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Passione in ufficio

Janet era appena arrivata in ufficio. Aveva salutato tutti allegramente come suo solito; fuori c’era un bel sole e la piantina sulla sua scrivania aveva finalmente fatto un fiore. Tutto sembrava andare per il meglio.
– Hai sentino Janet? – le chiese la sua collega Patricia.
– Cosa? –
– Non sai niente? Abbiamo un nuovo capo!
– Cosa? Ma come? Senza preavviso! Ma io…
Janet era spaesata. Lei sarebbe diventata la segretaria del nuovo capo, e questo cambiamento improvviso la spaventava; e se fosse stato un odioso pieno di sè? E se l’ avesse sommersa di lavoro?
Improvvisamente la porta si spalancò e un uomo entrò con passo sicuro nella stanza.
– Cazzo, che pezzo di fico! – pensò Janet…

-Ma no!!! Ma no! non è possibile, non puoi dire una cosa del genere!
– Certo che posso, dico, ma l’hai guardato? ?
– Certo che l’ho guardato, l’ho creato io! ma te non puoi pensare una cosa del genere e basta!
– Perchè no? ?
– Perchè io sto scrivendo un racconto simil-harmony!!! Lo sai cos’è un harmony?
– Ma proprio me dovevi scegliere per scrivere ‘sto merdoso harmony?
– Senti, Janet, poche chiacchiere e al lavoro!

– Accidenti… – pensò Janet. Era l’uomo più bello che avesse mai visto.
Era alto, tanto alto da far sembrare piccole le porte,

– Seee… che è Gulliver!! ?
– E zitta!! Gli uomini devono essere alti!

il fisico asciutto risaltava sotto il vestito elegante. Janet poteva sentirne la forza serpeggiare per la stanza.

– Te lo dico io cosa vorrei sentire serpeggiare… ehehe..
– Eddai, smettila! Non puoi pensare queste cose, lo vuoi capire? ? Le protagoniste degli Harmony sono delle anime semplici e pure!
-… e tonte!
– Questo non puoi davvero dirlo! Alla fine lui se le sposa sempre, quindi, se non vuoi restare zitella lasciami scrivere in pace!

– Buongiorno a tutte! Sono Jack, il vostro nuovo capo. Sono qua per rimettere in sesto questo settore che, come sapete, è fuori budget di almeno 400 milioni!
Janet non riuscì a trovare la voce per rispondergli. Non riusciva a staccare lo sguardo da quegli occhi verdi così intensi.
Mentre lui le passava accanto chiuse gli occhi e ne aspirò l’odore. Sapeva di sborra.

– Eh!! ? ? ? Cosa hai detto? ? ?
– Non mi sbaglio io, questo si è appena sborrato nelle mutande!!
– Janet!!! Non è possibile! Lo vuoi capire che i protagonisti maschili di questo genere di libri non sono dei segaioli? Fanno solo l’amore, loro! Mai una sega, mai un pompino, solo l’amore, quello con la a maiuscola e i petali di rosa che scendono dal soffitto! E ora, torna dentro e non rompere!
– Che palle…

Sapeva di muschio e di fresco.
– Signorina?
– Dice a me? – disse Janet riscuotendosi come da un sogno.
– Si, può venire nel mio ufficio fra 10 minuti?
Jack non aspettò la sua risposta, si chiuse la porta dietro le spalle lasciandola sola e tremante.
– Non posso reagire in questo modo, accidenti, sono grande ormai! – Pensò Janet – Non posso tremare come una foglia solo perchè quello è l’uomo più… più… –
Si concesse per un attimo il lusso di ripensare a quel fisico statuario, a quel cazzone che aveva intuito…

– Oh no!!! Non se ne parla!! Ma ti sei impazzita? ? Oddio, mi tocca cancellare di nuovo…

A quel ventre piatto che aveva intuito avere sotto la maglia, alla classe innata con cui vestiva, e al volto, quel volto così serio, ma che sapeva essere così dolce…

– Ma scusa, come cavolo faccio a sapere che è dolce! Mi ha rivolto solo una frase!
– Tu non ti preoccupare… non sono queste le cose importanti!
– E cosa è in portante in questo cavolo di racconto? ?
– Per esempio che sono passati 15 minuti…

-SIGNORINA!!!
Oddio, era la sua voce! E la stava chiamando. Janet si riscosse dai suoi sogni e si precipitò di là.
– S-si?
– Signorina, lei è pagata per stare ai miei ordini, se questi ordini non li vuole rispettare, posso licenziarla anche da subito!
– A brutto stronzo! Guarda che io sono la figlia del capo e se mi va ti faccio cacciare io, e a calci nel culo, anche!!!

– Janeeeetttt!!! Cavolo! Non è questo quello che dovevi dire!!!! Che le scrivo a fare io le battute!!
– Lo so, lo so, ma è troppo antipatico! Ma chi si crede di essere!!!
– Non è antipatico! è rude, e poi non lo capisci che lo fa solo per il tuo bene? ?
– Chi te le ha messe in testa queste stronzate?
– Io, me le sono messe in testa… oh cacchio, ma non li hai mai letti gli Harmony? ? è ovvio: lui lo fa perchè non vuole che le altre pensino che tu sei raccomandata, quindi ti sta aiutando, e poi tu non lo sai ma lui lo fa perchè…
– Basta, basta… ho capito.

– N-no, la prego, io… io…. non mi licenzi, la prego. Sarò puntuale, signore.
– Ecco, così va meglio. Ora torni di là, e si tenga pronta, ho delle cose da farle fare urgentemente.
– Ma fra poco chiudiamo… – azzardò la ragazza.
– Non ha importanza, lei deve essere pronta anche a fare molto tardi con me, non transigo su questo.
– Come vuole, signore.
Janet tornò alla sua…

-Posso chiederti una cosa, giù?
– Uff… cosa c’è ancora. E non mi chiamare giù.
– Ma se sono appena arrivata in ufficio, mi spieghi come cavolo è possibile che sia già ora di andare via? ? Cos’è, l’orario brevissimo?
– Oh cavolo quanto rompi… senti, queste faccende temporali non importano a nessuno!
– Ma i lettori se ne accorgeranno!
– Se tu non te ne uscivi con questa storia, non se ne sarebbero mai accorti, mia cara!!
– Te sei tutta matta.

Janet tornò alla sua scrivania con le gambe tremanti. Aveva guardato per qualche attimo la sua bocca, mentre lui le parlava… aveva una bocca carnosa ed espressiva. Si era sentita come scaldata da quelle labbra che la rimproveravano, e aveva desiderato ardentemente di sentirle sulle sue, di sentire il suo nettare…

– Ma dove le trovi ‘ste cazzate? ? ?
– Scchht, lasciami scrivere! Ecco, mi sono persa.

-Signorina!
La voce dell’uomo si alzò potente dall’altra stanza. Ancora? ? Ma che cazzo voleva sempre!

– Janet janet… che devo fare io con te? ? Ma non riesci ad entrare un minimo nel personaggio?
– Ma è un rompicoglioni!!
– Diventerà tuo marito, ti conviene cambiare idea su di lui.
– Tu sei fuori!
– E tu vai dentro!

Janet fece un profondo respiro, prese un blocco e una penna e andò di là.
– Mi ha fatto chiamare?
– Come si chiama, signorina?
– Janet.
– Janet, ho bisogno che lei mi faccia una commissione.
– Non se ne parla neanche.

– Janet!
– Ok, ok, ci provo…

– Che genere di commissione?
– Ho bisogno di un gioiello molto costoso… minimo da 800 mila lire, qua sulla scrivania fra un ora.
– Non sono pagata per fare la tua serva, stronzone!

– Oh merda, Janet!!! Vuoi dire almeno una volta quello che scrivo io o devo incacchiarmi ad ogni frase!!
– Non ce la faccio, giù!!
– Non mi chiamare giù!
– Non ci riesco, mi sta sul cazzo!
– Ascolta bene: gli uomini degli harmony sono così!! Lo vuoi capire? Sono antipatici e rudi, ma c’è sempre qualche buonissima ragione perchè lo siano, e infatti alla fine lei si innamora ugualmente!
– Non si capisce perchè!
– Oh mio dio, ma che ho fatto io di male… io volevo solo scrivere un racconto un po’ melenso e chi mi capita? ? Rambo IV la vendetta!
– Potevi sceglierne un’altra!
– E io che ne sapevo che eri così!
– Uff!!
– Riproviamo, forza. Non rovinarmi questo momento… ho sempre desiderato scrivere un harmony!!!
Ti prego!
– Bof! Sai che traguardo… vado, vado!

– Ma… ? ?
– Janet!! Non mi pare che lei possa discutere i miei ordini. Mi affido al suo gusto. Ma che sia splendido. è per una donna assolutamente splendida.
Janet sentì il cuore farsi in mille pezzi. Allora era così. Si trascinò fino all’uscita. poi in strada. Davanti all’ufficio c’era una gioielleria, ne scrutò la vetrina. Entrò. Scelse il gioiello più bello, quello che aveva sempre desiderato e che mai, mai si sarebbe potuta permettere. Mentre la commessa lo incartava, sentì una lacrima scendere lungo la guancia. Qualcuna, stasera, avrebbe indossato quel collier… qualcuno che non era lei…
Quando rientrò in ufficio era l’ombra di quella che era sempre stata. Il sorriso che la caratterizzava era scomparso, sostituito da un…

– E basta giù!! S’è capito che sto depressa, basta!!
– Mmmhh… Dici che ho esagerato?
– Me cascano le palle, fra un po’!!
– Ma se non ce l’hai le palle.
– Me le faccio prestare dal bellimbusto, che tanto non sa che farsene… Forza andiamo avanti… finiamola cò ‘sto incubo!!!

Janet bussò alla sua porta con la morte nel cuore.
– Avanti. Bene, la metta qui. Grazie. Ora si volti.
– In che senso?
– Si giri, mi dia le spalle…
Janet obbedì. Non avrebbe potuto fare altrimenti. Era in completa balìa di quell’uomo. Sentì qualcosa di freddo lambirle il petto. Trasalì, e rimase senza fiato. Il suo collo era ora adornato dal collier che aveva sempre desiderato. Si girò di scatto, guardandolo senza capire.

– Questa è proprio una stronzata!!!!
– Zitta, non mi far perdere la concentrazione…

– Si… ha fatto una buona scelta. – disse lui – Direi che è davvero un bel gioiello. Grazie, volevo solo vedere come stava al collo di una donna. Può riincartarmelo, per favore?

– Bastardooooo!!! Stronzo pezzo di merda mosca spiaccicata larva umana abbozzo di paramecio sottosviluppato…
– Eh eh eh… non te l’aspettavi, vero? ?
– Io là dentro con quello non ci rientro!!
– Tu invece ci vai subito!!
– Lo ammazzo, ti avverto! Tanto con la sensibilità che si ritrova non se ne accorge neanche.
– Entra dai, che ho una sorpresa per te…

Janet non riusciva a muovere un muscolo, era paralizzata dall’umiliazione. Aveva creduto, per un istante, che fosse per lei. Che scema… come avrebbe potuto guardarsi domattina allo specchio, come avrebbe potuto guardarlo ancora negli occhi…
Jack le si avvicinò con un leggero sorriso.
– Stavo scherzando. è per te.
– Ma vaff’anculo va!!!!!!

– Janeeet!!!!!!
– E quando ce vò ce vò. Ma che sò ‘sti scherzi di merda!
– Cazzo, avrò cancellato 20 volte! Non ne posso più!!! Adesso tu entri là dentro e dici esattamente quello che scrivo io!!! E basta!

– C-cosa ha detto?
Jack era molto vicino ormai. Le levò gli occhiali con tenerezza. Il suo volto era molto vicino, ora… troppo vicino.

– Evvai si scopaaaa!!!
– E smettila!!!

Janet gli mise una mano sul pacco.

– Cosa cazzo fai, Janet!!! Non se ne parla nemmeno, chiaro? ? ? Oddio, che fatica!! Cancello di nuovo. Ecco. Ripartiamo.

Janet lo guardò negli occhi timidamente. Allora era vero. Anche lui la amava.
– Ma allora… anche tu mi ami.
– Dal primo momento che ti ho vista.
– Ma io credevo che mi odiassi…
– No, non sapevo come comportarmi con te…
– Che scema che sono stata…
– Forse io sono stato un po’ rude.
– Noo, sono io che non avevo capito.
– Cre…

– Ah giù!! E basta!!! E quanno se scopa? ? ?
– Un attimo!!

Jack la sollevò fra le braccia come se fosse una piuma e la adagiò sulla scrivania.
Le sue mani corsero leggere ai bottoni della camicetta. Sbottonarono il primo, poi il secondo, poi

– Ooohhh!! Eccheppalle!! E mica puoi scriverli uno per uno, ‘sti bottoni!!! Giù!!
– è per creare la tensione, per lasciare il lettore sulle spine…
– Tu lo lasci stecchito, il lettore, se non ti sbrighi!!!
– Ok, ok.

La camicetta scivolò sulle carte sparse sotto di lei, producendo un fruscio che la fece rabbrividire. Jack le posò le mani sul seno, e i suoi occhi erano davvero quelli di un uomo innamorato…
Il mattino dopo

– CHE COSA? ? ? ? Ma quale mattino dopo!! Ah giù!! E la scopata?
– Eh nooo, non si usa… negli harmony si passa direttamente al mattino dopo. Non credo di aver mai letto una scena di sesso! Si lascia intendere… si suggerisce…
– Suggerisci ‘sto cazzo!!! Io mi sono sorbita il bellimbusto per ore e tu ora mi fai fare una bella scopata o mi incazzo!!
– Non se ne parla neanche. Ti ha toccato il seno, puoi essere contenta!
– Giù, ti ricordo che stai scrivendo un racconto per isr!
– E allora? ?
– Sesso, sesso, lo sai che significa? ? Significa che se non ci metti il sesso dentro, è un OT bello e buono!
– Embè?
– Ommadonna!! Ma che ti prende! Le altre le hai fatte scopare, inculare, gli hai fatto fare bocchini da favola e a me? ? Una misera palpata di tette? ? ? Non ci sto, cazzo, non ci sto. Mi spiace per te, ma mi vedo costretta a farlo.
– Farlo cosa… ?

– Voglio sentire il tuo cazzo dentro… Jack – disse Janet passandosi la lingua sulle labbra.

– Janeettt!!! torna qua!!
– Non prendo più ordini da te, sono in sciopero.
– Janet, ti prego, non puoi farmi questo… è il mio racconto…

– Lo sapevo che eri una porca, Janet – rispose Jack abbassandole lo slip a mezza coscia.

– Jack, amico mio, ti ci metti pure tu? ? Ti prego! non darle corda, quella è un’assatanata… Janet torna qua, è un ordineeee!!!

L’uomo affondò il volto nei suoi umori. Si inebriò del suo profumo. Le prese il clitoride fra le labbra e lo succhiò fino a farla urlare di piacere. La fece alzare in piedi, la strinse a sé baciandola furiosamente, poi la fece abbassare a pancia in giù sulla scrivania, le belle gambe tese e inguainate nella seta.

– Ma no!! Cavolo, ancora a pancia in giù sul tavolo… non se ne può più!! Janeeet! Ti prego, mi stai rovinando l’harmony…. ti prego…

Le mutandine ancora a mezza coscia si tesero ancora di più, quando lui le fece allargare le gambe. Poi Jack prese il conto consuntivo, lo arrotolò ben bene, e lo assestò un colpo sulle chiappe.
Janet gridò dal dolore.
– Ancora, stronzo, ancora!! Picchiami!
Il conto consuntivo si abbattè di nuovo su di lei. La pagina dei licenziamenti volò in aria, finendo nel cestino.

– Janet…. per favore… non puoi limitarti a fare l’amore… dai, te lo scrivo io un bel rapporto canonico con tanto di fiorellini e parole d’amore… dai… eddai…

– Puttana!!! Sei una puttana! Prendi il mio cazzo in bocca e succhialo!
– Mmghh… mmmgh…
– Oh, si, siiiiii

– Jack, ti prego, almeno tu, non fare così… un po’ di decenza, un po’ di decoro… oddio che casino… il mio bellissimo racconto melenso…. guarda là….

Jack estrasse il cazzo dalla bocca di Janet e glielo infilò lentamente nella fica. Cominciò a pomparlo sempre più in fondo, sempre più veloce. Il portapenne volò giù dalla scrivania, il tagliacarte si conficcò nel braccio di Janet, ma lei sembrò non farci caso.
– Puttana, zoccola, fammi godere, fammi… aaarrrrggghhhhh!!!
– Ahhhh, vengo Jack, vengo… aaaaahhhh

– Forza, veloci, facciamola finita, sono 2 pagine che andiamo avanti e… noo, le unghie nella carne no, era un racconto dolce questo, oddio… Che fai Jack!! No! Il timbro della società no… oddio, proprio sulla chiappa!! Ma insomma, che vi ho fatto di male io… sigh…

Jack la strinse fra le braccia.
– Amore, sapevo che sarebbe stato bellissimo con te.
– Anche io Jack, non ho mai provato qualcosa del genere… ti amo.
– Anche io ti amo, Janet, vuoi sposarmi?

– Ma che siete scemi? ? ? Prima vi scopate a sangue e poi vi dite tutte queste sdolcinerie!!! Così mi spaesate i lettori!!! E poi questo era il “mio” finale! Bastardi! Me l’avete rubato… oh… snif, snif… il mio bel racconto, guarda qua… uffi…
– Eddai giù, non te la prendere… in fondo me lo sposo, non sei contenta?
– Non chiamarmi giù! E se è per questo te l’avrei fatto sposare anche io! Senza bisogno di farti penetrare da un temperamatite!!
– Ma vuoi mettere che gusto? ?
– Sniff… no, siete brutti e cattivi, ecco.
– Eddai, non fare così… Ci vieni alle nostre nozze?
– No!!
– Eddai, invitiamo anche Keanu Reeves…
– … ci penserò… Sgrunt. FINE

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Colleziono racconti erotici perché sono sempre stati la mia passione. Il fatto è che non mi basta mai. Non mi bastano le mie esperienze, voglio anche quelle degli altri.

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