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La donna di mio cugino

Da quando mio cugino è partito per il militare, io debbo sobbarcarmi Federica la sua ragazza. Lei è un pezzo di fica di 23 anni ed io l’ho fatta uscire volentieri con me il sabato sera come mi aveva detto il caro cuginetto:

“Mi raccomando Alfonso, conto su di te, se lei esce con te ed i tuoi amici mi sento più sicuro, stalle vicino”. Ma la pollastrella mi eccita molto, il mio cazzo diventava duro quando guidavo e con la coda dell’occhio vedevo le sue cosce nude, avevo la tentazione di metterci le mani dentro, cercare il suo pube, solleticare le grandi labbra. Per non parlare del suo profumo, mi inebriava. Quando mi salutava dandomi un bacio sulla guancia avrei voluto sbottonarle la camicia ed accarezzarle le tette. Ma mi trattenevo, più per rispetto verso lei che per quell’idiota. Ma fu per poco, ovviamente! Con l’approssimarsi dell’estate la venivo a prendere con la moto, sentivo il suo turgido seno dietro la mia schiena, avevo voglia di lei e aspettavo l’occasione propizia per scoparmela. Occasione che puntualmente venne sotto forma di un bel nubifragio estivo. Era il solito sabato sera caldo e soleggiato e nulla lasciava presagire che la notte, proprio all’uscita della discoteca, si scatenasse un temporale. I nostri vestiti sulla moto si inzupparono subito d’acqua e poiché avrei dovuto accompagnarla al villino e non si poteva neanche stare in strada tali erano le raffiche di vento, mi disse di dirigermi nella casa di città perché aveva le chiavi e sentiva anche freddo. Arrivati mi disse:

“Dai, lega la moto e vieni a dormire da me, dove vuoi andare con questo tempo, non posso farti correre il rischio di andarti ad ammazzare! “.

“Non è che ti arreco disturbo ? “.

“Vuoi scherzare? Tu stasera rimani da me! , per fortuna abbiamo la caldaia a gas, così possiamo farci subito una bella doccia calda”. Entrammo in casa e dopo avere acceso la caldaia lei si dirige nella sua stanza seguita da me ed esclamò:

“Cazzo come sono fradicia! -ed aggiunse- Alfonso, tieni l’accappatoio di Eleonora e svestiti che ora ti cerco le ciabatte di papà”. Eleonora era la sorella. Intanto lei si tolse la camicetta e la gonna mentre io tolta la maglietta non sapevo se levarmi o meno i pantaloni. Con mia sorpresa lei si tolse tranquillamente il reggiseno davanti ai miei occhi facendomi apprezzare le sue mammelle sode:

“Dai cosa aspetti a toglierti i pantaloni, vuoi farti venire l’influenza”. Li levai in fretta, mi stavo eccitando, sotto le mutande il mio fallo rapace era grosso e duro. Intanto lei indossò l’accappatoio e tenendolo mezzo aperto si sfilò il tanga. Capì da questi gesti che Federica quella sera voleva farsi scopare. Francamente non la facevo cosi “puttana”, ecco perché diceva di avere freddo, voleva essere scaldata da me! Stavo per mettermi l’accappatoio per potermi togliermi i boxer quando lei disse:

“Io preferisco farmi un bel bagno caldo, così tu puoi farti subito la doccia senza aspettare! “.

“Va bene Federica”. A quel punto mi tolsi i boxer davanti i suoi occhi, non c’era più ragione di mettermi l’accappatoio per farlo, sapevo bene che pur avendo due gabinetti, la vasca e la doccia erano nello stesso ambiente. Entrammo nel bagno, lei aprì il rubinetto della vasca, si tolse l’accappatoio e vi entrò mentre io entravo nel box della doccia che era pure trasparente. Ancora ero incredulo di quello che stava accadendo, pensavo a quell’idiota di mio cugino e francamente non me ne importava niente, di lì a poco avrei fatto l’amore con la sua Federica ed l’idea di mettergli le corna mi esaltava. Quella ragazza nuda che si insaponava e sguazzava nell’acqua era lì e aspettava solo di essere penetrata. Uscii dalla doccia e lei mi disse:

“Ma lo sai che hai un bel cazzettino! “. Ed io avvicinandomi a lei le dissi baciandola sulla bocca:

“E tu lo sai che hai una bella passerina! “. Con la mano scivolai nell’acqua tra le sue cosce accarezzandogliela, poi tolsi il tappo della vasca dicendo:

“Adesso finiscila di sguazzare, vuoi forse diventare una sirena! “. La presi dalla vasca che ancora protestava perché voleva starci ancora e le feci indossare l’accappatoio, sarebbe stato molto erotico quando glielo avrei ritolto! Ci accorsimo di avere fame perché in discoteca non avevamo mangiato o forse avevamo solo fame di sesso, sta di fatto che ci cucinammo degli spaghetti che condimmo con del pomodoro. Lavammo i piatti ed andammo in camera, erano le quattro del mattino ed accesi lo stereo perché certo non avevo voglia di dormire, ma lei lo spense dicendo:

“Ho un po’ di sonno Alfonso, dormiamo per un paio d’ore, ma non ti preoccupare ho voglia quanto te di fare l’amore, ma ora non gliela faccio, vieni stammi accanto e stringimi forte! “.

“Posso accarezzarti un po’ il seno? “.

“Certo che puoi scemo! “. Scivolai la mano nel suo accappatoio, aveva un bel seno sodo e i capezzoli turgidi e ritti, le baciai la bocca e ci assopimmo così per un paio d’ore. Ci risvegliammo alle sette, io nel sonno avevo messo le mani tra le sue cosce palpandole la vagina, lei che si era vegliata prima era divertita del fatto e mi aveva baciato dicendomi:

“Hai la testa lì allora? “.

“Non penso che ti dispiaccia! “.

“Affatto”.

“Vuoi che ti faccia il caffèlatte Federica? “.

“No, ho solo fame di te! “.

“E mio cugino? “.

“Non l’ho mai amato sinceramente, quando l’ho vedrò lo lascerò, ho solo voglia di te, sai con lui non l’ho fatto mai”. Avevo pensato che fosse un idiota ma non fino a questo punto! Non so se avrei amato Federica ma quello che in quel momento contava, era che stavo per possederla. Le slacciai l’accappatoio scoprendo il suo corpo, poi mi tuffai tra i suoi dolci seni, leccandole le aureole e mordicchiando i capezzoli che diventavano duri. Scivolai giù verso il bordo del letto, le divaricai le cosce per contemplare la deliziosa insenatura. Le baciai il monte di venere i cui peli erano ben curati, poi con la lingua le solleticai le grandi labbra, infilai anche un dito cercando la clitoride.

“Mi fai ridere così Alfonso, dai vieni su e baciami sulla bocca”. Mi arrampicai su, sopra di essa ponendomi tra le sue cosce flesse, lei era pronta per essere penetrata.

“Tra poco ti prendo piccola! “.

“Si, fammi godere, quando sarai dentro stai fermo un po’, voglio assaporare il tuo membro dentro la vagina”. Con un colpo pelvico deciso la penetrai, il mio fallo scivolò abbastanza facilmente, con le mani le bloccavo le braccia mentre la mia bocca si godeva i suoi seni. In quel momento suonò il cellulare di Federica che era sul comò: rispose con me dentro, era l’idiota di mio cugino. Cominciai a sbattere il cazzo con foga mentre lei serrando i piedi dietro il mio culo gli diceva che l’avevo lasciata al villino e che avrebbero parlato del loro futuro in seguito. La situazione mi faceva godere molto, vi renderete conto che fottersi la ragazza di uno mentre questo parla con lei al telefono è il massimo dell’erotismo! Quando chiuse la conversazione raggiunsi l’orgasmo ed il mio sperma la bagnò tutta. Lei ancora non era appagata e quando uscii da lei cominciò a succhiarmelo, lo afferrò tra le mani e con la lingua mi leccava il glande. Alla fine lei si mise sopra di me di schiena e mentre le stringevo le deliziose mammelle la inculavo con estremo piacere. Ci lavammo e l’accompagnai al villino, era una bella domenica e non solo per il bel tempo. FINE

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Mi piace scrivere racconti erotici perché esprimo i miei desideri, le storie vissute e quelle che vorrei vivere. Condivido le mie esperienze erotiche e le mie fantasie... a luci rosse!

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