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Missione nello spazio

L’astronave procedeva tranquillamente nello spazio. I motori erano al minimo
dell’energia dopo l’ennesimo balzo iperspaziale e nessun problema affliggeva
l’equipaggio. I due uomini e la donna a bordo che formavano l’equipaggio erano stati scelti per quella missione secondo specifiche caratteristiche: non erano piloti di astronavi veri e propri anzi, per dire la verità, non lo erano affatto. I due uomini, Robix e Tangor, erano membri dei servizi segreti dell’Alleanza Galattica mentre la donna era la dottoressa Aylin, laureata con il massimo dei voti all’Università di Vega in psicosociologia applicata alle popolazioni che man mano venivano a far parte dell’Alleanza. Non si conoscevano tra loro ed erano stati scelti tra un milione di individui proprio per alcune loro peculiarità: i due uomini erano i migliori nell’uso di armi da combattimento ravvicinato quali fruste neuroniche e disintegratori atomici, nonché esperti in tecniche di sabotaggio e con alle spalle almeno dieci missi!
one oltre i confini dell’Alleanza, tutte andate a buon fine. La donna la migliore
esperta in psicosociologia umana ed aliena ed era riuscita a comprendere, dopo che molti avevano fallito, il complicato flusso neurale che regolava il comportamento di altre specie aliene, delineandolo con formule matematiche che fino ad allora erano considerate utopistiche.
L’unica cosa che li accomunava era la gradevolezza del loro fisico, specialmente quello della donna, la quale era, a detta di tutti, una gran bella ragazza: occhi neri, capelli lunghi e rossi ondulati secondo la moda del pianeta, e soprattutto alta 1. 80 con una sesta misura di reggiseno e gambe lunghe ed affusolate, perennemente abbronzate dalle sfere fluorescenti tascabili in uso in quel periodo dell’anno.
Inutile dire che durante il viaggio, che durava ormai da più di due mesi, vari
tentativi furono fatti dai due uomini sia per la prorompente bellezza della dottoressa Aylin, sia per il fatto che i loro bisogni fisiologici erano stati messi a dura prova dalla lunghezza inusuale del viaggio; ma ogni approccio di quel tipo trovava Aylin sempre fredda ed estremamente riluttante, per cui inevitabilmente il risultato era che i due venivano irrimediabilmente respinti.

La missione era molto pericolosa: due astronavi mandate in quel settore non erano tornate apparentemente senza motivo e di loro non si era saputo più nulla da poco tempo dopo l’atterraggio sul pianeta. Sembrava tutto a posto e le comunicazioni parlavano di primi contatti con le forme di vita locali che sembravano avere le stesse sembianze umane quando all’improvviso le comunicazioni si interrompevano e degli equipaggi non si sapeva più nulla.

Ormai erano vicini al pianeta e stavano iniziando le procedure di atterraggio che, in realtà, consistevano nel dare al computer di bordo esclusivamente comandi vocali classici. Gli schermi protettivi erano stati alzati ed al massimo della loro potenza: nessuna forza, atomica e non fino ad allora conosciuta avrebbe potuto trapassarli per cui nulla era stato lasciato al caso. Atterrarono e da primi rilevamenti fatti sembrava che il loro arrivo non fosse passato inosservato: una folta schiera di persone stava giungendo dal vicino centro abitato con mezzi apparentemente a canalizzazione di energia atomica. L’atmosfera era in tutto e per tutto simile a quella del loro pianeta di origine e non sembravano esserci gas pericolosi o quantomeno nocivi per i tre componenti dell’equipaggio.
Per maggior sicurezza indossarono tute con microtelecamere ad onde radio nascoste nei bottoni le quali registravano ogni movimento nel loro campo visivo e trasmettevano il tutto alla stazione dell’Alleanza più vicina con ritardo dovuto alla distanza pressoché nullo. Gli abitanti del luogo osservarono la discesa dei tre al suolo con attenzione e ascoltarono le parole della dottoressa con evidente curiosità: ovviamente non capivano nulla ma a gesti invitarono i tre sui loro mezzi con l’evidente intento di fargli visitare la città. Accettarono guardinghi ma non si divisero per cui il viaggio, brevissimo, verso l’agglomerato urbano fu tranquillo e rilassante. La civiltà era molto progredita e la dottoressa Aylin cercò, attraverso un riconoscitore vocale, di cominciare a comprendere l’idioma locale; vuoi perché l’unica dei tre che tentava di migliorare i contatti con gli abitanti del luogo, vuoi perché tutti gli alieni sembravano essere di sesso maschile, vuoi perché la sua bellezza era decisamente oltre la media, tutte le attenzioni degli alieni si concentravano su
Aylin. Lei non si accorse di nulla fin quando non furono scortati a quello che sembrava essere una sorta di Università o Centro di Ricerche: cercarono di dividerli ma a gesti spiegarono di voler rimanere uniti e così furono condotti in una stanza in cui vi erano alcuni alieni vestiti con uno strano camice argenteo che, a gesti, capirono essere degli scienziati.
Intanto Aylin era quasi riuscita a comprendere buona parte dell’alfabeto e, tramite un trasduttore, riusciva a farsi capire ed a capire la lingua.
Spiegarono loro che erano giunti lì in pace e tutto ciò che era successo e gli scienziati del luogo spiegarono tranquillamente loro che gli equipaggi delle precedenti astronavi erano stati imprigionati secondo le usanze del luogo per non essersi sottoposti al rito della iniziazione.
“Quale è questo rito? ” Chiese serrando il calcio del disintegratore Robix quasi a prevedere una reazione aliena.
“Lo vedrete molto presto. ” Rispose uno degli scienziati, ed a quelle parole una nuvola di gas li colse alla sprovvista e caddero nel sonno senza poter muovere un solo muscolo.

Robix e Tangor si svegliarono immobilizzati a dei supporti metallici da campi di forza di natura sconosciuta. Erano ancora con indosso la loro tuta ma completamente spogliati delle loro attrezzature; persino le telecamere erano state trovate e tolte loro. Erano in balìa di quegli alieni e cominciarono a temere per la loro sorte quando videro, davanti a loro, la dottoressa Aylin, sdraiata priva di sensi su una superficie morbida completamente nuda. La chiamarono urlando e lei lentamente riprese i sensi; ancora intontita sentiva le voci dei compagni chiederle aiuto ma d’improvviso le voci cessarono. I due si resero ben presto conto che non erano soli in quella stanza ma vi erano dieci alieni che stavano entrando nella stanza da una porta dietro di loro e si dirigevano verso Aylin. Questi erano completamente nudi e… dotati tutti di due cazzi di notevoli dimensioni. Quando si riprese Aylin era completamente circondata da quegli alieni che avevano formato un circolo intorno a lei e guardavano le sue forme perfette. Aylin li vide e cacciò un urlo… non aveva ancora mai visto uomini con due sessi! Quelli la guardavano desiderosi… cosa le avrebbero fatto, pensò Aylin… erano in dieci e lei aveva avuto modo di fare sesso, ma mai in quel modo, solo con un uomo fino a quel momento.
I dieci si avvicinarono e cominciarono a toccarla in ogni parte del corpo, più lei tentava di spostarsi più mani aveva addosso, un vero groviglio di mani che la frugavano dappertutto, era piena di mani e vedeva i cazzi risvegliarsi lentamente ma inesorabilmente assumendo forme sempre più grosse. Ormai tutti erano eccitatissimi, lei era stata ripetutamente violata da quelle mani che si infilavano dovunque, tenendola ferma per le gambe e per le braccia Urlava e godeva… godeva ed urlava… era una sensazione tremenda, nessuno poteva far nulla per lei, vedeva i suoi due compagni di viaggio impotenti immobilizzati e vistosamente eccitati per quella scena ad alto tasso erotico. Poi sentì un cazzo cominciare a farsi strada nella fica, penetrandola vigorosamente, ed un altro che tentava di forzare la sua bocca fino a riuscirci… e poi un altro ancora, dello stesso alieno che anche lui si intrufolava nella bocca. Con le mani doveva masturbarne altri… sembrava non finissero mai!
All’improvviso uno di quegli alieni cominciò a scoparla sia in fica che nel culo con suoi due cazzi, mentre altri alternavano i loro due cazzi nella sua bocca; arrivò ad averne fino a tre contemporaneamente in bocca mentre un altro svettava imperioso vicino alle sue labbra allargate.
Dopo un tempo infinito passato a scopare con quegli alieni che sembravano non essere mai sazi, e numerosi suoi orgasmi finalmente qualcuno cominciò a godere: sborravano con entrambi i cazzi contemporaneamente… uno, due, tre, tutti la riempirono di sborra in ogni angolo del corpo, facendo attenzione a riempirle soprattutto la bocca che dovette bere una quantità notevole di sborra della miglior specie.

Quando tutto fu finito lei era lì, con quegli alieni intorno a lei che se ne andavano soddisfatti, mentre da un’altra porta altri dieci alieni entravano, nudi anche loro: forse per Aylin era solo l’inizio……. FINE

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