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Una storia quasi vera

Sembrava sempre la solita storia… conosciuti in chat… scambio di foto… e che foto… numeri di telefono… preferivamo pero’ comunicare in chat… era piu’ tranquillo potevamo parlare di piu’ cose… quando ci sentivamo al telefono o ci mandavamo messaggi finivamo sempre per urlarci dietro le nostre voglie piu’ nascoste… forse lei si masturbava… io mi masturbavo spesso…
“dove sei?” 1 messaggio ricevuto
“in auto… in centro”
“hai la gonna?” 1 messaggio ricevuto
“si… sono senza slip”
“fermati al primo bar” 1 messaggio ricevuto
“sono dentro”
“vai alla toilette sai cosa devi fare” 1 messaggio ricevuto
“ok”
“chiama quando torni in auto” era questo il tono dei nostri colloqui e mi richiamava sempre con la voce tremolante… cambiavano le richieste i luoghi… l’abbigliamento ma spesso finivo io nel bagno dell’ufficio ad ascoltarla mentre mi ripeteva come aveva fatto quello che le avevo chiesto… erano ormai un paio di mesi che andava avanti cosi’… stavamo esplodendo, nessuno faceva il primo passo per vederci… avevamo stabilito di rimandare il piu’ possibile… almeno fino a quando i nostri ormoni ce l’avessero permesso… 1 messaggio ricevuto
“devo vederti”
“devo averti” dopo 10 minuti avevamo gia’ fissato l’incontro… 100km da casa mia… 100km da casa sua… clandestini lontani da tutti… parto… mi porto telecamera e macchina fotografica, so che le piace ogni tanto si faceva guardare in videoconferenza al casello… mi abbaglia… accosto… salgo sulla sua auto senza dire niente… camicia bianca, gonna al ginocchio… controllo… non ha slip… le metto una mano nello scollo della camicia… le schiaccio un capezzolo… mi rivolge la parola per la prima volta… mi dice qualcosa di volgare sullo stato della sua figa con la lingua nell’orecchio e una mano sulla patta…
“parti”
“cerchiamo un posto isolato”
“vai in centro… avevamo fissato di vederci… non di scopare!” mentre guida continuo a tenerle una mano sotto la gonna… la tolgo solo per appoggiarle la telecamera fra le gambe, per quanto possibile cerca di allargarle… guida almeno mezz’ora… mezz’ora di nastro col suo fiore che si muove al ritmo di frizione e accelleratore… le scopro il seno… e’ pieno giorno e le strade sono trafficate… non fa una piega… anzi mi prende la testa e me la schiaccia sulla tetta destra… mordicchio… succhio… lecco… parcheggia… scendiamo… camminiamo per centro… ci femiamo alle vetrine… mi appoggio sempre dietro di lei un bar…
“prendi la telecamera… vai nel bagno… sai quello che devi fare… non lavarti le mani… e riprenditi… voglio che ti riprendi anche la faccia” lo fa… torna dopo una decina di minuti… mi mette tre dita in bocca… poi mi bacia…
“riprenditi la telecamera… vai a vedere quello che ho fatto… non lavarti le mani… vado a prendere l’auto e ti aspetto qua davanti” era la prima volta che mi chiedeva qualcosa… l’ho fatto solo per la curiosita di vedere il nastro… mi sono riguardato tutta la scena un paio di volte prima di masturbarmi… credo che questo l’abbia eccitata… considerando la foga con cui mi ha “lavato” la mano al ritorno… sara’ passata si e no un’ora da quando ci siamo visti comincia a far buio… torniamo verso la mia auto… ci tocchiamo a lungo prima di salutarci… senza venire… durante il viaggio di ritorno ci siamo sentiti spesso… ci siamo fermati spesso… abbiamo goduto molto… non abbiamo scopato… non ancora…

FINE

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I racconti erotici sono spunti per far viaggare le persone in un'altra dimensione. Quando leggi un racconto la tua mente crea gli ambienti, crea le sfumature e gioca con i pensieri degli attori. Almeno nei miei racconti.

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