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La mia Nadia si scopre troia… e io voyeur

Erano passati quasi sette anni dal nostro fidanzamento, e Nadia era per me sempre più desiderabile, con tanta voglia di scoparmela che ogni giorno cresceva sempre di più. Nadia, 25 anni, era stata la mia compagna dall’età di 18 anni, io allora 20enne. Ma lei, così piccola, aveva già sensualità traboccante…
Bruna, non altissima ma molto ben fatta, un seno di 5° misura che traboccava dalle camicette scollatissime che amava indossare, due gambe sode e curve da farti eccitare da matti non appena indossava certe minigonne davvero… mini!
La nostra unione era sempre stata “normale”, vissuta tra fughe al mare, nella casetta sulla spiaggia, e scopate da favola, di nascosto nei nostri portoni di casa, o in ufficio, o dovunque potesse esserci la possibilità di unirci follemente.
L’ultima estate era stata però galeotta. Forse troppe ferie, forse troppo… albergo, qualcosa si era rotto tra di noi. Tornati in città, quel sesso sfrenato era scomparso, ormai le nostre folli scopate di nascosto definitivamente perdute.
Non capivamo cosa stesse succedendo, l’amore tra di noi era sempre lo stesso, ma non era più la stessa cosa a letto. Di comune accordo, decidemmo di ritirarci una sera nella casetta al mare, e parlarne. Pensavamo così di trovare il giusto equilibrio sessuale, e capire i nostri errori.
Ma troppe cose andavano dette, sia da parte mia che sua. Nei sette anni trascorsi, però, tante volte, per vivacizzare i nostri rapporti a letto, ci eravamo concessi divagazioni, solo orali, su presunte scappatelle con gente di nostra conoscenza, ma mai convinti che l’altro potesse averle fatte davvero.
Comunque tali diversivi ci piacevano, e continuavamo a studiarne sempre di nuovi; ci eravamo persino recati ad un sexy shop, per acquistare diversi vibratori di gomma, e abbigliamento sexy di ogni tipo. Nuove esperienze nascevano ogni giorno, ed entrambi ne trovavamo eccitazione da impazzire.
Molte volte poi, facevamo l’amore in posti all’aperto, con la speranza che qualcuno ci vedesse. Io amavo moltissimo sapere che altri uomini potessero guardarla, e lei godeva molto nell’immaginarsi guardata da altri.
Non vi dico poi, quante volte la facevo camminare sola per strada, con scollature vertiginose e minigonne mozzafiato, con me a seguirla a debita distanza, e tanti sguardi vogliosi che si posavano sui suoi seni, sulle sue cosce, su quel culo sodo e ancheggiante… Mi piaceva tanto, che a volte le facevo indossare calze autoreggenti, e le indicavo di sedersi alle panchine ed accavallare le cosce, in modo da mostrare tutto… e lei ci godeva, le piaceva che tanti uomini la bramassero.
Le cose evolsero, e nuove esperienze arrivarono. La mandavo a far servizi con amici comuni, e al suo ritorno, la sera, in privato, la scopavo chiedendole le porcate che aveva fatto con loro, consapevole però che nulla fosse reale; ma mi piaceva, e la eccitava…
Poi arrivò quella famosa estate. Molte volte, a letto, ci eravamo staccati, e dette di tutti i colori. Non era più lo stesso, qualcosa si era rotto.
A letto eravamo una frana, e qualcosa ci spinse a trovare una soluzione alternativa. Le feci una proposta:
– Sai cosa possiamo fare – le dissi in macchina una sera – mercoledì pomeriggio non andare a lavorare, chiama Emilio al telefono, fallo venire a casa tua con una scusa e scopatelo, mentre io mi nascondo nell’armadio e vi guardo – nel quale Emilio è un amico comune molto bello e, a detta della fidanzata, ben dotato.
Mi immaginavo una reazione stupita ma in negativo, invece una luce nuova le passò nello sguardo.
– Guarda che lo faccio! – mi disse maliziosa; non le credevo, ma le infilai una mano sotto la gonna, sotto le mutandine, e la ritrassi bagnata degli umori di Nadia… Era eccitatissima, una fica umida come mai, e i capezzoli inturgiditi da far paura. Capii che era sì sorpresa, ma in positivo, eccome!
– Ah sì? Allora facciamo che andiamo alla farmacia all’angolo e ti compro i profilattici – le dissi subito – così vediamo subito se sei solo bocca… –
– Ok – disse – ma andiamoci subito… – Andammo alla farmacia, chiusa perché ormai tardi, ma con il distributore automatico.
– Scendo io! – disse. Rimasi di stucco. Era decisa, pensai, ma alla fine come al solito dirà che non è vero nulla. Invece scese e li comprò. Ero eccitato da far paura, e lei altrettanto. Andammo sotto casa sua, entrammo nel portone, e cominciammo i 10 minuto più porci della nostra vita. Entrambe alle stelle, non impiegai molto ad alzarle la gonna, a strapparle le mutandine, e ad infilarle il cazzo, davvero in fiamme, nella fica sbrodolante e rumorosa. Fu un attimo, comincia a pomparla alla pecorina, mentre lei mi descriveva cosa avrebbe fatto di lì a 2 giorni. Ero al massimo. Schizzai fiumi di sperma nella fica accogliente e lubrificata, poi la feci abbassare e le finii il tutto in bocca. Era stato fantastico, ma il bello doveva ancora venire.
Arrivò il mercoledì mattina, senza che nulla fosse stato accennato. Come al solito andammo a lavoro, poi a pranzo ognuno a casa propria. Il pomeriggio, alle 15: 00, mi arrivò un messaggio sul cellulare, inaspettato: – oggi pomeriggio non passare, non vengo al lavoro. Vieni tu a casa, prima delle 17: 00. vedrai… – poche parole, ma di fuoco.
Per nulla al mondo me lo sarei fatto dire 2 volte. Alle 16: 30 suonai a casa sua. Mi venne ad aprire. Era fantastica: calze autoreggenti nere, reggicalze nero, guepiere da urlo, capelli da vamp, trucco da troia. Rimasi senza parole.
– Vieni qui – mi disse. Un bacio appassionato, sensuale, come mai. – oggi vedrai come sono fatta davvero – parole che avrebbero fatto venire anche un impotente! Mi portò per mano in camera da letto, aprì l’armadio e mi disse d’entrare. Lo feci senza aprir bocca, eccitatissimo come mai.
– Mi raccomando, non far rumori! – aveva già preparato tutto. Ero nel buio, silenzioso, e sentivo lei trafficare in camera, ma pensavo solo a cosa sarebbe successo.
Ad un tratto il campanello: – Ciao Emilio. – sentii dire – entra pure.
Immaginai la sua faccia a vederla così vestita. Proprio lei, la mia Nadia, stava seducendo un altro uomo!
– Scusami Emilio, ma penso che avrai capito che non ti ho chiamato per parlare, ho bel altre intenzioni… – Sentii un rumore fioco, ma riconoscibilissimo. Stavano baciandosi, avidamente. Ero eccitatissimo, le labbra della mia donna, la sua lingua, erano in bocca ad un altro.
– Vieni con me – si dirigevano verso di me, schiusi appena l’antina e li vidi passare, mano nella mano, e sdraiarsi sul letto – Voglio che tu mi scopi! – gli impose. Accidenti, pensai, che diretto! Le loro mani divennero esploranti, uno dell’altra. Le infilò subito le mani sotto la guepiere, stringendole i seni avidamente.
– Mmhh… – mugolava Nadia, le piaceva da impazzire. Lo fece sedere, gli sbottonò i pantaloni, gli infilò la mano dentro e ne estrasse un cazzo enorme, durissimo e teso.
– Fantastico, non vedo l’ora di infilarmelo nella fica – disse, porca ed eccitata – dai, mettimelo in bocca – Si abbasso, e con la lingua sfiorò la cappella; poi, lentamente aprì la bocca, e lo introdusse con sensualità mai vista.
Lui godeva, e ad una tratto disse: – Ma se arriva qualcuno? –
– Non preoccuparti, fino a stasera sono sola, non c’è neanche il mio boy, siamo solo io e te, datti da fare! – Non se lo fece dire 2 volte. La alzò di peso, la mise a gambe aperte e cominciò, dopo averle tolto il perizoma, a leccarle la fica, con la mia Nadia che mugolava come una troia. Ero al massimo, il cazzo pulsava nei pantaloni, e lo estrassi subito.
– Aahh, sììì, cazzo, che linguaaaa… – gemeva. Cavolo, la mia Nadia era davvero una porca, godeva come una puttana, e le piaceva sempre di più.
Fu un attimo. Lo vidi alzarsi, prendere il profilattico che Nadia gli porgeva, infilarlo, apporre la punta del cazzo alla sua fica, un colpetto ed era già entrato tutto dentro. La fica di Nadia doveva essere un lago, vista la facilità con cui l’aveva sfondata.
– Sììì, fottimiiii… – urlava, tanto che avevo paura che i vicini la sentissero. Ma non mi importava, finalmente stavo realizzando un sogno che avevo da tempo. Lei, a gambe aperte, era scossa dalle pompate di Emilio, e le piaceva tanto che si sentiva distintamente il rumore della sua fica sbrodolante. Aprii un po’ di più l’antina, per vedere meglio. Ora vedevo chiaro il cazzo che entrava ed usciva e, spostandomi un po’, il seno che era scosso in continuazione. Il viso di Nadia era stravolto, godeva e non si manteneva affatto.
– Fammi venire sopra – disse, proprio come diceva spesso a me. Ero al massimo, e cominciai una lenta sega, almeno per diminuire il dolore del cazzo che era in tiro da far paura. Lo fece mettere giù, salì a cavallo, e con la mano appuntò il cazzo, rosso e pulsante, alla fica. Poi con un movimento deciso si impalò. Ricominciò a godere, ora sentivo anche lui gemere, e vedevo le sue mani avide che palpavano i grossi seni di Nadia. Cominciarono a baciarsi in modo sconvolgente, ad accelerare i movimenti, e capii che lei stava per venire.
Le piaceva tantissimo star sopra, il clitoride era così solleticato che riusciva a venire anche più volte. Cavalcava da matti, e vedevo quel cazzo enorme sfondarle la fica con una facilità eccelsa.
– Aahh, sììì ssssììììì, sto per venire… vengooooo…. – gridò. Vidi il cazzo che entrava e usciva irrorarsi di broda, abbondante e biancastra. Wow, pensai, mai vista! Ma ancora era nulla. Successe quello che non avrei mai pensato. Lei uscì, prese il cazzo con le mani, tolse il profilattico, e cominciò a succhiarlo. Era partita, non capiva più nulla. Pensai che prendeva la pillola, che lui era uno sicuro, e lasciai fare, mi piaceva troppo.
La fece mettere alla pecorina, la penetrò senza difficoltà, la sbatteva da far male. Lei gemeva, lui anche. Ad un tratto lei disse: – Non venirmi dentro, voglio che mi schizzi in bocca! – Non ebbe il tempo di dirlo. La spostò sotto, mise il cazzo rosso e pulsante davanti alla sua bocca, e schizzò sperma dappertutto, sul suo viso. Non contento, le aprì la bocca e finì di schizzare lì dentro.
Anche io ero alla fine. Schizzai sperma dappertutto, vestiti inclusi, ma ero estasiato. Richiusi l’antina, e aspettai che terminasse tutto. Sentii lui che si rivestiva, un bacio ancora più sensuale, e lei che diceva: – Ora dimentica tutto, non sei mai stato qui, né mai ci tornerai. Addio mio bel porcone e … grazie di tutto. –
Uscii, la presi senza dire nulla e la sbattei sul letto, le appuntai il cazzo ancora sporco alla fica e la penetrai; era un brodo, ancora molto ben lubrificata. Pompai con violenza, e lei gemeva e si muoveva come mai fatto prima.
– Mi hai vista, che ne dici? Ti è piaciuto eh, porco! Ora sta a te, se vuoi potremo divertirci ancora… – io continuavo a sfotterla, e lei ad attizzarmi. Sentii lo sperma salire su per i testicoli, estrassi il cazzo dalla fica ormai aperta come mai, glie lo infilai in bocca, e al sentire ancora lo sperma di Emilio sui lati, schizzai a dire basta. Lei ingoiò tutto, come non aveva mai fatto.
Passarono i giorno, senza che nessuno dei due accennasse all’accaduto. Le scopate aumentarono notevolmente, ma tante idee mi passavano per la testa. Poi decisi. Il mio sogno di vedere 2 cazzi che la fottevano andava appagato; forse, un sogno ora anche suo.
Erano le 20 circa, uscimmo dal lavoro, e la accompagnai a casa, esortandola a farsi bella e a mettere vestiti adatti.
Attesi sotto casa sua. Ne valse la pena. Scese con una minigonna bianca, calze a rete bianche, reggicalze bianco, perizoma e reggiseno di pizzo bianco, e una magliettina che nulla lasciava all’immaginazione.
Imboccammo la strada del mare, diretti alla villetta dei miei. Arrivati in un paese intermedio, feci partire il mio piano. Avvicinai un ragazzo, che con passo frettoloso andava verso il centro. Suonai il clacson e scesi. Mi avvicinai, lei rimasta in auto sorpresa, e gli feci una proposta da non perdere.
– Vedi quella in auto, è una troia, la moglie di un mio amico ora in Francia per lavoro, ti va di venire con me e scopartela? – dissi sicuro.
– Cavolo se mi va! – disse – solo che… posso far venire un mio amico? – Rimasi di stucco, ma la cosa mi eccitava ancora di più.
– Certo, vai a chiamarlo, noi aspettiamo lì. – dissi sicuro. Arrivarono dopo pochi minuti. Due bei ragazzi, muscolosi e bruni, 20 anni massimo a testa, e certamente due cazzi duri e grossi da far sfogare. Li feci entrare, avviai la macchina, senza che lei avesse detto una sola parola. Ma sorrideva, si vedeva che la cosa la eccitava da impazzire.
Inatteso: – Fermati, voglio andare dietro. – rimasi di stucco. Fermai di botto, lei scese, fece mettere davanti uno dei due, e si sedette dietro con l’altro. Riavviai l’auto, mancavano 10 minuti alla villetta.
Abbassai lo specchietto interno, e vidi l’estasi. Lei era chinata, con la bocca tutta spalmata sul cazzo del ragazzo, che testa all’indietro gemeva silenziosamente. Iniziò un lento stantuffo, poi la vidi alzarsi, alzarsi la gonna, sfilarsi le mutandine, e salirgli a cavallo. Non vidi il cazzo che entrava, ma lo immaginai. Cavalcava lentamente, ma i movimenti facevano sussultare la macchina. E me. Arrivammo giusto in tempo.
Scendemmo dall’auto, lei si ricompose, e salimmo a casa. Ci dirigemmo verso la camera da letto, ma mi fermai per avviare il pannello della corrente e dell’acqua, che staccavamo per prudenza. Loro continuarono verso la camera da letto. Avviai il tutto, e mi diressi verso la stanza; entrato, mi trovai davanti la scena più eccitante mai vista: lei era seduta sul bordo del letto, loro due in piedi con i calzoni abbassati, incluse le mutande, e lei con le mani stava facendo loro una sega, alternando leccatine sensuali alle cappelle.
Stavo per esplodere di eccitazione, ma ebbi la lucidità di aprire la borsa che avevo portato, estrarre la videocamera, ed iniziare le riprese. Lei, nel frattempo, aveva provveduto a spogliarsi, e a spogliare i due giovani. Erano ora completamente nudi, con lei che aveva solo calze autoreggenti, reggicalze, e seno che usciva fuori dal reggiseno. La stavano leccando, facendola gemere e contorcersi con lentezza.
Fu tutto molto rapido. Il primo la prese con violenza, le ficcò il cazzo nella fica a pecorina, e iniziò un lento pompare, mentre il secondo le spinse il cazzo in gola. Era come una cagna in calore, si dimenava e gemeva come in estasi, incurante del fatto che nessuno dei due avesse il profilattico; anzi, la cosa sembrava farla eccitare ancora di più. Io riprendevo, e mi toccavo il cazzo duro e pulsante come mai.
Finalmente il nostro desiderio era appagato. Ma il bello doveva ancora venire. In un attimo, sentii un gridolino, e prima che potessi capire, uno dei due le aveva sfondato il culo, penetrandola con forza. Sentiva dolore, e lo capivo, ma non si ritrasse. Poi, lentamente, il dolore si trasformò in piacere, e lei stessa si muoveva per farsi inculare più a fondo. Ero al massimo, non capivo più nulla, e cominciai a spogliarmi, dopo aver poggiato la videocamera in modo da riprendere il tutto nettamente.
– Penetratela in due – dissi – fatela godere, questa troia! – Fu cosa di un attimo.
Il primo si sistemò sotto, e la fece andare a cavallo sul cazzo duro e rossastro. Poi il secondo, da dietro appuntò il cazzo al buco del culo e spinse. Dopo un’iniziale difficoltà, il ritmo andò aumentando, e Nadia si trasformò nella più porca delle troie in calore.
– Aaaahhh, sììììììì, godooooo, sfondatemi tutta!!!!! Mamma mia che goduriaaa! – gemeva e si muoveva a ritmo, ormai padrona dei due cazzi che la fottevano – siii, inculatemi, spaccatemi in due, sono una puttana, la vostra troia!!!!!! –
Mai vista in quelle condizioni, era ormai senza controllo. Ad un tratto un lungo e sensuale gridolino mi fece capire che era venuta. Sbrodolava broda calda e biancastra dalla fica, e quella cosa spinse il primo, quello sotto, ad aumentare il ritmo. Il secondo ritrasse il cazzo dal culo, e lo spinse fino a entrare anche lui nella fica. La stavano sfondando! La broda di Nadia favoriva i due cazzi, che pompavano da far paura.
– Schizzatemi dentro! – gridò. Non appena detto, vidi uno dei due che usciva, e l’altro che urlava il suo piacere schizzando sperma dentro la fica di Nadia, che accoglieva tutto, lasciandone uscire un po’ dai lati.
Il secondo, a quella vista, appuntò il cazzo alla bocca di Nadia, e la riempì di sperma. Vedevo distintamente un fiotto di sperma uscire dai lati della bocca, e Nadia che ciucciava tutto.
Ero alle stelle. Mi fiondai su di lei, le misi il cazzo al buco del culo e spinsi. Un gridolino, e iniziai a pompare, mentre i due rimanevano nelle loro posizioni, uno con il cazzo nella fica colma di sperma, l’altro con il suo nella bocca di Nadia, che incurante della eiaculazione, continuava a sbocchinarlo. Ero al limite, bastarono poche pompate e le venni in culo, riempiendola come mai fatto prima.
Io ero alla fine, ma non i due ragazzi, giusto il tempo di pulirsi, e ricominciarono. Chi nella fica, chi nel culo, altre volte la scoparono, con me che avevo sempre nuovo materiale per la mia videocamera. Alla fine, dopo 5 ore, ci rimettemmo in auto e tornammo verso la città. Lasciammo i due al paesetto, e imboccammo la via di casa.
Che scopata, ragazzi, e finalmente ho scoperto la vera Nadia che ho sempre sognato. FINE

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Scrivo racconti erotici per hobby, perché mi piace. Perché quando scrivo mi sento in un’altra domensione. Arriva all’improvviso una carica incredibile da scaricare sulla tastiera. E’ così che nasce un racconto erotico.

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