpo… ” gli disse, appoggiando una mano sul rigonfiamento dell’erezione. Con un’unghia tagliò il lenzuolo in corrispondenza del rigonfiamento, liberando il membro del giovane sacerdote. “Allora? Vuoi che mi allontani o che continui? ” gli chiese, mentre con la mano cominciava a masturbarlo lentamente.
L’uomo chiuse gli occhi, troppo eccitato per ritrarsi, nonostante il ribrezzo che gli ispirava l’idea di essere toccato da quella creatura. Con un sorriso di scherno, la donna guardò Michael, per sottolineare la propria vittoria, quindi si abbassò sul giovane prete, prendendo completamente in bocca il suo membro.
Michael osservava eccitato la donna che leccava il membro del giovane, lo succhiava, lo ingoiava fino ad arrivare a toccargli con il naso il pube, mentre il giovane man mano perdeva il controllo di sè, cominciando ad implorare la demone di non fermarsi. Quando vide l’uomo aprire gli occhi e gemere, e Fierna deglutire diverse volte, capì che il pretino era venuto.
Dopo avere ingoiato tutto lo sperma del giovane, la donna se lo sfilò dalla bocca, continuando a masturbarlo…
“Vedo che ce l’hai ancora duro… evidentemente rispettavi la tua sciocca astinenza… vuoi scoparmi? ” Gli chiese, sorridendo
l’uomo reagì solamente con un cenno di assenso, evidentemente opponeva ancora resistenza
“Non ho capito… ” La donna continuava a masturbarlo.
“Sì… lo voglio… ”
“Vuoi essere il mio schiavo, quindi? Godere del mio corpo, riempire tutti i miei buchi? ”
“Sì… lo voglio… voglio scoparti, troia! Voglio essere il tuo schiavo e chiavarti fino a farti godere! ”
Sulle labbra della demone si dipinse un sorriso di trionfo
“Allora vedrò di accontentarti… ” Si alzò e si calò sul membro del giovane, strappandogli un gemito di piacere.
“Voi andate via… l’educazione del mio schiavo richiederà molto tempo, e voi avete altre incombenze… ” Disse, girandosi verso i due che osservavano.
Michael salì sulla sedia e si diresse con Jean verso l’uscita della cripta. L’ultima immagine che videro era quella del pretino con il volto affondato tra i seni della donna mentre questa lo cavalcava.
I due uomini si diressero verso l’appartamento che avevano affittato, fecero le valigie e Michael telefonò all’aeroporto, per farsi preparare il jet privato. “Non ti ha fatto chiavare con lei perchè altrimenti saresti stato in tuo potere… ” Disse Michael a Jean, intuendo i suoi pensieri, mentre questi guidava verso l’aeroporto. “E tu dovrai aiutare me, non lei… ma stai tranquillo, sarai ricompensato molto piacevolmente… ”
“Certo, signore… credo proprio che lei riuscirà ad usare piacevolmente questo potere… ”
Tra i due negli ultimi anni si era sviluppata una complicità maggiore rispetto a quella che c’è solitamente tra un uomo ed il suo servitore, dopo che Michael era arrivato a chiedere al nero di guardarlo mentre faceva sesso con le sue amanti, attraverso un finto specchio.
Durante il viaggio in aereo Michael ripensò a come sarebbero cambiati adesso i rapporti con le persone: di sicuro Jean sarebbe rimasto al suo fianco, e anche la bella Shay, la giovane infermiera che lo aveva assistito negli ultimi tre anni. Era riuscito a non portarsela dietro raccontandole che sarebbe andato a provare una cura alternativa, ancora sperimentale, e che meno gente avesse portato con se meglio sarebbe stato… la sua fedeltà adesso andava ricompensata, e magari avrebbe anche potuto divertirsi con lei… Il ricordo dell’amplesso con il demone lo eccitò nuovamente, e si addormentò con quelle immagini stampate in testa.
Ritorno a casa
L’aereo atterrò a New York alle 11 del mattino. Jean aveva chiamato alla Milani Manor, poco fuori New York, avvisando che sarebbero tornati verso quell’ora… Shay era venuta a prenderli, preoccupata per le condizioni di salute del signor Milani.
Quando Michael scese dall’aereo seduto sulla sedia (aveva deciso così per impressionare Shay alzandosi) vide che l’infermiera era sotto che lo guardava, preoccupata. Era una bellissima donna: nonostante la propria disabilità aveva scelto di circondarsi solo di donne attraenti. Aveva trenta anni, i capelli di un colore castano chiaro, lisci, lunghi fino alle spalle, gli occhi verdi ed un sorriso attraente. Non era altissima, ed il suo corpo era decisamente sensuale, anche se era coperto da un vestito piuttosto castigato. I seni erano mediamente grandi, ben proporzionati al resto del corpo, ed il sedere era un po’ largo ma attraente.
Quando l’uomo arrivò davanti a lei lo accolse con un sorriso. “Allora, signor Milani, com’è andata la cura? La trovo bene… ” Gli chiese, con l’aria un po‘ offesa per non essere stata portata con lui.
“Discretamente bene, mia cara… vedrà che progressi ho fatto… ” rispose, decidendo di tenerla ancora sulle spine.
Michael si avviò verso la limousine che lo attendeva, seguito da Shay e da Jean. Quando arrivarono alla macchina fece cenno al nero di sedersi davanti, vicino all’autista.
La donna gli si accostò, per aiutarlo ad adagiarsi sui sedili della limousine, ma lui decise di farla rimanere a bocca aperta. “Non ce n’è bisogno, mia cara… ” le disse, facendo forza sulle braccia ed alzandosi da solo. Quindi entrò nella macchina e si adagiò, accavallando distrattamente le gambe.
“Allora, Shay? Non entra? ”
La ragazza era rimasta a bocca aperta, osservando il prodigio che si era compiuto sotto i suoi occhi.
Alle parole dell’uomo si riscosse, fece il giro della macchina ed aprì la portiera, sedendosi di fianco a Michael.
“Mi scusi, signor Milani… ma non credevo che fosse andata così bene… sono… sono molto felice per lei. ” Michael fece cenno all’autista di partire, quindi schiacciò il pulsante che permetteva di chiudere lo spazio di comunicazione tra i sedili davanti ed il “salottino” dietro.
“Devo ringraziarla molto, Shay… posso darle del tu? Lei mi chiami pure Michael” La giovane annuì, abbassando gli occhi “Devo dire che se sono guarito devo molto a lei… ” continuò l’uomo “ma… la vedo preoccupata. ”
“Non è niente, signor… Michael, volevo dire. è che… è tutto così improvviso… e poi lei, tu, eri così gentile… so che non dovrei dire così… ma un po’ mi dispiace di dovermene andare. ”
Michael la guardò, soddisfatto. “Non necessariamente te ne dovrai andare, ragazza… ” Le disse, mentre le alzava il mento con una mano, costringendola a guardarlo negli occhi. La mano dal mento scese verso i seni, accarezzandoli leggermente. Michael sentì improvvisamente il proprio potere entrare in azione, e l’eccitazione della donna crescere. Lo sguardo ed i capezzoli che cominciavano ad inturgidirsi lo testimoniavano.
“Mi scusi… ” disse la ragazza, che cominciava ad essere visibilmente confusa “èstrano ma… ora la vedo in un’altra luce… non posso fare a meno di avere dei pensieri… impuri… ”
“Non c’è niente di strano, ragazza… ” le disse l’uomo, avvicinando le proprie labbra a quelle di lei e baciandola. Il bacio ruppe gli indugi dell’infermiera, che aprì la bocca tirando fuori la lingua per farla incontrare con quella dell’uomo.
La donna era assatanata, lo baciava con violenza, mentre le sue mani erano scese a cercare il suo membro e armeggiavano per farlo uscire dai pantaloni.
“Aspetta… faccio io… ” Le disse Michael.
Si inginocchiò e si aprì i pantaloni, facendo uscire il membro già duro.
Appena Michael se lo fu tirato fuori, la donna si abbassò prendendolo in bocca. Michael cominciò ad assaporare la sensazione delle labbra che si chiudevano attorno al glande, della lingua che lo leccava lentamente, delle mani che gli accarezzavano i testicoli, quelle sensazioni che non sentiva da tempo immemorabile.
Shay lo succhiava con passione, muovendosi su e giù e masturbandolo, ansiosa di sentire arrivare il suo sperma. Michael si trovava indeciso sul cosa fare: aveva talmente tante cose che voleva fare, che non sapeva decidersi a cosa dedicarsi prima. Decise di lasciare che la bella infermiera bevesse il suo seme, e si dedicò ad accarezzarle la schiena, scendendo verso le natiche.
Cominciò a palparle, mentre la donna si infilava sempre più in gola il suo membro. Le alzò la gonna del vestito, scoprendo le mutandine bianche che indossava.
Cominciò a fare scorrere due dita nel solco delle natiche, fino a raggiungere lo sfintere. Pian piano premeva, da sopra le mutandine, facendo entrare la punta del dito. Quindi spostò le mutandine, e cominciò a sfiorare lo sfintere con maggiore decisione.
Improvvisamente penetrò l’ano della donna con l’indice, provocandole un gemito di dolore. Eccitato al massimo cominciò a muoversi dentro la bocca di Shay, quasi scopandola, finchè il piacere non esplose facendogli riversare fiotti di sperma nella gola della donna.
Shay accolse tutto il suo sperma, deglutendo rumorosamente, visibilmente eccitata per la penetrazione del dito nel suo ano. Dopo che Michael ebbe finito di eruttare sperma, la donna continuò a succhiarlo per un po’, quindi lo sfilò dalle labbra.
“Ma quanto ne avevi? ” Gli disse, sorridendo “Credevo di soffocare”.
Michael si avvicinò e la baciò, mentre la mano destra si muoveva tra le cosce della ragazza.
“Sei eccitata… dovrò fare qualcosa… ” Le disse infilando due dita.
Cominciò a masturbarla rapidamente, infilando e sfilando le due dita, mentre la donna saliva rapidamente verso il piacere. Quando alle due dita aggiunse il pollice, cominciando a titillarle il clitoride, Shay non si trattenne più, venendo sulle sue dita.
“Me l’hai fatto tornare duro… vieni, fatti scopare! ” Shay non se lo fece ripetere: si alzò e si mise a cavalcioni dell’uomo, impalandosi. Mentre la ragazza si muoveva sopra di lui, l’uomo le slacciò la camicetta, cominciando a palparle e baciarle i seni.
Nonostante il recente orgasmo, Michael era troppo eccitato per godersi nuovamente la presenza della vagina attorno al suo membro dopo tanti anni. Fece muovere velocemente la donna sopra di sè finchè questa non venne, trascinandolo con sè nell’orgasmo.
Quando arrivarono alla Milani Manor, i due si erano già rivestiti.
Jean aprì la portiera, ed i due uscirono, dirigendosi verso la porta della villa. Ad aspettarli oltre la porta c’era la giovane cameriera della villa. Michael si divertì a guardare l’espressione sorpresa della giovane e bella ragazza, quando lo vide oltrepassare la porta camminando.
“Cosa c’è, Colleen? Hai visto un fantasma? ” Le chiese, vedendola rimanere a bocca aperta. La ragazza, figlia della cuoca, era al servizio di Milani da prima che lui perdesse l’uso delle gambe. Appena aveva compiuto 16 anni Michael l’aveva presa al suo servizio, pagandole gli studi privati nel tempo libero.
La ragazza avrebbe potuto andarsene da tempo, ma aveva preferito lavorare in quella casa. Michael l’aveva assunta anche perchè era attratto dalla sua grande bellezza, dal suo viso attraente evidenziato dai capelli castani tirati all’indietro in una coda di cavallo e dagli occhi neri sempre sorridenti, ma non aveva ancora avuto l’occasione di godere del suo corpo: l’uomo, infatti, aveva perso l’uso delle gambe quando la ragazza era ancora minori enne, e prima non osava insidiare la minorenne per paura delle conseguenze legali e per paura che sua figlia, che ne era diventata molto amica per la vicinanza di età, lo venisse a sapere.
“Signor Milani… quasi… ” rispose la giovane, che ormai aveva compiuto 24 anni. “Non mi aspettavo… ” La ragazza arrossì.
“E invece la cura è funzionata perfettamente, come puoi vedere… ” rispose l’uomo, sorridendole
“è… meraviglioso… vado subito a chiamare mia madre, la conosce da così tanti anni, ne sarà felicissima… ”
Michael per tutto il dialogo aveva lasciato scivolare lo sguardo nella scollatura della ragazza, che lasciava intravedere i suoi seni abbondanti. Quando questa si girò, dirigendosi verso la cucina, lo sguardo si posò sulle belle gambe. L’abito che portava impediva che si vedesse la forma del sedere, ma Michael sapeva che era decisamente attraente.
L’uomo si divertì ad immaginare i giochetti in cui avrebbe coinvolto la ragazza, appena avesse avuto un po’ di tempo libero. Sapeva che le cose da fare erano tantissime.
I suoi pensieri furono interrotti dall’arrivo della cuoca, una donna di quasi sessant’anni che in gioventù aveva dovuto essere attraente, ma che ormai non lo era più.
La donna lo guardò con le lacrime agli occhi: era al servizio in casa loro da quando Michael aveva quindici anni ed ora, dopo che lo aveva visto rischiare di morire, lo ritrovava in piena forma.
La donna lo informò che Stacy, la figlia, era all’università, e che sarebbe ritornata solo per l’ora di cena. Michael, che si sentiva stanco per il viaggio, disse che si ritirava per un po’ in camera sua a riposarsi, e che sarebbe sceso per l’ora di pranzo.
Dopo il pranzo, Michael si rifugiò ancora in camera sua per riposarsi. Stava per assopirsi nuovamente, quando sentì bussare alla porta. “Avanti! ” disse, distrattamente. “Mi scusi… mia madre mi ha mandata a chiederle se aveva bisogno di qualcosa… ” Era Colleen, che entrò in camera timidamente.
“Grazie Colleen… dì pure a tua madre che va tutto bene… anzi. ” Disse, quando la ragazza era quasi uscita dalla porta. “Se mi portassi una brocca d’acqua ed un bicchiere saresti un angelo”. La ragazza sorrise prima di rispondere. “Certo… ”
L’improvvisa interruzione dalle sue letture ebbe il potere di eccitare nuovamente l’uomo, che pensò che questa poteva essere l’occasione per provare nuovamente il suo potere.
“Eccomi… ” disse la ragazza, tornando con una bottiglia ed un bicchiere. Quando si avvicinò al letto, per posare la bottiglia sul comodino, Michael ne approfittò per accarezzarle le natiche da sopra la gonna.
“Sei diventata una ragazza molto bella, Colleen… ” Le disse, mentre con il dito medio passava nel solco delle natiche, accarezzandole la vagina da sopra gli indumenti.
Come la ragazza si girò verso di lui, stupita per il gesto, Michael sentì il potere fluire dal suo sguardo. La conferma gli arrivò dagli occhi della ragazza, che si chiusero in una smorfia di piacere quando l’uomo le sfiorò la vagina.
“Sei eccitata, vero? ” Le chiese l’uomo, accarezzandole ancora la vagina.
La ragazza annuì, mordendosi le labbra per non gemere.
“Chiudi a chiave la porta… ” le disse Michael. Colleen obbedì, quindi si avvicinò al letto.
“Togliti le mutande, poi fammela leccare… ” Le disse, mentre sentiva l’eccitazione salire.
La ragazza si sfilò le mutandine quindi, senza togliersi la gonna, salì sul letto, inginocchiandosi sopra il volto dell’uomo, lasciandogli una visone completa del suo pube.
Michael ammirò per qualche secondo la bella vagina, coperta da una peluria curata a formare un piccolo triangolo sul pube, quindi portò le mani ad accarezzarle le natiche e a tirare il pube verso di sè, appoggiano le proprie labbra su quelle dalla vagina della ragazza.
Collen si lasciò sfuggire un gemito di piacere a quel contatto. Michael si era quasi stupito, trovando la ragazza già profondamente bagnata. Assaporò a lungo gli umori che colavano sulle grandi labbra, prima di infilare la lingua all’interno dell’intimità della ragazza.
Man mano che andava avanti, l’uomo imparava nuovamente a controllarsi, senza cercare di venire subito. Andò avanti a leccare la ragazza, che si era liberata il petto dalla camicetta e aveva cominciato ad accarezzarsi le abbondanti mammelle, finchè questa non venne.
Michael assaporò il succo dell’orgasmo della ragazza, quindi le fece cenno di spostarsi. Senza che glielo dicesse, Colleen si inginocchiò accanto a lui, cominciando ad armeggiare con i suoi pantaloni. Non appena glieli ebbe abbassati, si chinò a baciare i boxer, da cui spuntava il glande dell’uomo, in un’evidente erezione.
L’uomo lasciò che la ragazza giocasse un po’, prima di prendergli in bocca il membro.
La ragazza lo succhiava lentamente, alternando dei su e giù con la bocca a momenti in cui si dedicava a leccare l’asta ed i testicoli dell’uomo. Michael, intanto, aveva fatto porre la ragazza in modo da potere arrivare a toccarle la vagina, e aveva cominciato a masturbarla, accarezzandole il clitoride che sporgeva sottolineando la grande eccitazione della brunetta.
Dopo pochi minuti di quella reciproca stimolazione, Michael si sfilò dalla bocca della ragazza e si pose alle sue spalle, appoggiando il glande alla vagina. Tenendola con le mani sui fianchi la penetrò con un colpo secco, facendole emettere un gemito di piacere misto a dolore per le dimensioni del membro dell’uomo.
La scopava lentamente, assaporando ogni singola sensazione e godendosi i gemiti di piacere che la ragazza non riusciva a trattenere, come in un delirio da onnipotenza.
Il movimento dell’uomo portò rapidamente la ragazza al limite del secondo orgasmo, che arrivò quando Michael aumentò per un attimo il ritmo, penetrandola fino in fondo.
Dopo che la ragazza fu venuta, Michael sfilò il membro e lo pose sullo sfintere, cominciando a spingere. La reazione della ragazza, che si irrigidì immediatamente, lo stupì. “Non mi dire che nessuno ti ha mai inculata… ” le chiese, stupito. “è così, signor Milani… la prego… faccia piano… ”
Michael non aveva voglia di perdere tutto il tempo necessario a fare abituare alla presenza del proprio membro l’ano della ragazza, quindi la fece alzare la baciò.
“Sdraiati, allora… ”
Colleen obbedì, sdraiandosi supina e allargando le gambe, masturbandosi lentamente. Michael le salì sopra il petto a cavalcioni, appoggiandole il membro nel solco dei seni. La ragazza capì le intenzioni dell’uomo e si strinse i seni intorno all’asta di Michael, che cominciò a muoversi tra le sue mammelle.
Ogni tanto, per prolungare il piacere, l’uomo lo spostava leggermente per permettere alla ragazza di leccargli rapidamente il glande.
Quando sentì che stava per godere, cominciò a muoversi rapidamente, scopandole i seni fino a venire, riempiendole il viso ed il collo del suo sperma. Con piacere notò che la quantità che aveva imbrattato il corpo della ragazza non accennava a diminuire nonostante i due orgasmi avuti quel giorno. Alzandosi sulle ginocchia, portò il membro all’altezza delle labbra di Colleen, che lo prese in bocca ripulendolo e leccando tutto lo sperma che era rimasto sul glande.
“Adesso vai pure, sei stata brava… venitemi a chiamare per le sette e mezza. ”
La ragazza si ripulì dallo sperma, portandolo con le dita alle labbra e assaporandolo avidamente, quindi uscì. “Se ha bisogno di qualsiasi altra cosa… ” Gli disse maliziosamente prima di uscire “non ha che da chiamarmi”.
Quando Stacy arrivò a casa, Michael era già seduto al tavolo. Aveva ordinato ai membri della servitù di non dirle niente, poichè voleva farle una sorpresa. Quando la vide entrare si accorse che il demone aveva avuto ragione: non gli sarebbe pesato molto cercare di sedurla di godere del suo corpo. La ragazza entrò in sala da pranzo sorridente, con i lunghi capelli biondo platino che ondeggiavano ad ogni passo. Gli occhi neri sorridevano, come il resto dello splendido viso caratterizzato dalle labbra carnose senza essere volgari e dal nasino francese.
Indossava un paio di jeans che evidenziavano le sue belle e lunghe gambe, mentre un maglione le copriva i seni, che si intuivano comunque abbondanti. Per salutarlo, baciandolo sulla guancia, si dovette abbassare, dando la possibilità al padre di vedere, attraverso la scollatura, che i suoi magnifici e grossi seni non avevano alcuna copertura se non il maglione.
Stacy era stanca per la giornata trascorsa a studiare da Beth, la sua migliore amica. Gli esami dell’università erano incombenti, e negli ultimi giorni le due ragazze erano state tutto il tempo sui libri. Quando Colleen le disse che era tornato suo padre riprese l’aria solare che aveva sempre in sua presenza: sapeva che suo padre voleva vederla contenta, sapeva che aveva passato gli ultimi sette anni a cercare una cura per ricominciare a camminare, finendo costantemente deluso, quindi voleva che avesse intorno un ambiente allegro, che gli rendesse meno pesanti i suoi guai.
Quando entrò in sala da pranzo e lo vide al tavolo si accorse che era più allegro del solito “Meno male… ” si disse, e corse ad abbracciarlo e baciarlo sulle guance.
“Allora? ” Gli chiese “Com’è andata? ”
“Bene… ” Le rispose il padre “Ho pensato di farti una sorpresa”.
Quando lo vide alzarsi in piedi rimase per qualche istante a bocca aperta, quindi si gettò al collo del padre, abbracciandolo, mentre le lacrime di gioia cominciavano a rigarle il viso.
Michael ripensava alla giornata, che si era rivelata proficua sotto tutti gli aspetti… aveva sedotto, grazie all’aiuto del demone, Shay e Colleen, ed ora era il momento di cominciare a rimettere a posto i pezzi della sua vita…
La porta che si apriva lo distolse dai suoi piani.
“Mi hai chiamata, vero? ” Gli chiese la voce melodiosa di Shay.
Il volto dell’uomo si aprì in un sorriso, mentre la donna si sfilava la camicia da notte ed entrava nel suo letto per un nuovo amplesso… FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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