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Le chiavi del laboratorio

Vittorio era un operaio specializzato nell’ impianti Satellitari, di lavoro ne aveva moto, e stava quasi tutto il giorno fuori casa, aveva fatto una scuola di specializzazione ed ora era veramente una persona qualificata nel suo lavoro, si era sposato da tre anni con Lidia, si conoscevano dalle medie, e la loro vita scorreva tranquilla, con il suo lavoro Vittorio guadagnava moto bene, e si potevano permettere diverse cose nel corso dell’Anno, la settimana bianca a Cortina, il Natale a Parigi, ad Agosto ogni anno un bellissimo viaggio all’estero, e Lidia rimaneva a casa ad accudire suo marito, e a coltivare i suoi piaceri di andare la mattina a fare colazione al Bar con le amiche, girare per negozi a fare compere sia per lei che per suo marito, e spesso andava al cinema anche da sola, aveva la passione per i film d’avventura, e poi una cosa da non trascurare era il fatto che Lidia era una bella ragazza mora, con un fisico perfetto, capelli lunghi oltre le spalle, una quarta di seno, e un culo da sballo, che si trovava alla sommità di due gambe perfette, quella mattina Vittorio come al solito si era alzato, la barba, la doccia e il caffè, e poi era uscito per andare al Bar all’angolo della strada a fare colazione e scambiare due parole con gli altri avventori, e così tutte le mattina ci passava quasi mezzora, ma quella mattina prima di salire in macchina si era accorto che aveva lasciato le chiavi del Laboratorio nel giubbetto, avendo messo la giacca le erano rimaste li, allora è ritornato a casa, aprendo la porta senza fare rumore, non voleva svegliare la sua Lidia, ma appena entrato sentiva come dei lamenti provenire dalla sua camera da letto, cercando di non fare rumore si avvicinava alla porta della sua camera che era leggermente aperta, lo spettacolo che si presentava hai suoi occhi, fu come un pugno allo stomaco, non riusciva a credere a quello che vedeva, la sua amata Lidia era posizionata alla pecorina, e l’uomo che se la stava scopando era Giorgio il suo portiere, il suo primo impulso era di entrare e gonfiare di botte quei due disgraziati, anche perché Giorgio era un suo amico da quando erano venuti ad abitare in quel Condominio, le partite viste insieme, delle gite in quattro con Maria la moglie, come potevano tradirlo in quel modo così vile, poi mentre continuava a guardare quei due, cominciava a farsi strada un’altra idea, aveva un bisogno disperato di vendetta, senza fare rumore uscì di nuovo da casa con le chiavi che aveva preso nel giubbetto sull’attaccapanni dell’ingresso, sceso nell’ingresso del palazzo, era entrato nella portineria a cercare Maria, la trovò che stava riassettando la casa, ma non sapeva cosa e quello che voleva fare, le chiese di Giorgio e la sua risposta fu, è in terrazza a rimettere a posto la caldaia, pare che ci sia un tubo che perde, anche Maria era una bellissima ragazza, aveva 28 anni, era rossa di capelli, un rosso acceso, e aveva due occhi azzurri ed un viso fantastici, due bellissime labbra carnose, dei denti bellissimi, ed il seno era una terza ma sul suo corpo erano perfetti, anche lei un culetto a mandolino e due gambe perfette, non sapeva che dirle a Maria, aveva mille pensieri che le giravano per la mente, ma fu lei che guardandolo le disse, ma cosa hai Vittorio?

sembra che hai visto un fantasma, sei pallido, ma ti senti bene, l’unica risposta di Vittorio fu, me lo faresti un caffè, e se mi dai un po’ d’acqua, dopo aver bevuto l’acqua trovò il coraggio di parlare a Maria, ed esordì con questa frase, senti Maria, io non so da dove cominciare, ma credimi che voglio fargliela pagare a tutti e due, e lei ancora più frastornata le chiedeva, ma di chi parli? ,

sto parlando di quei due disgraziati dei nostri coniugi, lo sai che in questo momento stanno scopando come ricci alla faccia nostra? ,

scendo adesso da casa mia, e li ho trovati sul mio letto, stanno facendo l’amore con una passione che non ci credi, a Maria cominciarono a scendere le lacrime senza piangere, mi venne istintivo stringerla a me con un abbraccio, anche io a quel punto avevo gli occhi lucidi, ma la rabbia era tanta, sentirla stretta a me avvertivo il suo seno duro come il marmo, e non riuscii ad evitare un erezione che prepotente si faceva strada nei miei pantaloni, Maria si staccò da me con il viso per guardarmi negli occhi, aveva uno sguardo interrogativo, come se mi chiedesse e adesso che facciamo?

Non lo so come trovai il coraggio, ma le nostre labbra si toccarono prima leggermente, e poi sempre più avide di sentirsi ci scambiammo un bacio incredibilmente bello, sensuale, dolcissimo, le nostre lingue si cercavano e si toccavano a ripetizione mulinando ognuna nella bocca dell’altro, lei iniziò a strusciarsi con il suo ventre sempre più forte sulla mia erezione, ed un minuto dopo eravamo sul suo letto, le avevo scansato le mutandine, e me la stavo scopando così, eravamo vestiti e stavamo scopando meravigliosamente, ma il momento che stavo per sborrare, lei mi disse non venirmi dentro, togliti e ci penso io, e così feci, come lo avevo sfilato dalla sua fica, si inchinava con la bocca, e cominciò a succhiarmelo come non me lo avevano mai succhiato, le feci una sborrata immensa nella bocca, ma non perse neanche una goccia di quello che le avevo eruttato dal pisello, appena ci eravamo rimessi dall’emozione dell’orgasmo provato, Maria mi chiedeva quasi sottovoce, credi che quello che abbiamo appena fatto giustifichi il loro tradimento?

Io adesso mi sento sporca come loro, io dandole un bacio sulle labbra le dicevo, quello che abbiamo fatto noi era una logica conseguenza di quello che è successo, solo che io ho un bisogno sviscerato di vendetta, me la debbono pagare molto cara questa vigliaccata, lei perché è mia moglie, e lui un mio carissimo amico, perlomeno lo credevo fino a poco fa, e tu Maria mi devi aiutare in questa vendetta, ancora non lo so come ma credo che la debbano pagare carta quei due stronzi, e lei di rimando mi rispose, senti Vittorio, io un debole per te l’ho sempre avuto, la scopata che ci siamo fatti poco fa non ha fatto altro che accendermi di più, se poi oltre al piacere ci ricavo anche la mia vendetta, non posso che essere d’accordo con te, allora io gli ho proposto di venire nel mio laboratorio, nel retro ho un letto per farci un riposino quando il lavoro mi lascia poco tempo, e lei completamente d’accordo ha accettato, e ci siamo dati appuntamento per la mattina successiva, e nel lasciarmi mi ha sussurrato dopo un bacio veloce, io la mia vendetta la comincio oggi stesso, e poi ti racconterò, ci siamo lasciati con in cuore la scarna soddisfazione di fare qualcosa a loro danno, io per l’ora di pranzo non sono rientrato adducendo ad una scusa di lavoro, la sera rientrando a casa, non ho notato la minima emozione di mia mogli nel vedermi, anzi alla domanda, che cosa hai fatto oggi di bello?

mi rispondeva le solite cose, pulire casa, fare il bucato, fare la spesa e cucinare per te, dopo cena un po’ di televisione e poi a letto, di nascosto al bagno ho preso dei sonniferi, chiaramente non potevo essere tranquillo come quella zoccola di mia moglie, la mattina successiva, andavo come al solito al Bar a fare colazione e poi di filato al laboratorio ad aspettare Maria, infatti dopo circa venti minuti mi raggiungeva, prima mi stampava un bacio sensualissimo sulle labbra, e poi sorridente mi diceva, a quel cornuto del tuo ex amico, le ho combinato uno scherzetto che se lo ricorderà per un pezzo, ieri mattina dopo che tu sei uscito, sono andata in farmacia e ho comprato del Bromuro, e ne ha mandato giù una bella dose, a pranzo con il risotto, a cena con la minestra, e questa mattina con il caffellatte, e oggi a pranzo e questa sera, continuerò la dose, se vuole sentire qualche cosa lo deve prendere nel culo quel figlio di mignotta, e invece per te ho in serbo una sorpresa, mi sono fatta dare dalla farmacista una crema per fare in modo che se me lo metti nel culo non soffro, a quel testa di cazzo non l’ho mai dato, ma a te il culo te lo do con tutti gli onori, sei contento?

E mi ribaciava mettendomi una mano sul cazzo, che al solo pensiero già mi si era drizzato, chiudevo la porta del Laboratorio e andavamo di corsa nel retro, li ci spogliavamo come se mancasse poco alla fine del mondo, entrambi nudi sul letto ci abbracciavamo scambiandoci dei baci in tutte le zone del corpo, chiaramente poco dopo eravamo posizionati a 69, aveva la fica che le gocciava per l’eccitazione, ho iniziato a leccarla dentro le labbra, le entravo nella fica con la lingua, me la stavo scopando con quella, infatti in pochi secondi mi riempiva la bocca di umori scaricandomi una sborrata enorme, continuavo a leccarla, questa volta cercavo di farle entrare la lingua nel culo, e lei si lamentava con suoni gutturali, aveva il mio cazzo in bocca che stava succhiando divinamente, poi dal buco del culo, sono passato al clitoride, lo lappavo come un gelato, facendole sentire la lingua dura che gli premeva sul grilletto, poi all’improvviso ho cominciato a succhiarglielo, mi ha spalancato ancora di più le gambe, la sentivo che fremeva, era tutto un tremolio, senza lasciarmi il cazzo che teneva in bocca, con una mano mi spingeva sulla testa e iniziava a gridare, anche io ormai sentivo la sborrata imminente, e nel momento che lei riceveva il primo schizzo di sborra in gola, iniziava ad inondarmi dei suoi umori per la seconda volta, io continuavo a succhiarle il clitoride senza sosta, ma lei non essendo da meno deglutiva la mia enorme sborrata senza mai levarlo dalla bocca, dopo mi confidava, che le piaceva moltissimo ingoiare sperma, e che il mio aveva un sapore particolare, ci sdraiavamo a rilassarci sul letto un po’ affannati, io non facevo altro che sentirle i seni, erano stupendi, sodi, compatti, con due caporelli ritti stupendi, le due rose perfette, erano veramente le zinne più belle in assoluto che avevo visto e toccato fino ad allora, Maria si girava e mi si metteva sopra, era su di me a calcioni, mi prendeva il pisello che era quasi moscio, e se lo posizionava per lungo in mezzo al taglio della fica, ma sentiva che moscio non lo sarebbe stato per molto, standomi sopra mi disse, adesso tu non muoverti, me lo voglio sentire in mezzo alle labbra della fica, e cominciò a strusciarsi con la fica sopra al cazzo che ormai era diventato di marmo, si piegava in avanti per fare in modo che il clitoride andasse a strusciare sopra la cappella, infatti in quel modo si stava masturbando con il mio pisello, continuò per un po’ questa sua operazione, fino a che con un lamento prolungato venne bagnandomi sia il pisello che le palle, io ormai ero in una situazione che dovevo per forza fare qualcosa, ma lei seguendo il suo programma, mi si posizionava alla pecorina, e dandomi il barattolino di crema mi diceva, vai Vittorio, stai per avere l’altra mia verginità, ma una sola cosa mi raccomando, cerca di non farmi male perché se riesci a farmelo piacere, il mio buco di culo ti appartiene a vita, io non credevo alle mie orecchie ed hai miei occhi, avevo a disposizione il culo di Maria, che avevo sognato da quando la prima volta ci eravamo conosciuti nel palazzo, con il dito medio ho raccolto un po’ di crema dal barattolo e ho cominciato a massaggiarle il buco del culo, poi sono entrato un po’ dentro, sentivo le contrazioni dello sfintere, e lei che mi diceva continua così che mi piace, ho cominciato a muoverle il dito nel culo e sentivo il piacere che le davo, poi ho preso un altro po’ di crema, e di dita ne ho infilate due molto lentamente, e lei che mi chiedeva ma perché fai questo?

Ed io prontamente, amore mio se non ti faccio abituare il buchetto e te lo dilato un po’, poi potrei farti male, e io questo non lo voglio, quando te lo metterò dentro al culo voglio che tu possa provare solo piacere, e lei di rimando, ma lo sai Vittorio che a te ho pensato sempre come ad una persona delicatissima nel fare l’amore?

e non mi sbagliavo, queste sono cose che una donna le sente, ma adesso ti prego mettimelo dentro al culo che non vedo l’ora di sentirmelo negli intestini, alla faccia di quello stronzo di mio marito, pensa che sono anni che mi chiede il culo, ma non ho voluto mai darglielo, piano piano le ho infilato la cappella nel culo, mi sono fermato e ho iniziato a masturbarla sul clitoride, lei aveva messo il viso sul cuscino e con le mani si allargava le chiappe, sentendosi sfregare il clitoride la veniva spontaneo allargare le gambe, cominciava a godere per il ditalino che le stavo facendo, e molto lentamente continuavo ad entrarle nel culo, ero metà con il cazzo dentro, e la sentivo che godeva per il tutto, io restavo fermo per un po’ per farla abituare al mio manganello, ho iniziato a muoverlo dentro senza andare più in fondo, poi sempre lentamente sono entrato ancora di più nel suo intestino, sempre muovendomi, più mi muovevo e più spingevo dentro, lei ha cominciato a godere, ed è a quel punto che mi ha detto dai Vittorio comincia ad incularmi come si deve che mi piace da morire, sono riuscito completamente da culo di Maria e ho messo altra crema sulla cappella e l’ho infilato di nuovo dentro, e ho iniziato in quel momento ad incularla con tanta passione e forza, lei si lamentava sempre di più per il godimento, infatti mi istigava dicendomi dai vai più forte, inculami come si deve, mi piace da morire fammelo sentire tutto, dai Vittorio, quanto è bello, non credevo che sentirmelo nel culo mi piacesse tanto, continua, mi raccomando non sborrare adesso mi piace troppo, me lo voglio godere ancora, io ormai le avevo tolto le mani dalla fica e l’avevo presa per i fianchi, e me la stavo inculando alla grande, ma ormai anche il mio tempo stava per scadere, mi piaceva troppo il culo di Maria, e finalmente questa mattina avevo coronato il mio sogno di incularmela, infatti riuscivo a malapena ad avvisarla che una quantità industriale di sborra sentivo che le stava riempiendo l’intestino, lei emise solo un urlo che poco aveva di umano, infatti gli avevo messo la mano sotto la fica e sentivo un fiume di umori che emetteva in grande quantità, io crollavo insieme a lei sul fianco destro, tenendomela sempre abbracciata a me e con il pisello ancora dentro al culo, rimanevo abbracciato e stringendomela sempre a me, la sentivo che ancora era preda del grande godimento che aveva provato, io intanto me la carezzavo sul viso, mi stringevo hai suoi seni, e lei mi stava carezzando le palle con la sua liscia e graziosa manina, continuando in quel modo, sentivo che non potevo rimanere indifferente, infatti il cazzo ricominciava a dare segni di vita, e lei molto soddisfatta continuava con orgoglio le sue carezze erotiche, si girava per quello che poteva, cercando di darmi un bacio, e io con un po’ di contorsionismo riuscivo a darglielo, ho iniziato a rimuovermi dentro al suo culo, e lei tutta contenta mi continuava a carezzare la palle con tanta dolcezza e felicità, e poi ridendo mi dice, lo sai che ci speravo ma non pensavo che ti si sarebbe addrizzato di nuovo, dai rimettiamoci come prima, che voglio ancora sentirmi questa meraviglia nel culo, e mi raccomando cerca di durare il più possibile, che questa volta mi voglio fare almeno cinque o sei sborrate, dai Vittorio comincia ad incularmi come prima, cominci piano e poi sempre più forte, credo che ormai che l’ho provato nel culo, saranno veramente poche le volte che ti darò la fica, e così cominciavo a pomparla nel culo sempre più forte, mi piaceva soprattutto la forma che aveva del culo, due chiappe perfette molto pronunciate, ed un buco di culo che era una cosa meravigliosa, quel buco lo sentivo proprio come un guanto della mia misura, ci scorrevo dentro che era una meraviglia, e poi sentirle la fica che le gocciava senza interruzione, mi dava quella sensazione di padronanza e sottomissione che all’uomo piace molto, me la sentivo sotto che si stava godendo il mio manganello come non mai, credo proprio che lei senza saperlo era nata per prenderlo nel culo, godeva troppo per non essere una predestinata, infatti mentre scopavamo non era arrivata a quel livello di godimento e lussuria, continuava ad incitarmi di incularla sempre più forte, e poi aveva un orgasmo dietro l’altro, io me la godevo da morire, e fino a quel momento l’avevo sentita sborrare almeno sette volte, poi con la sua manina dal davanti mi aveva preso le palle e me le accompagnava mentre la pompavo, a quel punto non riuscivo a reggere oltre, l’avvertivo che stavo per sborrare e lei con un urlo mi incitava a farlo dicendomi, si Vittorio sborrami nel culo, ma mi raccomando fanne tanta di sborra, mi devi riempire gli intestini fino a farmelo arrivare nello stomaco, dai che la tua sborra l’ho bevuta ed è molto buona, dicendoglielo ho cominciato a sborrare, e lei mi tremava sotto le mani, aveva la fica fradicia continuava a sborrare in continuazione, poi con un lamento mi diceva, non reggo più stò godendo troppo Vittorio, non ho più le forze, fammi adagiare sul letto sono completamente sfinita, e siamo crollati di fianco sempre abbracciati e affannati per la lunga cavalcata appena terminata, siamo rimasti fermi e zitti almeno mezz’ora, poi lei mi si è sfilata dal culo la mia mazza ormai moscia, mi ha dato un lungo bacio sulla bocca e mi ha detto, ma lo sai che da oggi questa meraviglia mi appartiene totalmente, ma con quegli stronzi come facciamo?

Io ricambiandole il bacio le ho risposto, stai tranquilla, te lo avevo detto che volevo vendicarmi, e mi è venuta un’idea che tu mi aiuterai a realizzare, e sarà proprio lei che aumenterà notevolmente il tuo godimento mentre te lo metto nel culo.

FINE

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Storie sexy raccontate da persone vere, esperienze vere con personaggi veri, solo con il nome cambiato per motivi di privacy. Ma le storie che mi hanno raccontato sono queste. Ce ne sono altre, e le pubblicherò qui, nella mia sezione deicata ai miei racconti erotici.

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