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L’artista

Come tutte la mie storie pure questa è frutto esclusivo della mia fantasia per cui ogni riferimento a persone o cose realmente esistenti è puramente casuale

È notorio che Max sia il più grande pittore mai esistito. Ecco la sua storia.

Massimiliano, Max per gli amici era una artista, un vero artista.

Faceva disegni accurati e precisi che nulla avevano da invidiare ai grandi pittori rinascimentali.

Lo strano era che a composizioni sublimi alternava croste indegne, disegni che qualsiasi bimbo di 6 anni si sarebbe vergognato di fare.

Lui lo sapeva e non poteva farci nulla.

Era come Sansone, invincibile per tutti i Filistei sinché Dalila non gli tagliò i capelli.

Per lui le cose erano più complicate: i suoi capelli erano il sesso.

Quando aveva dinanzi una donna da ritrarre sapeva di avere addirittura 4 livelli: il nulla, il palpeggiamento, la penetrazione ed il rapporto completo.

Ad ognuno di essi corrispondeva un livello: la sua psiche sollecitata gli consentiva di vedere in modo che lui solo poteva conoscere la sua modella e così poteva svariare dallo scarabocchio osceno al capolavoro Michelangiolesco.

Come era giunto a scoprire questa particolarità?

La cosa era stata progressiva: qualche anno prima aveva avuto una donna che si era rivelata la sua Musa e proprio in quel periodo lui aveva scoperto la sua particolarità artistica.

Egli la ritraeva ed osservava sconsolato quel pasticcio che usciva dai suo pennelli. Guardava scoraggiato la tela fortemente tentato di distruggerla: sapeva di poter fare molto meglio. Lei gli veniva vicino e lo consolava.

Lo consolava naturalmente, come istintivamente sanno fare tutte le donne, con le gambe aperte.

Gli si donava e lui consumava tutto il rapporto.

Dopo aver eiaculato si stendeva di fianco alla sua bella carezzandole le mammelle e d’improvviso si bloccava.

La sua mano s’irrigidiva giungendo a strizzare, anche con forza, quel seno.

Ordinò: – Stai ferma Giulia!

Poi la mise in una posa dettatagli dall’improvvisa ispirazione, corse al cavalletto e lavorò indefessamente per 3 o 4 ore.

Il risultato fu una tela che, notata dal classico cacciatore di talenti, fu venduta d un prezzo sufficiente a mantenere tutte le sue spese per un anno.

Non dipingeva per soldi ma certo quei facili guadagni gli fecero un enorme piacere.

Giulia divenne la sua modella: senza accorgersene la palpeggiava mettendola in posa ed il risultato erano dei quadri “normali”.

La modella era riconoscibile ma il dipinto era senz’anima. Lavorava fino allo sfinimento ma non riusciva a migliorare la tela.

Poi, sfinito e deluso, decideva di scoparsi la modella (sempre disponibile per lui) ed il risultato finale era comunque un capolavoro vendibile a carissimo prezzo.

Ignorando ancora quale fosse la fonte del suo potere si esaltò, si trasferì in un paese di 4 o 5 mila abitanti e vi aprì uno studio pittorico. I commercianti di quadri non avrebbero avuto nessuna difficoltà a raggiungerlo e nella nuova abitazione avrebbe avuto vicini sia il verde dei boschi che le cascatelle ed il laghetto formati dal fiume ****: certo li le ispirazioni non gli sarebbero mancate.

:- Giulia, io me ne vado!

:- Dove Max? E perché? Qui è la tua vita, qui ci sono i tuoi amici e qui ci sono io. Vuoi portarmi con te? Potevi avvisarmi prima: io ora non posso muovermi ho già preso impegni che non posso non assolvere

:-Veramente no Giulia! Da questo momento vita nuova. Porto con me solo le ultime tele, le migliori, sono certo che conquisterò il nuovo paese. A te lascio tutte le altre tele: sono certo che potrai venderle bene ripagandoti di tutte le scopate con cui mi hai gratificato in questi anni.

:-Stronzooo, così ripaghi il mio amore e le mie attenzioni nei tuoi riguardi? Trattandomi come una puttana? Guarda che faccio dei tuoi doni

Acceso un fiammifero Giulia diede fuoco alla tela più vicina andandosene immediatamente sdegnata.

Max guardò con indifferenza quel disastro: con un’alzata di spalle usci dall’edificio allontanandosi proprio mentre giungeva, a sirene spiegate, il carro dei pompieri.

Non tornò mai più indietro!

Giunto nella sua nuova sede Max aprì uno studio all’interno della sua abitazione che aveva acquistato ampia e spaziosa.

Come pubblicità si accontentò di una vetrina a ridosso della casa in cui aveva esposto le sue tele migliori.

Sapeva naturalmente dell’esistenza della macchine fotografiche ed era a conoscenza del fatto che oramai nessuno voleva più il ritratto ad olio su tela ma, e qui si deve dargliene atto, era deciso a sfidare tutte le convenzioni, si sentiva talmente bravo e capace da riuscire, egli solo, ad invertire una tendenza mondiale.

Già il primo giorno si presentò un cliente, attratto da quei stupendi ritratti esposti in vetrina:

:-Lei è l’artista?.

:-Al suo servizio signore

:- Mi piacciono i suoi quadri: me ne farebbe uno? Vorrei fare un regalo a sorpresa a mia moglie.

Con un sorriso Max prese una tela e si mise all’opera … ma il disegno non voleva proprio apparire. Più di qualche scarabocchio non riusciva proprio a fare tanto che il cliente, stanco di stare in posa. Si spazientì e venne ad osservare da vicino a quale punto fosse:

:- Cos’è questa porcheria?

Domandò:- Vuole prendermi in giro?

Ed arrabbiatissimo abbandonò lo studio imprecando contro certa gente che viveva per fare scherzi ai galantuomini.

Max lo guardò allontanarsi con rincrescimento: quello era il primo cliente e certo gli avrebbe fatto cattiva pubblicità. La città era piccola e per un attimo ebbe paura di dover essere costretto in poco tempo ad abbandonarla.

Mentre stava seduto a compiangersi entrò un altro cliente: questa volta una grossa matrona.

:- Lei è il pittore?

:- Si signora dica!

:- So di non essere una bellezza, per questo non voglio fotografie. Voglio un ritratto ed un pittore è molto più di una macchina fotografica, lui sa cogliere l’anima di un soggetto ed io sono certa che la mia anima sia molto più bella del mio corpo.

Ancora demoralizzato Max si mise subito all’opera e, naturalmente, i risultati furono da subito disastrosi.

“Possibile che non sappia più dipingere?” pensava, e, in un estremo tentativo, si avvicinò alla cliente per metterla in una diversa posa.

:-Lei ha un bel seno signora, mettiamolo in evidenza.

E presa in mano una mammella cerco un orientamento a lui più favorevole facendo ruotare la donna.

:-Ora alzi le braccia sino a far staccare il suo seno dalla mia mano.

La donna obbedì ma quel, sia pure fugace contatto, era stato sufficiente: l’ispirazione (non molta) era tornata.

Si avventò sulla tela e ne sortì un ritratto diciamo normale. La donna era ben riconoscibile : il corpo era quello, ma l’anima mancava.

Anche stavolta la cliente pretese di vedere l’opera in corso di elaborazione. Ne fu parzialmente soddisfatta, il quadro era bello ma non era quanto lei voleva.

Max non poteva permettersi di perdere un secondo cliente così abbozzò:

:-Quanto lei mi richiede è estremamente difficile signora: sto impegnandomi a fondo ma oramai è quasi sera. Posso proporre una pausa? Cucineremo qualche cosa di svelto e ci ristoreremo poi, se lei non ha altri impegni, concluderemo.

:-Con piacere giovanotto, ho giusto un po’ di appetito. Mi mostri la sua cucina, preparerò io qualcosa per tutti e due.

La cena fu piacevole e ne approfittarono per una reciproca conoscenza.

Max così apprese che la cliente aveva passato la sessantina, che era benestante e che, da poco, era rimasta vedova.

Mentre una lacrima le appariva negli occhi al ricordo del marito fu naturale per Max avvicinarlesi e farle una carezza sul volto.

Lei lo guardò con riconoscenza.

Lui sorrise nel tentativo di consolarla … e da cosa nasce cosa.

Inutile descrivere i vari passaggi, sarebbe solo inutilmente lascivo, ma alla fine i due si ritrovarono abbracciati nel letto impegnati in una copula senza fine.

Ecco quindi scattare il massimo livello.

Aveva appena eiaculato in quel corpaccione che la sua fantasia si risvegliò.

Nudo com’era corse allo studio e, presi i pennelli, cominciò a dipingere.

La donna, che si era in qualche modo rivestita, si avvicinò per vederlo all’opera, ma lui la fermò

:- No lasciami: lo vedrai alla fine!

Non ci volle molto, la base del quadro era buona.

Solo piccoli particolari mancavano ed aggiungerli fu questione di pochi minuti

Il risultato fu spettacolare con grande soddisfazione della vedova ma Max, ora, cominciava a sospettare qualche cosa sulla sua abilità.

Ricordò Giulia e ricordò come i suoi quadri fossero stati immediatamente successivi ad un coito.

Pensò al cliente sfuggito quel giorno e convenne che effettivamente quel quadro assomigliava a quelli che realizzava prima di scopare Giulia.

Anche nel pomeriggio aveva iniziato nello stesso stile, poi aveva toccato quel seno e le cose di colpo erano migliorate per raggiungere l’apice dopo essersi scopato la cliente

La donna era entusiasta.

:- Mi hai fatto bellissima: bravo! Dimmi quanto ti devo, voglio portarmi immediatamente via il ritratto per far morire d’invidia le mie amiche.

:- Posso anche regalartelo se vuoi! Basta che mi aiuti a risolvere un mio piccolo problema.

:- E cosa posso fare io per aiutare un bel giovane come te?

:- Mi sento di confessartelo perché siamo finiti a letto assieme.

Le rispose Max : Ho un sospetto sulle mie abilità ed ho bisogno di te per verificarlo

Ad uno sguardo interrogativo di lei continuò:- Oggi stavo facendo un gran pasticcio poi sono venuto a metterti in posa e ti ho toccato un seno.

Lei rispose :- Si ricordo, mi sono sentita quasi offesa, in quella parte del corpo non ho muscoli che possano tenerlo in posizione. Volevo andarmene ma poi ti ho visto lavorare con tanto entusiasmo e non me la sono sentita di abbandonarti.

Il ragazzo continuò:- Poi siamo andati a cena, siamo finiti a letto e li, d’un tratto, tutto mi è stato chiaro. Sono corso qui ed il tuo ritratto è stato realizzato proprio come volevi tu.

:-Si d’accordo, questa è la storia, c’ero anch’io

Lui concluse :- Non capisci? Tu sei una donna: non ti tocco e non combino nulla, ti sfioro e divengo accettabile, ti scopo e mi trasformo in un maestro. La mia abilità è legata al sesso credo e questo voglio poter verificare. Essendo già stati amanti potresti concedermi le prove, in cambio io ti lascerò tutte le tele che farò.

La donna rise:- Non ho nulla da perdere: d’accordo ti aiuterò mettendoti a disposizione il mio sesso ed in cambio mi terrò tutte le opere. Se non altro questo mi aiuterà a scordare per un po’ il mio povero Pinuccio.

La settimana successiva fu dedicata alle prove e, scusate il bisticcio di parole, lui ebbe la riprova della sua teoria.

Quando lei non c’era più di un pasticcio, sia pur con tutta la sua buona volontà, non riusciva proprio a fare. Poi lei giungeva. Max la palpeggiava sui seni, sulla figa e sul culo correndo subito poi al cavalletto. Il risultato era qualche cosa di decente, forse da non vendere a carissimo prezzo ma sufficiente per identificare la sua professione. Tentò poi coi coitus interruptus, versando il suo seme sulla pancia della compagna,ed il risultato era ancora migliore. Alla fine tentò con un rapporto completo. Riempiva il grembo della sua compagna e, solo in questi casi, sortivano capolavori assoluti. Restò col dubbio di cosa sarebbe successo se l’avesse ingravidata ma la donna era troppo avanti nella via della menopausa per poter dare anche solo l’ombra di una risposta.

Potè cos’ stabilire una specie di listino:

• ritratto con palpeggiamento tot

• ritratto con penetrazione 2xtot

• ritratto con rapporto completo ed eiaculazione interna 10xtot

Mantenendo la sua parola donò alla sua collaboratrice tutte le opere (tutte ritraevano lei e tra queste proprio la maggioranza di esse erano veri e propri capolavori) e non sapeva che questa azione si sarebbe rivelata determinante ai fini della sua carriera.

Le amiche della matrona, andando a trovarla, presero naturalmente invidia di quei ritratti ora appesi alle pareti domestiche della loro ospite.

Sapevano che lei non era così bella come il dipinto la raffigurava ma, nel contempo, ERA PROPRIO LEI!

Ogni imperfezione, ogni ruga, ogni rotolo di adipe era presente nel ritratto eppure la bellezza soffusa presente in quelle tele era inenarrabile.

Fatale che le domandassero dove se le fosse procurate e la matrona, dopo aver fintamente dimostrata una certa ritrosia, fu ben lieta di cedere e di fornire l’indirizzo di Max.

Il risultato finale fu che Max si trovò assediato da tutto un gruppo di vecchie barbogie che gli domandavano a gran voce un ritratto ma tutte, già edotte della situazione, saltavano a piè pari i primi due punti del listino per concentrarsi sul terzo.

Max divenne il gigolò di tutte le vecchiastre del paese ma la cosa non gli pesava certo.

Almeno un mese durò questa fase poi ci fu un naturale calo: le vecchie erano finite.

Max provo a passare anche una settimana senza che nessuno si facesse vivo: finalmente poteva riposarsi un po’.

A questo punto le richieste ricominciarono, ma non si trattava più delle anziane del paese, bensì di signore un po’ attempate ma ancora in età fertile.

:- Buon giorno, mi chiamo Elena e mia madre ha detto che il suo ritratto è stato fatto da lei.

:- Buon giorno, è possibile: chi è sua madre?

Avutone un nome in risposta assentì:

-Si mi ricordo, una delle prime richieste. Se non erro ha voluto il ritratto migliore.

La donna gli rispose :- Più vedo quel ritratto e più me ne innamoro. Anch’io devo assolutamente averne uno mio.

Max le mostrò il listino e la donna proseguì:

  • Si, la mamma mi aveva avvertito che ci sarebbe stato un extra molto salato da pagare non in moneta. Non si potrebbe per una volta evitarlo? Sono disposta a dare il doppio dei soldi ma io non ho mai tradito mio marito e vorrei evitare di farlo ora.

Max la guardava dolcemente:

-Mi spiace signora ma questo non è possibile. Lei, quando guida la macchina, deve metterci benzina o quella non si muove. Ebbene lei è la benzina della mia ispirazione. Senza rapporto completo il quadro non verrebbe. Vorrei potere aiutarla e favorirla ma proprio non mi è possibile.

Un’ora più tardi, dopo essersi scopato la donna, scattava alzandosi dal letto a realizzare il solito quadro bellissimo. Addirittura la cliente, che era andata a ripulirsi, lo trovò che aveva quasi terminato l’opera.

Quella fu la prima di una lunga serie di clienti femminili, sempre più giovani, che venivano a richiedere i suoi quadri. Alcune tentavano di tirare sul prezzo e di evitare l’aggiunta, altre già preavvertite, si infilavano già senza mutandine sotto le sue lenzuola. Tutte, volenti o nolenti, dovettero pagare quel pegno. Non era proprio possibile farne a meno.

Max si rese conto di aver raggiunto il vero successo un giorno in cui una bella ragazza si presentò al suo studio:

-Buon giorno, mi chiamo Giada e mi sposo tra otto giorni. Vorrei che lei mi ritraesse in abito da sposa.

:- Buona giornata a lei signorina. In questo caso ho bisogno di poter vedere almeno un progetto del suo vestito. Io potrei disegnarne uno di mia fantasia ma forse il sarto che glielo realizza ha idee diverse dalle mie anche se altrettanto belle.

:- Si certo, lo immaginavo, per cui le ho portato un disegno che lo raffigura.

:- Sa che c’è un’altra condizione da assolvere prima che io possa lavorare, vero?

:- Mi hanno riferito anche questo, ma non si può proprio evitare? Io sono ancora vergine e sono innamorata folle del mio uomo.

:- Mi spiace signorina. Le avranno certo riferito che quella condizione è irrinunciabile. Purtroppo è la mia ispirazione che abbisogna del suo alimento.

:- E se rinunciassi a sposarmi vergine per darle modo di realizzare il ritratto?

:- In questo caso andiamo un’oretta di la, nel mio letto, e subito sistemiamo la faccenda.

Max si mosse per indicarle la strada: chi non si mosse, invece, fu la fanciulla:

-Io non faccio uso di contraccettivi: non avendo mai scopato mai ne ho avuto bisogno.

:- Non so che dirle signorina. Per il tipo di ritratto che mi ha richiesto il rapporto DEVE essere assolutamente completo. Prenda una decisione: o di la con me o rinuncia a tutto.

La ragazza rimase un po’ ferma a riflettere, poi la voglia di possedere una tela di quel calibro ebbe il sopravvento e seguì il pittore nel suo letto.

Il quadro risultante fu addirittura il migliore di sempre.

La ragazza appariva radiosa nel suo abito bianco, suscitava voglie di protezione, chiunque avesse visto quel dipinto non avrebbe potuto che innamorarsene senza bisogno di dover vedere l’originale.

Nonostante il salato pegno pagato Giada non potè, per riconoscenza, non invitare Max al suo matrimonio.

In chiesa si vide arrivare la sposa splendida nel suo abito bianco e, per arcana abitudine, Max prese un taccuino e cominciò a tracciare qualche schizzo. Sapeva in anticipo cosa avrebbe ottenuto ma pensava, in questo modo, di farsi pubblicità.

Aveva solo una matita ed un foglietto di carta e lui fu il primo a strabiliarsi della sua creazione. Mentre gli invitati e lo sposo sembravano solo ombre indistinte, la ragazza sembrava viva. Se Max fosse stato Michelangelo avrebbe tirato una martellata al disegno domandandogli:”Perché non parli?”

Ci rifletté a lungo e finalmente comprese: questa era la risposta al quesito: cosa sarebbe successo se avesse ingravidato la cliente? Giada doveva essere incinta di lui e suo marito, senza saperlo, era diventato un cornuto ancor prima di sposarsi.

Per esserne certo prese nota delle date: otto mesi e mazzo più tardi riuscì ad avere la dovuta conferma. Giada aveva avuto un maschietto che somigliava stranamente a lui.

Ma non era finita!

Due settimane dopo il matrimonio venne a cercarlo una milf, accompagnata dal suo cuckold.

:- Buon giorno pittore, sono qui per un ritratto.

:- Volentieri signora, conosce già le condizioni vero?

:- Si le conosco ma vorrei che nel ritratto fosse incluso mio marito.

:- Io non ritraggo uomini signora, mi è impossibile: dovrei forse fare sesso con loro ma non sono gay e la cosa mi è proprio preclusa

:- E se mi sostituissi io a lui? Con me può fare sesso, vero?

:- Certamente il suo ritratto sarebbe perfetto. Se vuole fare un tentativo possiamo fare così: io scopo Lei e lui, per tutta la durata del coito, sarà impegnato a baciarla e a darle piacere. Non so cosa succederà ma, se ci fosse una certa proprietà traslativa, forse suo marito riuscirebbe in questo modo ad entrare nella mia ispirazione.

S’intromise il marito:- Per me va bene: sono abituato a vederti col tuo amante. Anzi, da tanto tempo non posso baciarti benché tu sappia quanto sono innamorato di te. Per me sarebbe un’occasione unica. Al massimo avremo solo un ritratto tuo.

Lei reagì:-Cornuto, hai anche il coraggio di rimproverarmi? Mi hai trascurata a lungo tornando ad interessarti a me solo dopo che mi ero fatta un amante!

:- Ma cara ….

:-Basta!!!

Impose Max :-Volete il ritratto o no?

I clienti si calmarono e lui li guidò verso la camera da letto. Li, mentre chiavava la donna, il marito si esibì in una serie infinita di baci, carezze, toccamenti che avrebbero intenerito un sasso.

Concluse con le lacrime agli occhi e si apprestò ad eseguire il suo compito di cuckold.

“No!” lo fermò Max”Il mio seme deve restare dentro! Tutto!”

Poi, come al suo solito, scattò dal letto e cominciò il dipinto iniziando proprio dalla figura maschile.

Al termine guardò stupefatto la sua stessa opera e, per la prima volta in vita sua, coprì la tela. Tornò dai suoi clienti ed invitò la moglie a riadagiarsi sul letto, Il marito la seguì portando con se un seggiola ma Max lo fermò

:-No basta, lei non deve assistere ora, io e la sua signora saremo sufficienti.

Per la seconda volta in quel giorno eiaculò in quel grembo e nuovamente corse a completare il dipinto con la figura femminile.

Il risultato fu semplicemente meraviglioso.

Ad una creatura angelica e passionale si contrapponeva una figura maschile eroica, dolce appassionata eppure decisa e forte. Dal dipinto trasparivano la felicità della donna ed il tormento del marito. La sua sofferenza era evidente eppure si intuiva una apertura alla speranza.

I suoi clienti furono soddisfattissimi. La moglie, al vedersi così rappresentata sbiancò in volto. Comprese subito cosa il quadro aveva trasmesso, per cui si avvicinò al marito domandandogli perdono.

Quel quadro aveva riunito una coppia e liberato dai suoi impegni un bull.

:- Sig Max lei ha compiuto un miracolo: ha riunito me e mia moglie!

Accanto a lui la moglie assentiva vigorosamente.

:-Non le saremo mai abbastanza grati ma, a mia moglie ed a me, sembra che se qualche volta vorrà usare il metodo usato per riunirci non per dipingere ma per ritagliare un momento di relax per se, NOI SAREMO SEMPRE A SUA DISPOSIZIONE, specialmente Marta.

Gli diede un biglietto da visita.

:-Questo è il nostro numero del telefono, quando vorrà ciulare chiami senza timore e Marta correrà da lei!

Al suo fianco la donna reagì con un bacio al marito: -Hai ragione Anselmo, questo non sarebbe tradimento ma solo un contributo ad un’arte sublime,

Naturalmente gli fecero pubblicità ed infinite coppie cercarono e trovarono la via del ritratto doppio.

Infatti questa fu solo la prima di una lunga serie di coppie che, ora che si era scoperto il sistema, vennero a farsi immortalare e tutte rimasero tanto soddisfatte da pregare il maestro di ricordarsi di loro in futuro anche per le sue scopate estemporanee

Epilogo; Dopo dieci anni Max non solo aveva praticamente ritratto tutto il paese, ma era stato autorizzato da tutti i mariti a scopare le loro mogli.

Alla festa del paese, che era organizzata in riva al lago, giungeva, prendeva la più bella e se la trascinava dietro un cespuglio mentre il marito si metteva spontaneamente di guardia perché nessuno disturbasse i due.

:- State lontani

Diceva a tutti con orgoglio :-Li dietro Max sta scopando mia moglie e gli altri mariti guardavano le loro mogli e diventavano verdi d’invidia

Come sempre mi succede mendico critiche motivate (anche negative) e pareri,indispensabili per migliorarsi

About Il tiralatte

Ho deciso di adottare questo pseudonimo in onore di una vecchia professione del mio paese (sono Lombardo) che purtroppo ora è obsoleta me che ritengo sia, per il solo fatto di esistere al top dell’erotismo.

Un commento

  1. Alla faccia dell’ispirazione!

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