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Il Ginomanager

Io e Luciana siamo una bella coppia felice di trentenni sposati da 5 anni.

Io non posseggo certo un fisico speciale: non sono alto, già presento problemi di stempiamento precoce e, se mi metto a correre ho un record netto sui 100 m di 10 minuti. A letto credo di essere abbondantemente normale ma spesso soffro di eiaculazione precoce: insomma, una mezza frana anche lì.

Tutto il contrario Luciana: un fisico bestiale che fa girare tutti gli uomini che incrocia, lunghi capelli biondi leggermente ondulati ed un passo da indossatrice. Ottima cuoca a letto è la fine del mondo: lasciatelo dire a me che sono suo marito.

Onestamente non capisco cosa abbia trovato in me una donna di tal fatta ma, fintanto che è mia moglie, posso solo ringraziare il cielo di avermela data.

Siamo sempre stati felici e lei è sempre stata contenta quando la toccavo in qualche modo: mi guardava con finta ira “Ma come ti permetti?” poi, ridendo faceva di tutto per agevolarmi ed, in genere, finivamo poi felici a letto a far l’amore.

Devo quindi dire che per me è stato quasi uno shock quando, rientrando, una calda sera d’estate, rispose distrattamente al mio bacio di benvenuto.

Non diedi molto peso alla cosa, anche se era la prima volta, e mi spostai momentaneamente in salotto per lasciarla libera di cambiarsi e di cucinare la nostra cena.

Lei era di schiena, intenta a cucinare il risotto.

Cercando di divertirla la sorpresi silenziosamente alle spalle e le infilai una mano tra le cosce risalendo velocemente verso le mutandine.

Con mia sorpresa irrigidì le gambe, quasi volesse difendere quel trofeo che ormai era già mio da un pezzo.

“Oggi no” disse severa e continuò a rimescolare la padella.

Non mi arresi: una cosa le piaceva da morire, essere munta con leggere strizzate dei capezzoli.

Tolsi la mano e lesto cercai di insinuarla nella sua scollatura tra le mammelle.

“Insomma quante volte devo dirti di no?” scattò inviperita “Smettila una buona volta. Se non sai star fermo apparecchia la tavola che poi dobbiamo parlare.”
Le cose non andavano assolutamente come al solito. Temendo di aver fatto qualcosa che l’avesse offesa (anche se proprio non riuscivo ad immaginare cosa), mi affrettai ad obbedirle.

Avevo terminato da pochi minuti quando Luciana entrò in sala da pranzo recando una bottiglia del mio vino preferito.

“Stappala intanto che vado a prendere il risotto” comandò.

Respirai di sollievo: qualsiasi cosa fosse capitata non doveva poi essere così grave: forse Luciana aveva solo un momento storto.

Tornò dopo pochi istanti con due piatti colmi di cibo: li mise sulla tavola e versò due coppe di vino invitandomi ad un brindisi.

“Oggi festeggiamo la nostra separazione” mi comunicò “Questo è l’ultimo piatto che ti preparo e da stasera dormirai solo nel letto: hai capito?”.

“Ma Luciana, e tu dove dormirai? Abbiamo un letto solo ed è matrimoniale e poi. Perché mai dobbiamo separarci? Ci siamo sempre trovati bene sotto le lenzuola e non ti sei mai lamentata delle mie prestazioni”.

Un sorriso tenero apparve sul suo volto “Povero caro, sempre così buono ed ingenuo. Mi sono fatta un amante che mi ha invitato a trasferirmi da lui ed ho deciso di accettare. Sono tornata a casa solo per preparare le valige e poi potremo considerare chiusa la nostra storia”.

“Vuoi uccidermi?” le risposi “Ho sempre temuto un momento come questo. Un terribile momento in cui non ti avrei più avuto al mio fianco e l’aria abbandonerà i miei polmoni.

So di non essere il meglio che c’è sulla piazza e sinceramente non ho mai capito il motivo per cui tu ti sei sentita attratta da me al punto di sposarmi, ma ora, essere tuo marito è le ragione stessa della mia vita.

Ti prego non lasciarmi!
Vuoi un amante? Credo che tu ti meriti qualcuno migliore di me. Sono disposto ad accettarlo, ad accompagnarti io da lui ogni volta che ne avrai la voglia e ad attenderti per riaccompagnarti a casa ma non lasciarmi. Farò tutto quello che vuoi se non mi abbandonerai. Avrai magari qualche fantasia erotica che comprenda un marito imbecille e cornuto. Chiedimela ed io anche in questo caso sarò al tuo servizio: solo NON LASCIARMI”.

Mi guardò con una traccia dell’antico affetto negli occhi: “Mi hai descritto una vita da schiavi. Veramente vuoi spingerti fino a questo punto?”.

“Si amore: io sono tuo corpo ed anima. Vuoi scopare un altro? Se lo vorrai sarò lieto di starvi a guardare felice della tua felicità e pronto a soddisfare in qualsiasi momento ogni tuo desiderio”.

“Questa è un’offerta che non posso rifiutare, devo considerarla bene. Mangia il risotto mentre rifletto sulla cosa”.

Passò qualche minuto poi riprese “Sei disposto a soddisfare qualsiasi mia fantasia?”
Smisi di mangiare ed assentii con entusiasmo.

“In effetti una cosa ci sarebbe in cui un marito servizievole sarebbe lì interprete perfetto un GINOMANAGER. Vuoi assumere tu questo ruolo?”
“Se me lo chiedi tu: SI. Anche se non so di cosa si tratti. Se mi spiegherai cosa devo fare sarò il più perfetto dei gino…etc”.

“Ti spiego la mia fantasia e se accetterai allora non varrà più la pena di abbandonarti.

Il ginomanager è colui che ha cura della figa in tutti i suoi aspetti.

La prepara al coito agendo con la bocca e con le mani, quando la ritiene pronta accompagna al suo ingresso il pene che la penetrerà ma che sa che mai, il suo uccello potrà più penetrarla e che poi, al termine del coito, la ripulisce personalmente usando solo la sua bocca per questa necessità”.

“Sì amore” interruppi “tutto quello che vuoi. In questo modo non solo non mi lasceresti, ma addirittura potrei toccare la tua splendida fighetta, a mia volontà vero?”
“Non solo la figa ma tutto il corpo. Sai che una donna deve essere accarezzata e coccolata lungamente per cominciare a bagnarsi. Se accetterai questa sarà la tua mansione: mi preparerai ma, ricordati, TU NON MI PENETRERAI MAI”.

“Ci sto, ci sto”risposi con entusiasmo “Da ora sarò il tuo ginoman****. Non avrai mai da lamentarti di me. Ti accompagnerò dal tuo amante, ti preparerò al coito, accompagnerò il suo uccello sin dentro la tua figa e controllerò, mentre scopi, che tutto vada par il verso giusto. Quando avrai finito ti ripulirò a colpi di lingua in modo che tu non debba aver fastidi di nessun tipo dopo una scopata soddisfacente”.

“Ci sarebbe ancora una cosa” mi rispose “Quando dico che dovrai ingoiare tutto quello che esce dalla mia figa, intendo dire proprio tutto”.

“Certo ribattei, ne sono conscio e sono disposto a farlo, il sapore dello sperma addolcito dalle tue secrezioni mi sembrerà un immenso premio visto da dove proviene!
“Forse non ci arrivi. La figa si usa per scopare ed è un uso molto soddisfacente, ma normalmente, quando non scopo per cosa la uso?” domandò.

“Beh, non saprei, per fare la pipi?” domandai.

“Esatto ed anche quella è una cosa che dalla figa esce. Se vuoi essere il ginomanager di tua moglie dovrai liberarla pure di quella e con golosità ed entusiasmo. Quella dovrà diventare la tua unica bevanda disponibile però solo quando io ne avrò voglia, non ne posseggo certo una scorta illimitata”.

“Non saprei amore, berla tutta sarà un semplice esercizio di volontà, ma essene goloso non posso promettetelo: dovrei provarla prima”.

“A questo rimediamo subito” Rispose ed alzatasi si tolse le mutande “Giusto ora me ne scappa un goccetto. Vuoi provarla?”.

Mi avvicinai ed applicai le labbra a quella fonte di delizie. In un attimo un fiotto mi riempì la bocca e d’istinto lo ingoiai. Era proprio un goccio finì subito ed io, già che ero in posizione. Ne approfittai per dare una ulteriore succhiatina ed una bella leccata alla fonte delle mie delizie, poi mi staccai.

“Il sapore non è malvagio, dopo il primo istante di sorpresa ti ci abitui subito ed al secondo istante impari ad apprezzarlo. Si posso dirti che se lo vuoi ne diventerò goloso”.

Mi rimisi a tavola per terminare il risotto e dopo un cucchiaio presi il bicchiere per un sorso di vino, ma Luciana mi bloccò la mano a mezz’aria.

“No, tu ora sei il mio ginomanager e solo una dovrà essere la tua bevanda: quella che io stessa ti produrrò” Così dicendo vuotò lei stessa il calice “Ora ho un marito da mantenere e devo assumere abbastanza liquidi da non farlo morire di sete.

Abbassai il capo obbediente, ma felice: le condizioni erano un po’ dure ma Luciana sarebbe rimasta con me!

Parte 2
Ero riuscito a conservare mia moglie ma ora bisognava verificare l’altra parte dell’accordo: dovevo portarla ad un altro uomo e mostrarmi degno di lei e delle sue aspirazioni.

Dopo cena quindi lei mi disse “Ora il mio amante mi aspetta, te la senti di mantenere sin da subito le tue promesse?”
Per me sarebbe stata una prova durissima, innamorato com’ero di lei avrei dovuto soffrire parecchio per superarla ma, evitarla per una volta non avrebbe modificato la situazione, quindi annuii.

“Come devo chiamarti?” domandai “Signora? Padrona? Sono il tuo schiavo e non voglio contraddirti sin dalla prima volta”.

“Moglie o Luciana sarà sufficiente ” ribatté ” …. E non sei il mio schiavo ma solo un manager che svolge i suoi compiti. Non temere di contraddirmi se questo porterà ad un miglioramento della situazione lo apprezzerò comunque. Ora andiamo?”
Scendemmo a prendere l’automobile e lei mi indicò la strada che avrei dovuto seguire. Guidammo per una mezz’ora ed io ne approfittai per infilarle una mano sui semi e per strizzarle i capezzoli: anch’io avevo diritto alle mie piccole soddisfazioni.

“Cosa fai? Non otterrai nulla facendo così, io non te la darò mai più” affermò.

“Mi porto avanti cara” replicai “questa è sempre stata un’azione che ti faceva bagnare tra le cosce- Credo che tra i miei compiti ci sia anche lo studio delle tue reazioni. Se devo prepararti devo sapere perfettamente dove agire”.

Si rilassò “Hai ragione, vedi che mi puoi contraddire? Se devi toccarmi tette culo o figa non solo non debbo impedirtelo, ma al contrario debbo agevolarti”.

Si avvicinò a me in modo che, anche se stavo guidando, raggiungere le sue mammelle non mi avrebbe impedito l’attenzione alla strada e che avrei potuto velocemente ritirare la mano per portarla al volante in caso di necessità.

Ad un certo punto mi face posteggiare, quindi ebbi il privilegio di seguirla verso un’abitazione di cui suonò il campanello.

Si affacciò al portone un uomo di mezz’età che vedendomi arcuò un sopracciglio.

“Voglio presentarti mio marito” disse Luciana “starà assieme a noi”.

“Hai un frocetto? ” ribattè l’uomo ” non me lo avevi detto. Comunque entrate pure, al momento opportuno penserò anche a lui”.

Luciana non si mosse. Aggrottò la fronte ed investì l’uomo “Ho detto mio marito non un frocio. Abbi rispetto perché tutto quello che faremo, se lo faremo, avverrà solo grazie ad una sua concessione. Se ti va bene scusati e spostati altrimenti amici come prima: uomini come te li trovo al mercato a 50 centesimi al chilo” poi si rivolse a me: “Scusalo amore, è proprio un buzzurro . Me ne sono accorta solo ora”.

L’uomo era visibilmente impallidito ma la voglia di scoparmi la moglie era tale da spingerlo alle scuse che accettai con garbo.

Entrammo quindi nell’abitazione dove, senza tanti preamboli ci condusse nella sua camera da letto.

Ignorandomi si avvicinò a Luciana per palparla un po’ e per un bacio lussurioso, quindi cercò di spogliarla ma io lo bloccai “Cosa sta facendo? Mia moglie la spoglio solo io Lei non ne ha la potestà”. Lo sguardo che mi inviò era a dir poco stralunato mentre notavo, con piacere, che quello di Luciana era colmo dii soddisfazione.

Quindi la feci sedere sul letto ed iniziai a spogliarla lentamente, approfittando dell’occasione per palparle nuovamente i seni e. in rapida successione, il culetto. Mentre il padrone di casa restava assolutamente in disparte.

Quando fu nuda la feci sdraiare “Amore mi scappa la pipi” disse.

“Tranquilla, ci penso io” ed, appoggiando le mie labbra sulla figa, succhiai quel nettare.

Fu un po’ laborioso dato che non eravamo abituati lei a dare ed io a ricevere, ma nel complesso ce la cavammo bene. Mi rivolsi al padrone di casa “Cosa aspetta lì? Vada a prendere un bicchiere d’acqua per favore”.

Lui scattò e nel breve periodo della sua assenza Luciana mi sussurrò ad un orecchio: cosa vuoi fare? Sai che anche l’acqua ti è proibita”.

“Sì lo so” risposi” ma questo è un punto che dobbiamo riesaminare. Io devo prepararti al coito, ma non posso farlo contaminando la tua bocca col sapore della pipi! Sei d’accordo”.

Dopo un breve istante di riflessione la vidi annuire “Va bene, in questi casi ti sarà concesso un bicchiere d’acqua”.

Stavamo aggiustandoci nelle nostre nuove posizioni di titolare e di ginomanager, ero certo che le cose non avrebbero potuto che andare bene.

Arrivò il montone col bicchiere che io usai per sciacquarmi abbondantemente la bocca, poi cominciai a palpare i capezzoli di Luciana nel modo che sapevo eccitarla di più, a ciucciarla, a sditalinarla come da tempo sapevo le recasse il maggior piacere.

“Se volete vi lascio il letto e me ne vado” sortì il padrone di casa.

“No caro, mio marito sta solo scaldandomi un po’, sta preparandomi per te, tu intanto comincia a spogliarti” disse Luciana.

L’uomo non se lo fece ripetere due volte ed in un istante fu nudo col cazzo già in tiro, con un cenno lo invitai ad avvicinarsi.

“Scappa anche a me la pipì” disse ricordando la scena tra me e Luciana di qualche minuto prima.

Mia moglie intervenne immediatamente “Siamo a casa tua non puoi non sapere dove sia il gabinetto. Mio marito è mio e mio soltanto non permetto che qualcuno si intrometta nella nostra intimità. Hai capito ora?”
Io dentro me gongolavo. Lui uscì a testa bassa per ritornare dopo pochi minuti: gli feci in cenno.

Mentre il maschio penetrava la femmina baciai a lungo Luciana in quel modo che sapevo piacerle tanto dando con la coda dell’occhio un’occhiata all’uomo che stava stantuffando in modo profondo e veloce, proprio il contrario di quello che voleva mia moglie, ma decisi che quell’esser mi era antipatico e mi trattenni dall’intervenire.

Difatti, dopo neppure due minuti si scaricò senza neppure chiedere il permesso. Maleducazione a parte aveva battuto il mio record di eiaculazione precoce.

Luciana lo guardò con commiserazione “Portami via” mi sussurrò sottovoce.

Non me lo feci ripetere due volte: le porsi i vestiti e l’aiutai a rivestirsi.

Quando fummo pronti lei si rivolse al nostro anfitrione: Sei stato molto bravo ed è stato bello far l’amore con te ” io ascoltavo stupito “Il mio numero ce l’hai, quando avrai nuovamente voglia guardalo e NON TELEFONARMI”.

Le cose ora avevano il giusto senso.

L’accompagnai alla macchina e prendemmo la strada verso casa
“Sei stato veramente favoloso oggi” esordì subito mia moglie e mentre io attendevo la coltellata simile a quella che aveva sistemato il suo amante continuò: “Se quello si è rivelato un incapace la colpa non è tua, ma mia che mi sono dimostrata incapace di scegliere”.

Io continuavo a guidare senza risponderle.

“Oggi ho sbagliato almeno 2 volte: la prima quando ho deciso di trasferirmi. La seconda quando ti ho chiesto la separazione e tu mi hai salvato in tutti e due i casi. Senza di te, a quest’ora, sarei come prigioniera di quell’imbecille. Credo che non ti ringrazierò mai abbastanza per questo e sicuramente non ti domanderò mai più il divorzio.”
Distolsi un attimo la vista dalla strada per risponderle.

“So di non valere molto e, se vuoi un amante non mi opporrò mai: è stato solo per uno strano scherzo del destino che una donna come te si è interessata ad una nullità come me. Ma ora io sono assolutamente innamorato di te e desidero solo che tu possa essere felice quindi se troverai un’altra possibilità migliore di quella di stasera non esitare: io sono assolutamente felice del mio ruolo di ginomanager ed in esso mi sento felice e realizzato specialmente se tu, mentre lui è in azione, accetterai di lasciarti baciare da me e di dividere con me le tue emozioni e le tue sensazioni.

Naturalmente lui dovrà sapere prima della mia esistenza e dovrà capire che io non sono un cuckold ma che questo è il nostro modo di volerci bene. Mi sbaglio?”
“Certamente no amore” concluse “mi sono innamorata di te la prima volta che ti ho visto e stasera mi sono resa conto che non ho mai smesso di amarti. Se non sei un super cazzo non è colpa tua, ma assieme abbiamo trovato il modo necessario a soddisfarmi. Naturalmente tu potrai tornare a toccarmi e pasticciarmi come e quando vuoi e se lo vorrai, potrai scoparmi anche di persona. Non te l’ho forse mai detto ma tu hai un uccello molto dolce ” concluse.

“Ancora una cosa Luciana, la faccenda della pipi!”
“Ah quella. Era solo una mia fantasia perversa. Naturalmente è annullata”.

“Ti prego no! Magari non applichiamola in modo così intransigente” mentre fermavo la macchina “Ma ho scoperto che berla alla fonte mi piace davvero. Non togliermela” e così dicendo la baciai a lungo.

Parte 3
Questa avventura aveva rinsaldato i nostri rapporti: l’avevo scampata bella.

Ora i rapporti tra me e Luciana sembravano tornati alla bellezza dei nostri primi incontri ma oramai mi ero reso conto che non tutto era perfetto.

Mi ero sempre domandato come mai una donna come lei si fisse messa con una nullità come me ed ora avevo trovato la risposta: aveva le fette di prosciutto sugli occhi.

Se volevo conservarla dovevo trovare il modo di puntellare le mie mancanze che, ora ne ero proprio sicuro, erano anche e fortemente sessuali.

Quando mai un uccello è dolce? Può essere duro o molle, lungo o corto, dritto o a banana ma… dolce?
Evidentemente aveva cercato un aggettivo che non mi umiliasse ma io dovevo trovare il modo di superare la mia difficoltà.

Più ci pensavo e più mi arrovellavo più la soluzione mi pareva lontana.

Una sera, dopo aver fatto miseramente l’amore con lei ne parlai a Luciana.

“Non sei rimasta soddisfatta vero?”
“Non ha importanza caro, come ti ho già detto non è colpa tua e poi tu supplisci alla scarsezza del membro con mille altre qualità: praticamente con tutto te stesso” e sorrise.

“Sono serio Luciana, tu hai minacciato di lasciarmi per questa ragione ed il fatto che poi abbia cambiato idea non sposta i termini del problema. Tu hai bisogno di un vero amante o almeno di un suo surrogato. Se non lo troverai temo che una crisi come quella che abbiamo risolto si ripresenterà presto”.

“Un amante? Fammi il piacere, hai visto che casino ho fatto quando ho cercato di farmene uno. Io sto bene così col mio ginomanager che si prende cura in maniera superba della mia fighetta e, se non è Rocco Siffredi pazienza.”.

Mi si strusciò contro “Ricordati che io amo quest’uomo. Sono stata stupida e stronza una volta ma non lo sarò più. Ti autorizzo a legarmi al calorifero, dovesse ancora accadere, vuoi una dichiarazione scritta?”
Le presi tra le dita un capezzolo e cominciai dapprima a strizzarlo poi a mungerlo delicatamente. Lei a quel gesto cominciò a contorcersi, si avvicinò al mio pacchetto e cominciò a maneggiarlo “Sai che mungermi mi fa venir voglia di fare all’amore”.

“Certo che lo so” risposi “Ma controlla quello che tieni nelle mani. Abbiamo scopato da poco ed ora è un piccolo pirolino di carne secca e molle. Neppure le tue mani divine riescono a rivitalizzarlo ed in questo momento tu hai la voglia di fare l’amore mentre io sono assolutamente impossibilitato ad accontentarti”.

A queste parole abbandonò il mio pene come se le stesse scottando le mani.

“Vedi?” proseguii “Con un amante, magari ben scelto, non avresti di questi problemi, potresti semplicemente aprire le gambe e soddisfarti”.

“E tu?” domandò lei “Che faresti nel frattempo un giro al cinema?”.

“Io sono il tuo ginomanager. Non ti abbandonerei per niente al mondo. Vale sempre quello che ti ho detto, dove vai tu vengo io e sono disposto a prepararti anche al coito con un altro pur di poter godere della tua felicità. Un po’ soffrirò, sono pur sempre un uomo che è geloso della sua donna e che la vorrebbe sempre per sé, ma sarebbe un piccolo prezzo da pagare se poi tu, essendo soddisfatta, abbandonassi per sempre l’idea di lasciarmi”.

Era un po’ perplessa. Sentivo che stava per cedere.

“E se poi mi innamorassi di lui? In questo caso magari vorrei diventare la sua donna e nuovamente lasciarti diverrebbe automatico. No, se vuoi trovarmi un amante dobbiamo studiarla bene. Io non voglio assolutamente che ci sia la possibilità che mi disinnamori nuovamente di te. Piuttosto sono disposta a trascorrere il resto della mia vita senza neppure guardare un vero cazzo”.

Poi rendendosi conto di quello che aveva detto “Naturalmente non parlavo del tuo che non sarà perfetto ma mi dà comunque tanta gioia”.

“Comunque questi sono tutti racconti teorici” dissi mestamente “Non mi viene assolutamente in mente nessuno della nostra cerchia di amici che potremmo utilizzare.

Questa fu la frase che inaspettatamente la fece crollare “Hai ragione; deve essere qualcuno che non conosciamo”.

“Ho una proposta” le dissi “Domenica andiamo alla festa di ****. Tu vestiti in modo un po’ provocante.

Una volta la ci separiamo: tu cerchi un ragazzo col pacco giusto. Sei una donna saprai ben come fare, Io ti terrò d’occhio da lontano. Quando l’avrai trovato fammi un segnale. Io interverrò e me lo presenterai allontanandoti subito dopo ma rimanendo in bella vista. Se giudicherò la tua scelta adatta alla nostra situazione la recluterò. Poi vedremo”.

Fu così cha alla domenica ci recammo a ****.

Era una normale festa paesana con tante bancarelle e. in uno spiazzo di un prato adibito a pista, un’orchestrina che permetteva ai presenti di ballare.

Come concordato io mi staccai e lei si portò ai bordi della pista come se fosse una ragazza sola.

Può il miele non attrarre i mosconi? Certo che no: dopo pochi minuti tre ragazzi cominciarono a ronzarle attorno, poi lei ne scelse uno e si lanciò con lui sulla pista. Stavano ballando un lento. Il ragazzo la teneva stretta e dopo pochi minuti la sua mano scese a tastarle il sedere. Lei, per tutta risposta cercò attraverso i pantaloni il pacco del ragazzo trovandolo evidentemente soddisfacente. Il ragazzo doveva credere di aver fatto una facile conquista. Si chinò su di lei dicendole all’orecchio qualche parola e guardando nel contempo in direzione del bosco oltre la pista. Lei assentì, ma tutta la manovra non mi era sfuggita. Capìta quale era la loro destinazione mi diressi immediatamente anch’io in quella direzione entrando nel bosco pochi istanti dopo di loro.

Non erano andati lontani e confidavo che Luciana si sarebbe fatta trovare cosa che feci pochi istanti dopo. Il ragazzo era infoiato e stava cercando di toglierle i vestiti quando, come da accordi prese lei mi vide e “Cielo mio marito” con voce acuta, per poi sussurrare all’orecchio del ragazzo “Per favore non tradirmi”.

La preda era caduta in trappola ed ora le posizioni si invertivano, toccava a lei tener d’occhio noi da lontano.

“Come ti chiami ragazzo?” domandai con tono burbero.

“A A Andrea” rispose intimidito.

“E posso sapere cosa stavi cercando di fare con mia moglie?” (ero perfido ma la cosa era necessaria.

“Nu Nulla signore mi sembrava che una spallina stesse cascando e cercavo di sistemarla” balbettò lui “La prego non fraintenda”.

“Beh, dopotutto non è successo nulla di grave, mi sembri giovane, quanti anni hai? 20?”
“2 23 signore”.

“Vieni al bar che ti offro una bibita così potremo parlare più rilassati e magari ti passerà la balbuzie” e risi.

Poco dopo, seduti al tavolino ai bordo della pista, l’interrogatorio continuò.

“Scommetto che alla tua età hai un mucchio di ragazze, vero?”.

Sentirmi parlare in quel modo, quasi paternamente, valse a sgelarlo “Non mi posso lamentare” rispose “Certo non tante quante vorrei, sono sempre in caccia, ma ogni tanto rimedio”.

“E dimmi ” con aria complice. “Le fai godere bene?”
“Beh sì:una scopata mi dura almeno mezz’ora ma sono convinto che potrei durare di più”.

“Ora capisco cosa stavi realmente facendo con mia moglie ” risi “Ti stava esplodendo l’ormone. Sii sincero”.

Abbassò gli occhi “Mi dispiace, le domando ancora scusa ma non sapevo fosse sposata”.

“Certo sono i casi della vita e quando si va a caccia i risultati sono sempre incerti. Quindi nessun rancore d’accordo?” e gli porsi la mano che lui accettò.

Poi gli indicai Luciana che si era seduta ai bordi della pista da ballo “Sii sincero, cosa ne pensi di lei?”.

“Mi sembra chiaro che è una bella donna, ed infatti stavo cercando di accaparrarmela”.

“Dimmi allora vorresti scoparla?” gli domandai ingenuo.

“Certo che sì, più che volentieri. Ma non vede che culo che gambe e che tette che ha?”.

“Io non sono particolarmente cattivo, ma geloso sì” conclusi, “Comunque lasciami un numero di telefono. Anche se vorrei strapparti il cuore voglio che mia moglie sia una donna libera. Sottoporrò a lei la tua voglia e ti farò sapere”.

Lui mi scarabocchiò un numero sullo scontrino delle bibite, io lo presi, feci cenno a Luciana e mi diressi alla mia automobile.

Lei subito mi raggiunse prendendo posto al mio fianco.

“Allora che ne dici”s’informò mentre accendevo il motore.

“Direi che abbiamo tra le mani la giusta materia grezza se a te va bene” risposi.

“Sì, dovrebbe andare bene. Logicamente non ho esaminato dal vivo l’attrezzatura ma, mentre ballavamo strusciandoci un po’ lo sentivo tanto in tiro che sembrava volesse chiavarmi lì, sulla pista, attraverso i pantaloni” sorrisi e lei continuò “Sia ben chiaro, ti assecondo ma, e lo dico ancora, devi trovare il modo di impedire, al 100%, che questa storia abbia la minima possibilità di separarci”.

“D’accordo, per ora abbiamo lanciato un’esca, lasciamola maturare. Nel frattempo avremo modo di studiare qualche cosa. E non dovrò essere solo io a decidere, ma dovrà essere un accordo che soddisfi tutti e due”.

Passarono alcuni giorni ed una sera, mentre eravamo a letto in attesa che lei mi fornisse il suo prezioso nettare (che ormai aveva sostituito il caffè alla fine del pranzo) mi venne un’idea. Con una leccatina le feci capire che volevo parlarle. Lei si trattenne invitandomi a parlare ed io le spiegai il mio piano. Luciana si disse d’accordo ed io, felice del suo assenso, potei fare festa col nettare che generosamente mi fornì.

Passati alcuni giorni telefonai ad Andrea “Sono un uomo di parola, ho parlato di te a mia moglie e se vuoi, c’è una possibilità”.

“Veramente? E la sua gelosia?” rispose un po’ stupito.

“Non si parla di certi argomenti per telefono: diamoci appuntamento in centro ed affronteremo l’argomento da uomini”.

Fu così che ci fissammo appuntamento presso un locale vicino a casa mia e ci appartammo in una saletta riservata.

“Vuoi ancora ciulare mia moglie?” gli domandai a muso duro.

“Le ho detto che lei è una bella manza e, non solo io ma tanti vorrebbero portarsela a letto. Ma io sono anche un amico sincero ed ormai tale mi considero per lei: se a lei spiacerà non farò nulla per dispiacerle”.

“Bene: una possibilità c’è, ma richiede la massima discrezione possibile. Posso fidarmi di te?”.

“Assolutamente sì: non andrò certo in giro a vantarmi, stia sicuro” replicò.

“Non si tratta di lei, ma di me. Posso confidarti qualche cosa?” proseguii.

“Le ho detto che la considero un amico e, data poi la promessa sottointesa, le sue confidenze saranno con me più al sicuro che con un prete in confessionale: lo giuro” rispose.

“Bene, devo dirti che io ho scoperto di avere un piccolo problema all’uccello, ma ugualmente voglio fare l’amore con mia moglie”. Lui mi guardava ed io continuavo: “Fare l’amore … ma senza metterglielo dentro. Sembra un’assurdità vero?”.

Lui mi guardava pensoso annuendo.

“Poi mi è venuta in mente la nostra discussione quando tu mi avevi detto che avresti voluto scopartela. Bene, se sarai d’accordo a questo punto ci starò anch’io. Tu dovrai sostituirti a me” lo vidi sobbalzare “ma solo per quegli atti che io non potrò compiere”.

“Sostituirmi a lei? E mi domanda se sono d’accordo? Con piacere” rispose.

“Calma non hai ancora sentito tutto. Io avrei pensato di agire così: andremo a casa mia ed io lascerò la porta socchiusa. Poi porterò mia moglie in camera da letto, le annuncerò una sorpresa e la benderò. A questo punto, dovrebbero essere passati 10 minuti, tu entrerai e ti lascerai guidare verso la camera da letto dalle nostre voci. Qui ti toglierai i calzoni ed inturgidirai il tuo arnese.

Io dovrei aver già spogliato Luciana, ma nel caso non fosse così aspetterai senza far rumore.

Io farò tutto quello che faccio normalmente per scaldarla e per farla godere un po’ e tu non dovrai intervenire per nessun motivo.

Poi lei spalancherà le gambe e qui comincerai tu: la penetrerai e la scoperai con colpi lenti e regolari, a lei piace così ma, e qui viene il difficile, non dovrai permetterti neppure di sfiorarla con un dito.

Io farò l’amore con mia moglie, il tuo compito sarà quello del cazzo e nessun altro”.

“Praticamente sarei un cazzone!” interloquì “Molto limitato ma ci sto. Se è per aiutare un amico questo ed altro. Ma già che siamo in argomento dove vuole che sparga lo sperma al momento opportuno? Fuori figa, pancia tette?”.

“Non hai capito che quello sarà campo mio? Dentro sarai e dentro dovrai rimanere. Riempila pure tutta, anche il tuo ormone deve aver diritto alla sua ricompensa, anzi, se dopo esserti scaricato riterrai di aver abbastanza forze per una seconda passata, ricomincia pure, io potrò in questo caso fare più a lungo l’amore con Luciana. In tutti i casi non toglierti finché non te lo dirò. Voglio che anche le sue pareti vaginali godano al massimo di un cazzo ben duro finché non potrò tornare a provvedere di persona.

Hai capito ora? Accetti?” domandai concludendo.

“Sì, ora ho capito” rispose “e farò tutto come desidera”.

“Ancora una promessa voglio: dato che lei sarà bendata ma non è cretina, di certo saprà che quello non sarà il mio uccello. Tu devi promettermi che, anche se facessimo poi amicizia e cominciassi a frequentare la nostra casa, MAI TI RIVELERAI A LEI.

Il cazzone sarà il nostro segreto”.

“Mi sembra una richiesta accettabile,” concluse il ragazzo “Quando cominciamo?”.

Stavolta era lui ad avermi spiazzato “se vuoi: ora” risposi.

Passammo un istante in farmacia a prendere un gel lubrificante e poi lo condussi a casa mia.

Era un ragazzo di parola e rispettò alla lettera le istruzioni che gli avevo dato con una sola piccola eccezione: lui aveva forza per 3 scopate consecutive, ma non era il caso di arrabbiarsi per questo, giusto?
Alla fine, prima che si allontanasse dall’abitazione lo raggiunsi velocemente sul ballatoio per ringraziarlo e per domandargli se sarebbe stato disponibile per qualche altro incontro simile e lui accettò con entusiasmo.

Fu così che il ginomanager riuscì ad offrire a Luciana la più sontuosa scopata della sua vita.

Datemi i vostri commenti. Positivi o negativi sono sempre necessari per migliorarsi.

About Il tiralatte

Ho deciso di adottare questo pseudonimo in onore di una vecchia professione del mio paese (sono Lombardo) che purtroppo ora è obsoleta me che ritengo sia, per il solo fatto di esistere al top dell’erotismo.

Un commento

  1. JoyAndCum91

    Cavolo! Questa storia potrebbe avere successo. Non ho mai sentito parlare dei ginomanager.

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