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Il collega di mio marito

La nostra è una storia come di certo ce ne sono tante, fra i lettori di questo sito.
Io e mio marito sposati da dieci anni, lui sempre stressato per il lavoro ed io sempre più malinconica. Poi un giorno è arrivato Mario, un suo nuovo a amico conosciuto sul lavoro.
La prima sera che è venuto a cena a casa nostra abbiamo sentito subito il vento cambiare.
Con Mario si scherzava, si rideva, siamo arrivati subito a fare persino progetti per le vacanze assieme. Quando, un bel po’ dopo la mezzanotte, è andato via, Marco ed io ci siamo sentiti di nuovo soli, in un certo senso più soli di prima.
A letto lui è arrivato a dire che sarebbe stato meraviglioso se avessimo ceduto a Mario la camera degli ospiti e fosse venuto ad abitare con noi, poiché stava cercando un monolocale in affitto.
L’idea era proprio bislacca, ma prendendo la scusa di poter realizzare un po’ di soldi in più, disse che anch’io la pensavo come lui e ripetei che sarebbe stato meraviglioso, ma prima dovevamo conoscerlo meglio.
Durante la settimana ci vedemmo due volte a cena.
Una sera andammo anche al cinema e l’altra dalla pizzeria tornammo a casa nostra per bere qualcosa tutti assieme.
Anche Mario era preso nel gioco; quella sera decidemmo di passare il fine settimana tutti e tre assieme.
Era primavera e andammo in un paese sul mare.
Camminammo a lungo sulla sabbia, scherzando e ridendo e io sempre in mezzo ai due uomini, mi venne naturale di cingerli con le braccia in vita tutti e
due.
Mentre camminavamo non ho potuto fare almeno di notare i loro sessi che si erano gonfiati al contatto con me.
Ciò mi ha lusingato ed eccitato e non mi vergognai a spingermi oltre strusciandomi su di essi per vedere sin dove riuscivano a contenersi.
Loro stettero al gioco e non mancarono di farmi sentire importate, bella e sex con complimenti sempre più audaci e facendomi sentire, appoggiandosi quasi casualmente, i loro membri belli gonfi, a testimonianza della voglia che avevano di fare l’amore con me.
Ma poi tutto si risolse perché ormai tardi bisognava separaci, e con un casto bacio augurandoci la buona notte Mario se ne è andato da una parte tutto solo e noi due dall’altra a sfogare la voglia di sesso che ci era presa e si era accumulata durante la giornata.
E stata una nottata bellissima non avevamo scopato mai così, era chiaro che l’amicizia con quel ragazzo faceva bene al nostro rapporto di coppia, infatti chiudendo gli occhi ad ogni affondo di mio marito nella mia fica mi piaceva pensare che fosse Mario a scivolarci dentro.
Marco si accorsi del mio eccitamento e piano, piano in uno orecchio mi sussurro:
“Che bel fine settimana insieme a Mario. He … amore è vero? è bello stare in compagnia di Mario”.
Lasciando intendere che aveva capito l’effetto erotico che il suo amico mi procurava.
Ma anch’io ero certa che si era eccitato pur lui a mostrarmi e a sfoggiarmi ad un altro uomo.
Magari desiderava, come me, che il gioco si spingesse oltre e avrebbe voluto offrirmi al giovane allupato, chi sa? .
E visto che tutti, inconsciamente, desideravamo la stessa cosa capivo che non era giusto estromettere Mario dai nostri rapporti.
Infondo avevamo condiviso tutta la giornata con lui e involontariamente era stato anche l’artefice del nostro eccitamento e ora noi due andavamo a letto da uomo e donna scopando come ricci, mentre lui, poverino, da ragazzo solo era costretto a menarsi il cazzo fantasticando chissà quale avventura erotica.

L’indomani, per cercare di dare una mano d’aiuto al nostro amico, aprì l’argomento io stessa.
Dissi che sarebbe stato bello se lui avesse avuto un’amica da portare nel prossimo week-end, così noi non ci saremmo sentiti incolpa di lasciarlo solo la notte, mentre noi andavamo in camera a fare l’amore.
Mario si mise a ridere, disse:
“Nessuna compagnia femminile avrebbe potuto eguagliare il piacere di stare con due veri amici come siete voi, generosi e intelligenti.
E poi le donne che sono libere spesso lo sono solo perché sono rompiscatole e non li vuole nessuno a fianco.
Quindi capisco che sarà difficile incontrare una donna in gamba e speciale come te, ma fin quando non la troverò preferisco rimanere single”.
Sottolineando il concetto con una venatura di malinconia ed io, di slancio, lo abbracciai come per consolarlo della sua solitudine.
Lui mi si strinse tenero e amichevolmente.
Io continuavo a coccolarlo come si fa con un bambino baciucchiandolo sulla fronte e sulle guance.
Poi sentendomi premere in basso intuì che il suo sesso si stava indurendo a contatto con il mio corpo, facendomi provare una leggera scossa di piacere.
Inavvertitamente non ho potuto fare almeno di irrigidirmi e contemporaneamente di chiudere gli occhi, poi mi rilassai e sentì una vampata di fuoco scivolare dalla fica inzuppando il leggero perizoma che avevo indossato per l’occasione.
Era bellissimo sentire attraverso la leggera stoffa il suo sesso strofinarsi senza violenza sul mio ventre in presenza di mio marito che al mio parere si stava godendo lo spettacolo.
Infatti Marco, emozionato a sua volta, ci abbracciò entrambi e così restammo stretti tutti e tre per un po’.
Adesso io sentivo nettamente e impetuosa la minchia del nostro amico premermi contro.
Intanto altrettanto virile si era fatto il cazzo di mio marito che con forza mi faceva sentire la sua eccitazione, quasi ad incoraggiarmi ad andare oltre.
Tremavo dall’emozione, mentre li tenevo stretti a me, e strofinandomi da prima impercettibilmente a loro, quasi a non farmi scoprire, e poi sempre più forte e più sfacciatamente come la più vogliosa delle ninfomane che ha un obbiettivo fisso:
farsi chiavare liberamente senza inutili timori e tabù.
Poiché ogni proibizione inevitabilmente svilisce e intristisce qualunque rapporto.

Ora mi era tutto chiaro, li desideravo entrambi, in quel momento, provavo un desiderio strano, lancinante perverso che mi stava portando alla follia.
Insomma avevo una gran voglia di farmi sbattere da tutti e due insieme, di provare l’amore peccaminoso proibito.
Volevo spompinarli farli sborrare su i miei seni, dargli godimento e procurami orgasmi da sempre sognati e mai provati fino ad ora.
Mio marito continuando a strofinarmelo nel culo e sporgendosi da dietro mi baciò sulla bocca ed io gli risposi con erotico languore, poi passò con le labbra sul mio collo e dietro le orecchie, mentre io sconvolta dalle forte emozioni rigirai la testa lentamente a cercare il nostro giovane amico e così, lasciandomi guidare dal caldo umido del suo respiro, finalmente trovai le sue labbra.
Ci toccammo quasi per sbaglio ma istintivamente restammo avvinghiati e ci baciammo da prima timidamente ma poi con la bocca aperta scambiandoci sciabolate di lingua sempre più evidenti e più passionali che mio marito non poteva non vedere, ma non dicendo niente mi sentì autorizzata a continuare
a perdermi nelle braccia della lussuria e della passione.
A questo pensiero il mio corpo fu attraversato da una specie di scarica elettrica, ero certa ormai, mio marito si era accorto di tutto e invece di incazzarsi e fermarmi continuava a baciarmi sul collo anzi una sua mano entrò nella mia scollatura e ne fece spuntare fuori un seno, quasi ad offrirlo a Mario, mentre l’altra alzata la gonna si era infilata nelle mutande alla ricerca della succosa fica, a sondare la mia disponibilità a ricevere le vibrante e passionale minchie.
Il ragazzo continuava a baciarmi stringendomi per le chiappe, poi anche lui volle godere del mio petto e si abbassò a succhiarmelo con la felicità di mio marito che ancora non diceva niente ma gli si leggeva negli occhi il piacere sconvolgente che stava provando.

Avvinghiati tutti e tre così ci lasciammo cadere sul divano stretti abbracciati come divinità in amore.
Io col vestito sbottonato e le tette al vento.
Le mani dei miei due uomini che mi carezzavano su tutto il corpo, fermandosi sulle mutandine senza avere il coraggio di riuscire a togliermele.
Ma quando gli sussurrai :
” Daiii……. daii… fatemi godere.
Scopatemi per favore.
Fottetemi.
Voglio sentimi femmina, cagna. Vi prego fatemi godere non ne posso più “.
Mio marito decisi di sfilarmi il perizoma lui personalmente e si tuffò a leccarmi la fica incoraggiando Mario di continuare a baciarmi il seno.
Così facendo ruppe ogni indugio dando il via alla nostra felicità sessuale, con il trionfo della libertà, dell’amore quello da condividere con le persone che si vogliono veramente bene.
Nel frattempo Mario presosi di coraggio avvicinò la sua minchia alle mie labbra per farsi spompinare, facendomi provare il primo cazzo pulsante in bocca che non fosse di mio marito, ma la cosa più eccitante, senza dubbio, fu farlo davanti a Marco che con gli occhi lucidi e spalancati si gusto il mio primo rapporto con un altro da voyeur.
Ormai il mio dolce e consenziente maritino era perso nel mondo dell’eros quanto me, tremava per le sconvolgenti sensazioni che lo attanagliavano.
Quasi subito invitò Mario, con molta sportività, ad infilarsi dentro la mia fica e a chiavarmi per primo.
Poi baciandomi in bocca, gustandosi il sapore del cazzo appena uscito, mi disse:
” Grazie amore mio di avermi fatto felice, di avermi fatto cornuto.
sai è bellissimo vederti fottere con Mario.
L’avevo sempre sognato di condividere con te l’amore proibito, quello trasgressivo che fa impazzire tutti gli uomini.
Amore mio sei proprio una dea, la dea dell’amore, del sesso siiii….. sii, di tutte le troie”
Io non riuscivo neanche a parlare dalla forte emozione ma i miei lamenti erano chiari di come la pensassi.
“Ah.. uffuuuf… ah.. ahhhiiii… ahi ancora …ancora è meraviglioso.
è la prima volta che…….. godo cosììììììiiiii……. sssiiiiiii… è bellisimo amore si lo voglio.
Mi piace….. mi piace siiii…. miiiiii…. piace sono tutta bagnata come una puttana, siii… come la dea delle troie amore sii.. hai ragione tu”
“Siii.. amore e bellissimo assistere mentre Mario che ti chiava.
Sono felice che sono cornuto, sono felice che tu sei una donna calda e puttana.
Voglio che sia sempre così da ora in poi”.

A quel punto mi esplosero contemporaneamente e con essi venne anch’io che già ero venuta almeno sei volte.
Felici ci abbracciammo per riposarci un po’ con la certezza che avremmo ricominciato a scopare selvaggiamente per recuperare il tempo perduto.
Così passammo, a sorpresa, la nostra prima notte di amore a tre.
Da quella volta sono passati due anni e fra noi tre non è cambiato nulla, Mario è per noi un amico caro, necessario, con cui dividiamo i sentimenti e anche le sensazioni, ammirandone l’educazione e la riservatezza.

Se qualche volta lui arriva a casa e Marco non è ancora rientrato, se ne sta in salotto quasi imbarazzato, evita qualunque contatto fisico con me, persino un bacio sulla guancia.
Una volta l’ho provocato di proposito, perché ero incuriosita e volevo scoprire fino che punto avrebbe saputo resistere.
Così, uscita dalla doccia seminuda, l’ho pregato di massaggiarmi una crema sul corpo.
Lui spaventato l’ha fatto timidamente, con garbo e con imbarazzo non approfittandone della situazione e non accettando le mie celate provocazioni.
La sera ho raccontato l’episodio a Marco e ne abbiamo un po’ riso ma anche abbiamo commentato, una volta di più, l’onestà morale del nostro amico, con lui quel rapporto a tre era ed è bellissimo.
I miei due uomini non sono bisex, mi amano tutti e due assieme, gli piace prendermi contemporaneamente uno davanti e l’altro dietro nel culo ma quello è il massimo dei contatti tra di loro.
Ma spero di riuscire a fargli accettare i rapporti liberi anche tra di loro, poiché muoio dalla voglia di vederli in un 69 che si succhiano il cazzo avvicenda, e di farmi scopare da mio marito mentre l’altro lo incula .
Quest’anno non abbiamo fatto vacanze, le faremo a Natale in montagna, tutti e tre.
Mario però ci ha detto che non vorrebbe creare imbarazzo in albergo, che tutto sommato un uomo solo e una coppia assieme in vacanza stonano un po’, si fanno notare.
E allora io ho proposto di trovare un’altra donna, di cercarla, provarne qualcuna fino a trovare quella giusta che possa stare con noi tre.
Io stessa ho scritto l’annuncio ad un sito specializzato ed adesso aspetto con impazienza qualche risposta interessante.
Io, mio marito e il nostro amico siamo affiatatissimi e cerchiamo una quarta donna, una persona per dividere con noi tre tutto, dalle idee al sesso, un nuovo lato per far diventare il nostro triangolo un quadrato.
Sento che, se la troveremo, sarà l’inizio di un nuovo meraviglioso capitolo della nostra storia.
Nell’attesa continuo a gustarmi il piacere dell’amore proibito in tre.
Assaporandomi le attenzioni di due bei maschioni:
quel cornuto e porcone di mio marito e quel timidone del suo collega che ormai è il mio amante ufficiale.
Note dell’autore:
Se ritenete che questo racconto vi è piaciuto e valga la pena di essere continuato potete farmelo capire votandolo.
Quindi ringrazio chi lo voterà e mi scuso con coloro che non hanno gradito FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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