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Il contratto

Martedì 28 maggio, io e mio marito Alex decidiamo di pranzare insieme. Verso mezzogiorno e mezza esco dall’ufficio e mi dirigo verso il suo. Arrivo verso l’una, ma lui è ancora in riunione con un dirigente di un calzaturificio delle Marche. L’uomo avrà una quarantacinquina di anni, e devo dire che è un bel tipo, brizzolato ed abbronzato.
Tra l’altro è da sola perché il suo socio è malato, quindi, Alex mi invita ad entrare nella stanza al fine di aiutarlo a stendere il contratto. Mi presenta come sua moglie, ed in breve mi sostituisco ad Alex al computer portatile nel redigere il loro accordo, che il cliente però si ostina a non voler accettare. Noto però che il tipo mi guarda di nascosto. L’idea che sia soltanto una mia impressione, sfuma completamente quando sento che il suo piede sotto il tavolo si scontra casualmente con il mio, e si scontra decisamente troppo spesso per essere casuale.
Vedo che i suoi occhi si posano sulla mia bocca, poi scendono sul collo fino all’apertura della mia camicetta. Apro maliziosamente un bottone in più, per provocarlo, facendogli intravedere il canale delle mie tette tenute ancora più su dal reggiseno a balconcino. Io ed Alex ci scrutiamo e ci capiamo al volo. La nostra è una tacita intesa, capisco chiaramente che lui mi chiede di farmi scopare dal tizio, affinché si ammortisca e firma questo contratto molto vantaggioso per l’azienda di mio marito. Così propongo una pausa e mi dirigo al bagno. La cosa mi eccita non poco: ho già i capezzoli turgidi e la mia fichetta è calda e bagnata. Sento che la porta dell’antibagno si apre. Capisco che è il tizio e lascio accostata la porta del bagno dove sono io.
Lui chiaramente se ne accorge, la spinge ed entra, richiudendola dietro di se. Non dice una parola ma il suo sguardo lascia capire tutto il suo desiderio di me. Mi fa subito girare verso il muro, lui si inchina dietro di me ed inizia a toccarmi i tacchi a spillo, poi i piedi, i polpacci e poi su fino a mettere le mani sotto la gonna per poi andare anche a spostare l’elastico del tanga. Infila la testa sotto la gonna, sollevandola.
Sposta di nuovo il tanga bagnato e la sua lingua mi fa tremare dal piacere, perché mi sembra un piccolo pisello che mi penetra. Non mi muovo, anche se la voglia di farmi sbattere nella fica e nel culo è pazzesca. Continua a leccare, bevendo i miei umori che colano copiosi dalla mia fichetta fradicia, poi, all’improvviso, sento che si tira giù la cerniera dei pantaloni ed ecco che la sua mazza durissima è a contatto con la pelle del mio culetto.
Mi penetra la mia fessura inondata di umori, ma solo per qualche secondo, facendomi già mugolare di piacere, poi esce e mi fa girare verso di lui, facendomi anche inginocchiare. Il suo cazzo è ora davanti al mio viso, lo prendo in mano, è durissimo, sembra un ciocchetto di legno massello per quanto è duro. La sua cappella mi preme sulle labbra, e lo prendo tutto in bocca. Me lo spinge quasi fino alla gola, mi piace da impazzire che vorrei ingoiarlo! Lo succhio, gustandomi la sua durezza, fino a quando lui non mi fa segno di smettere perché sta per venire.
Poi si siede sulla tazza e mi fa sedere sopra di lui, dandogli le spalle, e facendomi impalare sul suo cazzo: sto godendo, mi sento una vacca in calore e questo moltiplica il mio godimento. Danzo sul suo cazzo, salgo e scendo sopra di lui, ma quando riscendo, complice le sue mani che mi afferrano per i fianchi, do sempre un affondo maggiore di bacino, sentendolo tutto dentro fino all’utero. Godo ancora, ancora e poi ancora, poi lui mi fa alzare, uscendo dalla mia fica: con la mano sulla mia nuca mi fa segno di prenderglielo in bocca, cosa che faccio immediatamente, ricominciando a leccarlo e succhiarlo. Lui adesso urla un fammi godere! , poi ecco un suo fremito ed affogo nello sperma! Ho il suo seme in bocca, sulle labbra, sul mento che mi cola fino alla scollatura..
Ci ricomponiamo ed usciamo dal bagno. Prima esce lui, poi io, dopo essermi sciacquata dal suo seme.
Resto ancora un attimo in bagno, a ripensare a quanto sono troia, e di questo ne sono veramente fiera! Mi sistemo del tutto ed esco dal bagno, tornando nella stanza dove c’è mio marito con il tizio, che adesso sta firmando un contratto favoloso per Alex! Ancora una volta, sono stata una perfetta troia per mio marito!
L’autore (Barby): [email protected] it FINE

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Mi piace partecipare al progetto dei racconti erotici, perché la letteratura erotica da vita alle fantasie erotiche del lettore, rispolverando ricordi impressi nella mente. Un racconto erotico è più di una lettura, è un viaggio nella mente che lascia il segno.

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