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Claudia, una moglie infedele

“Dai, tesoro, sfondami” ansimava Claudia, mentre Tommaso sopra di lei la pompava con forza.
Claudia, 34 anni bionda occhi verdi, piccolina, tutto pepe, ma anche tremendamente dolce. è sposata con Bruo, ma da oltre un anno lo tradisce con Tommaso, conosciuto in palestra.
Tommaso, 37 anni, porta i capelli cortissimi ed ha degli occhi scuri. Si compiace di essere uno scapolo impenitente,
“Sto per sborrare” disse lui.
“Sai dove la voglio” rispose lei, che sentiva montare dentro di lei un’eccitazione sempre più grande.
“Ripetilo”, chiese lui sornione, rallentando il ritmo delle pompate.
“In bocca. La voglio in bocca”
“Cosa vuoi in bocca? ” giocò lui.
– la tua sborra-
– dimmi la frase intera-
– sborrami in bocca- ti prego sospirò lei.
Tommaso era vicino all’orgasmo, le frasi della donna contribuirono ad eccitarlo ancora di più. All’improvviso si sfilò dal corpo di lei e velocemente le strusciò affianco, ponendo il suo cazzo vicino al viso di Claudia.
Tommaso fece appena in tempo a vedere gli occhi chiusi di lei e la bocca spalancata, quindi fu preso dall’orgasmo.
L’eiaculazione fu esplosiva. Gli schizzi di sperma colpirono il volto di Claudia e molti finirono direttamente nella sua bocca aperta.
Tommaso si smanettava con forza e cercava di indirizzare, con la poca lucidità, che la situazione gli consentiva, gli schizzi verso la bocca spalancata della donna.
Esaurito l’orgasmo scivolò affianco a lei, supino, svuotato di forze.
Anche lei rimase un attimo immobile. Poi compì un gesto che ormai le era consueto: passò l’indice della mano sul viso per raccogliere le ultime tracce di sperma e poi lo succhiò con civetteria.
Tommaso non seguiva questi gesti, pur diretti a compiacerlo, ma sembrava assorto nei suoi pensieri.
Claudia gli poggiò la testa sulla spalla e rimase in silenzio, accarezzandogli con dolcezza la pancia.
Il silenzio fu rotto da Tommaso che, all’improvviso, alzò una gamba ed emise un peto rumoroso. Claudia si volse appena, e con un sorriso appena un po’ imbarazzato, gli disse
– beh non chiedi più nemmeno il permesso-
La loro intimità comprendeva anche queste espressioni corporali.
Tommaso aveva iniziato con gradualità a prendersi questo tipo di libertà, che Claudia aveva finito per accettare di buon grado. La loro prassi, tuttavia, era che Tommaso chiedesse se poteva scoreggiare a quel modo, abbracciato a lei. La risposta di Claudia era sempre affermativa.
– è l’ultima- rispose lui, sempre seguendo il filo dei suoi pensieri.
– Di cosa? – rispose lei un po’ allarmata.
– L’ultima volta che ci vediamo-
Lei alzò di scatto il busto e lo guardo in viso.
* dici sul serio? –
* certo-
* perché? –
* Ho conosciuto una ragazza-
– sai che non posso essere gelosa- rispose lei, guardando la fede nuziale che le cingeva il dito.
In effetti, durante la loro relazione, che durava ormai da un anno e mezzo, Tommaso aveva avuto altre relazioni. Claudia, proprio per la sua condizione di donna sposata ad un altro uomo, aveva accettato le libertà di Tommaso e non aveva mai chiesto nulla. Neppure nei casi, e non erano pochi, in cui notava sul corpo dell’amante le tracce dei precedenti amplessi.
– Ci mancherebbe- rispose lui, con una punta di sarcasmo – solo che stavolta è diverso: è molto giovane e me la voglio godere-
– Quanti anni ha?
– 25, dieci meno di te- aggiunse lui, con cattiveria.
– Sai che io, a letto, faccio tutto quello che vuoi? E quando dico tutto, intendo proprio tutto- propose lei, allusiva.
– Non sono un pervertito e certi giochi non mi piacciono più di tanto- rispose lui, non del tutto sincero, ma fermo nell’intenzione di chiudere quella storia per dedicare tutte le sue energie sessuali e le sue attenzioni alla nuova fidanzata.
– Vuoi che me ne vada? – Chiese, rassegnata lei.
– Come vuoi! –
Claudia non si fece umiliare oltre. Raccolse la sua roba e si rivestì. Quella volta come al solito non si lavò. Le piaceva che gli odori e gli umori del suo amplesso con Tommaso, le rimanessero addosso. Mi fanno pensare a te, anche quando siamo lontani, e mio marito non si accorge di nulla, gli aveva risposto, una volta che lui le aveva chiesto chiarimenti.
Con un groppo in gola, si mise in macchina. Si fermò a fare un po’ di spesa e verso l’ora di cena, rientrò a casa.
Il marito, Bruno, era già rientrato dal lavoro.
Ciao amore – la accolse.
Ciao tesoro – rispose lei dandosi un tono.
La sera proseguì come le altre, la cena da preparare e poi a tavola tutti insieme, loro due ed il figlio di 12 anni.
Con il trascorre delle ore il groppo di Claudia si sciolse e lei si sentì quasi sollevata dalla fine della storia con Tommaso.
Quando raggiunse il marito, che era già a letto, fece una cosa che ormai non faceva da tempo: gli accarezzò una mano. Bruno che era sempre innamorato della moglie, non si fece pregare. Le si avvicinò, la baciò sul collo e rapidamente scese verso il pube. Le sfilò i pantaloni del pigiama (Claudia con il marito, non indossava più intimo sexy) e affondò la sua bocca nella fica. Lei non si sentiva eccitata, ma le generose lappate con cui il marito stimolava il suo clitoride, non tardarono a produrre i loro effetti. Il respiro di Claudia si fece più congestionato e cominciò ad eccitarsi, mentre secrezioni sempre più abbondanti impastavano la bocca di Bruno.
Claudia ripensava a Tommaso ed al fatto che poche ore prima laddove ora era la bocca di Bruno c’era il cazzo dell’amante. Non si era lavata, ma tali considerazioni, invece, di imbarazzarla, la eccitavano.
Ad un certo punto, Bruno fece per smettere e per salire verso di lei, ma lei gli mise una mano sulla testa e lo fermò.
– Continua, così ti prego- gli sussurrò.
Bruno continuò i suoi leccamenti, Claudia abbassò una mano verso la sua vagina e sfiorò la lingua del marito, così attento a darle piacere. L’orgasmo arrivò rapidamente e lasciò Claudia senza fiato.
Il pensiero di Tommaso era ormai lontano e mentre si addormentava Claudia pensò che forse era giunto il momento di riscoprire la famiglia e poi se la cosa non riusciva, poteva sempre cercarsi un altro amante: “morto un Papa se ne fa un altro” FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un'altra domensione. Arriva all'improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E' così che nasce un racconto erotico.

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Un commento

  1. ho sempre desiderato scrivere e pubblicare racconti erotici e chiedo ,se possibile, di partecipare con un primo racconto

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