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70%

Mi presento: mi chiasmo Loris, ho 23 anni e sono rappresentante di una ditta di carte e cartoni.

Il guadagno non è eccessivo ma, sin quando potrò vivere da mamma e papà posso dire di passarmela abbastanza bene.

Vado a spasso, al cinema in discoteca ed avanzo pure i soldi per il mio bel mesetto di ferie. Cosa desiderare di più?
La mia vita scorreva beata quando una sera conobbi Giuliana, una bella brunetta di circa 160 cm con un bellissimo davanzale sporgente ed in possesso di un personale notevolissimo. Avete presenti le bottigliette della Coca Cola? Guardandola mi sembrava proprio di vedere le forme di Mae West.

Ci scambiammo uno sguardo e ci piacemmo.

Dieci minuti più tardi ci sedemmo ad un tavolino immemori della festa che si stava svolgendo attorno a noi ed iniziammo un fitto parlottio che non si sarebbe interrotto nei seguenti anni.

Inutile dire che ci innamorammo e, appena possibile, ci sposammo andando ad abitare in un appartamento in affitto: nulla di speciale ma quello era il nostro nido d’amore.

Lei lavorava come segretaria presso una ditta abbastanza vicina, per cui non era necessario che si prendesse un’automobile personale.

Dovevamo rigare diritto: non potevamo certo permetterci voli pindarici, ma non ci mancava nulla.

La nostra vita scorreva nel latte e nel miele sin quando la mia ditta non organizzò un seminario in una città vicina ed io non potevo sottrarmici.

Era solo una settimana e quello era il primo periodo in cui ci saremmo separati per più di qualche ora ma, sicuro della mia donna, ci andai volentieri.

La baciai con ardore e, uscendo di casa, le promisi che le avrei telefonato tutte le sere, cosa che effettivamente feci allentando così i vincoli della lontananza.

Tornai a casa un venerdì pomeriggio: lei non c’era, ma certamente l’avrei rivista da lì a poche ore.

Aperta la valigia tolsi i panni sporchi e li portai al cesto delle cosa da pulire. Non l’avessi mai fatto: in cima ai panni sporchi c’era un paio di mutandine sue sporcate da una strana macchia bianca.

Istintivamente le presi in mano: non era candida, era sperma, e certo non mio dato che ero stato assente tutta la settimana.

Il cuore cominciò ad andarmi in subbuglio.

Possibile che Giuliana mi tradisse? La conoscevo ormai da anni, con me si era sempre mostrata attenta e premurosa, nulla mi avrebbe mai fatto sospettare di una sua insoddisfazione, eppure la prova che avevo in mano era insindacabile.

Non potevo far altro che attenderla e domandarle spiegazioni.

Non ci volle molto: dopo una mezz’oretta la porta di casa si aprì e lei apparve.

Non appena mi vide un grosso sorriso le illuminò il bel viso, sorriso che in pochi istanti si trasformò in una smorfia allarmata non appena vide cosa tenevo in mano.

“Non t’aspettavo così presto” tentò lei di abbozzare.

“Lo immagino ma non ciurlare nel manico” risposi tetro “Cosa mi sai dire di questa macchia? So di cosa si tratta e sono certo che non sia cosa mia, quindi non inventare storie”.

Grossi lacrimoni le riempirono gli occhi “Loris sai quanto ti amo” balbettò “Ma quella macchia è di Luca” abbassando gli occhi “il mio capoufficio. Siamo solo donne in ufficio, lui ogni tanto ne sceglie una e se la scopa. Questa volta è toccato a me”.

Sentirla ammettere il tradimento con quelle lacrime sul viso mi toccò il cuore: ero partito deciso a metterla alla porta ma a questo punto non me la sentivo più.

Presi le chiavi della macchina e mi diressi alla porta.

“Do…ve vai?” singhiozzò allarmata rincorrendomi “Non lasciarmi, se vuoi mi licenzierò e cercherò un altro lavoro. Tu sei l’unico amore della mia vita, lo sai! Quello non conta nulla per me, mi sono solo lasciata contagiare dalle abitudini delle altre donne dell’ufficio”.

La guardai con occhi di ghiaccio “Ti ho amata più di quanto un uomo possa amare una donna. In te riponevo tutta la fiducia possibile immaginabile e mi sono ritrovato tradito. Devo riflettere Giuliana, non posso ignorare la cosa, ma certo nulla potrà più essere come prima”.

Mi girai, salii in macchina e cominciai a vagabondare senza meta, almeno così intendevo perché, percorse poche centinaia di metri, la lacrime, che ora occupavano i miei occhi impedendomi di vedere la strada mi costrinsero ad accostare.

Solo sul bordo della strada compiangevo il mio matrimonio, consapevole che esso era ad un passo dal completo fallimento.

A questo punto mi ricordai di chi fosse il mio rivale: il capoufficio di Giovanna e che lei si era offerta di licenziarsi.

Licenziarsi sarebbe stato inutile, sapevo che il 70% dei tradimenti avveniva tra le mura di un ufficio.

Non guadagnavo abbastanza da poterla mantenere a casa per cui sarebbe stato forzatamente necessario che lei si trovasse un’altra occupazione e, a questo punto un ufficio valeva l’altro.

Ero ancora assolutamente innamorato di Giuliana e non avrei voluto lasciarla, ma neppure potevo permettere che mi tradisse.

Continuai a rimuginare tutta la notte e fu solo verso le quattro che mi venne in mente una possibile soluzione. Riavviata la macchina tornai a casa.

Aperta la porta ritrovai Giuliana dove l’avevo lasciata che continuava a piangere come una fontana.

“Sei certa di amarmi davvero?” Le domandai.

“Assolutamente sì” rispose “tu sei l’aria che respiro”.

“Pensavo di lasciarti” ribattei “ma forse non sarà necessario. Quello che conta è che io possa avere tutta la fiducia in te, certo che tu non mi tradisca”.

Un pallido sorriso attraversò il suo volto: ero certo che la speranza stesse facendo capolino.

“Domani è sabato. Invita il tuo capo a cena qui da noi! Da persone civili troveremo una soluzione: sappi però che io sono ancora assolutamente innamorato di te e che non sopporterò ulteriori tradimenti. Sei d’accordo?”.

Annuì timidamente “Farò tutto quello che vuoi, ma resta al mio fianco A M O R E”.

Al pomeriggio feci un veloce giro in rosticceria ed in tal modo la sera potemmo allestire una decente cena per il nostro ospite.

Verso le sette una automobile posteggiò sotto la nostra abitazione e ne scese un uomo sui 40, moro, fisico asciutto, e questi venne a suonare alla nostra porta.

“Benvenuto sig. Luca” l’accolse Giuliana “Permette che le presenti mio marito?
Ci stringemmo la mano e ci mettemmo a tavola.

La cena fu abbastanza veloce. Nulla di trascendentale che meritasse di essere ricordato, ed al suo termine sottovoce invitai Giuliana a spogliarsi ed a mettersi a letto.

Lei mi guardò stupita, poi annuì e si recò in camera da letto. Senza dire una parola.

Restavamo a tavola solo io ed il capoufficio: attesi 5 minuti per dare a Giovanna il tempo di prepararsi poi attaccai l’argomento.

“Sig. Luca, so che lei mi ha tradito con mia moglie”.

Ogni traccia di affabilità era completamente scomparsa dalla sua voce.

“E se anche fosse vero cosa avrebbe intenzione di fare?”.

“Non si alteri “ribattei ” vorrei risolvere la cosa da persone civili. Le chiedo solo obbedienza per un’oretta del suo tempo: non le darò ordini che possano nuocerle, glielo prometto”.

Lui mi guardò perplesso, poi annuì.

Avuto il suo assenso lo guidai alla camera da letto dove Giovanna si era preparata come le avevo suggerito.

“Ora sig. Luca si metta nell’abbigliamento che ha adottato quando ha deciso di possedere mia moglie”.

Lui. Senza dire una parola, si abbassò calzoni e mutande.

Io presi in mano il suo marchingegno che con un paio di carezze s’inturgidì ed io lo guidai all’ingresso del piacere.
“Si accomodi sig. Luca, solo le chiedo di avvertire prima di eiaculare”.

Mentre lui stantuffava io mi avvicinai alla bocca di Giovanna e la baciai,
“Senti il mio membro dentro di te? Da questo momento questo membro sarà come il mio e tu nel caso sarà come se ti concedessi a me”.

Lei mi guardò stupita “Davvero mi fai questo regalo? Non lo merito”.

“Amore questa è la soluzione più dolorosa per me ma è l’unica percorribile. Dobbiamo rassegnarci al fatto che facciamo grosso modo parte della plebe e che la nobiltà avrà sempre la possibilità di possederci, che noi lo vogliamo o no. Col 70 e rotti % di tradimenti che avvengono in ufficio cambiare lavoro significava solo esporti ad altri pericoli.

L’unica soluzione era ed è eliminare il tradimento, ed è quello che stiamo facendo.

Da ora, quando scoperai con lui, non mi tradirai perché hai la mia autorizzazione”.

“Sto per venire” si intromise a quel punto Luca “devo togliermi?”
“Assolutamente no “risposi ” Continua fino alla fine”.

Poi mentre Luca eiaculava dentro di lei baciai sulla bocca Giuliana “Senti il mio seme che ti riempie? Anche per questo ho voluto il rapporto completo, se dovesse capitare qualche incidente potrai stare tranquilla: quello che esce dal mio pene è il mio seme, anche se il membro agisce per procura.”
E nuovamente la baciai con passione mentre Luca finiva di venire dentro di lei.

“Ho finito” disse Luca togliendosi, mi posso rivestire?”
“Certamente sì” annuii e mentre lui si sfilava e si rimetteva i calzoni passai con la bocca alla vagina che baciai a lungo teneramente.

Adesso potevo ricondurre Luca in sala da pranzo anche per lasciare Giuliana libera di potersi lavare e sistemare prima di raggiungerci.

“Non mi aspettavo un uomo con una mentalità così aperta” esordì “Ero pronto a difendermi, anche con le cattive, ma la sua logica mi ha spiazzato”.

“Amo moltissimo mia moglie “ribattei “non potrei vivere senza di lei. Non autorizzarla a scopare con lei avrebbe significato nervosismo, senso di colpa, menzogne, tutte cose che alla fine avrebbero minato il nostro rapporto. Sa che si è offerta di cambiare lavoro? La cosa non sarebbe servita a nulla: via un capo se ne presentava un altro: La cosa avrebbe avuto di diverso solo il personaggio dominante e, nomi a parte la situazione sarebbe rimasta la stessa”.

“Molto saggio” interloquì Luca “Mi è piaciuta molto la sua cerimonia di autorizzazione. Non mi ha messo vincoli specifici ma ho capito una cosa: la sua cerimonia volge ad ottenere una moglie soddisfatta: promessa mia: farò quanto in mio potere per mantenergliela tale”.

“Lei non è mia, solo le scelte che fa a mio favore lo sono” risposi “Può anche fare l’amore con lei, ma sono certo che è me che ama”.

Nel frattempo Giuliana ci aveva raggiunto “Certo che amo solo te Loris: Luca, non si offenda ma con lei solo di sesso si tratta”.

“Permette?” Mi domandò Luca, ed alzò la gonna della donna mettendo in mostra le sue mutandine immacolate.

“Un paio di cose: da questo momento quando verrai in ufficio dovrai farlo senza mutandine. Tuo marito ci ha fatto un grosso regalo e, per non deluderlo voglio fare le cose sul serio.
D’ora in poi scoperemo solo in orario d’ufficio ma tu dovrai essere immediatamente pronta e disponibile. Va bene?”
Giuliana annuì.

“Altra cosa” proseguì Luca” Tu già sai che, più o meno, mi sono già fatto tutte le tue colleghe”.

Giuliana lo guardò attenta.

“Da questo momento tu divieni la numero 1 che mi aiuterà a gestire tutte le femmine dell’ufficio.

Intendo iniziare una ginogestione; tutte le ragazze dovranno diventare ciclicamente mie amanti e starà a te stabilire quale ragazza dovrà di volta in volta sottomettermisi.

Io penso che avere nel proprio organismo un seme maschile sia tranquillizzante per la donna e se poi si tratta del seme del capo la lega di più alla ditta.

Infine ancora un compito che sarà per tuo marito. Ogni volta che un marito mi inviterà ad una cerimonia come quella che lui ha fatto stasera, il tuo stipendio aumenterà del 5%, cifra che sarà rivalutata al 7% se, invece del marito, sarà il fidanzato a farla.

Vi va bene?”
Non potevamo credere ai nostri orecchi: un rapido sguardo ed assentimmo entrambi.

Ad un gesto di Luca Giuliana lesta si sfilò le mutandine passandomele mentre io, annusandole, pensavo alle mie assodate capacità di convincimento della gente.

Tanto per dirvi come è finita: lo stipendio di Giuliana è aumentato quasi del 50% e Luca, la settimana prossima, sarà testimone alle nozze dell’ultima ragazza il cui fidanzato ha accettato di fare quella cerimonia.

Da quel che mi dice Giuliana, Luca scopa la ragazza che gli indica al mattino e lei tutti i giorni prima dell’uscita dal lavoro ed ora ella è incinta.

Io ne sono felicissimo perché quel bambino, in via diretta o per procura è MIO!

About Il tiralatte

Ho deciso di adottare questo pseudonimo in onore di una vecchia professione del mio paese (sono Lombardo) che purtroppo ora è obsoleta me che ritengo sia, per il solo fatto di esistere al top dell’erotismo.

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