Abito bianco, lacrime e pancia piena

Mia moglie mi viene vicino visibilmente preoccupata. E’ sempre bella come da ragazza e oggi, anche se ha il volto teso, è raggiante nel suo abito elegante.

  • Angelo, sono preoccupata – mi dice mordendosi le nocche delle dita.
  • Cosa è successo … – sospiro, abbottonandomi la camicia bianca e infilandola nei pantaloni- non sarà mica… Sara annuisce mesta, si vede che è sull’orlo di una crisi di nervi. Le metto una mano sulla spalla..
  • non ti preoccupare tesoro, per questo ci siamo mossi prima nel prepararci – le dico guardando distratto l’orologio- …. facciamo così: avviati in chiesa con Gigi, dagli invitati. Qua rimango io, sistemo tutto e tra massimo un’ora sto lì da voi.
  • Un’ora !! ma Angelo gli…
  • è la tradizione… si aspetta sempre.. perché noi dovremmo fare eccezione, su è meglio che scendete.. non perdete tempo….
    Sento mia moglie e mio figlio che chiudono la porta uscendo di casa. Non c’è più nessuno: ho preteso che i fotografi non scattassero foto qua prevedendo un evento del genere. Tiro un lungo sospiro. Esco e vado nella camera dei ragazzi e trovo la scena che mi aspetto.
    Mia figlia Valentina, in abito da sposa gettata sul letto in un pianto dirotto.
    Vederla così mi viene un sobbalzo è incantevole: per fortuna non si è ancora truccata, altrimenti il mascara scorrerebbe a fiumi. E’ bellissima: gli occhioni grandi e verdi, a mandorla si alzano a guardarmi, la lunga treccia di capelli castani che ondeggia, l’abito è semplice e stupendo, e anche comodo, c’è nascosto un lungo spacco che facilita i movimenti.. fa capolino un reggicalze azzurro, dono del fratello…
  • papààà – urla correndomi incontro…. – oh papà sono così confusa…

La stringo stretta tra le mie braccia. La mia bambina. Oggi si sposa con Francesco: siamo fortunati, è un bravo ragazzo, di buona famiglia e educato e ha una carriere promettente. E non rompe. Il genero ideale.
Le asciugo commosso le lacrime.

  • su tesoro è giunto il grande momento, dai…
  • ma io.. non so – risponde con la sua voce in falsetto – ho tanta paura…..
  • non ti preoccupare.. Vale, andrà tutto bene.. ci sto qua io..
  • ma se poi, se poi non va!? Se lui dice no!?!
  • rifiutare una bella ragazza come te, figurati…
  • ma poi io.. non voglio perdervi…. non voglio perdere la mamma, Gigi, e soprattutto te, papi..
  • ma noi ci saremo sempre.. per fortuna hai comprato una casa non lontano da qui.. e quando vuoi poi venire qui e faremo le cose di sempre.. io e te…

Mia figlia sorride adesso, ed è radiosa.

  • Grazie papà, tu sai sempre cosa dire.
  • Figurati tesoro, alzati in piedi – le dico porgendole le braccia – ma.. sei meravigliosa incantevole.. oh aspettavo da tanto questo momento.. su tesoro, dammi un bel bacio…
    Valentina mi abbraccia attorno al collo e mi da un grosso bacio sulla bocca.. in breve sento la sua lingua giocare con la mia… purtroppo devo stare attento a non rovinarle il vestito se no la brancicherei tutta.
    La sua mano scende veloce sulla mia patta, e abbassa la zip, infilandosi dentro.
  • Uahu, papà – sorride felice- sei già così grosso.. per me.

Ci sediamo e lei estrae il mio cazzo paonazzo e maestoso.. comincia a leccarmelo piano con grande maestria.

  • ti ricordi Vale- sospiro beato mentre lei annuisce sorridendo e continuando a leccare – la prima volta che a 16 anni sei venuta a piangere da me perché… come si chiamava.. Coso ti aveva lasciato!? Eravamo soli in casa… mamma e Gigi erano fuori.. e tu ti gettasti su di me sul letto dicendo che eri brutta e grassa e nessuno ti amava. Io prima ti asciugai le lacrime poi ti chiesi se volevi dormire lì, vicino a me.
    Tu mi scavalcasti e arrivata all’altezza del mio pube ti sedesti… sentendo un cazzo enorme da sotto.. io mi reso conto che non c’è niente che mi eccita di più come le tue lacrime e tu che sentirmi parlare ti mandava ai matti.. eri così bagnata.. mi chiedesti ” e qui cosa c’è papà… ” mi abbassasti il pigiama e senza dirmi niente ti sedesti sul mio cazzo, impalandoti… non so come non sono venuto subito…. scopammo per tutto il pomeriggio.
    Mia figlia continuava a succhiare quasi ipnotizzata dal mio banano.
  • e da allora ti ho insegnato tutto.. ooohhhh… e tu .. mmm hai pianto così tante volte. mmmoohhh sei così sensibile… mmm per fortuna c’ero io a consolarti…
    Vale comincia a succhiare a gola profonda, un’operazione che mi è costato tempo e fatica…
  • è sempre stato mio desiderio vederti così.. e scoparti in abito da sposa… ho organizzato tutto per renderlo più facile.. il vestito.. ooohhh… l’assenza dei fotografi… mio Dio piccola sto per venire… aaarrgh

Vale ingoia tutta la mia sborra, poi dà un’ultima ripulita a colpi di lappate.

  • oh papà – mormora viola in viso- sono così eccitata.. perché non mi puoi leccare le tettine!? sono imprigionate qui dentro…
  • non ti preoccupare so io quello che ci vuole per te..
    Lei annuisce felice. Le divarico lentamente le gambe. I reggicalze incorniciano un tesoro di carne abbronzata e peli scuri, che stilla rugiada.
    Mi abbasso e comincio a leccare quella fica che conosco bene. So quello che preferisce mia figlia e ci vuole poco per farla urlare di piacere..
  • si papààà cosìììì… mmmm… cazzo come sei bravo….. leccami tutta….

Mi alzo e mi sbottono la patta calandomi i pantaloni.

  • tesoro se godi mentre ti lecco ricominci a piangere e viene fuori un casino… vedi io ti avevo promesso che ti avrei portato all’altare con il pancino pieno della mia sborra…. è ora di accontentarti.
    Mi siedo sul letto, appoggiando la schiena al muro. Vale mi sale leggermente su, aprendo lo spacco, per non rovinare le pieghe del vestito.
  • Tesoro, scendi o altrimenti mi sporchi tutti i pantaloni..
  • Ooh, scusa papà.. – ride, scendendo sul cazzo – ooh…. come mi riempi paparino…

Vedo il solito fremito che la scuote tutta quando la infilo al primo colpo. Mi abbranca per le spalle, porta la testa all’indietro, a occhio chiusi, e ondeggia come spostata dal vento.
Punto i piedi per poterla infilare meglio, per dare il ritmo.. oggi lei è più impedita… comincio a stoccare forte… lei lancia i soliti urletti di piacere…

  • aaa haaa aaah su papà riempimi scopami… come sono piena.. ooohhh
    Le imposto un bel ritmo, le guardo il volto contorto dal piacere e sono contento felice, lei ricambia lo sguardo e ogni tanto mi bacia le labbra e la fronte.
  • ooh papààà.. come sei bravo.. e come sei grosso…. anche Franci è più… piccolo.. mmmm

Adoro i paragoni col quel mezzasega che pensa solo alla carriera….. a casa non c’è mai…. c’è gente che pagherebbe per una gatta in calore come Vale… se non c’era gente come lui non mi sarei mai scopato quella succhiacazzi di mia figlia.
In breve arriva all’orgasmo in un pianto dirotto. Al solito io le asciugo le lacrime continuando a stantuffarla.

  • Vale dai che ora arriva pure papà che ti riempie il pancino di sperma…
  • si papi voglio sentirmi tutta piena… daaai daaaai…

A queste parole vengo anch’io, un torrente di sperma, il secondo di oggi, le riempie la pancia. Lei si porta la mano all’imboccatura della fica come per tapparla, ma vedo che si vuole sgrillettare ancora..

  • Vale non esagerare… – la rimprovero – altrimenti non ci muoviamo più, dai..
    Lei con un broncio si alza… fa sempre la solita mossa… da gallina chioccia ben piena, come se volesse rimescolare lo sperma dentro di sé per un po’. Poi si alza e va a prendere le mutandine…

Sorprendentemente il mio cazzo sta ancora su dopo due orgasmi del genere. Mi alzo di soprassalto e la afferro per i fianchi. Lei fa un urletto e si appoggia al trumeau con tutte e due le mani.

  • papà che fai… facciamo tardi.. – miagola ipocrita…
  • scusa tesoro, ma avevo dimenticato… devo ancora riempirti da un’altra parte..
    con questo appoggio velocemente il cazzo all’imboccatura dell’ano e spingo forte. Il movimento è così improvviso che Vale neanche urla… le manca solo il respiro.
  • ohh papi… si sfondami.. riempimi… urrrh.

Una sua mano arriva al clitoride, mentre dopo poco le scarico l’ultimo pieno in pancia dall’altra parte lei viene per la terza volta urlando….
Si rimette subito le mutandine, così, dice, la sborra non esce. Ci ricomponiamo e dopo una mezz’oretta stiamo in chiesa.
Stiamo fuori i gradini della chiesa. Vale è felice e rilassata sotto il mio braccio, sorride.

Comincia la musica, entriamo piano…

  • oh papi, che bello mi cola ancora la tua sborra dalla fica sulla coscia… – mi sussurra come una bambina colta a rubare la marmellata, la mia marmellata…
  • allora te lo senti il pancino pieno!?!
  • sììì, è bellissimissimissimo…

Dopo un po’ la affido alla mezzasega, e mi accosto a mia moglie.

  • guarda, guarda Angelo come è raggiante – mi sussurra sorpresa. ma come hai fatto!? Prima piangeva così disperata..
  • ah niente.. oramai la conosco così bene…. so come farla smettere
  • chissà se il matrimonio la cambierà..
  • figurati.. tempo il viaggio di nozze e verrà ancora a piangere da me…
  • spero proprio di no…
  • io invece.. sì.

About Sexy stories

Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

2 Commenti

  1. Bel racconto, ora ci vuole il dopo viaggio

  2. Così ci racconta se quella mezza sega ha pensato alla sua carriera o altro!!!

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