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Elogio della mia segretaria

Mi chiamo Franco, ho 42 anni, sono un avvocato e possiedo un grande studio a Milano. Nel mio studio, alle mie dipendenze, lavorano altri tre avvocati e due segretarie. Una di loro, Mirella, una giovane e formosa rossa di 24 anni che mi era stata raccomandata da un mio grande amico è diventata per me, nel corso dell’ultimo anno, una vera e propria ossessione.
Era un bel po’ di tempo che mi combinava sul lavoro dei pasticci incredibili e poi diventava tutta rossa, io non sapevo come comportarmi perché stavo per perdere la pazienza e avrei anche potuto licenziarla ma capivo che lei attendeva da me qualcosa. A un certo punto decisi di passare alla linea forte, se lei si offendeva e se ne andava via tanto meglio, almeno le avevo dato la scusa. In caso contrario avrebbe pur dovuto reagire in qualche modo.
“Adesso basta… mi hai proprio rotto il cazzo! Lo vedi questo, è colpa tua…” dissi con rabbia e volgarità, tirando fuori l’uccello.
Lei arrossì ma reagì in un modo incredibile, come se l’avessi ipnotizzata si inginocchiò e prese in bocca il mio uccello. Valle a capire le donne, io pensavo che si sarebbe offesa e se ne sarebbe andata via dall’ufficio dandomi del porco e invece è cambiato tutto. Adesso è brava, lavora bene e soprattutto è sempre pronta ad obbedire alle mie richieste… Si vede che è per questo, o perché deve avere un temperamento masochista, che Mirella si era bagnata tutta ed eccitata mentre la rimproveravo e da allora in poi si scioglie, si offre, si mostra pronta a compiacermi in tutti i modi. Io non so voi che fareste, ma una così non solo me la tengo, me la godo. Certo, potrei in fondo non farla lavorare e godermela lo stesso come amante, ma è proprio il fatto che arriva al lavoro pronta e remissiva, obbediente, disposta a tutto, che la rende necessaria.
Naturalmente il minimo che fa è di inginocchiarsi e di prendere in bocca il cazzo cominciando subito a sbocchinare. Ma questo è solo l’inizio, perché in realtà una come Mirella è una prestigiatrice della fica, una maga, pronta a giochi speciali. E come sa infilarsi il mio uccello fra le labbra della fica risucchiandolo e stringendolo, lo giuro, non l’ho visto fare a nessun altra. Lei lo maneggia, si masturba e si sgrilletta col mio cazzo, poi se lo infila e si muove veloce, aumenta il ritmo, si fa penetrare fino in fondo e di nuovo lo tira fuori e riprende i suoi giochi. Io a quel punto sono già partito, ero il suo padrone e sto per diventare suo prigioniero anche se continuo a dare ordini e a comandare. Lei lo sa bene, forse capisce da sola che in quei momenti se mi chiedesse una cosa qualsiasi la otterrebbe, ma non lo fa, è furba, si accontenta di farmi godere con le tette e con la bocca e poi di rimettere nel nido caldo della sua fica il mio uccello impazzito. Le piace a quel punto, per esempio, fare una spagnola, infilando il cazzo tra le tette in modo che io possa scoparla così; le piace anche girarsi e agitare il culetto, farmelo annusare, leccare, offrirlo, in modo che mi decida a prenderla con forza. Ma poi io torno sempre lì, alla sua fica calda e umida, che riprende a succhiarmi e a sprofondarmi. è come un forno, caldissimo, bollente, qualcosa in cui comincio a sciogliermi dimenticando il resto del mondo.
Mirella fa di tutto, insomma, per sedurmi ma lo fa a colpi di fica, tra un sospiro e un grido di piacere, giurando che gode e mostrando un piacere così intenso e lascivo che è assolutamente impossibile pensare che stia fingendo. No, di questo sono certo, la sua fica è caldissima, non ha bisogno di fingere, le basta sentirsi il cazzo dentro per partire alla carica, è spontanea, è il desiderio allo stato puro. Ogni tanto ci ripenso e mi convinco di essere stato davvero fortunato, non sempre uno tira fuori l’uccello ed ottiene quello che ho ottenuto io, di solito una donna ti respinge se la proposta è così esplicita e dura. Ma forse è proprio la durezza del mio uccello ad aver fatto da calamita per una come Mirella, sbloccando la sua stessa voglia. Devo ringraziare il mio cazzo. Mirella sembra proprio andare pazza per lui, gli da a volte dei nomignoli, lo bacia sulla punta, gli parla, lo tratta come un giocattolino da adorare, ma poi appena comincia a prenderlo in bocca ed ad usare la lingua sulla punta non parla più, obbedisce automaticamente ai miei comandi, diviene una specie di cazzo-dipendente, una che non sa proprio farne a meno. E io che so ormai come reagisce e non smette più la chiamo solo nell’intervallo o quando non c’è nessuno in vista, per godermela a lungo senza nessun tipo di interruzioni per almeno una mezz’ora buona… FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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