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Come sono diventato cornuto

Mi chiamo Giovanni ho 38 anni e sono sposato da 10 anni con Assunta bella donna di 36 anni.
Non siamo quello che si può dire una bella coppia e questo, è ovviamente dovuto a cause imputabili solo a me.
Io sono piuttosto grassottello e pure basso (1. 60 cm x 80 kg), aggiungiamo che sono pure calvo ed il quadro deprimente della mia descrizione fisica è completo. Sono ricco di famiglia e vivo comodamente di rendita.
Mia moglie insegna lettere in un liceo scientifico, è invece, una bella donna alta e con tutte le curve al posto giusto (1. 75cm x 60 kg). Ha dei lunghi capelli neri che porta raccolti in uno chignon, un viso veramente sensuale con due grandi occhi e labbra carnose che ispirano osceni pensieri. Inoltre il seno è molto prosperoso ma sodo (4^ misura), ma la cosa più spettacolare è il suo splendido culo, che mette sempre in risalto con delle gonne molto attillate e appena sotto il ginocchio. Naturalmente anche le sue lunghe e belle gambe non lasciano gli uomini indifferenti.
Non abbiamo figli e viviamo tranquillamente la nostra vita di coppia.
La mia signora, quando ci siamo sposati, era vergine, infatti aveva ricevuto un’educazione molto rigida e severa, che ne aveva fatto una donna molto austera e morigerata.
Questo, credo che abbia aiutato a mantenere unita la nostra coppia, infatti lei, probabilmente per ingenuità, non si era mai resa conto del mio problema o per meglio dire dei miei problemi.
In pratica non si era mai lamentata delle dimensioni del mio cazzo(non oltre i 6 cm) e della durata dei mie amplessi (non ho mai superato i 2 minuti per una scopata).
Inoltre non ho mai brillato per fantasia, non sono mai andato oltre la classica posizione alla missionaria, e abbiamo sempre fatto sesso in luoghi canonici (nostra camera da letto) e nei giorni prestabiliti(2 sabati al mese).
Insomma abbiamo sempre svolto una vita molto tranquilla ed anche i nostri caratteri si sono integrati perfettamente. è la mia signora a comandare in casa ed io, che ho un carattere molto remissivo, accetto tranquillamente la sua autorità.
Il mio stato di soggezione nei suoi confronti è accentuato anche dalla prestanza fisica, lei infatti è già 15 cm più alta di me, poi con i tacchi che ha l’abitudine di indossare (10-13 cm) la differenza di statura viene ulteriormente ingigantita, creando ad esempio, una certa ilarità nelle persone che ci incrociano per strada, in pratica non le arrivo oltre la spalla.
Questa situazione e lo stato generale delle cose sembrano divertire molto la mia signora, anche se lei apparentemente non ha fatto mai nulla per ostentare tutto ciò, anche se credo sia molto compiaciuta dall’ammirazione che hanno verso di lei gli uomini, pure quando questa è manifestata in maniera molto volgare, come ci capita a volte durante le nostre passeggiate :

– mi fai tirare il cazzo con quella faccia da troia –
– le tue labbra mi ispirano solo la voglia di fartelo succhiare –
– ma che belle tettone, ho voglia di mungerti –
– molla quell’ometto e vieni con noi che abbiamo dei bei cazzoni, da darti –
– come sculetti bene bella troiona –

Questi sono solo alcuni dei commenti che sovente la mia signora ispira durante le nostre passeggiate.
Questi commenti non hanno mai fatto arrabbiare la mia signora che li ha sempre sopportati dimostrando molta indifferenza. Però qualche volta a casa, mi ha fatto notare, sempre con molto garbo, che non avevo preso le sue difese e che in fondo il mio comportamento non si potesse definire proprio, da vero uomo, cosa quest’ultima, che lei avrebbe molto gradito.
Sono convinto che, se non fosse stato per la sua severa educazione, la mia signora a quest’ora mi avrebbe riempito di corna. E proprio quest’idea delle corna che, da un po’ di tempo, sta diventando una mia nuova ossessione. Infatti, la notte mi capita sovente, di sognare mia moglie alle prese con più uomini e mentre questi la oltraggiano, con sua piena soddisfazione, mentre io mi masturbo in disparte.
Sono giunto a masturbarmi facendo queste fantasie anche ad occhi aperti, trovando più soddisfazione in queste seghe solitarie che nell’accoppiarmi con mia moglie.
Negli ultimi tempi anche il comportamento di mia moglie è un pochino cambiato, e diventata più spigliata, più civetta, insomma ha perso quella patina di seriosità che la offuscava e tutto questo la ha resa ancora più bella e sensuale.
Inoltre le sue allusioni alla mia scarsa virilità sono sempre meno velate e più palesi.
Una volta, tornati da una nostra passeggiata ha commentato :

– insomma Giovanni mi insultano in tutte le maniere e tu non reagisci per nulla, non fai nulla per difendermi da quegli insulti – e aggiunse
– non fai nulla per difendere la tua signora, quella che poteva essere la madre dei tuoi figli, solo se eri abbastanza uomo da ingravidarmi –
– sono sicura che se qualcuno mi mettesse le mani addosso anche in questo caso tu non faresti nulla, anche se un uomo venisse qui in casa a violentarmi tu non faresti nulla per difendermi, ma te staresti buono buono in disparte, vero?

Non gli risposi nulla, ma nel mio intimo ero rimasto molto turbato ed eccitato dalle sue parole, tanto da dovermi chiudere in bagno per farmi una sega.
In seguito ha iniziato a commentare anche le dimensioni del mio cazzetto, infatti mentre leggeva una rivista femminile ha iniziato a farmi partecipe di quanto stava leggendo :

– Senti Giovanni cosa dice questa statistica : la lunghezza media dell’organo maschile è di 18 cm, le misure più piccole sono intorno ai 12 cm mentre gli organi più lunghi possono arrivare fino a 27-28 cm – e poi ridendo aggiunse
– E il tuo quanto è lungo ?
– Non lo so – risposi io con un filo di voce, ma lei incalzò e andò a prendere un righello
– Vieni qui che te lo misuro, dai calati i pantaloni

Calatomi i calzoni mi prese il cazzetto in mano e fece la prima misura

– quattro cm hai un cazzetto di quattro cm, da moscio – e proseguì
– adesso te lo faccio tirare e vediamo quanto misura “al massimo della sua potenza”- tutto con un tono sprezzante e di derisione che mai avevo udito uscire dalla sua bocca.

Ottenuta l’erezione proseguì nella misurazione :

– 6 cm hai un pisellino di 6 cm quando è in tiro –
– insomma anche da questo punto vista sei un minidotato, sei solo un tappetto panzone e minidotato, questo è l’ometto che ho sposato.
– Inoltre quando scopi duri al massimo 2 minuti, mentre le mie colleghe dicono che i loro uomini durano minimo 15 minuti, ma anche 30 o 45 minuti – e concluse
– Come uomo non vali proprio nulla, per quale motivo ti sono stata fedele fino adesso non lo so, ma credo che da ora in avanti ti riempirò di corna –

Mentre diceva queste parole, io eccitatissimo, avevo iniziato a menarmi il pisellino e dopo pochi secondi venni spruzzando 2-3 gocce di sperma per terra.

– ma brutto segaiolo minidotato, io pavento propositi di cornificarti e tu non trovi altro di meglio da fare, che menarti il pisellino –
– bene visto che ti piace ti farò assistere agli incontri con i miei futuri amanti, così potrai continuare a comportarti da quel segaiolo che sei – e aggiunse
– da oggi tu con quel ridicolo cazzetto non scoperai più con me, il massimo che ti concederò e di toccartelo mentre ti spari qualche seghino –
Da allora l’abbigliamento di mia moglie mutò notevolmente, infatti le gonne iniziarono ad essere più corte e aderentissime, inoltre esibiva scollature vertiginose, che mettevano sempre più in risalto il suo splendido seno.
Le calze con giarrettiere o reggicalze, sostituivano i vecchi collant. Il trucco divenne più appariscente e contribuiva ad dare alla mia signora quell’aspetto da troia, che per tanto tempo era rimasto sopito e che ora esplodeva in tutto il suo splendore.
Al cambiamento di look segui anche un cambiamento di atteggiamento e mentalità, non più un’austera signora, ma una bella signora vogliosa di provare tutto le esperienze sessuali che, l’educazione severa prima e il marito pisellino poi, le avevano sempre negato.
Quindi poche mattine fa prima di uscire per andare a scuola mi disse :

– caro non mi aspettare per pranzo, perché sono stata invitata dal preside – e aggiunse
– sai è tanto che mi corteggia e poi è un bell’uomo di 35 anni, alto, muscoloso e si dice che sia anche ben fornito a livello di CAZZO e come tu sai io sono tanto bisognosa di un vero CAZZO –

Pronuncio la parola CAZZO, proprio come una bambina che si voleva far sentire a dire le parolacce e poi continuò :

– credo che oggi gli cederò, gli concederò ogni parte del mio corpo desideri. Poi quando tornerò a casa, ti racconterò tutto e mentre ti racconterò come mi sono fatta scopare, tu ti menerai il cazzettino piccino fino a godere-
– sei contento pisellino di diventare, come meriti, un gran cornuto ?
– si amore, sono contento sia delle corna che del fatto che finalmente, tu possa essere soddisfatta da un vero uomo-
– ciao pisellino, ci vediamo stasera – disse lei uscendo di casa tutta sculettante.

Quella mattina indossava un miniabito blu aderentissimo con una scollatura vertiginosa che mostrava generosamente le sue splendide e grosse tette. Inoltre essendo il miniabito particolarmente corto anche le cosce erano generosamente esposte, coperte da calze nere con la riga sorrette da 2 giarrettiere anch’esse nere, che facevano capolino sotto il vestito quando la mia signora si sedeva.
Le scarpe blu e molto scollate erano dotate di tacchi altissimi, circa 12 cm, e contribuivano a darle un andatura molto ondeggiante.
Il trucco molto vistoso e i gioielli le conferivano ulteriormente quell’aspetto da signora molto troia, che l’avrebbe fatto rizzare ad un novantenne.
Pensai che avrebbe arricchito anche le fantasie erotiche dei suoi alunni quella mattina, oltre che soddisfare il preside, naturalmente.
La sera verso le 6. 30 tornai a casa e non trovai mia moglie che fece ritorno a casa solo dopo mezzanotte.
Infatti senti il rumore di una macchina e la vidi scendere : era completamente nuda, indossava solo calze e scarpe oltre che a i gioielli e pure il trucco era integro. Evidentemente prima di tornare si era accuratamente lavata e truccata ma aveva evitato di vestirsi.
Appena entro mi disse che i vestiti erano nel portabagagli e di andare a prenderli, poi aggiunse, che era stato il preside a volere che lei guidasse la macchina in quelle condizioni e che aveva avuto in quella giornata un’esperienza veramente unica.

– sai oggi ho perso veramente la verginità, oggi quell’uomo mi ha fatto scoprire che razza di femmina sono, sono stata la sua troia.
– Inizia a menarti il pisellino che ti racconto come ti ho reso cornuto, come sono diventata la sua troia, tu pisellino non dormirai più nel letto con me, anche quando lui non sarà qui con me, è meglio che ti metti una brandina nella camera da letto. Adesso comunque ascolta :
– Oggi appena sono arrivata a scuola tutti i maschi che mi incrociavano più che guardarmi mi radiografavano, appena arrivata in classe i ragazzi non mi hanno tolto gli occhi di dosso, facendo pesanti apprezzamenti su di me .
– Hai visto che figa la prof. , guarda che aspetto da troione che ha, sarebbe la delizia di qualsiasi maschio, beato chi se la fotte –
– Finite le ore di lezione sono andata nell’ufficio del preside, che appena mi ha visto ha detto :
– Assunta oggi, lei è più figa che mai, andiamo a casa mia che le farò conoscere le più alte vette del piacere, però mi deve promettere di ubbidirmi a qualunque richiesta le farò –
– Certo signor preside – risposi io
– Così tutta eccitata mi recai alla macchina del preside ed insieme raggiungemmo casa sua. Appena giunti nel suo appartamento mi ha ordinato di spogliarmi degli abiti, cosa che feci immediatamente, rimanendo con solo le calze e le scarpe.
– Bene troiona ora che sei nuda inginocchiati ai miei piedi e prendi il mio cazzo in bocca –
– Aveva un cazzo veramente enorme, altro che il tuo, era almeno 25 cm di lunghezza. Ho iniziato a leccarglielo tutto dalle palle alla cappella, poi lui mi ha impugnato la testa per le orecchie e dopo avermi infilato il cazzo in bocca ha iniziato scoparmi in gola e ha finito scaricandomi in gola un interminabile fiotto di sborra, che naturalmente, ho dovuto inghiottire. è stata veramente una sensazione bellissima sentire il sapore del suo cazzo prima e della sua sborra poi. Lui è stato veramente molto deciso ed autoritario, durante il pompino ha continuato ad insultarmi continuamente :
– sei una troia succhiacazzi, una bocchinara nata, una grandissima troia, un puttanone e una scrofa impestata, e da quando sei venuta ad insegnare nella mia scuola che desideravo farti questo servizio, lo hai stampato in faccia che sei un troione –
– dopo aver placato i suoi primi istinti mi ha detto che sono una ottima bocchinara e che con il tempo e sotto la sua guida sarei sicuramente migliorata ulteriormente –
– Dopo ha voluto fottermi in culo e mentre mi inculava si è accorto che per me era la prima e ha iniziato a dire che, tu eri proprio un coglione oltre che cornuto, a non aver approfittato in tutti questi anni del mio splendido culo. Dopo il culo è stata la volta della fica e qui c’è stata la vera sorpresa, infatti mi sverginata, si proprio così: mi ha sverginata. Tu con il tuo pisellino così corto, durante le nostre scopate non sei riuscito a raggiungere l’imene, lasciandolo intatto per il mio amante –
– Ha continuato a scoparmi ed incularmi per tutto il pomeriggio e la sera procurandomi numerosi orgasmi e poi ha voluto che tornassi a casa nuda come mi hai visto –
– Comunque non ho intenzione adesso di raccontarti i particolari di queste scopate, avrai fra non molto, la possibilità di vederle direttamente con tuoi occhi. Infatti, domenica verrà qui a casa nostra, così potrai assistere in diretta ai nostri amplessi e potrai vedere come mi fa godere, come sono diventata la sua troia –

Durante tutto il racconto fatto da mia moglie io non ho mai smesso di menarmi l’uccelletto, arrivando per ben due volte all’orgasmo, sotto lo sguardo beffardo della mia signora.
Arrivò quindi la domenica mattina. La mia signora addobbata come l’altra giorno ed io indossando una calzamaglia aderente, che non faceva altro che accentuare la mia pinguedine, attendevamo il nostro ospite.
Questi non ci fece aspettare molto e giunse verso le nove, non da solo. Infatti con lui c’era anche il professore di matematica, amico intimo del preside, e suo coetaneo (intorno ai 35 anni).
Tutti e due erano uomini molto alti (circa 1. 85 cm), inoltre erano dotati di un fisico veramente notevole, larghe spalle pettorali ed addominali tanto perfetti da sembrare scolpiti.
Insomma quanto di meglio una donna potesse desiderare, se poi aggiungiamo che anche l’attributo era da primato, infatti entrambi potevano vantare cazzi da 25 cm, dei veri nodosi bastoni.

– Ciao Assunta, ho portato pure Riccardo, sai da quando gli ho raccontato della nostra avventura dell’altro giorno, ha tanto insistito per godere anche lui delle tue grazie – disse il signor preside
– Hai fatto bene Giuseppe, anche io sono stata sempre attratta anche da lui oltre che da te, vi ho sempre desiderati entrambi e adesso sono felice di potermi concedere a voi – e aggiunse
– Vi presento mio marito Giovanni, vedete che razza di nanetto pancione che è, per non parlare del cazzettino che si ritrova, roba da non crederci –
– Effettivamente è proprio un omettino insignificante, come hai fatto a sposarlo Assunta, questo non riesco a capirlo- disse il preside che continuò
– Sai Riccardo questo ometto ce la così piccolo che dopo 10 anni di matrimonio non è riuscito sverginare sua moglie, la fica ad Assunta glielo rotta io, durante il nostro ultimo incontro -poi il signor Riccardo rivolgendosi a me:
– Dai pisellino levati quella ridicola calzamaglia e mostraci i tuoi attributi, che voglio vedere se Giuseppe esagera o dice la verità –

Così eseguii l’ordine del signor Riccardo e rimasi nudo con il mio patetico cazzetto esposto allo sguardo di derisione della mia signora e dei suoi amanti.

– ma è veramente un formato mignon, roba da non crederci, quanto sarà lungo quel cazzetto – disse Riccardo
– 6 cm, glielo misurato – rispose mia moglie e scoppio a ridere insieme ai due maschioni -poi rivolgendosi a me
– Su caro, fai la brava servetta e portaci qualcosa da bere –

Io con voce strozzata dall’emozione presi le ordinazioni e tra lo scherno dei presenti mi recai in cucina a preparare le bevande ordinatemi da mia moglie e da i suoi amanti.
Tornai nel salone con i bicchieri sopra un vassoio e vidi che mia moglie si esibiva con uno spogliarello mozzafiato mentre i uomini commentavano pesantemente:

– Riccardo ti garantisco che Assunta è una vera troia, ci ha fatto sbavare per quasi un decennio, ma stai sicuro, che ci rifaremo e con gli interessi –
– Guarda che poppe, non sono uno spettacolo? E il culo un vero paradiso –
– Inoltre la bella professoressa Assunta è molto abile a fare certi lavoretti, è veramente una troia in calore, ha talmente una fame arretrata, che ormai il cazzo per lei è come una droga, è proprio, come una tossica in astinenza: disposta a tutto. Vero puttanona ? –
– Si Giuseppe da quando ho provato il tuo cazzo, non ne posso più fare a meno, sono disposta a tutto basta che mi scopate. Quel pisellino segaiolo di mio marito mi ha fatto mancare tanto di quel cazzo che ormai sono una ninfomane – e prosegui rivolgendosi a me:
– Guardati che schifezza d’uomo che sei, quelle gambette secche, quella pancia flaccida e quel ridicolo ed insignificante pisellino che ti ritrovi in mezzo alle gambe, sei proprio una merdaccia, d’ora in poi solo seghe potrai farti, guardandomi scopare con gli altri. –
– Guarda cornuto come dei veri uomini si divertono con tua moglie –

A questo punto anche i due maschioni si erano denudati mettendo in mostra tutti i muscoli possenti di cui erano dotati, compresi i due enormi bastoni che avevano in mezzo alle gambe e il signor Riccardo disse a mia moglie :

– troia mettiti alla pecorina, che telo sbatto in culo, sono anni che sono ossessionato dal tuo culo, sono anni che ti osservo sculettare per la scuola e sono anni che sogno questo momento-
– si troia adesso te lo sbatto di botto tutto in culo –
– toh -toh-toh prendilo in culo vacca, adesso ti faccio un clistere con la mia sborra, te lo sfondo completamente il tuo buco di culo, ti cancello quell’aria da nobildonna che hai stampata sulla faccia-
– e tu cornutone guarda come mi inchiappetto quella scrofa della tua signora e guarda pure come questa baldracca apprezza il trattamento –

La inculo per più di mezz’ora, con violenti colpi di cazzo. La afferrava per le chiappe infilandosela letteralmente sul cazzo o la colpiva violentemente con degli schiaffoni sul culo, fino a colorarle le natiche bianche di un rosso molto acceso. Quindi concluse la cavalcata scaricandole una potente sborrata nell’intestino.
Poi fu il turno del signor preside che si fece succhiare il cazzo da mia moglie riempiendola di oscenità di ogni genere:

– dai troia vieni qui a prendere il cazzo in bocca, apri quelle belle labbra da succhiacazzi e prendi la cappella in bocca, poi piano piano affonda la cappella nella tua gola, fino a posare quelle labbra da pompinara sui peli del cazzo –
– si troia lo senti il cazzo in gola, rimani così, ferma puttanaccia –

E con la mano le teneva bloccata la nuca in quella posizione, Assunta aveva le narici dilatate per incamerare più aria possibile, perché l’enorme cazzo ficcato in gola, le impediva di respirare con la bocca, poi l’uomo che l’afferrava per lo chignon tirò indietro la testa di mia moglie, facendo comparire nuovamente, come per incanto, la grossa mazza. Per poi, questa volta spingendo la nuca verso di se, far sparire la nuovamente la nerchia nella gola della mia signora, continuando per un bel po’ con questo osceno su e giù. Durante questo trattamento la mia signora strabuzzava gli occhi fino quasi a lacrimare, emetteva strani rantoli, dilatava le narici ma partecipava in maniera entusiasta all’osceno teatrino. Il preside naturalmente, durante continuò ad insultare la mia signora per tutta la durata del bocchino.

– brava troia bocchinara, solo tu riesci ad ingoiarti completamente sta mazza, ci sei proprio portata, puttane professioniste non riescono ad ingoiarsi cazzi come il mio –
– che ti dicevo Riccardo eh, Assunta è proprio una grandissima troia, guarda che lavoretto mi sta facendo –
– si sborro, troia ti riempio la bocca di sperma, bevila tutta puttanona schifosa –
– Hai ragione Giuseppe sotto quell’aria da santarellina si nasconde la regina delle troie – ed aggiunse parlando a me
– E tu diventerai il re dei cornuti, con la zoccola che ti ritrovi come moglie –

Dopo che il preside ebbe scaricato tutto il suo liquido seminale nella gola delle mia signora facemmo qualche minuto di pausa e ne approfittai per porgere le bevande che avevo sul vassoio ai 3 amanti che adesso erano comodamente seduti sul divano e discutevano amabilmente :

– allora maschioni sono stata brava – disse mia moglie
– certo Assunta sei veramente bravissima credo che quest’oggi ci divertiremo ancora parecchio- risposero in coro i due uomini
– e tu cornutone ti stai divertendo – mi chiese la mia signora e senza aspettare risposta
– stai attento a non smanettarti troppo il pisellino prima che ti senti male, che con quel fisico da mollaccione che ti ritrovi, c’è il rischio che ti venga anche un infarto – ed aggiunse
– preferisco essere la tua moglie troia che ti riempie di corna, piuttosto che la tua vedova -poi intervenne uno dei maschi dicendo :
– dai basta chiacchierare troia vieni qui che ti infiliamo allo spiedo –

e così chi prima l’aveva inculata ora la scopava in figa, mentre l’altro, le ficcava il cazzone nel buco del culo. L’avevano sollevata e la limavano contemporaneamente in tutti e due i buchi.
Cambiavano repentinamente posizione manovrandola come una bambola gonfiabile la usavano come la più laida delle troie.

– li senti i cazzoni che ti riempiono fica e culo, grandissima troia –
– si riempitemi tutta, spaccatemi fatemi male, per troppo tempo ho preso in fica un cazzettino insignificante –

Si scambiarono più volte la posizione fino riempirle tutti e due i buchi, anche più di una volta, di sborra

– dai troia sborro, ti riempio, ti ingravido, ti faccio crescere il pancione –
– puttana ti colmo di sperma l’intestino –

poi esausti caddero a terra, mentre anche io menandomi il pisellino, raggiungevo l’ennesimo orgasmo, emettendo solo una goccia di sborra. Naturalmente ciò provocò le battute di scherno della mia signora e dei maschioni, che notando la scarsa emissione di sperma, sentenziarono ironicamente, che la produzione di liquido seminale era proporzionale alle dimensioni del mio cazzetto.

– piccolo pisellino neanche una sborrata decente sei in grado di fare – disse mia moglie ridendo

Dopo tutti e tre si recarono nella camera da letto. A me, mia moglie ordinò di sistemare e di raccogliere soprattutto i vestiti dei tre amanti, che erano sparsi sul pavimento, e solo poi mi era consentito di recarmi, anche io in camera da letto per continuare ad assistere alle loro performance.
Quando dieci minuti dopo giunsi in camera da letto i tre amanti erano già avvinghiati in un osceno abbraccio e la mia signora subiva l’ennesima doppia penetrazione.
Io assistevo impotente alle loro scopate ed inoltre a richiesta gli servivo da bere o da mangiare.
Rimasero a dormire nel lettone con mia moglie mentre io mi sistemai in una brandina ai piedi del letto.
Ogni tanto durante la notte venivo svegliato e venivo costretto a brandire uno dei due cazzoni per infilarlo io stesso nella figa di mia moglie mentre lei mi fissava negli occhi e mi diceva irridendomi:

– pisellino così anche saprai cosa si prova ad impugnare un bel cazzone di questa stazza, e guarda che come mi dilata la fica e come mi fa godere –

La mattina seguente gli portai il caffè a letto ed assistetti all’ennesima orgia tra i tre amanti, poi si andarono a fare la doccia e qui fui costretto insaponare con le mie mani le potenti mazze degli amanti di mia moglie, mentre venivo continuamente schernito da mia moglie .

– su segaiolo lava questi bei cazzoni che tanto mi hanno fatto godere e ringrazia i signori che hanno fatto quello che tu non sei mai stato in grado di fare –

Dopo si rivestirono ed insieme si recarono a scuola salutandomi e dandomi appuntamento per nuove avventure .

– ciao cornutone noi quella troia di tua moglie te la scopiamo anche tutti i giorni – mi dissero i due uomini mentre mi salutavano
– tesoro adesso che rimani solo a casa non ti ammazzare di seghe, pensando a quanto hai visto in questi giorni, risparmiati per altre occasioni, che ti garantisco non ti mancheranno.

Così rimasi solo in casa a meditare sulla mia nuova condizione di cornuto felice. FINE

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