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Racconto erotico

Fulvia, la cliente

è un bel po’ che lei Fulvia, una bella 30enne mia cliente, mi ripete che sono un’uomo molto affascinante… qualche tempo fa con la scusa che era il suo compleanno di lì a qualche giorno mi disse:

“bhè puoi anche farmi gli auguri in anticipo… con un bacio!! ” io francamente non mi sono fatto pregare… a me le donne piacciono e lei è anche una bella ragazza di 30 anni con un culetto molto sodo… fa danza, così mi sono avvicinato per darle il classico bacetto sulle guance ma lei… con un rapido movimento del viso a fatto in modo che le ns labbra si sfiorassero… non sono “bacchettone… ma francamente non me lo aspettavo… lei accortasi della mia sorpresa… con una faccina da troietta navigata mi ha detto:

“certamente sai fare di meglio… uno come te sa certamente fare di meglio… fidati, io me ne intendo” e passandomi una mano lascivamente tra i capelli sorridendo mi ha comunicato che il suo compleanno sarebbe stato di lì ad una decina di mesi… così avvisandola di non stuzzicarmi troppo la salutai.. non senza sfiorarle distrattamente ma molto eloquentemente il bel culetto… gli effetti di quel colloquio non si sono fatti attendere… qualche giorno dopo Fulvia mi chiama e mi chiede di passare da lei in quanto il marito, Franco, non c’è è fuori per un paio di giorni, e lei ha bisogno di me per lavoro… capisco che se accetto non potrò sottrarmi alle sue più che chiare intenzioni… istintivamente dico di si e che sarei andato da lei nel giro di qualche ora… in macchina ripenso a quello che è sempre stata una mia “regola”… mai mischiare il cazzo con il lavoro… , ci si rimette sempre… ma stavolta decido di lasciare perdere… lascerò che gli eventi facciano il loro corso… senza forzarli. appena entrato, lei… Fulvia mi sgrana un sorriso con la bocca semiaperta, quasi volesse farmi capire e presagire quel che di lì a poco sarebbe… forse accaduto. baciandomi, come sempre sulle guance… ma indugiando volutamente ed alitandomi libidinosamente sui lobi delle orecchie mi fa:

“devi darmi alcuni chiarimenti su un certo prodotto… perchè devo dare una risposta ad un’architetta entro stasera, mio marito Franco è fuori… non tornerà fino a domani e non riesco a contattarlo al cellulare” m’invita ad entrare in ufficio… mi siedo e comincio a darle i chiarimenti che mi ha richiesto… lei si sistema di fronte a me e prende ad ascoltare con un’aria strana… pensosa quasi sognante… non passa qualche minuto che sento distintamente il suo piede nudo salire lungo la mia coscia… e soffermarsi lì a contatto con il mio membro… non posso dire di essermi meravigliato… sapevo, immaginavo che un qualcosa sarebbe successo… ma sentirmi il suo piede lì che si strofinava lascivamente… mi colse quasi di sorpresa… dandomi una dolce sensazione d’estasi… era bello… molto bello e lei sapeva sapientemente muovere il suo piedino, io la guardavo e lei per nulla imbarazzata ricambiava il mio sguardo senza parlare… ma con gli occhi che dicevano chiaramente:

“fottimi… ho voglia di cazzo, del tuo cazzo… ” non so come ma riuscì ad aprire la patta che tratteneva con difficoltà, per le dimensioni oramai raggiunte… , il mio bel pisellone. lei soddisfatta del risultato raggiunto scomparve sotto il tavolo e sempre senza parlare lo prese in bocca facendoselo arrivare in gola… cominciò dunque a spompinarmelo e a toccarmi le palle… lentamente, sapientemente… io godevo da matti… lei era magnifica, un vero portento a succhiare i cazzi. devo dire che un po’ in apprensione lo ero… qualcuno poteva entrare da un momento all’altro, era sempre un negozio… , e la porta a vetro dell’ufficio non celava di certo tutto quel che accadeva… eppoi chiunque fosse entrato, anche il più ingenuo sprovveduto, avrebbe certamente intuito quel che stavamo facendo… glielo dissi… ma lei sembrò arraparsi ancora di più al prospettarsi questa evenienza e prese a leccarmi sapientemente e depravatamente le palle… la sua brama sessuale cresceva, infatti si era infilata una mano nelle mutandine e con due dita si stava freneticamente menando la fica… cominciava a gemere e si passava impudicamente la lingua sulle labbra. ad un tratto si pose in piedi davanti a me e dicendomi:

“leccala… ” mi offri la sua passera. io non mi feci pregare e presi a lavorarla di lingua indugiando con delle leggere pressioni sul suo clitoride… ciò le provocava tremiti di voluttà che dimostrava emettendo forti gemiti di piacere. mentre continuavo a leccarla… lei con il desiderio che chiaramente cresceva s’infilò due dita ancora bagnate dagli umori della sua grondante fregna nel buco del suo turgido culetto… l’operazione le procurò un visibile piacere… fu scossa da tremiti di goduria e disse:

“ora che anche il mio culo è bagnato ti vengo sopra… mi raccomando tu penetrami più che puoi… ” venne sopra di me e fece scomparire il mio cazzo nel suo culo… entrambi non aspettavano altro!! ad un tratto la porta del negozio si aprì… ed una voce squillante di donna disse:

“Fulvia… sono venuta… e tu… ? ? dove sei? ? … ” lei oscillando il bacino… e procurandomi così un piacere indicibile… rispose:

“su Laura fai presto… l’ho tenuto caldo fin’ora ma non credo che riesca a tenere per molto… se vado avanti così mi sborra nel culo… sai che ci so fare… ” detto fatto entrò una giovane donna, altissima che, rapidamente senza dire una sola parola, si tolse la gonna rimanendo nuda… non indossava gli slip… la guardai e i miei occhi furono attratti da un cazzo, si aveva il cazzo in mezzo alle cosce… sbalordito… credetti per un’attimo che fosse un travestito!! una risata di Fulvia mi scosse e riguardando in mezzo alle gambe di quella bellissima donna capii che quello che avevo creduto il cazzo di un travestito altro non era che una protesi di lattice saldamente allacciata con un cintino al sensualissimo bacino della giovane ed eccitante donna che, per nulla imbarazzata come seguisse un copione, s’inginocchiò e prese a leccare la fica di Fulvia… bastarono poche sapienti leccate per mandarla in visibilio… non si trattenne e, sentendo il mio cazzo che la pompava e la lingua dell’amica che la leccava… venne emettendo dalla sua vulva calde gocce che bagnarono le mie gambe ed il mio scroto… non appena ebbe avuto l’ultima contrazione… di quell’orgasmo che l’aveva fatta urlare di piacere si alzò, e facendo in modo che il mio cazzo penetrasse la fica dell’amica, già abbondantemente bagnata, la fece sedere su di me… andandosi ad accomodare a sua volta su di lei e facendosi penetrare dal cazzo di lattice… , non capivo cosa intendessero fare… così era pressocchè impossibile pomparci a vicenda… a questo punto cominciarono ad oscillare e dondolare ritmicamente… non lo avevo mai provato… era semplicemente, stupendamente meraviglioso il piacere cresceva a dismisura ad ogni più piccolo movimento… l’amica su di me si muoveva ed io vedevo e sentivo il suo culo e la sua fica grondante muoversi e sfregarsi sul mio pube… sulle cosce… anch’io con il bacino assecondavo i loro movimenti provocando ad ogni micron del mio cazzo, rinchiuso in quella vellutatissima vagina… , stimoli e sensazioni che non avevo davvero mai provato. il piacere oramai, con un effetto domino, mi stava trapassando ogni singola cellula capivo di essere al limite… evidentemente però lo stesso stava accadendo alle mie compagne… il loro ritmo infatti si era accelerato e dalle loro bocche usciva ogni tipo di nefanda oscenità… che contribuì ad eccitarle sempre di più… così in pochissimi secondi raggiungemmo simultaneamente un’orgasmo “da manuale”… si alzarono, si ricomposero, e come se fosse la cosa più naturale del mondo Fulvia disse.. :

“ti presento la mia amica architetta… lei ti aveva già visto quì… tempo fa e da allora non mi ha dato tregua… e, visto che non ti decidevi a scoparmi… abbiamo dovuto forzarti un pochino la mano… spero non ti dispiaccia!! ” da allora non è più successo nulla… lei continua comunque a guardare con occhio complice, specialmente quando c’è anche il marito… lui, Franco, sbaglierò ma ho la netta impressione che sappia… sarà stato davvero via quel giorno… ? ? ? FINE

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Luce bassa, notte fonda, qualche rumore in strada, sono davanti al pc pronto a scrivere il mio racconto erotico. L'immaginazione parte e così anche le dita sulla tastiera. Digita, digita e così viene fuori il racconto, erotico, sexy e colorato dalla tua mente.

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