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La maggiorata

Il tutto é successo non più di tre settimane fa, la mia ragazza era convinta dei miei tradimenti, e nonostante le mie garanzie le sue convinzioni non sparivano, e per ripicca cominciò a non fare più del sesso con me.
Non dico che fossi in crisi d’astinenza ma per me il sesso era qualcosa di vitale come una linfa, e mentre ero seduto sulla mia macchina in pausa pranzo che stavo leggendo il giornale, il mio occhio cadde sugli annunci “massaggiatrice 5^ misura bolognese…… “.
Mi paralizzai e la tentazione di farle una visitina era molto forte tanto che il mio cazzo era ormai in tiro.
Non ci pensai troppo e siccome la mia ragazza si giudicava già cornuta perché deluderla?
La via non era lontana e dopo aver chiuso la macchina e aver spento il telefonino mi avviai con il cuore che batteva a mille e il cazzo in tiro.
Arrivai suonai il campanello con scritto studio C ed una voce con cadenza romagnola mi invitò ad entrare dandomi le indicazioni del suo appartamento.
Arrivai con non poca vergogna di essere visto, ma quando dopo aver bussato un grandissimo paio di tette mi aprii la porta tutti i dubbi si dipanarono, e il mio cazzo cominciò a saltare di gioia.
Vi devo confessare che le tettone sono sempre state nel mio cuore o meglio sul mio cazzo.
Dopo aver concordato il prezzo Chiara mi fece accomodare e avendo visto che di preliminari per farmelo rizzare non ne servivano ci spogliammo entrambi e ci buttammo sul letto.
Lei 30 anni aveva veramente due tette da urlo e un culo mooolto invitante, e quella vista mi fece infuocare ancora di più, cominciai a mettermi sopra e a palpeggiarla tutta, mentre lei con molta maestria cominciò a menarmelo. in breve la penetrai e pompai per un bel po’ con una foga che sorprese anche me, e in breve le venni dentro.
Lei prese a pulirmelo con la bocca iniziando uno dei pompini più belli della mia vita, e in breve fu pulito come uno specchio, allora prese un barattolo dall’armadietto vicino al letto, era vasellina e dopo avermela mostrata con una faccia da ingorda cominciò a spalmarsela sul buco del culo, diede anche a me una leggera lubrificata (anche se per me non ne aveva bisogno visto il soggetto), e cominciai ad incularla.
Lo spettacolo era bellissimo, le sue tette saltavano a ritmo di musica e il suo viso si trasfigurava in una maschera di godimento puro.
Io sotto di lei vedevo il mio cazzo sparire e comparire da quel buco, caldo e voglioso, e questo non fece altro che farmi provare una vampata di calore che si trasformò in pompate sempre più forti, ad ogni colpo di anca si sentiva lo sciack delle sue chiappe, e il palpeggiamento continuo delle sue tette.
Stavo per venire e lei se ne accorse, me lo fece estrarre e dopo esserselo messo in mezzo alle tette, mi fece sborrare.
Un getto infinito le ricoprì quei due monti e parte della faccia, che con molta ingordigia cercò di pulire con la lingua, mentre io le stavo masturbando la figa calda e gocciolante con la mano.
Dopo qualche istante prese la mia faccia e prese a limonarmi come una quindicenne, stimolandomi il culo con le sue dita affusolate.
Ci alzammo e senza smettere mi condusse in bagno sotto la doccia e aprì l’acqua.
Vedere quelle tette per me era come mangiare gli spinaci per braccio di ferro, la scostai un attimo e dopo un breve sguardo d’intesa lei mi saltò addosso infilandoselo tutto dentro, mentre io impacciato nel sorreggerla le continuavo a palpare le tette.
Come non poter immaginare cosa sarebbe successo?
Un fiotto di caldo sperma le riempì il ventre e parte delle tette.
Dopo esserci lavati ci vestimmo, e ci salutammo dandoci appuntamento per la prossima volta.
Quella sera la mia ragazza si scusò con me per la sua gelosia e mi chiese cosa avessi fatto quel giorno ed io per tutta risposta le dissi che ero andato a mangiare i turtlen.
Anzi adesso che ci penso ho una voglia irresistibile di cucina emiliana. FINE

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Ciao, grazie per essere sulla mia pagina dedicata ai miei racconti erotici. Ho scelto questi racconti perché mi piacciono, perché i miei racconti ti spingeranno attraverso gli scenari che la tua mente saprà creare.

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