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Occhi

Perché mi hai seguito fin qua?
Sono uscito, in compagnia del mio Martini, per fumarmi una sigaretta davanti all’oceano e godere, in solitudine con i miei pensieri, dei sapori della vodka e del tabacco miscelati al profumo della bassa marea. Da sempre mi attrae il fenomeno dell’acqua che si ritira scoprendo il fondo marino; la vedi scendere e allontanarsi da te lentamente. Pare ti chiami, che t’induca a seguirla; così ti ritrovi a camminare su quello che era il fondo e ti soffermi ad osservare un piccolo paguro che corre alla ricerca di una pozza prima che il sole lo prosciughi. Poco più in la scopri chi è stato tanto fortunato da rimanere in una pozza godere dell’improvviso riscaldamento dell’acqua che lo circonda, correre a destra e sinistra, abbuffarsi ignaro del fatto che tra poco il sole la prosciugherà. Noti come altri animali si siano rinchiusi nel loro guscio o rimangano saldamente attaccati ad una roccia trattenendo l’acqua in loro. Tanti stratagemmi per sopravvivere. A questo punto ti sorge spontaneo chiederti che animale sei tu e quali sono i tuoi stratagemmi.
Corri in cerca della più vicina pozza di vita?
Ti rintani nella tua poca acqua e speri che il solo non la prosciughi?
Oppure ti chiudi per non disperdere il poco succo vitale che ti rimane?
Amo l’oceano così come si presenta in quest’angolo del nord della Francia, ed è per questo che cerco sempre di godermelo in solitudine; oltre al resto sento proprio il bisogno di restare un po’ da solo, ma tu mi hai raggiunto.
Cammini lentamente dando un’apparenza di casualità ai tuoi passi, chi ti vedesse ora potrebbe pensare che tu stia cercando un luogo ove soffermarti a guardare l’oceano, ma io vedo i tuoi occhi e so che sei qui per me, infatti, ti avvicini inesorabilmente. Ti poni innanzi a me mantenendo una distanza ambigua: troppo vicina per un incontro tra due amici ma troppo lontana per l’intimità di due amanti. Riesci con questo semplice gesto a sottolineare la nostra condizione.
Non parli ed io non parlo, ci guardiamo negli occhi e basta.
Temo di scoprire cosa ti passa per la testa, mi pare di sentire i tuoi pensieri poiché il tuo corpo, come il mio, è incapace di mentire sulle emozioni. Mi porto la sigaretta alle labbra e noto come le tue si contraggono in un moto di stizza: vorresti essere al suo posto. Quando aspiro il fumo tu respiri con me, ti riempi i polmoni d’ossigeno mentre io assimilo la nicotina sperando nel suo effetto sedativo; allo stesso tempo realizzo cosa può generarti un eccesso d’ossigenazione, e temo.
Socchiudi la bocca come per parlare, accenni una parola ma il fiato non esce per darle volume, non mi resta che leggerne i sensuali movimenti per intendere cosa vuoi dirmi e ringrazio il cielo che tu non abbia dato forza alla tua voce. Un suono rimane impresso nella mente mentre un impressione lascia il tempo che trova, so cosa vuoi dirmi poiché è quello che vorrei dirti io ed ho letto chiaramente le tue labbra, purtroppo.
Ti avvicini ancora. Attenta, però, a non superare quella barriera inviolabile per ora. Ti muovi sinuosa, percepisco il calore del tuo corpo da come ti lasci guidare dalla passione nei tuoi movimenti. Per un istante mi ritrovo ad immaginarti, come spesso è successo, tra le mie braccia. La tua pelle a contatto con la mia, il tuo calore, il tuo profumo, la tua intera essenza femminile donata a me… devo toccarti! I tuoi fianchi attirano le mie mani, sono una tentazione troppo forte. Riesco a generare nella mia mente il suono della tua voce, il tuo sospiro di piacere se solo ti prendessi per avvicinarti a me.
Riprendo il controllo e avvicino il bicchiere alle mie labbra trangugiando un buon sorso di quel liquido trasparente e forte. Lo sento colare nella gola, bruciare al suo passaggio per poi esplodere nello stomaco. Aspiro profondamente e l’aria fa evaporare il poco alcool rimasto in gola rinfrescandola. Questo miscuglio di sensazioni forti mi riporta alla realtà, ritrovo il controllo dei miei sensi e posso dirigere lo sguardo sul tuo: sei rimasta imbambolata, immobile con le pupille dilatate.
Possibile che tu abbia sentito i miei pensieri, le mie mani immaginarie su di te?
Ti risvegli all’improvviso, gli occhi tornano normali. Inspiri anche tu sino a farti dolere i polmoni, forse cerchi un punto fermo dove appoggiare la ragione ma gonfi in modo provocante il seno. Ed io mi perdo nuovamente. La maglietta sottile che indossi non riesce a nascondere il disegno del reggipetto e quest’ultimo non può contenere i tuo capezzoli inturgiditi, spero, dall’aria fresca e non da un’inarrestabile eccitazione.
Ripenso ai tuoi occhi, alla loro strana luce di poco fa e sento nascere il desiderio di giocare con te: se davvero hai “sentito” i miei pensieri allora posso farti sognare. Prendo spunto dal tuo seno, focalizzo la mia attenzione sulle dolci curve con uno sguardo sfrontato ed incurante di tutto ciò che abbiamo intorno. Ti faccio intendere che, ora, esisti solo tu per me. Scendo, con gli occhi, verso il tuo ventre e lo studio come se non lo avessi mai visto. Mi piace come respiri ora, colgo la tua apprensione dovuta all’incomprensione delle mie reali intenzioni. Non parco scendo sul pube, ti fisso incurante delle tue reazioni sin che non inizi a muoverlo chiaramente eccitata. Ora posso risalire ai tuoi occhi, vero obiettivo della mia passione per te, e vi leggo finalmente la tua completa resa. Ora sei mia, lo sei come mai ti sei concessa di esserlo. Sapevo che l’unico ostacolo che ancora ci separava era il contatto fisico; te l’ho dato con gli occhi. Un contatto intenso ma irreale, deciso ma reversibile. Se ti avessi toccata con le mie mani, se tu avessi provato il loro calore sulla pelle non avresti mai più potuto tirarti indietro come non lo avrei potuto fare io dopo aver conosciuto la tua pelle. Gli occhi possono accarezzare quanto le mani se due persone riescono a raggiungere un livello d’intesa estatica tale da superare le mere barriere fisiche. Ora noi siamo oltre queste barriere e ti lasci accarezzare dal mio sguardo, non ti sottrai a lui, ma come un’amante maliziosa dai e togli al mio sguardo porzioni del tuo corpo in modo da far crescere ancora di più il desiderio. Oltre ogni lecito limite.
Sento la tua sfida e la desidero. Non sei una donna che si da senza prima aver preteso d’essere conquistata. I tuoi sensi sono attivi e respiri il profumo delle alghe lasciandoti coinvolgere dall’ambiente.
Riporto la sigaretta alle labbra e aspiro lentamente ma a lungo, voglio che la brace sulla sommità s’incendi e s’illumini del fuoco che sento dentro per te. Trasformo l’oggetto del mio vizio in un marcatore della mia passione.
Tu intendi.
Cambi posizione, ti appoggi alla balaustra del terrazzino e punti lo sguardo verso il cielo mentre posizioni il corpo nel modo che sai mettere in risalto le tue lunghissime gambe ed esponi il ventre invitante. Vuoi farti guardare e quindi accarezzare dai miei occhi, ti vuoi dare ancora per una volta completamente a me e lo apprezzo.
Questa volta sono io a muovermi verso di te a cercare la tua attenzione.
Il tuo corpo chiama la mia fantasia e mi ritrovo a sognare di entrare in esso per godere del tuo calore, quasi riesco a sentirti intorno a me. Fisso i tuoi occhi e realizzo nella mente il nostro amplesso. Tu mi segui sino in fondo.
Ora so, finalmente, come si trasforma il tuo sguardo durante un rapporto d’amore, saprei riconoscere dal tuo respiro quanto ti manca all’orgasmo. Quello che ancora non conosco è la tua voce nell’attimo culminante, il suono del tuo piacere rimane relegato ai sogni.
Ti avvicini a me, superi l’ultimo limite e porti le labbra a pochi centimetri dalle mie tanto che posso sentire il tuo respiro su di me. Siamo quindi arrivati alla resa dei conti.
I tuoi occhi sono fissi sui miei, sono accesi di passione e carichi d’attesa.
Avvicini anche il resto del corpo sino ad aderire con il seno ed il pube invitandomi ad abbracciarti.
Seguo l’istinto e ti afferro i fianchi strappandoti il sospiro che tanto anelavo. Ci guardiamo negli occhi e, con una sconvolgente simultaneità, ci scambiamo un messaggio silenzioso: “Sarà per la prossima vita! ”
Ti abbraccio e tu abbracci me, ci stringiamo sin quando ti allontani e tenendomi per mano mi dici:

– Vieni!

Ora conosco la tua voce nell’attimo culminante. Non hai più segreti per me… nella prossima vita. FINE

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I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un’altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

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